Se questo è The Globalist, tanto ammore ai Muse

Non ho speso mezza riga su Dead Inside perchè sebbene mi sia impegnata ad ascoltare la traccia 30-40 volte non mi è rimasta in testa. Ma pare stiamo cascando meglio. Quindi, se la prima traccia era for the lol, la seconda per il mercato post twilightiano, ora con The Globalist e lo spoilerone su vimeo qui sotto (Thanks to MuseHolland: LIEFJE!) direi che stiamo cascando meglio assaje.
Perchè si: pare tanto una cosa bbbella un po’ come Citizen Erased ma stemperata in salsa Absolution con Morricone che ti guarda e ti dice , tipo uomo del Monte.
[E come rimarcava Rob, gli ultimi due minuti è Defector. CIAONE]

MUSE FinalCut 032615 from Andi Lipo on Vimeo.

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Binkbeats | Noorderslag 2015

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Il nuovo SUV compatto #FordEcoSport

Quando arriva il momento di cambiare (o comprare) per la prima volta auto è sempre un passo dove ci si deve informare bene. Devo dire che per i trentenni geek come me, che amano la musica e soprattutto i lunghi viaggi al volante, c’è una buona offerta. Una di queste è Ford EcoSport è il SUV compatto del brand Ford.

E’ un auto completa: potete usarla sia in città che non solo in ciclo extraurbano, ma anche in quelle strade non propriamente comode per le auto normali (grazie all’altezza dal suolo elevata non ci dobbiamo più preocupare di che buca o terreno stiamo andando ad affrontare, visto che la capacità di guado è di oltre 55cm)

Dicevo poi completa perché non dobbiamo arrovellarci a scegliere optional o versioni: le tecnologie sono tutte di serie. C’è un’unica versione, ed è figa.

 

Dobbiamo dire che Ford è stata ben attenta alla rete: con MasterChef IV: EcoSport  è stata auto ufficiale di quest’ultima stagione di MasterChef, ha dialogato su Twitter ogni Venerdì sera con gli utenti della rete utilizzando gli hashtag #MasterChefIT #FordEcoSport.
Probabilmente ve ne eravate già accorti Smilie: ;)

Altra cosa molto figa per noi geek è che quando sei in auto, in tutta sicurezza tramite SYNC con AppLink, potrai utilizzare il comando vocale per accedere alle seguenti applicazioni:

Spotify: Selezionare brani e riprodurre playlist semplicemente utilizzando la propria voce
Glympse: Inviare la propria posizione a un contatto della propria rubrica del telefono in cui si fornisce la propria posizione e rendersi visibili durante il tragitto
Aupeo: consente di creare una sorta di personal radio con tutte le stazioni radio preferite selezionando brani in base al proprio umore.
Audioteka: Consente di ascoltare infiniti audiolibri scaricabili dalla biblioteca virtual
Cyclops: Avverte la presenza di autovelox e fornisce un segnale acustico

Volete averne un’idea visivamente migliore? Potete guardare lo spot televisivo del momento qui.

Buzzoole

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LOUISV | Noorderslag 2015

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Alberto Cipolla feat. Marco Guazzone e STAG: escono oggi singolo e video di “Awakening In Two”

[la mia intervista con Marco e Alberto è qui su Lostingroove]

Link al video di Awakening In Two (feat. STAG):

Esce oggi il singolo Awakening In Two (feat. STAG), la cui versione al piano è contenuta nel disco d’esordio dell’artista torinese Alberto Cipolla (Soundtrack For Movies In Your Head), ma che è stato ri-arrangiato in collaborazione con gli artisti romani Marco Guazzone e Stefano Costantini degli STAG
Alberto Cipolla e Marco Guazzone, che si conoscono e si stimano reciprocamente da tempo, hanno espresso più volte la volontà di scrivere un pezzo a quattro mani, avendo intrapreso percorsi musicali affini tra loro. L’occasione è arrivata quando Marco ha ascoltato il disco di Alberto ed è rimasto colpito proprio da Awakening In Two, di cui ha scritto il testo. L’arrangiamento è stato poi completato da Stefano Costantini, con l’aggiunta del suo flicorno, e da Elena Bellusci al violino.
Alberto Cipolla racconta così questa collaborazione: “Già quando aprii la loro data di Torino nel 2012 ci eravamo detti che dovevamo assolutamente trovare l’occasione di scrivere qualcosa insieme e sono molto felice di aver potuto lavorare con due amici-musicisti-colleghi come Marco e Stefano. Abbiamo realizzato un brano di cui siamo contentissimi e più che soddisfatti. Condividere un weekend intero in studio, parlando di musica, quella vera, e lavorando sodo è stato rigenerante. E credo che nel risultato questo si senta e si veda.”
Gli STAG dichiarano: “Nel brano il mondo di Alberto si incontra con le nostre sonorità e non vediamo l’ora di farvi ascoltare il risultato di questo bellissimo lavoro!”.
Awakening In Two (feat. STAG) è stato prodotto, registrato, mixato e masterizzato da Ugo Poddighe presso i suoi UP Studios. Il video che accompagnerà l’uscita del singolo è stato realizzato in studio dalle videomaker Cecilia Volta e Martina Marongiu.
BIO ALBERTO CIPOLLA:

Classe 1988, Alberto Cipolla muove i primi passi nella musica già dall’infanzia, poi il gioco si è trasformato in passione e, dopo anni di pianoforte da privatista, Alberto prosegue la strada della musica ottenendo il diploma come “Tecnico di Musica Interattiva” presso la Scuola di Alto Perfezionamento Musicale di Saluzzo (CN). Nel 2008 inizia a frequentare il corso di “Composizione” presso il Conservatorio di Torino e del biennio di “Contemporary Writing and Technology” presso il CPM di Milano. Dal 2008 ad oggi ha scritto, arrangiato e prodotto musiche per il programma tv “La Melevisione”, composto la colonna sonora del film “Il Corridore” di Stefano Scarafia e Paolo Casalis, scritto e prodotto musiche per spot promozionali di eventi e sonorizzazioni per mostre d’arte. Ha composto la colonna sonora del cortometraggio “Le Delizie del Re”, commissionato dalla Reggia di Venaria (TO) ed eseguito dall’orchestra del Conservatorio di Torino, e scritto parte della colonna sonora del film “Walls And Borders”. Alberto lavora inoltre sia come co-direttore del coro Fizzy Black in veste di arrangiatore, sia come scrittore/arrangiatore e produttore per terzi, spaziando dal pop al rock, fino alla musica elettronica. In veste di pianista e tastierista ha esperienza in duo/trio acustici jazz e blues, suona nel gruppo folk Aire De Prima e ha suonato nella band pop-elettronica torinese Glamory. Suona stabilmente come tastierista per i cantautori torinesi Eugenio Rodondi e Puso. Nel maggio 2012 ha aperto la data torinese di Marco Guazzone & STAG. Dal 2013 è tastierista per il cantautore torinese Johnny Fishborn. Nell’aprile del 2014 firma un contratto di edizioni/distribuzione con l’etichetta Videoradio di Giuseppe Aleo.
Il disco d’esordio s’intitola Soundtrack For Movies In Your Head (distribuito SELF), uscito il 26 maggio negli store digitali e il 27 maggio in formato fisico. Quest’album racchiude in 13 brani il meglio delle capacità compositive dell’artista. Come dice il titolo, vuole essere una sorta di “colonna sonora” per le sensazioni, le immagini mentali, i film che ognuno ha nella sua testa o che possono scaturire dai brani stessi. Così come i quadri impressionisti avevano come titolo il soggetto del dipinto, che però era spesso vago e rarefatto, collegandosi così anche all’impressionismo musicale di Satie e Debussy, in Soundtrack For Movies In Your Head il soggetto del brano è spesso espresso (The Girl And The RyeLast Day Of NovemberCarol In The Rain), ma la messa a fuoco su di esso è lasciata all’ascoltatore. Dopo alcune esperienze di scrittura per documentari e spettacoli teatrali, prevalentemente musica di stampo minimalista à la Yann TiersenMichael Nyman o Ludovico Einaudi, nel 2010/2011 iniziano a prendere forma i primi brani che comporranno il disco e che ne costituiranno la cifra stilistica: il pianoforte come sorgente dell’idea melodica o armonica, un crescendo che si porta dietro chitarre acustiche, elettriche, sezione ritmica e sintetizzatori, in una coesione ideale di tutti questi elementi. Si passa dal pop-rock dei Coldplay, a brani barocchi nello stile di Arcade Fire o Muse, o anche a brani più astratti che si avvicinano a quelli di MogwaiSigur Ròs o Explosions In The Sky. Anni di studi classici, di composizione e di pianoforte, vengono condensati in brani che, sotto mentite spoglie di melodie semplici ed orecchiabili, celano a volte ravvicinati e numerosi cambi di tonalità, parti orchestrate in contrappunto o armonie vocali curate. Si crea quindi una sorta di post-pop dal sound molto cinematografico, in un repertorio che vede numerosi brani strumentali e una minoranza di brani cantati in lingua inglese. Il primo singolo è The Shacks (2.0), uscito l’8 maggio, mentre il 10 novembre esce Craig And Noelle.
Il 2015 si apre il 13 gennaio con l’uscita del singolo The Girl And The Rye, il cui video è stato girato dal collettivo di registe torinesi BADhOLE.
 
 
BIO STAG:
Gli STAG sono una band italiana formatasi a Roma nel 2008. Nascono dal progetto musicale solista di Marco Guazzone, che ha successivamente creato il gruppo.
Il primo singolo di Guazzone come solista è il brano Love Will Save Us, scelto come colonna sonora ufficiale dello spot Fox Life San Valentino per due anni di seguito (2010-2011).
Nel 2012, dopo aver superato la selezione di Sanremo Social, Guazzone partecipa alla 62a edizione del Festival di Sanremo nella sezione Giovani con il brano Guasto, vincendo il Premio Assomusica e il Premio Rai Gulp.
A seguito della partecipazione al Festival il gruppo prende il nome di Marco Guazzone e STAG e successivamente poi diventerà solo STAG.
Il loro album di debutto L’Atlante dei Pensieri, uscito nel 2012 è stato prodotto da Steve Lyon, produttore e ingegnere del suono già al lavoro con Paul McCartney, Depeche Mode, The Cure, Subsonica, Linea 77.
Dal disco vengono estratti tre singoli: Guasto, Sabato Simpatico e Atlas Of Thoughts.
Il brano strumentale Silent Movie, tratto dal disco, viene scelto come colonna sonora dello spot Sky “Fox4Dev” con Davide Vergassola creato da Fox International Channels Italy.
La Mia Orchestra fa da colonna sonora allo spot della campagna di prevenzione e sensibilizzazione per la giornata mondiale contro l’AIDS, il 1 dicembre 2012, in collaborazione con David Mayer Naman e Nps Italia onlus.
Il brano Sabato Simpatico viene inserito nella colonna sonora de “L’Appuntamento”, cortometraggio vincitore del Globo d’ Oro 2013.
Alcuni brani del disco fanno da colonna sonora al cortometraggio “Sulla Poltrona Del Papa”, che segna il debutto alla regia dell’attrice Cristiana Capotondi.
Nel 2013 esce Live al Piper Club, album registrato dal vivo contenente brani estratti dal concerto che la band ha tenuto il 29 Novembre 2013 nello storico locale romano.
Hanno partecipato come band ufficiale a diversi programmi radio, anche durante i Festival del Cinema di Roma e di Venezia, tra cui “Nessuno é Perfetto” e “Ottovolante” di Rai Radio 2 e “Hollywood Party” di Rai Radio 3.
A Natale 2013 arrangiano ed interpretano e una nuova versione del brano natalizio Jingle Bells, prodotta da Paolo Buonvino per la colonna sonora del film “Il Natale di una Mamma Imperfetta”, tratto dalla web serie “Una Mamma Imperfetta” scritta e diretta da Ivan Cotroneo.
Per Arisa scrivono il brano Dimmi Se Adesso Mi Vedi, contenuto nel suo album Se Vedo Te.
A marzo 2014 partecipano a una missione in Libano con Rai Radio 2, suonando per il contingente italiano dell’ONU d’istanza a Shama.
Ad aprile 2014 accompagnano la promozione del film “Piccola Patria”, diretto da Alessandro Rossetto, con un tour in cui suonano dal vivo la colonna sonora della pellicola insieme alla attrice protagonista e compositrice Maria Roveran.
Il loro brano Atlas Of Thoughts viene scelto come colonna sonora ufficiale della campagna “Basta Il Colore” contro violenza, bullismo e omofobia.
A luglio vengono invitati da Elisa come ospiti del suo concerto al Lucca Summer Festival.
Hanno collaborato alle musiche del film “Fratelli Unici”, uscito al cinema nel mese di ottobre 2014, con due brani scritti insieme a Paolo Buonvino, autore della colonna sonora originale, intitolati I Am Free e Cosa C’è, quest’ultimo interpretato insieme a Malika Ayane.
Attualmente stanno lavorando alla colonna sonora del film per il cinema “La Notte è Piccola”, per la regia di Gianfrancesco Lazotti, a cui hanno partecipato anche nella veste di attori.
Nel corso degli anni hanno aperto le date di artisti tra cui Moby, Suzanne Vega, Elisa, Malika Ayane, Arisa, Dolcenera, Jay Brannan, The Irrepressibles, Azure Ray, Morgan, Meganoidi.

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Soak | live at Eurosonic 2015

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Tutti correte lindi e felici


Io capisco che sono scelte di marketing, ma uscite fuori dagli schemi e umanizzate tutto.

Capisco che se ti mettono in un gruppo brandizzato e ti danno vestiti e scarpe devi essere un buon esempio. Forse leggo anche male e poco i cazzi degli altri. Ma mi sembra strano che voi che vi siete accesi dello spirito del correre e ne sentite il bisogno di parlarne sulla internet non ci avete un ciospo di incoveniente.
Ad esempio, beforeitwascool, mi ricordo che parlavo con questo losco figuro e parlavamo del suo percorso da sedentario a runner. Lui mi parlò della serie di inconvenienti (e credo lo scriveva, ora non ho voglia di ricercare: anche perché all’epoca si parlava su friendfeed e ora chissà dove è) che possono normalmente capitare approcciandosi a un nuovo sport o cercando di spingersi leggermente oltre ogni volta che ti alleni.
Lo so, non è figo parlare di unghie sì peste da cadere. Di microtraumi al piede. Del medico che ti dice che hai l’anemia del maratoneta. E’ una rottura di cazzo anche perché se corri tanto devi curare anche l’alimentazione. Non capisco perché non ci mettete anche queste piccole cose, boh. Fa umano, e se fa così nel marketting credo sia anche più bello… Come facciamo sennò a far iniziare tanta gente a correre? Boh.

[Disclaimer: odio correre. Ho fatto calcio e sci. Le ripetute erano il mio incubo. Ogni volta che corro più di mezz’ora ho la febbre. Faccio pilates e sono una heavy lifter. Ma odio correre: quindi non è protagonismo.]

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Essere in italia ed essere laici è complesso

Ho letto la notizia del “Non si farà la benedizione Pasquale a scuola” e le relative polemiche. Ho aspettato dieci minuti e ho riletto e ho pensato “EH?”

Vi spiego perché mi sento spaesata come voi difronte alla famiglia neocatecumenale (pirla, poi vi eravate scandalizzati per papafrancesco che disse che non si deve figliare come conigli) a Sanremo.

Ho 31 anni. Sono cresciuta in zone chiesine e ho fatto fatichissima a sopportare il catechismo. Anche perché alla mia epoca il catechismo non era l’imparare le preghiere a memoria, ma un sacco di insegnamenti che dovevi studiarti su un cazzo di libro che dovevi pagarti per conto tuo. Quindi se volevi i sacramenti in pratica dovevi pagarteli. E il socialista che già era in un angolo del mio cuoricino da bimbetta di meno di dieci anni scalpitava pensando un “ma perché?”

Ho fatto comunione e cresima. Ho cantato in cori della chiesa. Anche solista di un coro di canto gregoriano. Ho letto in chiesa. Conosco preghiere, messali, ho letto la bibbia, etc etc. Ora sono trentenne e ho abbandonato la Chiesa cattolica da anni, per mie scelte personali. Ho una forte preparazione scientifica che per la mia etica cozzava contro le mie radici religiose e ho fatto una scelta che mi è sembrata naturale, anche perché la mia famiglia è stata sempre molto liberale e mi ha sempre inculcato il rispetto per le scelte degli altri.

A scuola l’ora di religione mia è sempre stato un momento di discussione. Ho avuto per medie e superiori due insegnanti. Il primo era un ex missionario laico in Burkina Faso, che si era sposato con una danese. Si erano riprodotti facendo due figli e si erano ritrasferiti in Italia. Lui era una sorta di hippy formato francescano. Si parlava di tante cose: mi ha aperto un mondo sulla cooperazione, su come si possono aiutare le persone in Africa, delle sue esperienze, ci ha aperto la mente su come viaggiare. “Ma per viaggiare ci vogliono tanti soldi”, disse un mio compagno che poi tre anni dopo la maturità è stato l’unico sopravvissuto in un incidente stradale in Calabria a Luglio. Il prof rispose: “dipende che viaggio vuoi fare. In ostello e interrail, o cercando persone che ti ospitano in cambio di lavoro molto poco”. L’altra era cugina di una coppia di fratelli preti del posto… faceva anche la catechista ma a scuola si parlava, seguendo un libro di testo, di altre religioni. Se ho fondamenti di islamismo, ebraismo ed altre religioni lo devo a queste ore di cazzeggio culturale. Che a me è servito per inziare: sono intellettualmente curiosa e mi è piaciuto avere un corso di base per capire come funzionava anche in casa d’altri.

Imporre invece qualcuno che ti viene a benedire è irriguardoso non nei confronti di chi è di altra religione. Secondo il concordato l’Italia non è più uno stato confessionale. Io posso essere atea, cattolica, ebrea, salcazzo.  Sono italiana e ho diritto allo studio. Non voglio rotture di coglioni ideologiche quando studio. Perché tante lagne sui libri di scuola troppo di sinistra fatte negli anni passati e nessuno che invece si scandalizza perché qualcuno vuole farti subire una benedizione? Io ho trovato ad esempio una sorta di violazione l’avere un prete che ti venisse a rompere le palle in ospedale volendo parlare a tutti i costi. Te l’ho chiesto? No. Eppure i nostri ospedali pagano quei preti. Per me, laica, questa è stata una forte offesa.

E sarebbe la cazzo d’ora che voi studiaste un po’ biologia, che ieri gente non capiva perché un maschio covasse un uovo nel doodle di google. Bestie.

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Mancanza di succedanei all’ombrello (buttate gli ombrelli però)

Un problema che nessuno ha mai trattato sinora adeguamente è il problema ombrello.

Io non uso l’ombrello per una ragione: mi da noia. Preferico una broncopolmonite che tenermi un ombrello e rischiare di rendere non vedente me e qualcunaltro. Perché oltre la rottura di palle di occuparti una mano c’è anche il fatto che l’ombrello è un’arma impropria. Nonché diciamocelo spesso: in alcuni posti che ormai c’è quella sorta di pioggerellina che ti bagna anche in orizzontale l’ombrello non è che ti aiuti molto.

Gli impermeabili vanno bene in caso di poca pioggia e ti tutelano solo leggermente dalla broncopolmonite di cui sopra. Pochi sono quelli buoni: tipo quelli per andare a pesca di una volta si trovano a malapena ad esempio al Decathlon. E io, che per andare ai festival rischio sempre condizioni meteo estreme, sono sensibilissima all’argomento e non trovo soluzioni.

Quindi il quesito è: voi, checazzo usate? e come?

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L’uso di twitter: locals vs tourists

337

337C’è una bella mappa dell’uso del twitter da parte di Mapbox, che fa vedere come in zone del mondo a interesse turistico si differisca nel twittare. I locali sono in blu, i turisti sono in rosso. Dateci un occhio…

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