Industry is moving so fast etc etc

Citando da NME (pagina dello spiegone per coloro che hanno deficit di attenzione):

They might do ‘a Radiohead. Could Muse be gearing up to shake the music industry? In November 2013, Bellamy suggested that they might follow in Radiohead’s footsteps by embracing new delivery methods and formats. “How we release it is up for debate,” he said. “The industry is moving so fast, you don’t really know.”
Read more at http://www.nme.com/photos/world-war-iii-italian-orchestras-and-heavy-guitar-solos-11-things-we-know-about-muse-s-new-album/369296?utm_source=twitter&utm_medium=social&utm_campaign=musegallery#DdrsBsHkD1HG6cpd.99

Yawn.
No, perché il punto è che i Radiohead lo hanno fatto al momento opportuno. Altra cosa: volevo ringraziare i Blur per aver fatto quello che dicevo al punto due ieri. I Blur sono su Warner, quindi basta con queste piccole menate. I Blur l’hanno fatta breve: conferenzina stampa in streaming con “è stato difficile, faceva caldo”, uscita del singolo, suoniamo ad Hyde Park e mica solo lì.

Il punto è che come nella sua musica, Bellamy non ha proprio esattamente le strutture mentali diritte. Non mi lamento, come mi disse una volta una cantante: “secondo me la mia musica piace alla gente non molto normale perché non lo sono neppure io”. Una cosa tipo chisisomigliasipiglia. Ora il bimbo è ai party, lo capisco pure. Però qui la cosa è: ‘sti riff belli corposi usciti su instagram (poi hanno ragione a scrivere che instagram è il social trending del momento, non come twitter che ci stanno un po’ tutti: jihadisti e ballerine) da una parte ci fa capire che c’è stato un lavoro sull’album molto buono. Dall’altra il non sapere un cazzo di niente anche perché ok… fai teasing e poi non ci segui pedissequo e ci imbocchi come mamma passera (ahem) fa coi suoi passerotti? Dai che lo fanno anche i bambocci de Il Volo! Qui invece nei Muse abbiamo capito che l’unico dei tre che sa stare sui social è Chris. Gli altri ci provano o per noia o in rantoli di “ehyyyyyyyy”.

La cosa è: quando esce? Ormai con chi esce ci frega molto meno. Ma allora metti tutto su spotify come un artista giovane alternativo e ciao. Su.

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E’ un po’ come passare l’influenza senza avere la febbre (il primo noioso post sui Muse del 2015)

Non ho scritto da un bel po’ un post sui Muse per un motivo: la perdita di appeal. Ultimamente le strategie di mercato musicali sono tre: crowdfounding, tirare fuori un disco come onesti operai della musica e poi vedere come butta, stracciarti la uallera sino a o farti diventare isterico o toglierti assolutamente ogni energia e interesse verso quello che potrebbe arrivare.


Il fatto è che non ci si può porre una domanda: ai Muse JE TOCCA uscire qualcosa. Il primo live è a fine maggio. Ora non so come si muoveranno, ma in medio-basso marketing è muoversi almeno 3 mesi prima per pubblicizzare (sì, nel caso dei Muse non serve MA il promo tour radio/giornali lo devono fare uguale e guardate i tempi dei precedenti album quando li beccavate sotto l’hotel: non ci stiamo dentro). Qui è tardi. Da una parte io sono molto polleggiata: quello che hanno fatto uscire (teasing, teasing, teasing) su instagram è buono. Qualitativamente. La scelta di non prodursi in casa come per gli ultimi due dischi potrebbe essere ottima: qualcuno ti guarda da fuori. E a livello testi (sì, seconda guerra mondiale e orchestre italiane a parte che mi preoccupano un po’, come topiche) oserei affermare che per Bellamy il breakup con la Hudson potrebbe funzionare bene come per i Coldplay (va che album spumeggiante che han fatto dopo che Martin s’è mollato)

Il side fact è uno: la scelta dei live. Dopo l’estensivo stadium tour della tournee precedente si torna ai festival. Che è una cosa che a me piace molto: peccato che in Italia non abbiamo un medio/grande festival e l’Expo a Milano (non vi invidio, voi col biglietto per i Libertines da vedere in un parcheggio tra la tangenziale e l’autostrada) fa sì che i grandi live vengano sempre più sospinti verso Roma. E sinceramente tra andare a Capannelle (e dover quindi per forza viaggiare e dormire nella Capitale) e farmi un festival a Bilbao direi che per appeal e economia mi conviene il secondo. Non so, voi come fate? Vi invidio molto.

(purtroppo continua)

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Dell’alta velocità e dintorni partendo da Parma.

Nelle ultime 24 ore ho avuto un coacervo di notizie che mi han fatto pensare che da quando la mia macchina sta lasciandomi a piedi, letteralmente, visto che ha problemi al motore… mi han fatto pensare che sono nella merda. Già come blogger non sono figamente papabile ai vari eventi perché non sono su Milano (quindi non a costo zero), ma per lavoro devo per forza spostarmi su ruota. Non ci sono trasporti notturni, è impossibile tornare a Parma quando l’ultimo treno prendibile a Milano è poco dopo le 23:30. E per quanto pagano poco in Italia non puoi pensare a dormire una notte fuori (si trova qualcosa per dormire sotto i 20-30 euro?)

Anche perché se succede come oggi a Rubiera l’italia si spacca in due. Quindi il punto sarebbe non, come si era detto per l’Expo (per l’Expo? SOLO?) che sarebbe stato meglio portare l’AV anche a Parma (ovvio: parti da milano, il tempo che acceleri e già sei a Parma… è normalissimo. Già la mediopadana è una stronzata), ma tutti si sono messi a ridere. Il punto è che già ci sono scarsi collegamenti… e quelli che ci sono fanno cagarissimo. Già ieri a presadiretta il presidente della Regione Toscana, dopo che abbiamo saputo che la nostra AV è costata 61 milioni di euro al km anziché i 9 della Spagna, ha snocciolato la differenza di cifre tra persone che prendono i treni regionali e chi l’altavelocità. Ogni giorno gente che prende un treno regionale rischia la salute: nervosa o fisica.

L’ultima volta che sono dovuta andare a Malpensa per un volo partito alle 11:40 le cose sono andate così:

Treno delle 6:50 da Parma a Milano centrale = 10,55 euro

(treno… a metà strada non ha più funzionato l’elettricità e il riscaldamento. Tanto era gennaio!)

Alle 8:40 (quindi un’ora e 50 per 112km in treno) si arriva a Milano Centrale: la soluzione più economica (e veloce, sic) è per 50 minuti di bus con azienda privata a 8 euro.

Quindi: Parma – Malpensa 2h e 40min di tempo effettivo in viaggio. E non è che i collegamenti per Malpensa con l’expo siano migliorati… anzi, non c’è nulla all’orizzonte direi.

(volo poi di 1 ora e 40 per 1200 km pagato 40 euro eh)

Perché alle 6:50? Perché i treni successivi tra le 7 e le 8, che sarebbero comodissimi, costano tutti il doppio perché frecciabianca o intercity(notte). Perché pagare 18 -24 euro per un’ora e 30 in treno? E’ quello il punto.

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Cipolla + Stag

Quando intervistai dopo il Sanremo che fece con gli Stag Marco Guazzone fu una delle interviste più naturali e più simpatiche mai sortite. Quando ho saputo ad inizio anno che ci sarebbe stata una collaborazione con un artista che ben conosco personalmente come Alberto Cipolla la fangirl che è in me ha gioito.

Ora, dicono che non si dovrebbe parlare degli amici, ma teneteli sottocchio.

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Kensington at Circolo Magnolia

Kensington live at Circolo MagnoliaDopo parecchi fansite è la prima foto sui profili ufficiali di una band straniera. Grazie.

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Risparmiare ad Amsterdam (tanto spendete su altro)

Da quando ho sentito lui dirmi che no, l’Olanda è cara e quindi non l’aveva mai considerata (…Smilie: ;) ho deciso di buttare giù due cose che potreste fare in un weekend ad Amsterdam tenendo i soldi per attività collaterali.
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Ora che ci penso: parlare di come si possono risparmiare soldi nei Paesi Bassi è una cosa molto da olandesi. Ahem.

I trasporti:

Non essendo voi camminatori come il nostro umile Presidente ed essendo la maggorparte di voi non adatta ad andare in bici per come si va in Olanda (è normalissimo andarci ubriachi fradici o con due figli indosso o con la spesa settimanale per sei persone mentre si telefona e ci si scaccola, con una velocità superiore ai 60km/h), considerando che molte delle bici che noleggiano hanno i freni ai pedali (ne parleremo) qui vi si consiglia l’abbonamentino 1/2/3/4/5/6 giorni. Naturalmente più rimanete e meno vi costa al giorno, ma anche 8 euro per spostarsi in ogniddove ad Amsterdam non è nulla (nelle 24 ore è compreso anche il bus notturno, che costa 4,50 euro: che se andate a ballare e poi tornate in hotel è COMODISSIMO).

Una volta preso il biglietto al chioschetto in zona stazione dei treni a Schipol Plaza uscite sotto le pensiline e cercate il bus 69. Da qui attacca il risparmio: anziché 4,50 euro per arrivare a Centraal se avete del tempo da ammortizzare (tipo che il checkin della camera è alle 14, voi siete atterrati alle 11 col bagaglio a mano e avete già fatto colazione e insomma due palle) potete prenderlo e arrivare a Louis Davidsstraat per cambiare con un tram che punta dritto al centro (controllate 9292). Ci metterete circa un’oretta ma in pratica ecco… ahem, iniziate a spendere meno! Nonché il bus/tram vi porta sotto l’hotel/sistemazione.

Il cibo:

Anche se ci sono ristoranti molto fighi (e se tagliate i costi dalle altre parti ci potete andare facendo bella figura col/la fidanza senza sembrare totalmente pezzenti come invece siamo) si sa che quando si fa i turisti è all about panino. Non dite che la cucina olandese non esiste: è che quello che esiste probabilmente non vorreste conoscerlo. Io vi consiglio le due cose olandesissime che sono andate bene anche a mia mamma: pannenkoeken e kroket! Se per le seconde il punto di riferimento è Febo (dai che se vi viene la fame chimica imparate a conoscerlo come vostro salvavita) per i primi la soluzione totale globale, soprattutto se andate a vedere la casa di Anna Frank, è la Pancake Bakery. Il consiglio è di dividere il piatto perché se non avete fame come un mietitore è dura finire il tutto.

Soluzione B: cartoccio-di-patate-fritte. Ma non è così a buon mercato.

Il caffè:

Andando ad Amsterdam siete fortunati: essendo i villici fortemente caffeinomani risulta essere una delle poche capitali europee dove si può bere un caffè a modo. Non fate i soliti italiani che vedono Starbucks e si calano le braghe. Il modo per mangiare a ripetizione ammortizzando i costi è l’Albert Heijn (o Hema) to go. Appena entri o c’è la macchinina che ti fa caffè e cappuccio o te lo fanno loro alle casse. A volte per la colazione vi trovate a spendere 2 euro per un cappuccino e un cookie al cioccolato bello grosso, per capirci. Stessa cosa: c’è la frutta porzionata, smootie, sandwiches, etc etc. Quindi per merende e pranzi veloci potete spendere poco e magnare abbastanza (cose sicuramente migliori dei fast food)

Gli hotel:

Tolto che come vi suggerisco sempre potete cercare motori di ricerca (o, vi ricordo, prenotare su My Private Travel a prezzi molto irrisori rispetto agli altri prenotatori di hotel -controllerete voi la differenza una volta registrati gratuitamente- e dandomi così il 3% della vostra spesa come ringraziamento), il mio suggerimento è catafottervene di dormire nelle topaie del centro (vi riconosco che siete italiani perché dormite in Warmoesstraat e poi vi lamentate su tripadvisor del bagno condiviso) e prendere qualcosa un po’ fuori: Sloterdijk è a 15 min di bus dalla stazione centrale, Amsterdam Zuid è a 20 di tram -tram che passa in zonamusei/centro-, Amsterdam Amstel a 3 minuti di metro. Pagate dal 25% al 40% meno e avete l’abbonamento trasporti da usare… Una soluzione interessante è anche dormire verso Slotemeer: ci passa sia il 69 dall’aeroporto che diverse linee di tram verso il centro, e in pratica dormite in sobborgo a poco prezzo.

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Travel blogging à porter

Ho notato che in questi mesi di poca scrittura i post che hanno avuto più successo sono stati quelli con consigli e dritte (e ormai sono vecchi… sarebbe da riscriverli!) con posti da vedere in tre giorni e soprattutto il blocco di cose Budapestine

Ora, vedendo che nessun travel blogger (scusate, ma a volte per far marchette anche i blogger si scordano di come vadano strutturate le cose per bene) riesce a darvi dritte dirette per alcuni posti che conosco bene (Parigi, Berlino, Amsterdam, Austria e Budapest) cercherò di fare almeno un post settimanale con consigli davvero pratici sui vari posti. Giurin giuretta. Se avete domande potete postarle qui sotto.

[E magari finalmente apriamo al music travelling]

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ESNS15: James Bay

James Bay live at Eurosonic 2015

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ESNS15: Kensington

Kensington live at Eurosonic 2015

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ESNS15: Blaudzun

Blaudzun live at Eurosonic 2015

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