Honor 8 è sbarcato in Europa.

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Il nuovo smartphone top di gamma di Honor, il tanto atteso Honor 8, è stato ufficialmente lanciato in Europa, portando il meglio della tecnologia degli smartphone e delle fotocamere nelle mani dei nativi digitali, ad un prezzo di appena 399 euro.

Ogni generazione ha i suoi idoli, il proprio punto di vista sul mondo e le sue regole. Honor 8 è stato specificamente progettato da Honor, marchio leader degli smartphone per i nativi digitali, per soddisfare lo stile di vita ambizioso e dinamico di questa generazione. Honor 8 combina un design innovativo a velocità elevata, fotocamera di alta qualità e funzioni intelligenti.

Materiali e design premium

Il corpo da 5,2 pollici è in vetro, formato da quindici strati, e dona allo smartphone un elegante design con finiture senza eguali. Tra gli strati del vetro sono inserite delle litografie e un reticolo 3D che si uniscono per creare delle sottili linee a prisma. Anche se invisibili all’occhio umano, queste generano colori vivaci per una straordinaria esperienza visiva. Grazie alle sue curve 2.5D, il vetro si inserisce perfettamente in una cornice di metallo tagliata a diamante che rendono il dispositivo eccezionale da tenere in mano, e che protegge lo smartphone dalle le cadute occasionali e altri incidenti.

Due telecamere uniscono le forze per fornire qualità eccezionale in foto. Come per altri modelli precedenti, il dispositivo possiede una doppia fotocamera con due sensori da 12MP; un sensore RGB per catturare i colori e un sensore in bianco e nero per i dettagli. Escludendo il filtro ottico, il sensore monocromatico cattura tre volte più luce di uno standard, migliorando la gamma dinamica dell’immagine e riducendo i difetti, anche in condizioni di scarsa illuminazione, fornendo un’ineguagliabile qualità dell’immagine. I due sensori consentono inoltre ai fotografi di utilizzare una serie di filtri, dalla messa a fuoco dopo lo scatto al cambiare l’aspetto con l’effetto Bokeh.

Oltre a tutto questo, la fotocamera di Honor 8 supporta un vasto insieme di funzioni e filtri, dal light painting alla modalità bellezza e alle funzioni panorama, slow-motion, food, HDR, super night e watermark. In un mondo in cui usiamo la fotocamera su noi stessi, la funzione “perfect selfie” migliorerà ogni sorriso o posa e, unita a una fotocamera frontale da 8 MP, produrrà foto perfette da condividere. Sistema ogni foto o video con tutta una serie di strumenti di editing per rendere i tuoi contenuti migliori sia che tu li voglia postare su Instagram, caricarli sul tuo blog o stamparli per appenderli alle tue pareti.

Potenza nelle tue mani

Honor 8 è stato progettato con un processore octa-core Kirin 950 abbinato a un coprocessore i5, che lavora in tandem per aumentare la velocità di elaborazione, i tempi di risposta e la durata della batteria. Inoltre, il dispositivo supporta le connessioni Wi-Fi su entrambe le bande 2,4GHz e 5GHz.

Funzioni smart sulla punta delle tue dita

Sapendo che la velocità è fondamentale, Honor ha fatto in modo che tu possa accedere a una serie completa di funzioni in un batter d’occhio con la sua esclusiva funzione smart: il sensore di impronte digitali agisce da pulsante multi-funzione, basta toccare una volta, due volte o tenere premuto per avviare applicazioni come WhatsApp o Pokémon Go. Tutto il necessario per mantenere la propria routine quotidiana è a portata di mano. La USB Type-C definisce un nuovo standard nelle porte di accesso, ponendo fine al giocherellare con i cavi: la presa infatti si inserisce in entrambi i versi. Inoltre con la ricarica super-veloce in soli 30 minuti si può ricaricare il telefono al 50%. Il sensore di impronte digitali di Honor 8 ha una capacità di auto-apprendimento, ciò significa che più viene utilizzato più velocemente funzionerà, raggiungendo una velocità di lettura di 0,4 secondi.

Caratteristiche da top di gamma ad un prezzo accessibile

Honor 8 è disponibile dal 24 agosto sul vMall, il negozio online di Honor all’incredibile prezzo di soli €399,99, che include anche un pacchetto extra del valore di €99,99 (fino ad esaurimento scorte). Gli acquirenti possono scegliere tra tre colori: Pearl White, Midnight Black e Sapphire Blue. Honor 8 sarà in vendita nelle prossime settimane anche nei negozi Unieuro ed Euronics, oltre che in alcuni selezionati rivenditori online come Amazon e MediaWorld.

Specifiche Tecniche

 Display LTPS da 5,2 pollici Full-HD (1920×1080)

 Processore Kirin 950 Octa-Core (4×2,3GHz + 4×1,8GHz)

 4GB di RAM e 32GB di memoria interna, espandibili con microSD fino a 128GB

 Batteria da 3,000mAh con ricarica rapida

 Doppia fotocamera principale da 12MP con sensori RGB e monocromatico, modalità Pro,

HDR, Slow-Mo, ecc…

 Fotocamera frontale da 8MP

 Lettore d’impronta digitale 3D multi-funzione con pulsante smart

 Dual SIM

 LTE Cat.6, HSPA+, EDGE, GPRS

 WiFi 802.11 a/b/g/n/ac Dual Band con WiFi Direct

 Bluetooth 4.2

 NFC

 IrDA con telecomando universale

 USB Type-C

 GPS, A-GPS, Glonass, BDS

 Dimensioni: 145,5 x 71 x 7,45 mm

 Peso: 153g

 Sistema Operativo: Android 6.0 + EMUI 4.1

 Colori: Pearl White, Midnight Black, Sapphire Blue

 

In occasione del lancio di Honor 8 per il mercato Europeo, Honor ha anche rilasciato un breve documentario che vede protagonista Brooklyn Beckham. Lo studente di fotografia lascia che i fan scoprano il suo mondo mentre scatta immagini di Londra con Honor 8, lo smartphone più innovativo del brand. Il film, girato dal pluripremiato regista Simon Cahn, esplora l’individualità, la creatività e la ricerca di un percorso originale. Brooklyn è ritratto mentre mostra le sue passioni – dalla fotografia alla skateboard – e come Honor 8 lo aiuta a creare e condividere con questo mondo di passioni.

XXVII Busker Festival di Carpineto Romano: il 25 e 26 agosto, l’Arte di Strada nei vicoli storici della Città d’Arte

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Andrea Corridoni Busker Festival
L’arte di strada nei vicoli storici della Città d’Arte
25 – 26 agosto, Carpineto Romano (RM)
Dalle ore 16.30

Si rinnova per il 27esimo anno consecutivo il festival di artisti di strada da sempre amato e seguito: il Carpineto Romano Busker Festival, appuntamento imperdibile per tutti coloro che hanno voglia di buttarsi in due giorni unici di teatro, musica, performance e installazioni artistiche all’insegna della libertà.
 
Dal 1990 a oggi, infatti, in occasione del Festival, le strade di Carpineto Romano si animano di quell’arte in grado di abitare ogni angolo urbano, in piena tradizione “baschera”, dando vita a una festa unica di musica e colori. Anche per il 2016 la direzione artistica sarà affidata alle ScuderieMArteLive di Peppe Casa,con il coordinamento artistico di Linda Fiocco; tra le novità di questa edizione, l’apertura di palazzi signorili quali Casa Pasquali-Coluzzi e il cortile di Casa Pecci Caldarozzi – Prosperi Mangili ad ospitare esposizioni pittoriche e spettacoli teatrali, e l’aumento delle postazioni artistiche, elementi che apriranno agli spettatori inediti scorci paesaggistici, per una nuova esperienza empirica della cittadina d’arte di Carpineto Romano.
 
Tra gli ospiti confermati per le arti circensi, Gran Lebuski con la comicità del suo teatro di strada, Ilaria Fonte col suo spettacolo di acrobatica aerea “Fashionissima Me”, Bon Bon Rouge con la clownerie teatrale del suo “Na scarpa e na panchina!” , Andrea Corridoni e il “Momento Poetico” delle sue bolle di sapone, Alessia Muntoni in arte Edera e la sua performance di fuoco, Irene Croce col contorsionismo acrobatico delle sue danze, Manuela Colore in arte Zingamu e la sua statua dal movimento immobile, Daniele Sardella e il suo esilarante spettacolo de “Il Circo Equilibrato”, Aurora col suo spettacolo su trampoli, Elia Bartoli performer di “GiocoElia”, Novella Morellinidell’Associazione Catapulta con lo spettacolo e il laboratorio di equilibrismo.
Per il teatro, Guglielmo Bartoli e Paolo Trento presentano “Non apriteci la porta!” mentre Eduardo Ricciardelli propone ”Pulcinella il folle Antonio”; per la pittura, ospiti Anna Battisti e la collettiva di Artiamoci, Associazione di pittura di Carpineto.
Per la musica, i one man band Spookyman e L’Indio, il cantautorato jazzistico di Lucio Morelli, lo spettacolo country musicale dei Keet & More, il trio di clown musicisti itineranti La settimana dopo e in chiusura il concerto dei Parranda Groove Factory col loro progetto innovativo tra elettronica, folk e reggae mixati alle ritmiche brasiliane.
Diventato ormai parte integrante del patrimonio culturale della cittadina, il Festival Buskers di Carpineto Romano si distingue nel panorama nazionale grazie alla commistione dei tradizionali spettacoli di strada con spettacoli che solitamente trovano spazio solo nei teatri o nei live club come la commedia dell’arte e il teatro d’innovazione, spettacoli di circo contemporaneo con strutture aeree, performer di pittura dal vivo che trasformano piazze e vie in musei.
Un ulteriore elemento distintivo che rende questo festival unico sono i laboratori in strada, nati dalla collaborazione degli artisti e di pedagogisti, che coinvolgono i bambini e i loro familiari facendo condividere ai genitori e ai figli momenti di gioco, complicità e collaborazione all’interno di un contesto di festa e cultura rendendo lo spettacolo interattivo e coinvolgente. Quest’anno, oltre al laboratorio di equilibrismo di Novella Morellini e dell’Ass. Catapulta, Irene Croce allestirà laboratori in cui i bambini potranno sperimentare e confrontarsi con le molteplici discipline circensi dalla giocoleria (palline, fazzoletti, cerchi, diabolo, kiwido, nastri, clavette, piatti cinesi, piume pavone) all’equilibrio (filo teso, sfera, trampoli, monociclo, pedalò, rullo).
In 27 anni siamo diventati un punto di riferimento per l’arte di strada di tutta Italia, cosa che rende per due giorni il bellissimo borgo di Carpineto Romano capitale italiana dell’arte, del circo, della musica e del teatro. Una grande soddisfazione per tutto il territorio, fiero di ospitare ogni anno con sempre maggiore partecipazione, un evento nato e pensato proprio per il nostro antico borgo come luogo ideale per le performance. Uno scenario unico dove l’arte di strada attraverso la parola, il gesto, la narrazione e lo spettacolo trova la sua ragione di esistere, si integra e prende forma” ha dichiarato il Sindaco di Carpineto Roma Matteo Battisti.
“Il Busker Festival” ha aggiunto l’Assessore alla Cultura Noemi Campagna “è una delle rassegne più antiche del Comune di Carpineto Romano. In due giorni la città si trasforma, e il centro storico si anima di spettacoli unici. E siccome l’arte è impoertante per tutti, quest’anno, abbiamo anche voluto dare spazio ai laboratori per bambini, che si terranno il Piazza Regina Margherita il pomeriggio dalle 16.30: una novità importante che coinvolge direttamente i più piccoli che rappresentano il futuro della nostra comunità”.
L’appuntamento del 2016 con l’Arte di Strada è il 25 e 26 agosto a Carpineto Romano (RM) con il XXVII Busker Festival.
Per Info: www.carpinetoromano.itwww.buskercarpineto.org – Ufficio Turistico: 06/97180028

Shakespeare e l’immaginario di Roma: in viaggio con Giulio Cesare, dai Fori Imperiali ai Musei Capitolini

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Shakespeare e l’immaginario di Roma_3
Shakespeare e l’immaginario di Roma
 
Opere inedite in forme inedite per valorizzare luoghi simbolo della Città Eterna
 
In viaggio con Giulio Cesare,
dai Fori Imperiali ai Musei Capitolini
ed altri Shakespeare “Romani” con la partecipazione straordinaria di
Galatea Ranzi, Giulio Scarpati e Paolo Musio
 
Dal 29 agosto al 7 settembre 2016
 
Un viaggio nel passato che ha saputo parlare al nostro presente,
attivando e coinvolgendo la mente e i sensi:
lo sguardo, innanzitutto, di volta in volta immerso in uno scenario diverso
per ogni tappa del percorso itinerante;
e l’udito che percepiva, in cuffia, le voci, i clamori della folla,
la musica di una colonna sonora abilmente orchestrata.
Laura Caretti, Giulio Cesare ai Fori
A 400 anni dalla morte di William Shakespeare (1616 – 2016), Roma si veste di ricordi e di poesia intraprendendo un coinvolgente viaggio con uno dei suoi più noti protagonisti: Giulio Cesare, al centro di una svolta seminale della storia romana e dell’omonima tragedia del drammaturgo inglese.
Dal 29 agosto al 7 settembre, un viaggio con il Giulio Cesare prima all’interno di aree abitualmente chiuse al pubblico dei Fori Imperiali(dal 29 al 31 agosto) e poi in una nuova ipotesi di visita dei Musei Capitolini ( dall’ 1 al 6 settembre).
Una “visita” originale nei luoghi che ospitarono i fatti storici nell’immaginario shakespeariano di Roma, in una formula sperimentale di teatro mobile per spettatore-visitatore audio ricevente. Il pubblico  potrà partecipare all’evento itinerante ascoltando dalla cuffia di cui sarà dotato la partitura testuale, sonora e musicale dell’evento. Le diverse tappe del percorso saranno modulate sul testo messo in scena e gli accadimenti visivi e spaziali saranno azioni attoriali dal vivo pensate come installazioni specifiche significanti dei luoghi-ambiente.
Non si tratterà, dunque, di una messinscena tradizionale ma di un vero e proprio esperimento scenico nei luoghi archeologici e museali più importanti di Roma: con la regia di Marcello Cava, prenderanno vita frammenti dai primi tre atti del Julius Caesar di William Shakespeare (traduzione di Agostino Lombardo), con la contaminazione con I, Cinna (The Poet) del drammaturgo inglese Tim Crouch(traduzione di Rosy Colombo).
Al viaggio con la potente figura romana, si affiancheranno eventi speciali realizzati con la partecipazione di illustri personalità della cultura e dello spettacolo.
L’avvio è previsto domenica 4 settembre, ai Musei Capitolini, con la lettura scenica de Lo stupro di Lucrezia eseguita dagli attori Galatea Ranzi e Giulio Scarpati; seguirà mercoledì 7 settembre, negli spazi della Centrale Montemartini, un’altra lettura scenica: questa volta daAntonio e Cleopatra (Morire ad Alessandria, adattamento di Rosy Colombo dalla traduzione di Agostino Lombardo), ancora con Galatea Ranzi e la partecipazione di Paolo Musio.
Sotto la direzione artistica di Marcello Cava, con la consulenza scientifica di Rosy Colombo (Senior Professor di Letteratura inglese, Sapienza Università di Roma) e di Daniela Guardamagna (Professore ordinario di Letteratura inglese, Università di Roma “Tor Vergata”), si cercherà di sviluppare una forma di spettacolo itinerante dove lo spettatore-visitatore sarà invitato a confrontarsi con il tema della memoria di un passato lontano ma incombente, secondo i temi-domanda delle opere romane di William Shakespeare.
Giovedì 8 settembre il  progetto, che ha l’ambizione di ipotizzare nuove possibilità di fruizione dei luoghi simbolo della città di Roma, si concluderà con una tavola rotonda con Nadia Fusini e Alessandro Roccati.
Il programma degli eventi viene proposto al termine di un laboratorio che ha coinvolto – e coinvolgerà ancora – professionisti, studenti e docenti di scuole superiori e università, nell’ambito di un pluriennale progetto di “Teatro e Scuola”, realizzato presso sedi universitarie e spazi museali dall’associazione Culturale Teatro Mobile, ideatrice del progetto stesso.
La manifestazione “Shakespeare e l’immaginario di Roma” è realizzata con il contributo di Roma Capitale in collaborazione con la SIAEed è inserita nell’edizione 2016 dell’ESTATE ROMANA: “Roma, una Cultura Capitale”.
Potendo accogliere un numero limitato di visitatori-spettatori, la partecipazione agli eventi in programma – sempre gratuita – sarà possibile solo su prenotazione, in www.teatromobile.eu oppure inviando una e-mail a viaggiocongiuliocesare@gmail.com.
In collaborazione con SIAE
Per informazioni e aggiornamenti: www.teatromobile.eu

Festivalfilosofia 2016: un mondo “in gara”. Agonismo è il tema dell’edizione di settembre

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Festivalfilosofia 2016: un mondo "in gara".
Agonismo è il tema dell'edizione di settembre Da venerdì 16 a domenica 18 settembre a Modena, Carpi e Sassuolo quasi 200 appuntamenti fra lezioni magistrali, mostre, concerti, spettacoli e cene filosofiche. Tra i protagonisti Bodei, Bauman, Bianchi, Cacciari, Galimberti, Recalcati, Rodotà, Severino, Augé, Nancy, Sloterdijk

Dedicato al temaagonismo, il festivalfilosofia 2016, in programma a Modena, Carpi e Sassuolo dal 16 al 18 settembre in 40 luoghi diversi delle tre città, mette a tema la dimensione agonistica e competitiva che pervade non solo gli ambiti della vita collettiva, ma anche le forme di vita dei singoli. La sedicesima edizione del festival prevede lezioni magistrali, mostre, spettacoli, letture, giochi per bambini e cene filosofiche. Gli appuntamenti saranno quasi 200 e tutti gratuiti.

Il festival è promosso dal “Consorzio per il festivalfilosofia”, di cui sono soci i Comuni di Modena, Carpi e Sassuolo, la Fondazione Collegio San Carlo di Modena, la Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi e la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.
Piazze e cortili ospiteranno oltre 50 lezioni magistrali in cui maestri del pensiero filosofico si confronteranno con il pubblico sulle varie declinazioni dell’agonismo: specifica attenzione sarà data alla tensione tra competizione e collaborazione, rintracciandone anche il portato evoluzionistico nel comportamento animale e sondando alcune delle principali passioni umane coinvolte, come l’invidia o l’aggressività. Si indagheranno le valenze della concorrenza economica e ci si concentrerà sul valore positivo che il conflitto può rivestire nella vita delle democrazie. Si darà inoltre rilievo alla “gara” per eccellenza, discutendo i significati antropologici e culturali dello sport.

Quest’anno tra i protagonisti si ricordano, tra gli altri, Enzo Bianchi, Massimo Cacciari, Roberto Esposito, Umberto Galimberti(lectio “Gruppo Hera”), Michela Marzano, Salvatore Natoli, Federico Rampini, Massimo Recalcati, Stefano Rodotà, Emanuele Severino, Carlo Sini, Julio Velasco (Lectio “Rotary”), Stefano Zamagni (Lectio “Confindustria Modena”) e Remo Bodei, Presidente del Comitato scientifico del Consorzio. Nutrita la componente di filosofi stranieri: tra loro i francofoni Chantal Mouffe, Jean-Luc Nancy, Jean-Nöel Missa, Georges Vigarello e Marc Augé, che fa parte del comitato scientifico del Consorzio; il tedesco Peter Sloterdijk e lo statunitense Hans-Ulrich Gumbrecht, i britannici Zygmunt Bauman e Ellis Cashmore, il francese di origine argentina Miguel Benasayag. Sedici in totale i volti nuovi che l’edizione convoca. Alessandro Bergonzoni consiglierà come non avere incidenti al “passaggio a livello” agonistico.
Il programma filosofico del festival propone anche la sezione “la lezione dei classici”: esperti eminenti commenteranno i testi che, nella storia del pensiero occidentale, hanno costituito modelli o svolte concettuali rilevanti per il tema dell’agonismo: dall’anima in conflitto del Fedro di Platone alla concordia civica nella Politica di Aristotele fino al conflitto nelle volontà nelle Confessioni di Agostino. Per l’età moderna si discuteranno l’elogio dei tumulti di Machiavelli e la neutralizzazione del conflitto sostenuta da Hobbes. Una lezione ricostruirà la lotta di classe teorizzata da Marx, mentre si discuterà anche il Così parlò Zarathustra di Nietzsche. L’idea che la politica sia rapporto tra amico e nemico verrà rintracciata nella teoria di Schmitt, mentre Se questo è un uomo di Primo Levi fornirà indicazioni sulla natura della violenza.

Se le lezioni magistrali sono il cuore della manifestazione, un vasto programma creativo coinvolge performance, reading e spettacoli che avranno per protagonisti Ernesto Assante e Gino Castaldo, Ugo Cornia, Marina Massironi, Marina Senesi, Andrea Zorzi e Beatrice Visibelli, Andrea Scanzi e persino Gregorio Paltrinieri, campione di nuoto alle olimpiadi di Rio.

Trenta le mostre proposte in occasione del festival, tra cui una sulla passione per gli album di figurine Panini, una sul fallimento del Novecento tra conflitti e guerre, una collettiva di fotografia sui migranti nelle isole greche, una sulla sfida dell’artista ai suoi modelli, una sui ritratti dei protagonisti della contestazione giovanile.
Un ampio progetto dal titolo “Modena futurista”, tra mostre, performance teatrali, concerti, narrazioni e laboratori presenterà al pubblico un’esperienza d’avanguardia che rinvia alla serata futurista nella quale a Modena fu presentato il primo dei celebri “intonarumori”.
E, accanto a pranzi e cene filosofici ideati dall’Accademico dei Lincei Tullio Gregory per i quasi ottanta ristoranti ed enoteche delle tre città, nella notte di sabato 19 settembre è previsto il “Tiratardi”, con iniziative e aperture di gallerie e musei fino alle ore piccole.

Oltre 50 lezioni magistrali: il pensiero della gara
Oltre 50 lezioni magistrali: il
pensiero della garaNelle piazze e nei cortili del festival si discuterà di concorrenza e competizione sportiva, conflitti democratici e passioni della rivalità, senza dimenticare che lotta e contesa sono il fondamento tanto della vita biologica, quanto della stessa filosofia

Il nostro tempo rivela una dimensione agonale e competitiva che sembra pervadere non solo gli ambiti della vita collettiva, ma anche le forme di vita dei singoli, dando inediti significati all’intuizione filosofica originaria che vede nel polemos, nella contraddizione e nella contesa, la genesi di tutte le cose.
Il lavoro dell’edizione fornirà riflessioni per riformulare la tensione tra competizione e collaborazione, indagando tanto le valenze della concorrenza economica, quanto il valore positivo che il conflitto può rivestire nella vita delle democrazie. Darà inoltre rilievo alla “gara” per eccellenza, discutendo i significati antropologici e culturali dello sport.
Strutturato per gruppi di questioni, il programma filosofico porterà pertanto in primo piano un lessico concettuale a più voci dove si confronteranno prospettive filosofiche plurali e anche divergenti.

1. L’agone fondamentale
La prima pista individua alcune grandi configurazioni della contesa a partire dal capovolgimento che Emanuele Severino compie del celebre detto di Eraclito per cui «polemos è il padre di tutte le cose»: per Severino è piuttosto la ”cosa”, concepita dal pensiero greco classico come oscillante tra essere e nulla, ad essere madre di tutte le contraddizioni e di tutti i conflitti.
Nel contesto astrofisico, il pòlemos si traduce nelle violente collisioni cosmiche, come la fusione di due buchi neri, capaci di generare increspature nello spazio tempo, lasciando come tracce le “onde  gravitazionali” scoperte proprio nel 2016: a parlarne saranno Paola Puppo e  Fulvio Ricci, responsabile scientifico di Virgo, l’équipe dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare che ha  collaborato con la statunitense Ligo per giungere allo straordinario risultato.
Nell’orizzonte scientifico moderno, il campo della contesa fondamentale si è riproposto anche come “selezione naturale” e “lotta per la vita”. Alcune lezioni metteranno in luce gli esiti più recenti della ricerca in materia di evoluzione e i conseguenti aggiornamenti concettuali: Telmo Pievani insisterà sul carattere non deterministico, bensì casuale e contingente della selezione; Enrico Alleva, studioso del comportamento animale, sottolineerà il paradosso dell’altruismo come vantaggio evolutivo. Anche la scoperta dei neuroni specchio sembra fornire una base fisiologica all’intersoggettività e, di qui, alla disposizione cooperativa e mutualistica dei primati, come riferirà Vittorio Gallese, uno dei suoi scopritori.
In controcanto, Paolo Virno, mostrerà che anche una piccola particella grammaticale come il “non”, introducendo la negazione, ha il potere di interrompere l’evidenza della percezione sensibile e persino di negare l’umanità altrui, con tutte le conseguenze antropologiche e politiche che ne derivano.
Vita e politica, del resto, sono strettamente congiunte in dispositivi di pensiero e pratiche che vanno sotto il nome di “biopolitica”:Roberto Esposito, uno dei maggiori protagonisti del dibattito internazionale su questi temi, porterà la riflessione nel cuore del presente, analizzando quanto il conflitto e la dimensione agonale dell’esistenza incidano sulla crisi di identità dell’Europa.
La sfera pubblica è anche l’arena dove si confrontano e confliggono i valori di riferimento delle comunità: Roberta de Monticellipresenterà un tentativo di sottrarli alla dimensione del relativo per ancorarli a un fondamento assoluto di verità.
Se la condizione della specie è contraddistinta da confini mobili e cangianti, Bodei sottolineerà soprattutto quelli che abitano il soggetto individuale e le lotte che oppongono il sé a se stesso per superare i propri limiti morali e intellettuali.
Sarà Massimo Cacciari, infine, a discutere la mossa agonica compiuta dal pensiero filosofico in quanto tale: costitutivamente dialettica, la filosofia argomenta infatti sempre nel più rischioso dei rapporti, quello dialogico.

2. La concorrenza
Uno dei perni della vita pubblica nelle società avanzate, da molti ritenuto quello fondamentale, è il principio della concorrenza. In essa sembrano condensarsi libertà e merito, pari opportunità e vantaggi collettivi. Categoria essenzialmente economica, si rivela più complessa di quanto possa sembrare a prima vista: Zygmunt Bauman ne traccerà lo sfondo discutendo se la disposizione concorrenziale sia connaturata agli uomini o sia un prodotto della cultura; Stefano Zamagni (nella Lectio “Confindustria Modena”) mostrerà come essa non coincida necessariamente con la logica dell’interesse privato, in quanto la finalità dei partecipanti al gioco del mercato può essere anche di tipo altruistico; Federico Rampini ne mostrerà le implicazioni negli accordi internazionali di liberalizzazione degli scambi, con le relative ricadute in termini di trasparenza e competizione fiscale tra gli Stati. E proprio la competizione internazionale, che fa oscillare continuamente gli Stati tra anarchia e ordine, guerra e pace, sarà oggetto della lezione diLuigi Bonanate.
La presa della concorrenza sul nostro tempo, infine, attraversa anche le vite individuali: Michela Marzano mostrerà come l’esistenza dei singoli sia sempre più gestita in modo manageriale, basando la vita personale su modelli di performance e competizione di matrice aziendale.

3. Polis e conflitto
La terza pista tematica si focalizza in primo luogo sul valore che il conflitto può assumere entro la vita delle democrazie liberali, che riconoscono la legittimità dell’avversario politico: Chantal Mouffe mostrerà in particolare come il pluralismo conflittuale e negoziato possa beneficiare le democrazie radicalizzandole; contro le pretese monopolistiche delle “etiche della verità”, Gustavo Zagrebelskyribadirà che le democrazie necessitano di discordia tra opinioni e valori e di un confronto basato sul rispetto reciproco e le garanzie costituzionali.
L’attenzione verrà poi rivolta all’emergere di nuovi “nemici” e nuove forme di conflitto per effetto delle trasformazioni in atto sul piano globale: l’ostilità verso ogni diversità culturale può giungere a vere e proprie «strategie di inferiorizzazione» che, come mostreràAlessandro Dal Lago, equiparano stranieri e minoranze a veri e propri nemici; Miguel Benasayag perorerà una pratica del conflitto inteso come base del vivere insieme, discostandosi dalle posizioni illusorie e complementari della tolleranza zero e della pace universale; Stefano Rodotà si soffermerà sul conflitto tra diritti che emerge quando i diritti di cittadinanza e quelli di riconoscimento fondati sulla dignità della persona entrano in tensione  per effetto ad esempio dei flussi migratori. Anche il paradigma politico fondato sul dualismo “amico-nemico” – come sosterrà Carlo Galli – sta assumendo una nuova veste: dal conflitto tra capitale e lavoro alle minacce securitarie del terrorismo, il “nemico” è divenuto invisibile, essendo collocato non più al di là, ma all’interno, dei confini della società.
La dialettica politica deve essere preservata e il pluralismo valorizzato anche nei processi di pacificazione, nei quali, come mostrerà Andrea Riccardi, è fondamentale il contributo di attori a vari livelli, dagli Stati alle organizzazioni internazionali e a quelle non-governative. E se la guerra pare diventata di fatto forma e condizione della vita pubblica su scala planetaria, più necessario risulta lo sforzo per pensare e praticare l’alternativa della pace, come sosterrà Umberto Curi. Jean-Luc Nancy, uno tra i più rilevanti pensatori della relazione con l’altro, presenterà un originale ripensamento della belligeranza del pensiero e delle armi della critica di fronte al suo svuotamento contemporaneo.
Il fascino del militarismo e delle armi è d’altronde un nemico insidioso: a partire da Simone Weil e dalla sua lettura dell’Iliade in rapporto all’ascesa del nazismo, Nadia Fusini mostrerà come il pensiero femminile del Novecento abbia elaborato una possibile via d’uscita dall’esaltazione maschile della forza.

4. Passioni agoniche
La dimensione agonica dell’esistenza fa leva su alcune disposizione passionali e psichiche che si manifestano sul crinale tra individuale e collettivo, indicando tanto alcune costanti dell’azione umana quanto il portato dell’epoca e delle culture.
Tra di esse spiccherà l’amore: Umberto Galimberti, nella sua Lectio “Gruppo Hera”, traccerà la fenomenologia della rivalità amorosa, sottolineando la relazione tra eros e pòlemos e in particolare i risvolti della gelosia. Passione “democratica” e ambivalente, fondata su una malintesa forma di comparazione e competizione, l’invidia verrà discussa nelle sue implicazioni da Elena Pulcini. Silvia Vegetti Finzi affronterà invece la questione dell’aggressività soprattutto nei gruppi adolescenziali, mostrandone una funzione evolutiva, laddove lo scontro sostiene la crescita, e una distruttiva, come nel caso dei bullismi. Nelle forme di esclusione e discriminazione, Nicla Vassallo vedrà all’opera pregiudizi, emozioni incontrollate, chiusure cognitive capaci di generare disgusto e repulsione ingiustificati.
In un’epoca dominata dal principio del successo e della prestazione, Massimo Recalcati si soffermerà sull’importanza del fallimento, dandone una lettura lacaniana: in quel che pare una mancanza agli occhi dell’Io si può scorgere, dal punto di vista dell’inconscio, un atto riuscito che mette a valore la perdita e lo scarto.
Il pathos della vittoria e soprattutto della sconfitta, con i suoi riti e le sue appartenenze totemiche, sarà discusso da Marc Augétramite la volontà di rivincita che consente più di un parallelo tra mondo sportivo e mondo politico

5. La gara
Agòn è fin dalla sua radice luogo di gara, spazio pubblico in cui si compete per primeggiare, per avanzare elevandosi. Carlo Sinimostrerà anzitutto come l’emulazione, cioè la spinta a superare in valore il contendente nella gara, costituisca fin dalle radici greche una peculiarità etica e antropologica dell’Occidente. Ancora sulle origini greche si soffermerà Eva Cantarella per ricostruire il modello educativo che trovava nel ginnasio il luogo di esercizi tanto atletici quanto intellettuali.
Nella sua lettura antropologica degli esercizi di elevazione, Peter Sloterdijk mostrerà come le differenze connesse al potere e al privilegio si siano trasformate in differenze connesse alle performances di auto-elevazione, decretando il successo dell’allenamento sportivo nella tarda modernità. L’inestinguibile presenza del doping e la progressiva affermazione della medicina migliorativa, di cui parlerà Jean-Noël Missa, andranno parimenti a sottolineare il carattere “artificiale” dell’esistenza.
In chiave sociologica, Georges Vigarello indicherà come il modello sportivo plasmi la relazione immaginaria con la stessa democrazia, fornendo valore mitico all’idea di una riuscita sociale fondata sul merito e il talento.
Su un piano strettamente etico e antropologico Salvatore Natoli presenterà la lotta in vista della gloria come terreno elettivo delle virtù, mentre Enzo Bianchi darà al tema un’intonazione spirituale, soffermandosi sul combattimento interiore che ciascuno deve compiere per vincere la tentazione e sul regime della prova come esperienza essenziale di libertà.
Accostata come gioco, la gara si presenta anche come tensione tra una componente disinteressata, fondata su piacere e godimento, e una componente arrischiata, perché il gioco comporta sempre una sfida e un azzardo, ossia un “mettersi in gioco” verso se stessi o verso gli avversari, come  mostrerà Pier Aldo Rovatti.
Con un drastico cambio di quadro, Ellis Cashmore rintraccerà il tema della gara in un fenomeno tutto contemporaneo e mediatico come quello dei talent show, dove la spettacolarizzazione della competizione e l’eguaglianza di opportunità dei partecipanti vanno di pari passo con il voyeurismo di un pubblico affamato di conflitto e crudeltà.
Al di là delle interpretazioni sociologiche e culturali per le quali lo sport ha sempre un significato funzionale in relazione ad altro (il marketing, la salute, il prestigio, il potere), Hans-Ulrich Gumbrecht discuterà il valore intrinseco dell’attività sportiva, coincidente con la pura bellezza estetica che si ricerca guardandone le azioni. La gratuità del gesto atletico, che lo rende aggraziato in senso etimologico, sarà sottolineata anche nella lezione di Francesca Rigotti.
Un protagonista come Julio Velasco, tra i più vincenti allenatori di pallavolo di sempre, si soffermerà nella sua Lectio “Rotary” sull’importanza del lavoro motivazionale per fare squadra, cruciale non solo per la performance dei team sportivi, ma per ogni dinamica di collaborazione.
Per non avere incidenti al “passaggio a livello” agonistico, Alessandro Bergonzoni, artista della parola e dei suoi mille sensi, consiglia di “battere le ali”, cioè: «meno corporativismi da carne battuta, meno squadre, sfide, meno medaglie, petti, polli, cosce, e più coscienze, alate».

6. La lezione dei Classici
Completerà come di consueto il programma filosofico la sezione “Lezione dei classici”: grandi interpreti del pensiero filosofico discutono le opere che hanno maggiormente segnato la riflessione sul tema dell’agonismo.
Mario Vegetti commenterà il Fedro di Platone, dove il celebre mito della biga alata presenta un conflitto nell’anima presa tra spinte ascensionali e discensionali.
La Politica di Aristotele sarà discussa da Enrico Berti per mostrare come quest’opera si imperni su un’idea di concordia concepita come amicizia civica capace di disinnescare il potenziale distruttivo della contesa. A un conflitto delle volontà che nel teatro dell’anima mette in scena la lotta tra spirituale e carnale, bene e male, divino e umano dedicano ampie riflessioni le Confessioni di Agostino, su cui farà lezione Remo Bodei.
L’orientamento agonistico che vede nel conflitto un valore positivo nella sfera pubblica ha tra i suoi vari antecedenti la difesa del tumulto operata da Machiavelli nei Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio, di cui parlerà Antonio De Simone. Viceversa Giacomo Marramao ricostruirà forse il più influente tra i paradigmi politici fondati sul principio della neutralizzazione del conflitto e della costruzione dell’ordine, ossia quello del Leviatano di Hobbes.
Alla teoria che ha visto nella lotta tra le classi il motore dialettico della storia, ossia quella de Il Capitale di Marx, è dedicata la lezione di Marcello Musto. Commentando Così parlò Zarathustra di Nietzsche, Giuliano Campioni farà emergere una figura, quella del funambolo, che per Nietzsche è emblematica del tipo di esercizio e del destino riservato all’uomo del cambiamento.
Venendo agli esiti novecenteschi, l’idea di Schmitt che la relazione politica fondamentale sia quella dell’ostilità tra amico e nemico verrà ricostruita da Nello Preterossi in una lezione su Il concetto del “politico”.
Le dinamiche di conflitto e di concorrenza cui giungevano i prigionieri dei campi di sterminio è uno dei temi di Se questo è un uomo di Primo Levi e testimonia la spinta a «complicare il male nazista» che ha contraddistinto l’opera di questo autore: ne discuterà Simona Forti.

Mostre, installazioni, musica e narrazioni: le forme dell’agonismo
Mostre, installazioni, musica e
narrazioni: le forme dell'agonismoUn nutrito programma di eventi, tutti gratuiti, affiancherà le lezioni magistrali del festivalfilosofia dal 16 al 18 settembre a Modena, Carpi, Sassuolo

1. L’agone fondamentale
Lo spirito di contesa pervade il pensiero e la disposizione artistica, innescando rivoluzioni e sovversioni di genere, ma attraversa anche il mondo della vita, mettendo davanti ai nostri occhi lo spettacolo dell’evoluzione

Un progetto coordinato, dal titolo “Modena futurista”, coinvolge diversi tipi di attività e vari soggetti attorno alla rottura artistica e culturale rappresentata dal futurismo nel segno della sovversione del passato. Motivo di quest’attenzione al futurismo è la tumultuosa soirée, tenutasi a Modena il 2 giugno 1913, durante la quale, alla presenza di Filippo Tommaso Marinetti, Luigi Russolo presentò lo scoppiatore, il primo dei suoi celebri intonarumori. Quella serata, che può a buon diritto venire considerata uno dei punti di avvio della musica contemporanea, verrà approfondita nella mostra“SibilaRonzaScoppia. L’intonarumori e la musica futurista modenese”, in cui saranno esposti cimeli della soirée, alcuni intonarumori ricostruiti da Pietro Verardo e postazioni interattive da cui ascoltare le sonorità degli intonarumori (Modena, Palazzo dei Musei, curatrice: Cristina Stefani, a cura di: Museo Civico d’Arte). La mostra presso la Biblioteca Poletti documenta invece la rivoluzione futurista in campo tipografico, con la pagina che diviene campo in cui sferrare la battaglia contro la scrittura lineare. “Rompete le righe! Libri futuristi di una collezione modenese” mostra l’esplosione della pagina in circa sessanta preziosi volumi (Modena, Palazzo dei Musei, curatrice: Carla Barbieri, a cura di: Biblioteca Poletti). I gesti e le grida iconoclaste dei futuristi rivivranno nei “Bombardamenti poetici” con cui, venerdì 16 dalle ore 18, la Biblioteca Poletti e il Museo Civico d’Arte, al Palazzo dei Musei, tra declamazioni e volantinaggi, omaggeranno le sonorità e le folgorazioni poetiche futuriste (a cura di: Emilia Romagna Teatro Fondazione, regia: Claudio Longhi).
La serata del 1913 rivivrà nella mise en espace “L’infernale (anti)orchestra futurista. Risse, teatri, marchingegni e altre passioni avanguardiste”, in cui risuoneranno le grida e le invettive dell’epoca, l’agone drammatico predisposto da Marinetti e foriero di fondamentali cambiamenti culturali (Modena, Teatro Storchi,  sabato 17 settembre, ore 22, a cura di: Emilia Romagna Teatro Fondazione, regia: Claudio Longhi). In “Una serata tumultuosa. I futuristi a Modena” Marco Bertarini offrirà un racconto dell’evento del 1913 capace di incuriosire anche bambini e ragazzi (Modena, Palazzo dei Musei, venerdì 16 settembre, ore 21, a cura di: Dida – laboratorio didattico).
Non mancherà un concerto che mostrerà l’ibridazione tra suoni “tradizionali” e rumori futuristi: “Note rumoriste. Musica tradizionale e futurista a confronto” (Modena, Palazzo dei Musei, Musei Civici, sabato 17 settembre, ore 20,30, direttore: Antonio Giacometti, a cura di: Istituto di Studi Superiori Musicali “Vecchi-Tonelli” e Museo Civico d’Arte di Modena).
Due laboratori infine faranno sperimentare ai partecipanti le due anime delle mostre futuriste, la rivoluzione musicale degli “intonarumori” e quella tipografica della “tavola parolibera”: “Zang Tumb Tumb. L’arte dei rumori” (Modena, Palazzo dei Musei, sabato 17 e domenica 18 settembre, ore 16-19, curatrice: Luana Ponzoni, a cura di: Dida – laboratorio didattico) e “Crea la tua tavola parolibera” (Modena, Palazzo dei Musei, Dida – laboratorio didattico, venerdì 16, ore 19-21, curatore: Francesco Ceccarelli, a cura di: Biblioteca Poletti).

Un grande classico della musica come le Variazioni Goldberg di Bach si presterà, in “Le Goldberg a staffetta. Agonismo a somma positiva”, a venire eseguito da dieci pianisti che realizzeranno così un’opera comune, una composizione di qualità in cui non c’è traccia di contesa (Modena, Chiesa di San Bartolomeo, domenica 18 settembre, ore 21, a cura di: Fondazione Gioventù Musicale d’Italia, sede di Modena).

La lotta evolutiva è al cuore dell’opera maggiore di Bertozzi&Casoni attorno a cui si sviluppa la loro mostra “Il capitale umano. Tra consolazioni e desolazioni”: un gigantesco orso bianco è ingabbiato e prigioniero, a rischio estinzione a causa dei mutamenti determinati dall’attività umana. Altre opere indagano la dialettica di composizione e ricomposizione che attraversa il mondo della vita e quello delle cose, come nel caso dei rifiuti, essi stessi piccole estinzioni locali nell’epoca dell’abbondanza (Modena, Galleria Antonio Verolino, curatore: Franco Bertoni).

Il tema dell’evoluzione e della selezione naturale è al centro anche della mostra “Lotte per l’esistenza. Illustrazioni de “L’origine della specie” di Charles Darwin”: Fabian Negrin presenta alcune delle tavole con cui ha illustrato il paragrafo conclusivo dell’opera darwiniana, avvicinando i visitatori più giovani alla teoria dell’evoluzione (Carpi, Palazzo dei Pio, Torre dell’Uccelliera, a cura di: Castello dei ragazzi). Con la mostra a fare da scena, i testi di Darwin verranno letti per grandi e piccoli dall’attrice Sara Gozzi, del Teatro Comunale di Carpi,  restituendo le ripetute e meticolose osservazioni a partire dalle quali lo scienziato formulò la sua teoria dell’evoluzione (“In riva al fiume. Letture e musiche da L’origine della specie di Darwin”, sabato 17 e domenica 18 settembre).  Ancora a cura del Castello dei ragazzi, una galleria di grandi sagome di cartone raffiguranti animali estinti, opera di Francesco Silei, riproporrà la timeline dell’evoluzione, proiettando i visitatori in un passato di centinaia di milioni di anni fa (“Cari estinti. Una galleria degli animali scomparsi”, Carpi, Piazza Martiri). A complemento delle installazioni, il laboratorio per bambini dai 6 anni “Il ritorno degli animali scomparsi”, con la guida dell’artista, permetterà di ricostruirne la sagoma armati di cartone, forbici e colori (Carpi, Palazzo dei Pio, Castello dei Ragazzi, sabato 17 e domenica 18 settembre, ore 16-20), mentre la storia di ciascuno verrà narrata dalla viva voce di Sara Gozzi (“Storie di animali che non ci sono più”, Carpi, Piazza Martiri).

Alle entità in competizione nel mondo naturale sono dedicati i laboratori scientifici di “Vinca il migliore! L’agonismo nel mondo naturale, dal microcosmo alla scala cosmica”, che in tre diversi allestimenti permetteranno di fare semplici esperimenti in campo fisico, chimico e biologico (Modena, Palazzo Santa Margherita, Biblioteca Delfini, venerdì 16 e domenica 18 settembre, ore 16-20, sabato 17, ore 16-21; a cura di: Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia; Biblioteca Civica Antonio Delfini; Associazione inco.Scienza).

Una maratona scientifica dedicata ai ragazzi è proposta a Sassuolo dal Gruppo Pleiadi – Modena in collaborazione con la Biblioteca dei ragazzi Leontine: il laboratorio “Convivenze. I benefici della biodiversità” mira a far comprendere  come l’eterogeneità del mondo vegetale e il suo l’equilibrio sia condizione della vita sull’intero pianeta, mentre il laboratorio “Sportivi per natura. Viaggio sperimentale nel corpo umano” consentirà di testare la propria condizione atletica. Delle vere e proprie gare a squadra, che chiedono mente allenata e capacità fisica, sono le “Olimpleiadi”, per ragazzi da 6 a 9 anni e da 10 a 13 anni, che propongono lanci della catapulta, sfide di equilibrio, persino gare di tabelline. Per vincere bisogna anche fare squadra, collaborare e fare circolare le conoscenze. (Sassuolo, Villa Giacobazzi, 16, 17 e 18 settembre).

Se la negazione attraversa il mondo della vita, altrettanto si può dire di quello delle forme e delle cose, che spesso ci pervengono in ritagli e frammenti. Nei suoi collages esposti in “Ricomposizioni. Collages di carte, oggetti, materiali incompatibili”, Gianni Valbonesi va in cerca di grammatiche di ricomposizione, così da reintegrare miriadi di oggetti in nuove totalità dominate dalla meraviglia e dall’incanto del colore.

Alla dialettica tra ordine e caos è dedicata anche la mostra “Arene abbandonate”, nella quale i lavori di tre artisti si affrontano in equilibri mai definitivi: il disordine della follia e le mura del manicomio che si era illuso di contenerla, nelle fotografie di Falcone; le metamorfosi e i trapassi tra uomini e animali nei lampi grafici di Boffelli; il lavoro di anticazione di una fotografia ritraente una rovina industriale, che riproduce l’opera del tempo, nella proposta di Santachiara (Modena, Galleria ArteSì, curatrice: Maria Teresa Mori).

Una contraddizione profonda abita la psiche quando essa si sdoppia, rivelando un compagno segreto e perturbante che vi abita. A questa trama allucinatoria si riferiscono le opere di Alessandro Sicioldr nella mostra “Sdoppiamenti” (Carpi, Darkroom, SilmarArtGallery, curatrice: Chiara Iemmi).

2. Polis e conflitto
Non esistono società interamente pacificate. Ma la questione essenziale è come mettere in valore il conflitto senza trasformare gli avversari in nemici, garantendo pari dignità a ogni individuo

Al “secolo breve” e alle sue tragiche vicende belliche è dedicata “Novecento. Il fallimento di un secolo tra conflitti e antagonismi”. Antonello Fresu elabora in grande formato, con la tecnica del pop-up, immagini provenienti dagli archivi dei maggiori musei mondiali di storia e di fotografia, da archivi privati d’epoca o dall’iconografia familiare delle riviste di propaganda del tempo, per descrivere l’amara disillusione dell’innocenza infantile di fronte alla tragica brutalità del mondo (Carpi, Palazzo dei Pio – Sala Cervi e Museo Monumento al Deportato; ex Sinagoga; ex Campo Fossoli;A cura di: Fondazione ex Campo Fossoli; Curatrice: Giannella Demuro).

Con “Lying in Between. Grecia 2016” sette fotografi italiani presentano gli esiti di una missione fotografica tra isole e continente greco, in luoghi che sono mete turistiche per eccellenza e che vedono invece sbarchi quotidiani di profughi in fuga dalle guerre, divenendo emblema delle tensioni sociali e politiche che hanno spaccato il Mediterraneo (Modena, Foro Boario, produzione: Fondazione Fotografia e Fondazione Cassa di Risparmio di Modena).
All’esperienza della migrazione è dedicata anche la serata di parole e musica “Le sfide di Lireta. Diario in musica di una ragazza albanese”: la voce narrante di Guido Barbieri, accompagnato dal pianoforte di Paolo Marzocchi, racconterà in forma di melologo le vicende di Lireta Katiaj, una giovane donna albanese che negli anni a cavallo tra i due millenni ha condiviso con migliaia di suoi connazionali l’esperienza dell’emigrazione verso l’Italia. Affidate a un diario intimo, le sue parole laanciano una sfida contro la violenza dei padri, contro la povertà, contro il potere degli uomini sulle donne e contro i pregiudizi razziali (Modena, Palazzo Santa Margherita, Chiostro, venerdì 16 settembre, ore 21, a cura di: Associazione Amici della Musica di Modena “Mario Pedrazzi”).

A un muro che si frappone tra i lavoratori palestinesi diretti al lavoro e tra un’intera terra e la pace è dedicata la mostra fotografica“Betlemme 4.30. Il muro che frena la corsa”, in cui Luigi Ottani racconta coi suoi scatti come quella barriera si sia alzata anche contro la “maratona della pace”, una corsa simbolica iniziata nel 2004 e poi interrotta proprio per questa ragione (Modena, Complesso San Filippo Neri, a cura di: Rocknowar onlus).

A un diverso tipo di violenza è dedicato “Doppio taglio. Come i media raccontano la violenza contro le donne”: in un monologo con l’ausilio di proiezioni viene decostruito il modo in cui stampa e web rappresentano la violenza contro le donne, spesso, anche involontariamente, assumendo il punto di vista dei carnefici (Modena, Piazza Roma, venerdì 16 settembre, ore 21).Il riflesso dei conflitti internazionali tra Stati sulle vicende individuali è il tema di “The Camera. Conflitti internazionali e prestazioni individuali”, la mostra di Musquiqui Chihying che ricostruisce due casi di censura, uno sportivo nel 1936 e uno musicale nel 2015, distanti nel tempo ma accomunati dall’impossibilità di sventolare la propria bandiera nazionale (Modena, Einmal Temporary Gallery, a cura di: Schwanzo Kollektiv).

Un conflitto tra due leggi, quella della città e quella non scritta della pietà familiare, è al cuore dell’Antigone di Sofocle che la Compagnia del Teatro dei Venti porta in scena in due repliche con anche i detenuti della Casa Circondariale di Modena, al loro debutto pubblico:“Antigone. Variazioni sul mito” (Modena, Teatro Tempio, sabato 17 e domenica 18 settembre, ore 20,30, regia: Stefano Tè, in collaborazione con: Assessorato ai Servizi sociali).

Di conflitti urbani in periferie distopiche sature di macerie industriali si occupa anche la mostra di Andrea Bruno, “Paesaggio con nemico”: nelle tavole di questo racconto a fumetti si recuperano gli archetipi figurativi della guerra civile nel mondo greco, imperniata sulla lacerazione tra “oikos” e “polis”, sangue e cittadinanza (Carpi, Spazio Meme, curatori: Filippo Bergonzini e Francesca Pergreffi).

All’iconografia della guerra è dedicata la mostra “Guerre da collezione. Incisioni, libri e soldatini di piombo”: opere di vario tipo (incisioni, stampe, atlanti storici, opuscoli, cronache e diorami) ospitano lo “spettacolo” della guerra  e sottolineano la sua presenza costante nelle società umane, là dove l’agonismo raggiunge il suo limite estremo e trasforma l’antagonista in puro nemico (Modena, Galleria La Darsena, curatori: Angela Balestri e Siro Leonelli).

Non tutti i conflitti sono violenti. Esistono forme di lotta che, pur ripudiando l’uso della forza, agiscono il conflitto con strategie nonviolente, che non sono passive ma attivamente oppositive. La mostra “Senza offesa. Strategie di opposizione nonviolenta” ne documenta con filmati originali alcuni casi emblematici come l’opposizione al nazismo in Danimarca e l’addestramento all’opposizione nonviolenta nella Nashville della lotta per i diritti civili. Un filmato sulla prima Marcia della Pace del 1961 e immagini fotografiche relative a tre decenni di storia italiana documentano poi alcune tappe dell’opposizione alla guerra in Italia (Modena, Palazzo Comunale, Sala dei Passi perduti, a cura di: Movimento nonviolento).

A una contesa civica, quella tra il Comune e la Curia per la gestione e manutenzione della Torre Ghirlandina, oggi inclusa nella lista del Patrimonio Unesco, è dedicata “La Torre contesa. La Ghirlandina tra Curia e Comune”, che ripercorre le vicende tra questi interessi contrapposti nell’ambiente che ospita la Secchia rapita, il trofeo trecentesco sottratto dai modenesi ai bolognesi e reso celebre in tutta Europa dall’omonimo poema eroicomico di Alessandro Tassoni (Modena, Sito Unesco, Torre Ghirlandina, Sala della Secchia, curatrici: Simona Pedrazzi e Elena Fé, a cura di: Coordinamento Sito Unesco di Modena).

Alla “contestazione giovanile” degli anni Sessanta, è dedicata la mostra fotografica di Carlo Savigni, “Sono un tipo antisociale. Ritratti di una generazione contro”. I protagonisti hanno vent’anni, talora meno, e ostentano i segni della ribellione al mondo dei padri e alla gabbia melodica e benpensante che presto il ’68 combatterà con altri mezzi: sono Guccini, Bonvi, i ragazzi dei Nomadi e dell’Equipe 84 assieme a tanti altri in camicie a fiori, colli appuntiti, calzoni a righe e soprattutto zazzere e frange da “capelloni” (Sassuolo, Galleria Paggeriarte).

3. Le passioni agoniche
Ci sono passioni che indicano un conflitto nella volontà e nei sentimenti: sul crinale tra individuale e collettivo, peccati e vizi, affetti e rivalità raccontano l’umano e le sue culture

Alla lotta tra bene e male, e alla figura del diavolo tentatore che non la spunta mai, è dedicata la mostra “Il diavolo fa le pentole…”, che all’Archivio Storico Comunale di Modena presenta un’ampia documentazione centrata sulla figura melliflua e tentatrice del diavolo e sulle gesta di un campione di esorcismo come San Geminiano: Statuti comunali, statuti di Arti e corporazioni, bandi, manifesti, cronache registrano questa lotta inesauribile (Modena, Palazzo dei Musei, curatrice: Franca Baldelli).In dialogo a distanza sta “Liberaci dal male. Demoni e campioni della fede nei libri delle Raccolte estensi (secoli XIV-XVII)”, presso la Biblioteca Estense Universitaria: in un doppio percorso tra codici e rari libri a stampa si presentano, da una parte, scene di tentazioni del Demonio tratte dall’Antico e Nuovo Testamento, a partire dal Peccato originale fino alla tentazione di Gesù, passando attraverso le storie di David, di Giona e di Giobbe, e, dall’altra, la vittoria della Virtù sulle manifestazioni diaboliche, espressa in varie forme: martirio e penitenza, vita ascetica, liberazione degli oppressi. Nell’occasione la Bibbia di Borso d’Este testimonierà con le sue miniature il tema dell’agonismo declinato in ambito religioso (Modena, Palazzo dei Musei, curatrici: Milena Luppi, Milena Ricci).

All’archetipo biblico della scissione nell’anima, cioè il peccato originale che inaugura l’epoca del dissidio tra bene e male, è dedicata la mostra “La tentazione originaria. Immagini del Peccato dal Medioevo al Rinascimento”. Tra la lastra di Wiligelmo sulla facciata del Duomo di Modena, presentata attraverso le foto d’autore di Cesare Leonardi,  e due preziosi arazzi fiamminghi cinquecenteschi, una galleria di proiezioni documenterà le trasformazioni iconografiche dell’episodio del Peccato nei capolavori dell’arte medievale e moderna. A complemento della mostra, una performance scultorea di Dario Tazzioli ispirata anch’essa al peccato originale (Modena, Musei del Duomo, curatrici: Giovanna Caselgrandi, Francesca Fontana, Simona Roversi; a cura di: Basilica Metropolitana di Modena, Musei del Duomo, Coordinamento Sito Unesco di Modena).

Delle passioni, Montaigne è stato uno dei più sottili analisti. In “Contro tutti i mali. Letture dalla Vita di Montaigne”, Ugo Cornia legge dalla sua biografia del pensatore francese, che è un incontro discreto d’amorosi sensi: ne emerge come Montaigne abbia attraversato tutti i mali del mondo – si chiamino guerre civili, torture e crudeltà, coliche di “mal della pietra” o anche semplicemente morte – senza neppure provare ad opporsi, ma zigzagando e disinnescandoli con l’innocenza delle intenzioni e la franchezza delle parole (Modena, Palazzo Santa Margherita, Chiostro, sabato 17 settembre, ore 21).

Un vero e proprio “teatro degli affetti amorosi” è quello presentato nel concerto “Tenzoni d’amore”, che presenta brani di musica barocca rappresentativi della “Seconda pratica” teorizzata da Monteverdi, nella quale il testo primeggia sulla musica. I temi delle canzoni (con la voce del soprano Alessandra Gardini e l’arpa di Mikari Shibukawa) illustrano una varietà di contrasti sentimentali: languori, abbandoni, appagamenti, solitudini, giocando sulla dualità amante/amata in perenne tensione (Modena, Chiesa di San Bartolomeo, sabato 17 settembre, ore 21; a cura di: Grandezze & Meraviglie Festival Musicale Estense).

Una passione amorosa tragica e devastante è quella del Moro di Venezia. Ma il dramma shakespeariano di Otello, musicato poi da Verdi, può divenire un’esilarante cavalcata tra passioni e intrighi, con irruzioni nella stretta attualità, se a raccontarlo è la poliedrica mattatrice Marina Massironi con testi di Lia Celi: il suo reading musicato “Desdemona contro tutti”, con la regia di Massimo Navone e arrangiamenti di Augusto Vismara, va in scena a Carpi, in Piazza Martiri, sabato 17 settembre alle ore 22.

Grandi passioni sono anche quelle accese dalla musica. In un percorso guidato tra ascolti, video e parole, come entrando in una macchina del tempo che consente di riscoprire l’evoluzione della musica, Ernesto Assante e Gino Castaldo racconteranno in “Beatles vs Rolling Stones. Lezioni di rock” la rivalità tra le due band, forse addirittura montata ad arte ad uso e consumo della stampa musicale, con gli Stones portavoce del malcontento di intere generazioni e i “Fab Four” a incarnare un’esigenza di libertà più individuale e meno contestataria (Modena, Piazza Grande, sabato 17 settembre, ore 22,00).
L’antagonismo tra le due band rivive anche per una notte a Sassuolo, dove The Smokers e i Pip Carter Lighter Maker si affrontano sul palco a colpi di successi dei Beatles e dei Rolling Stones: “White album? Paint it, black” (Sassuolo, Piazzale della Rosa, venerdì 16 settembre, ore 22,30, a cura di: CTG Sassuolo “dai vint ai traeinta”). La musica della contestazione degli anni Sessanta, che cantava di imbracciare “Chitarre, non fucili”, sarà fatta rivivere nel concerto dei Tumblin’ Dice (Sassuolo, Piazzale della Rosa, venerdì 16, ore 19,30).

Anche il concerto “Billie Holliday e Nina Simone. D’amore e d’orgoglio”, del Silvia Donati Trio, mette a confronto due grandi artiste che hanno segnato la storia del jazz, l’una più vicina al vero mondo del jazz e l’altra a quello degli spirituals e dei canti africani (Carpi, Piazzale Re Astolfo, sabato 17 settembre, ore 23,30).

Il documentario “L’uomo che sconfisse il boogie” ci porta invece al 1954 e alla serata in cui Secondo Casadei, interpretando “Romagna mia”, ridusse al silenzio l’altra orchestra in programma, quella americana del boogie (Carpi, Auditorium Loria, venerdì 16 settembre, ore 21, di Davide Cocchi, Italia, 2006, 62’, Intervengono Riccarda Casadei e il produttore Paolo Marzoni; A cura di: Biblioteca multimediale A. Loria; In collaborazione con: Regione Emilia-Romagna).

A vizi comuni che minano la salute sono dedicate le postazioni dell’Azienda AUSL di Modena che intendono coinvolgere i cittadini in test, questionari e attività che innalzano la consapevolezza e predispongono ad accogliere la sfida della prevenzione: a rotazione nelle tre città, nei tre giorni dalle 14 alle 18, saranno visitabili “Meno alcol è meglio!, “Non andare in fumo!” e “Lotta all’obesità” (Modena, Piazza Matteotti; Carpi, Piazza Martiri; Sassuolo, Piazza Garibaldi).

Ogni artista che voglia superare i modelli che lo hanno preceduto e sono stati sua fonte di ispirazione sostiene un agone a distanza, a volte impari: gli è dedicata la mostra “Versus. Le sfide dell’artista al suo modello in un secolo di fotografia e disegno” che presenta le opere di cento artisti, tra maestri riconosciuti e giovani emergenti (Modena, Palazzo Santa Margherita, curatori: Andrea Bruciati, Daniele De Luigi e Serena Goldoni, produzione: Galleria Civica e Fondazione Cassa di Risparmio di Modena).

Sulla figura del “kouros” come esempio di perfezione raggiunta dalla statuaria greca pre-classica si incentrano i lavori di Leonardo Greco in “Kouroi, dei ed agoni. La coincidenza degli opposti”, dove l’artista rilegge questo modello giocando con l’arcaicità del suo passato, montando per esempio le figure come piccoli pupazzi dal tipico sorriso enigmatico su fondali chiazzati di colore (Modena, Galleria ArtEkyp Open Studio).A sfide con gli altri o con se stessi in cui il gusto della competizione, la passione dell’agone, prevale sulla stessa vittoria sono dedicati i film di “Ring! Competizioni con gli altri, sfide a se stessi”, rassegna curata da Alberto Morsiani. Sono ritratti di donne e uomini – intellettuali, divi del cinema, sportivi – che hanno trovato nella sfida all’ultimo sangue il senso della vita. Al venerdì 16 sono in programma Apolitics Now!di Giuseppe Schillaci (Italia 2013, 55’, ore 21), sulle elezioni a Palermo del 2012, e Steve McQueen. Una vita spericolata,di Gabriel Clarke e John McKenna (Usa/Gb 2015, 102’, ore 22,15), sull’avventura del divo americano alla 24 Ore di Le Mans. Sabato 17 è la volta di Astrosamantha. La donna dei record nello spazio,di Gianluca Cerasola (Italia 2015, 83’, ore 20,30), sul viaggio spaziale dell’astronauta italiana e di Don’t crack under pressure, di Thierry Donard (Usa 2015, 96’, ore 22,15), immagini mozzafiato di uomini in volo senza effetti speciali. Domenica 18 sono in programma Il ring. Gore Vidal vs William BuckleyDi Robert Gordon e Morgan Neville (Usa 2015, 87’, ore 19) sul celebre dibattito-scontro televisivo durante le Convention per le presidenziali del 1968, e Democracia em preto e brancodi Pedro Asbeg (Brasile 2014, 90’, ore 20,30), sulla battaglia contro la dittatura condotta dai Corinthians di Socrates.
4. La gara
Non solo fenomeno mediatico, di marketing o di costume, lo sport è esercizio teso al miglioramento e in questo senso eredita una tensione antropologica verso l’autoperfezione, nel segno della continua elevazione di sé, che ha profondità culturale millenaria

Nell’immaginario sportivo, prima dell’avvento della TV, sono state le figurine a trasformare i campioni effigiati in veri e propri idoli o anche ad insegnare come fare un rovescio nel tennis o un dribbling nel calcio. La mostra “I migliori album della nostra vita. Storie in figurina di miti, campioni e bidoni dello sport” traccia un percorso tra figurine introvabili, ritratti di fenomeni e di bidoni, grandi duelli, sfide mondiali e olimpiche e risvolti sociali dello sport. Installazioni multimediali e percorsi ludico-didattici completano l’esperienza di mostra.
Una speciale sezione dedicata alla squadra olimpica italiana con l’ultimo album Panini sarà allestita al Museo della Figurina, ricco di album sportivi   (Modena, MATA, Manifattura Tabacchi e Museo della figurina, curatore: Leo Turrini, Produzione: Museo della Figurina e Fondazione Cassa di Risparmio di Modena).

Nella piazza della Manifattura le figurine sono ancora protagoniste con i giochi di “CeloCeloManca. Campionato di figurine”, un vero e proprio villaggio dove cimentarsi in gare di lancio in impianti appositamente ideati o partecipare a quiz per mettere alla prova la propria scienza sportiva. Ci si iscrive sul posto e chi vuole può anche far passare di mano in mano i doppioni per un gigantesco “CeloCeloManca” con le figurine più famose del mondo (Modena, Manifattura Tabacchi, Piazza delle Paltadore, venerdì 16, sabato 17 e domenica 18 settembre, ore 10-13 e 15-19, in collaborazione con: Panini spa).

A campioni dello sport che sono stati anche eroi, a volte loro malgrado, per sempre o anche solo per un giorno, è dedicato il monologo in prima nazionale di Andrea Scanzi: “Eroi. Dieci storie emblematiche di sport” racconta la bellezza di Marco Van Basten, il genio di Roberto Baggio, il divismo di Cristiano Ronaldo, la follia di Eric Cantona, l’agonia del Pirata Pantani, l’ostinazione di Yuri Chechi, lo stoicismo di Alex Zanardi, il sogno di Gilles Villeneuve, costi quel che sogni. E la grandezza di Muhammad Ali. Storie di redenzioni, ma pure di dissipazioni, come quella di George Best (Modena, Piazza Roma, domenica 18 settembre, ore 21).

Storie di imprese agonistiche che hanno oltrepassato l’ambito puramente sportivo sono quelle raccontate, tra narrazione e musica, nel concerto “Invictus. Correndo controvento”, con i cinquanta professori dell’Orchestra Regionale dell’Emilia-Romagna diretta da Alessandro Nidi, e le voci di Marco Caronna e Mascia Foschi. Con le musiche di Chico Buarque De Hollanda, Francesco De Gregori, Paolo Conte, Sheryl Crow, Fabrizio de Andrè, si incontrano le vicende di un puglie zingaro che ha sfidato il nazismo, di una mezzofondista algerina che correva a gambe nude contro l’integralismo islamico o l’epopea degli invincibili Springboks campioni del mondo di rugby nel 1995. E poi si racconta l’impresa titanica di Alex Zanardi, che ha concluso una maratona a forza di braccia dopo un guasto alla sua handbike (Sassuolo, Piazzale della Rosa, sabato 17 settembre, ore 22, a cura di: Fondazione Arturo Toscanini).

Storie di sportivi leggendari che sono stati spesso in bilico tra esaltazione e annientamento (come Senna e Nuvolari, Pantani, Coppi e Bartali, Sivori e il grande Torino) sono anche quelle ripercorse attraverso brani musicali nel concerto del Gruppo Ologramma “Vinti ed eroi. L’esemplarità dei campioni tra vittorie e sconfitte” (Modena, Piazza Roma, domenica 18 settembre, ore 18,30).

La Compagnia Teatri d’imbarco promette al pubblico un “Avventuroso viaggio a Olimpia”: sarà una nave del tempo a trasportare i protagonisti fino nell’antica Grecia, in quella Olimpia dove per dodici secoli si sono celebrate le gare più incredibili del mondo. Nell’epico racconto di Andrea Zorzi, campione di pallavolo e ormai attore a tutto tondo, e della sua compagna di avventure Beatrice Visibelli, riemergono storie di glorie, cimenti e vittorie, mentre l’atletismo dei danzatori dell’Accademia Kataklò ripropone la folgorante bellezza del corpo in movimento (Carpi, Piazza Martiri, domenica 18 settembre, ore 21).

Altre storie di sport e di miti legati alla competizione, alla sfida, alla prova o all’impresa sono quelle raccontate per un pubblico di bambini e ragazzi in “Mitico! Le imprese sportive tra fiaba, mito e realtà”, lo spettacolo con attori e burattini che la Compagnia Teatro Verde mette in scena domenica 18 settembre alle 16,30 (Modena, Palazzo Santa Margherita, Biblioteca Delfini).

Campione sportivo per caso è invece lo Charlot protagonista del mediometraggio “The Champion”, in cui la maschera di Chaplin si improvvisa sparring partner per sfuggire alla fame e arriva infine, con uno stratagemma, a contendere il titolo al campione del mondo. Una sonorizzazione live nell’ambito del progetto Soundtracks 2016, con special guest Gianluca Petrella, ne punteggerà musicalmente le gag (Modena, Palazzo Santa Margherita, Chiostro, sabato 17 settembre, ore 22, a cura di: Centro Musica Modena).

Varie iniziative a cura del Centro Sportivo Italiano animeranno il Complesso San Filippo Neri nel segno dello sport e della sua tendenza al miglioramento di sé. Lo spettacolo di danza aerea “Antagonistes”, di Equilibra, indicherà l’aspirazione antigravitazionale che avvicina la danza al volo (sabato 17 settembre, ore 21). Le narrazioni de “Il libro degli eroi” (con Martina Rigoni) racconteranno storie in cui non conta arrivare primi, ma raggiungere il traguardo che ci si è dati. Laboratori per bambini di varie età, dai piccolissimi fino ai ragazzi di 12 anni, vivacizzeranno i tre giorni (nella fascia oraria 16-19) proponendo la costruzione di fiaccole olimpiche, disegni acrobatici sospesi da terra ed esercizi a corpo libero su un morbido tappetone.
Equilibrismo, musica, danza e moto perpetuo dell’espressione artistica sono gli ingredienti di “Naufragata. Avventure funamboliche”: lo spettacolo del Circo Zoé tra danze sulla fune, virtuosismo sul palo ed esercizi con i cerchi condurrà il pubblico in un viaggio senza approdo, in quell’itineranza che è caratteristica del circo e che fa sentire come naufragati (Sassuolo, Piazzale della Rosa, domenica 18 settembre, ore 21).

A un funambolo leggendario, Alberto “Bertino” Sforzi, è dedicato il documentario “L’equilibrio del cucchiaino” (di Adriano Sforzi, Italia, 2015, 65’), che ripercorre trent’anni di carriera circense con raffinato materiale d’epoca (Carpi, Auditorium Loria, sabato 17 settembre, ore 21, A cura di: Biblioteca multimediale A. Loria, In collaborazione con: Regione Emilia-Romagna; interviene l’autore).

La mostra di Laura Tarugi “La vita in scala. Ascese e discese” presenta un’installazione di sette scale realizzate in filo di ferro cotto, ciascuna di sette gradini, simbolo del desiderio di elevazione e della tensione verticale delle pratiche umane, che esprimono anche la fatica dell’esercizio antigravitazionale (Modena, Galleria Carteria +, curatrici: Chiara Gibertini, Francesca Novi e Luana Ottani).
Esercizio estremo ispirato alle pratiche del fachirismo è invece quello di Riccardo “Abraxas” Mattioli, che si esibisce in dimostrazioni fisiche fuori dall’ordinario incentrate sulla sopportazione del dolore. Nella performance di body art “Contro me stesso” interagisce con l’opera “Jardin” di Olivier Kosta-Thefaine, esposta presso la Palazzina dei Giardini all’interno della mostra “1984. Evoluzione e rigenerazione del writing”. Le riprese della performance divengono una videoinstallazione proposta all’interno della mostra (Modena, Palazzina dei Giardini, performance: venerdì 16 ore 23,30, videoinstallazione: sabato ore 09-01, domenica ore 09-21).

La tensione agonistica e la sua interpretazione nell’arte attraverso il corpo umano è il tema di “Il cammino degli eroi. Idealismo, conflitto, evocazione, nostalgia”, la mostra dossier presso le Gallerie Estensi che, in una sala appositamente allestita, ospiterà opere del patrimonio del museo per tracciare in quattro tappe tra i “kouros” antichi, le tentazioni nel Barocco, le riprese rinascimentali del classico e l’iconografia contemporanea dello sport (Modena, Palazzo dei Musei, curatore: Federico Fischetti).

Una vera gara, tra consolle e giradischi, è quella tra i dj che si affrontano in “Beat addicted. Sfida a colpi di scratch” (Carpi, Circolo Culturale Mattatoio, sabato 17 settembre, ore 00,30, a cura di: Mattatoio Culture Club).

Oltre 2 milioni di presenze in 15 anni: il Festivalfilosofia dà i numeri
Oltre 2 milioni di presenze in 15
anni: il Festivalfilosofia dà i numeriDue milioni e 60 mila presenze dal 2001 al 2015, 2.336 eventi in tutto. Quindici anni con risultati da record per una grande iniziativa di pedagogia pubblica e di comunicazione moderna dei saperi, che porta la filosofia nelle piazze delle tre città emiliane, con importanti ricadute culturali e sociali, ma anche economiche

Dalle 34 mila presenze del 2001 alle oltre 206 mila del 2015: un pubblico sempre più numeroso per assistere a un programma sempre più ricco. I numeri lo confermano: la prima edizione del festivalfilosofia proponeva 98 iniziative, lo scorso anno – quindicesima edizione – gli eventi sono stati complessivamente 204 per una manifestazione che ha importanti ricadute non solo culturali e sociali,  ma anche economiche, con un impatto diretto di oltre 3 milioni di euro.

Era il settembre 2001 quando debuttava il festivalfilosofia, il primo caso europeo di festival filosofico in senso proprio. Avviata per iniziativa di un Comitato di Enti locali, poi costituitisi in Consorzio, la manifestazione propone una formula, sostanzialmente inalterata nelle quindici edizioni realizzate, imperniata su un tema che muta ogni anno e ispira tutte le iniziative in programma. Le parole scelte per ciascuna edizione hanno sempre individuato concetti chiave della tradizione filosofica e al tempo stesso questioni calde dell’esperienza contemporanea, come felicità e vita, bellezza e umanità,fantasia e comunità, cose e amare, fino alle ultime due edizioni, dedicate rispettivamente alla gloria e all’ereditare.

Dalla prima edizione sono stati realizzati oltre 2.300 eventi: tra questi ben 638 lezioni magistrali, che hanno visti protagonisti 307 filosofi, di cui 63 stranieri. Sono proprio le lezioni magistrali il cuore del programma, con i maggiori pensatori contemporanei, italiani e stranieri, che presentano la propria tesi e rispondono a domande del pubblico. Nella sezione delle lezioni dei classici, invece, studiosi di spicco commentano le opere che hanno costituito modelli o svolte concettuali rilevanti nella storia del pensiero occidentale.

Un vasto programma di iniziative declina poi il tema nei diversi ambiti della creazione, per sottolineare la stretta connessione tra forme dell’esperienza, dell’arte e del pensiero. Fino ad ora sono stati 1.949 gli eventi del programma creativo: spiccano le 455 mostre e installazioni e gli oltre 300 tra concerti e spettacoli dal vivo, cui si devono aggiungere oltre 100 letture e conversazioni (114) e più di 200 film. Le attività per bambini e ragazzi sono state finora complessivamente 480.
Il festival si presenta anche come occasione per condividere i piaceri della buona tavola. Tullio Gregory firma la sezione “cucina filosofica” fin dalla prima edizione: dal 2001 il filosofo e gourmet ha ideato ben 118 menù filosofici a tema.

Quanto ai dati di pubblico, si è giunti a un totale di oltre 2.060.000 presenze complessive nelle prime 15 edizioni. Nel 2015, se si sommano i partecipanti alle iniziative del programma con i dati delle aperture straordinarie che saldano agli appuntamenti del festival alcune sedi di particolare rilevanza artistica, le presenze complessive sono salite a 217 mila, a conferma della fortunata complementarietà tra evento e patrimonio.

I dati qualitativi, poi, desumibili anche dalla tesi di dottorato discussa da Maria Giovanna Manni presso la Fondazione Marco Biagi di Modena nel 2015, confermano il carattere nazionale e internazionale del festivalfilosofia: oltre la metà dei partecipanti arriva ogni anno da fuori provincia, soprattutto dal centro nord, ma con presenze significative anche dal sud e dalle isole e un numero crescente di presenze dall’estero. In sensibile aumento soprattutto i giovani, che costituiscono ormai quasi il 25% del pubblico. L’età media dei partecipanti è di 44 anni e il livello di scolarizzazione del pubblico risulta molto alto. Quasi il 60% ha una laurea, benché non si tratti di un pubblico di settore: più di una persona su sei non ha mai studiato filosofia, mentre il 30% di chi l’ha studiata lo ha fatto solo a scuola e non all’università.

La permanenza media si attesta intorno ai 2,54 giorni, dunque sono pochi i visitatori che si fermano un giorno soltanto: un partecipante su tre si ferma anche a dormire generando un impatto economico diretto sul territorio di oltre 3 milioni di euro.

Infoline: Consorzio per il festivalfilosofia, tel. 059/2033382 e www.festivalfilosofia.it

Honor e PSB rilasciano un nuovo studio sui Millenials europei

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I risultati mostrano che coraggio, ottimismo e l’essere favorevoli alla tecnologia sono valori fondamentali delle nuove giovani generazioni europee

 

[18 agosto 2016]

Honor, marchio leader nei dispositivi mobile creati per i nativi digitali, oggi rilascia i risultati di un indagine sui Millennials europei che dimostra come l’assunzione di rischi e il mettere al centro la famiglia siano qualità intrinseche di questa generazione e che la tecnologia è riconosciuta come fattore abilitante che aiuta le persone a raggiungere i propri obbiettivi nella vita e a creare maggiori opportunità per la società. L’indagine mostra anche come l’ottimismo sia ancora diffuso tra i giovani europei, nonostante le sfide che l’Europa sta affrontando in questo periodo.

 

Lo studio è stato condotto da Honor in collaborazione con il Penn Schoen Berland (PSB), una società di ricerche di mercato e sondaggi di opinione globale, nei mesi di luglio e agosto 2016, con l’obiettivo di comprendere i valori, le sfide e le aspirazioni che stanno guidando questa fascia demografica della popolazione che darà forma al mondo di domani. Più di 1.500 Millennials nel Regno Unito, in Francia e in Germania di età compresa tra 18 e 34 anni hanno partecipato a questa ricerca.

 

“L’indagine dimostra che le giovani generazioni in Europa abbracciano l’idea del coraggio e sono disposte a fare scelte di vita coraggiose per raggiungere gli obiettivi per loro importanti. Hanno un atteggiamento impavido nei confronti delle sfide, atteggiamento di cui anche Honor si fa sostenitore”, ha dichiarato George Zhao, presidente di Honor. “Honor rappresenta ‘i coraggiosi’, e fornendo degli smartphone all’avanguardia, tra cui quello che introdurremo sul mercato europeo la prossima settimana, ci sforziamo di dare una spinta ai nativi digitali che vogliono realizzare grandi cose nella vita e Honor crescerà con loro.”

 

Le statistiche dello studio rivelano che 9 su 10 degli intervistati vedono l’assunzione di rischi indispensabile per raggiungere i loro obiettivi, “trovare il partner giusto per la vita” è in cima alla lista, denotando come i Millennials diano molta importanza alla famiglia. Il 60% degli intervistati ritiene che la loro generazione prenda più rischi rispetto ad altre generazioni e più di un terzo sostiene di aver preso almeno un rischio nella propria vita sociale, nell’istruzione e nella carriera. L’assunzione di rischi è fortemente associato con il concetto di coraggio. L’avvio di una nuova attività, l’avere figli e viaggiare per il mondo sono comunemente visti come comportamenti coraggiosi nella vita dei Millennials europei.

 

“I Millennials sono una generazione che guarda al futuro, che definisce obiettivi ambiziosi e non è scoraggiata dai tempi difficili. La tecnologia aiuta a raggiungere questi obiettivi – non è semplicemente uno strumento da usare ogni giorno, consente loro di vivere la vita che vogliono, impegnarsi nel modo in cui vogliono impegnarsi, e in ultima analisi, prendere le decisioni audaci che sanno di dover prendere “, ha detto Lauren Vincelli, vice presidente della società di ricerche PSB.

 

Per quanto riguarda la tecnologia, 8 su 10 degli intervistati dicono di sentirsi supportati dalla tecnologia attuale. Tre quarti considerano gli smartphone di vitale importanza per la loro vita quotidiana e la maggioranza ipotizza di poter gestire i propri affari familiari attraverso uno smartphone o un computer nei prossimi cinque anni.

 

Anche se l’Europa è oscurata da molte incertezze e da problemi difficili, i Millennials europei rimangono ottimisti secondo i risultati dell’indagine. La loro fiducia nel proprio futuro è forte. 7 su 10 degli intervistati sono d’accordo nel pensare che avranno l’opportunità di seguire i propri sogni e una vasta maggioranza pensa che loro generazione è attrezzata al meglio per aiutare i loro paesi ad affrontare i problemi più importanti.

 

Lo studio approfondisce anche le aspettative dei Millenials nei confronti dei brand e i risultati mostrano che i giovani apprezzano i prodotti di alta qualità che sposano le nuove tendenze e le innovazioni.

 

Per accedere al resoconto completo dell’indagine, visitate il sito: https://hkstrategies.egnyte.com/fl/hP1WOohVid/Honor%20survey

 

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A proposito di Honor

Honor è un internet brand di smartphone e fa parte del gruppo Huawei. È nato per realizzare prodotti ottimizzati per l’uso di internet con prestazioni notevoli per soddisfare le esigenze dei nativi digitali e risvegliare la voglia di azione, stimolare la creatività e permettere ai giovani di realizzare i loro sogni. Honor non ha paura ed è un brand che si differenzia portando una ventata di cambiamento, offrendo agli utenti l’accesso alla migliore e più innovativa tecnologia ad un prezzo estremamente competitivo. Honor, for the brave.

Per ulteriori informazioni visitare il sito www.hihonor.com/it o seguire Honor su Twitter (@Honor_IT), Instagram (@Honor_italia) o Facebook (www.facebook.com/HonorIT).

TRI-WEEK LAVARONE: 27-28 agosto 2016

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Lago di Lavarone, 27-28 agosto 2016

 

L’Alpe Cimbra torna ad essere protagonista in quest’estate 2016 con un altro grande evento sportivo: il Triathlon. E questa volta saranno degli ironman a tutti gli effetti a contendersi la vittoria.

Per la 4^ edizione del Tri-Week Lavarone la 33 Trentini Triathlon ASD, storica Società di Rovereto organizzatrice dell’evento, conferma la formula del 2015 con le due gare in MTB del sabato – lo Sprint e l’apprezzatissimo X-33KMAN – e l’ormai storico Olimpico alla domenica.
Nel weekend del 27-28 agosto 2016 nella splendida cornice del Lago di Lavaronesull’Alpe Cimbra di Folgaria Lavarone Lusérn – nel cuore del Trentino – i triatleti s’immergeranno in una scoppiettante due giorni di triathlon che quest’anno presenterà non poche novità.
Novità che permettono di aumentare la spettacolarità della manifestazione e che sono comunque una risposta che la 33TT vuole dare alle esigenze e ai bisogni dell’atleta nonché degli accompagnatori e degli spettatori. La modifica principale sarà, infatti, lo spostamento dell’arrivo in zona lago. Grazie a questo i supporters dei nostri atleti non avranno bisogno di muoversi per godersi tutti i momenti caldi tipici di una gara di triathlon. Partenza, nuoto, uscita acqua, zona cambio e arrivo tutto concentrato attorno alle meravigliose acque del Lago di Lavarone. Con questa nuova logistica abbiamo dovuto mettere mano ai tracciati della frazione run di tutte e tre le gare. La soluzione scelta è quella del multilap con passaggio adiacente alla transition zone. Spettacolo nello spettacolo.

Sabato 27 agosto la gara clou in MTB sarà il già leggendario X-33KMAN. Con il perfetto equilibrio tra frazione Mtb e Trail Run la nostra gara Cross Country ha conquistato il cuore dei coraggiosi che nel 2015 si sono messi alla prova con quei “terribili” trentatre km. In realtà i percorsi, pur essendo certamente impegnativi, sono talmente belli e spettacolari che il tempo sembra volare mentre si sfreccia tra i lussureggianti boschi dell’altipiano. Puro spirito 33TT!
Confermata anche la prova a staffetta sulla distanza Cross Country. Dopo l’ottimo debutto dell’anno scorso siamo certi di avere contagiato a sufficienza gli specialisti delle singole discipline, i quali potranno far valere tutta la loro tecnica e preparazione buttandosi a capofitto sugli avvincenti percorsi dell’X-33KMAN.
Per coloro invece che non si sentono pronti ad affrontare una gara così lunga proponiamo anche quest’anno la gara sulla distanza Sprint in MTB. Inalterato il percorso bike ci si dovrà misurare sul nuovo percorso run. Il nostro Sprint rappresenta sempre un’ottima opportunità anche per chi dovesse decidere di debuttare nel suo primo triathlon.

Ovviamente confermatissima la gara della domenica 28 agosto sulla distanza Olimpica in BDC. Nessuna modifica sul percorso ciclistico: panoramico, vario e fondamentalmente veloce ma soprattutto apprezzatissimo dai numerosissimi atleti accorsi sull’altipiano nelle scorse edizioni. Riveduta come detto la frazione run che limita gli strappi brutali delle prime edizioni, rendendo la corsa più continua e veloce.

L’hospitality dell’evento sarà organizzata sulle sponde del Lago di Lavarone.

Numerose e qualificate le già garantite presenze di atleti blasonati molti dei quali, per il quarto anno consecutivo, vogliono presenziare a questa gara divenuta ormai una classica della “triplice disciplina”.

Il Triathlon per chi lo pratica è un’esperienza fortissima che porta a superare in ogni gara i propri limiti se si vuole arrivare al traguardo e queste emozioni meritano di essere raccontate con la storia di uno dei suoi partecipanti:

“È UNA BELLA GIORNATA DI SOLE IN CUI TI SEMBRA DI STARE IN PARADISO.
Infatti ti trovi sulla spiaggetta orientale del Lago di Lavarone in uno stato di quiete assoluta. Non sai ancora se sia giunto il momento di concederti un tuffo nelle cristalline acque o cedere all’invitante sguardo ricevuto poco più in là. Ma nello stesso istante, sulla sponda opposta, sta per accadere qualcosa di anomalo: delle figure aliene si stanno radunando sotto un gigantesco gonfiabile con due tori disegnati sopra. Cosa sarà mai, un attacco dalla galassia? Non perdo tempo e faccio subito il giro del lago. Incontro una di queste persone dalle sembianze anfibie, il quale mi spiega che si tratta di una gara di triathlon, un appuntamento sportivo a cui non bisogna mancare, sia come atleta che come spettatore: la soddisfazione è assicurata. Inoltre apprendo che è una disciplina olimpica basata su 3 prove senza soluzione di continuità: una dinuoto, una di ciclismo e un’ultima di run.
Uno sparo dà il via alla competizione, gli uomini rana entrano in acqua tutti assieme in un travolgente ribollio di schizzi e bracciate. 1500 sono i metri da fare a nuoto fra le boe.
Come l’altra gente corro anch’io per arrivare nella zona cambio, dove gli atleti si tolgono la muta e saltano in sella alla propria bicicletta. È un momento clou: il fragore del tifo ti coinvolge oltremodo. Il pit-stop è veloce e anche i 40 km di strade che percorrono passano in fretta.
C’è solo un’ultima prova, i 10 km di corsa suddivisi in due giri. Si corre nuovamente nei pressi del lago, oggi protagonista e ombelico del mondo, gli atleti sfilano uno ad uno davanti agli occhi.
Non c’è che dire; sto assistendo ad uno spettacolo nello spettacolo, è un evento fantastico… mi piacerebbe raccontarlo agli amici”.
Maggiori info e dettagli su alpecimbra.it
Iscrizioni su www.33trentinitriathlon.com

 

Settembre inizia con la grande Pittura Senese

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Una grande mostra, in tre straordinarie sedi, in altrettanto straordinarie città gioiello del Senese, per celebrare i vent’anni di ingresso di Pienza tra i luoghi Patrimonio dell’Umanità. E il riconoscimento, di sei anni successivo, assegnato dall’Unesco anche al paesaggio della Val d’Orcia.
La mostra, che aprirà i battenti il primo settembre per concludersi il 31 gennaio del 2017, è dedicataa “Il buon secolo della pittura senese. Dalla Maniera moderna al Lume Caravaggesco”. A curarla è una ampia equipe di esperti presieduta da Antonio Paolucci e a promuoverla sono i Comuni di Montepulciano, Pienza e San Quirico d’Orcia, la Fondazione Musei Senesi, dal Polo Museale della Toscana – Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio di Siena, Grosseto e Arezzo, dalla Diocesi di Siena, Colle di Val d’Elsa, Montalcino, la Diocesi di Montepulciano, Chiusi, Pienza, l’Università degli Studi di Siena – Dipartimento di Scienze Storiche e dei Beni Culturali, la Provincia di Siena e la Regione Toscana.

Un progetto nato dalla volontà di tutte le istituzioni territoriali, quindi, con l’obiettivo di mettere finalmente in luce gli interpreti della pittura in terra di Siena tra i primi del ‘500 e la seconda metà del 1600. Artisti di eccellente e spesso notevolissimo livello, ancora non tutti compiutamente studiati e conosciuti.

La mostra è prevista su tre diverse sezioni divise cronologicamente in relazione alla presenza di opere d’arte già presenti in loco.

In ordine cronologico, il percorso prende avvio da Montepulciano dove, al Museo Civico, saranno riunite, a cura di Alessandro Angelini e Roberto Longi opere davvero significative del momento giovanile di Domenico Beccafumi. Egli è stato un antesignano del manierismo e, accanto al Sodoma, l’ultimo grande protagonista della scuola senese.
A Siena, Beccafumi studiò il Perugino, ma ad influenzarlo furono, in ambito fiorentino, Fra’ Bartolomeo, Mariotto Albertinelli, Piero di Cosimo e lo spagnolo Alonso Berruguete, considerato uno dei primi, se non il primo, manierista.
Intorno al 1510 Domenico andò a Roma per arricchire la sua istruzione con lo studio delle opere lì conservate, in particolare di Michelangelo, che stava ancora affrescando la volta della cappella Sistina e gli affreschi vaticani della Stanza della Segnatura di Raffaello.

A San Quirico d‘Orcia
, in Palazzo Chigi, il percorso storico – firmato da Gabriele Fattorini, Laura Martini – propone la seconda sezione del progetto, sezione intitolata “Dal Sodoma al Riccio: la pittura senese negli ultimi decenni della Repubblica”.
Accanto al Sodoma, attivo a Siena pur non essendo senese, crebbe il giovane Bartolomeo Neroni, detto il Riccio. Artista poliedrico, fu pittore, scultore, miniaturista ma anche scenografo, architetto e ingegnere militare. Entrato giovanissimo nella bottega del maestro, ne divenne l’allievo prediletto e poi il genero ed erede. La sua pittura risentì della influenza di Domenico Beccafumi e dello stile manierista. Tra le molte opere da lui consegnante al territorio, l’intervento sul grandioso ciclo affrescato dedicato alla vita di San Benedetto per l’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore.

Infine Pienza, dove nelle Sale del San Carlo Borromeo, a cura di Marco Ciampolini e Roggero Roggeri, sarà allestita la prima monografica su Francesco Rustici detto “Il Rustichino”: un caravaggesco gentile.
Il Rustichino (Siena, 1592 – 1625) dopo essere stato allievo del padre Vincenzo, si avvicinò allo stile caravaggesco, connotato dal gioco luministico delle visioni notturne, in assonanza a quanto, nel nord italiano, andavano indagando altri artisti, e tra loro Gherardo delle Notti.
L’influenza di Orazio Gentileschi lo porta poi ad esprimere un naturalismo di impronta classica, evidente soprattutto nelle opere commissionate dalla famiglia Medici.

Tutte e tre le sezioni, ed è una caratteristica importante del progetto, si aprono al territorio. Invitano cioè il visitatore ad andare alla scoperta di altre opere custodite da pievi, monasteri, conventi, palazzi, piccoli borghi del meraviglioso territorio della Val d’Orcia. Una occasione imperdibile per chi voglia scoprire i tesori conservati nei luoghi più segreti e suggestivi di questa terra che non a caso è Patrimonio dell’Umanità.

INFO PRATICHE : Intero € 12,00 Ridotto € 6,00 (per gruppi superiori alle 15 unità, minori di 18 anni, titolari di apposite convenzioni, studenti universitari con tesserino,  residenti nella provincia di Siena) Speciale € 5,00 (per scolaresche delle scuole secondarie, a partire dai 12 anni) Speciale scuole dei Comuni dell’area Val di Chiana – Val d’Orcia € 2,00 (gratis sotto i 12 anni) Gratuito (per bambini fino ai 12 anni, un accompagnatore per ogni gruppo, diversamente abili con accompagnatore, due accompagnatori per scolaresca, giornalisti con tesserino, guide turistiche con tesserino

Info point
T. 0578748359
T. 0578757341

Inaugurazione: 1 settembre ore 10.30

20 di Pride. Al via ieri la Copenhagen Pride Week. Dal 16 al 21 agosto una settimana di eventi per il pubblico LGBT

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Dal 1996, quando Copenaghen ospitò l’EuroPride, il primo di una lunga serie, il festival è cresciuto molto.  Quest’anno che si celebrano proprio i 20 anni del Pride di Copenaghen gli organizzatori prevedono un afflusso record.

 

Concerti, proud party e diritti umani. Il Copenhagen Pride è un festival gratuito e aperto a tutti.

Si è aperta ieri la Copenhagen Pride Week, con la Piazza del Municipio di Copenaghen che diventa per l’occasione la Pride Square, fulcro dei festeggiamenti arcobaleno di questa settimana, con concerti gratis tutte le sere. Durante il giorno Pride Square – aperta dalle 12 alle 23 – offre ai visitatori negozi pop-up, bar e stand, mentre dall’altra parte della strada, in un padiglione apposito a Rainbow Square, si tengono dibattiti LGBTQ , workshop e presentazioni.

 

Per celebrare il ventesimo anniversario del Copenhagen Pride verranno riproposte molte hit del ’96 sia giovedì sera quando “Under the Rainbow” salirà sul palco con musica live LGBTQ, sia venerdì sera per la Drag Night.

 

Da non perdere sabato 20 agosto la Copenhagen Pride Parade che partirà dal Municipio di Frederiksberg attraverso Vesterbrogade e arriverà verso le 15:00 a Pride Square. L’arrivo della parata segna l’inizio del Pride Show live sul palco, che ospiterà popstar danesi come Medina, Mendoza e Camille Jones.

L’intero programma della Copenhagen Pride Week 2016 è disponibile al seguente link: http://www.copenhagenpride.dk/#!/en/page/pride-week-2016

 

 Copenhagen Pride

epea: la palestra europea della fotografia a Viareggio

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Arriva per la prima volta a Viareggio, grazie alla Fondazione Banca del Monte di Lucca che la organizza, “la palestra europea della fotografia”. epea03 è infatti la 3a edizione dell’European Photo Exhibition Award – epea, l’esposizione fotografica frutto del lavoro di 12 fotografi che, nei mesi scorsi, hanno percorso l’Europa, per interpretare con i loro scatti i cambiamenti più profondi, secondo il tema “Confini sfuggenti”. Ne è emersa una collettiva che raccoglie centinaia di immagini capaci di focalizzare l’evoluzione dei territori europei, sia come un’unica entità che come stati singoli, e che grazie alla collaborazione con la Provincia di Lucca e il Comune di Viareggio sarà esposta aVilla Argentina (Viareggio) dal 15 ottobre all’11 dicembre, a ingresso libero.

Dopo la prima tappa francese, nella sede della Fondazione Gulbenkian a Parigi fino al 28 agosto, e dopo quella italiana a Viareggio, l’importante esposizione fotografica approderà nel 2017 ad Amburgo e Oslo. I fotografi proposti per l’Italia, dalla Fondazione Banca del Monte di Lucca, sono stati selezionati da Enrico Stefanelli, ideatore e anima del Photolux Festival.

Uno dei modi migliori per percepire la storia europea è esaminare i suoi costanti e complessi cambiamenti e le trasformazioni, comesintomi di un processo dinamico di sviluppo che ha la tendenza non solo a rimodellare la realtà, ma anche le proprie idee e l’immagine. Non sorprende, quindi, che le recenti analisi della situazione europea contemporanea si siano concentrate sugli effetti delle maggiori trasformazioni che stanno avvenendo nella società: la transizione verso un’economia postindustriale, il forte aumento del flusso e delle reti di comunicazione e delle merci; l’aumento della mobilità delle persone, in particolare la ripresa del fenomeno dell’immigrazione (e la conseguente intensificazione del dibattito sulle condizioni di integrazione, ma anche di controllo e legalità); e gli effetti della globalizzazione economica, tecnologica e culturale. Questi sono solo alcuni esempi che rafforzano l’idea che ci troviamo di fronte a significativi (e in alcuni casi radicali) cambiamenti delle condizioni di vita e delle strutture sociali e culturali in Europa, una percezione che è stata recentemente accentuata dalla grave crisi economica e politica che ha avuto conseguenze devastanti per la società, che istigano nuovi fronti di frammentazione nello spazio europeo e l’emergere di nuovi tipi di fenomeni e di conflitto.

VILLA ARGENTINA – L’edificio è stato edificato nel 1921 su progetto di Francesco Luporini per ospitare attività commerciali e residenziali. Nel 1926, con il passaggio di proprietà a Francesca Racca Oytana, l’immobile venne ampliato e trasformato in villa e arricchito con le decorazioni di Galileo Chini sulle facciate (una delle maggiori testimonianze di ceramiche destinate all’architettura prodotte dalle Fornaci Chini di Borgo San Lorenzo).
Un ulteriore ampliamento avvenne nel 1939 con la baronessa Arboreo di Sant’Elisa. Negli Anni ’60 la Villa divenne un hotel, mentre alla metà degli anni ’80 l’edificio era in stato di completo abbandono. Per impedirne la rovina l’edificio fu vincolato dal Ministero per i Beni Culturali nel’89. Nel 2001 la Provincia lo ha acquistato per 3 miliardi di lire.

epea è un progetto promosso da Fondazione Banca del Monte di Lucca insieme a Körber-Stiftung (Germania), Fondazione Calouste Gulbenkian – Délégation en France (Portogallo) e Fondazione Fritt Ord (Norvegia). I 12 fotografi scelti per questa edizione sono: Arianna Arcara (Italia), Pierfrancesco Celada (Italia), Marthe Aune Eriksen (Norvegia), Jakob Ganslmeier (Germania), Margarida Gouveia (Portogallo), Marie Hald (Danimarca), Dominic Hawgood (Regno Unito), Robin Hinsch (Germania), Ildikó Péter (Ungheria), Eivind H. Natvig (Norvegia), Marie Sommer (Francia) e Christina Werner (Austria), che provengono da 9 Paesi europei.

Per ulteriori informazioni sui fotografi, curatori e locali:
www.epeaphoto.org e seguiteci su facebook, twitter e instagram.
Villa Argentina si trova all’angolo tra via Antonio Fratti e via Amerigo Vespucci, al n. 44 – 55049 Viareggio LU

Alberto Burri tra Europa e U.S.A.: evento dell’anno a Città di Castello

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Dopo il rilevante successo della mostra Alberto Burri: The Trauma of Painting dell’ottobre 2015 al Solomon R. Guggenheim di New York e della successiva tappa presso il Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen di Düsseldorf, le Celebrazioni del Centenario della nascita del grande artista italiano si concluderanno con un nuovo straordinario appuntamento espositivo a Città di Castello, suo luogo natale.
Con il titolo: Alberto Burri: lo Spazio di Materia – tra Europa e U.S.A., dal 24 settembre 2016 al 6 gennaio 2017 avrà luogo, presso gli Ex Seccatoi del Tabacco, una vasta ricognizione relativa alle più significative tendenze dell’arte contemporanea del secondo dopoguerra del XX secolo, che sembra possibile coniugare all’arte di Burri sia in quanto tematicamente antecedenti ad essa sia in quanto coeve o successive, con individuati aspetti dialettici di più evidente influenza.
Come dichiarato da Richard Armstrong, Direttore del Guggenheim Museum in occasione dell’apertura della retrospettiva Alberto Burri: The Trauma of Painting «la mostra afferma la posizione di Burri come uno dei più innovativi artisti del periodo del secondo dopoguerra mondiale. Burri (…) ha creato un nuovo tipo di oggetto, simultaneamente pittorico e scultoreo, che ha influenzato successivamente artisti associati col New Dada, il Noveau Réalisme e il Postminimalism…» e, si può aggiungere, con l’Arte Povera italiana.
A queste considerazioni se ne aggiungono altre, non meno determinanti per l’invenzione linguistica scaturita dalla sua opera. Burri è infatti l’artista che nell’impiego diretto e pressoché esclusivo della materia ne ha ottenuto una spazialità inedita all’insegna di un “controllo dell’imprevisto” e di un magistrale equilibrio che ne ha qualificato le forme.
A partire da tali considerazioni, nel nuovo importante appuntamento espositivo dell’autunno – inverno 2016-2017, accanto ad un nucleo scelto di opere di Burri – circa 20 – dai catrami alle muffe, dai sacchi ai gobbi, dai legni alle combustioni, dai ferri alle plastiche, dai cretti ai cellotex fino al “nero e oro”, sarà possibile ammirare opere di Maestri protagonisti del XX e XXI secolo: Fautrier, Dubuffet, Pollock, Motherwell, Hartung, De Kooning, Wols, Calder, Marca-Relli, Scarpitta, Matta, Nicholson, Tàpies, Colla, Rauschenberg, Twombly, Johns, Fontana, Manzoni, Castellani, Uncini, Lo Savio, Klein, Rotella, Christo, Tinguely, Arman, César, Morris, Sonnier, Beuys, Kounellis, Calzolari, Pistoletto, Pascali, Nevelson, Piene, LeWitt, Scialoja, Mannucci, Leoncillo, Andre, Afro, Chamberlain, Capogrossi, Kiefer, Mirò, Soulages, Serra, Hesse.
Accanto alle opere di questi artisti, un repertorio fotografico e documentario dello storico frangente tra il 1947 e il 1989, comprendente dati sulle correnti artistiche, manifesti, depliant, cataloghi, pubblicazioni, video, film, schede biografiche, produzioni teoriche ed altri significativi materiali illustrativi, si snoderà lungo un percorso separato dalle opere stesse, facilitando la fruizione di questo particolare momento storico culturale dell’arte dal dopoguerra al termine emblematico della fine della Guerra fredda e della caduta del muro di Berlino.
In occasione di tale evento è previsto un catalogo che raccoglierà saggi e contributi critici di Pietro Bellasi, Paola Bonani, Mario Diacono, Thierry Dufrene, Aldo Iori, Petra Richter, Luigi Sansone, Chiara Sarteanesi, Francesco Tedeschi, Italo Tomassoni, Denis Zacharopulos, Adachiara Zevi, preceduti da interventi introduttivi di Bruno Corà, curatore della mostra e Presidente della Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri e di Richard Armstrong, Direttore del Solomon R. Guggenheim Museum di New York.
La pubblicazione sarà completata da immagini delle opere in mostra e dagli apparati storico-bibliografici riguardanti gli artisti.

Informazioni:
ORARI MOSTRA

DAL MARTEDI AL VENERDÌ
9.00 – 12.30 e 14.30 – 18.00
SABATO, DOMENICA E FESTIVI
10.00 – 13.00 e 15.00 – 18.00
LUNEDI’ chiuso (ad eccezione di festivi e prefestivi)

BIGLIETTI:
INTERO MOSTRA: € 8,00
RIDOTTO MOSTRA: € 6,00
RAGAZZI DA 6 A 18 ANNI € 4,00

INTERO MOSTRA + EX SECCATOI TABACCO € 10,00
RIDOTTO MOSTRA + EX SECCATOI TABACCO € 8,00
RAGAZZI DA 6 A 18 ANNI MOSTRA + EX SECCATOI € 6,00

CUMULATIVO DUE SEDI MUSEALI + MOSTRA INTERO: € 15,00
CUMULATIVO DUE SEDI MUSEALI + MOSTRA RIDOTTO: € 12,00
CUMULATIVO DUE SEDI MUSEALI + MOSTRA RAGAZZI DA 6 A 18 ANNI: € 10,00

VISITA GUIDATA PER OGNI SEDE: € 5,00 (Min. 5 pax.)
VISITA GUIDATA PER GRUPPI PER OGNI SEDE (Max. 20 pax) € 40,00

Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri
Via Albizzini, 1
06012 Città di Castello (PG)
Tel. 0758554649
e-mail: museo@fondazioneburri.org
www.fondazioneburri.org