Twin Atlantic live at Eurosonic Noorderslaag 2015

No photoshop: belli e bravi.

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Evitate le recensioni in italiano su Tripadvisor, se potete.

Non so che tipo di viaggiatore siete voi. Io spazio dql dammi-un-letto-e-un-bagno-che-funge a “sono in ferie: voglio il massimo”. Calcolando che negli ultimi due anni gli hotel semibusiness che ho frequentato sono stati tipo 3, mi sto pesantemente specializzando nel dormire a meno di 30 euro.

Molti italiani però non riescono a conciliare il bisogno di fare economia con l’educazione a viaggiare. Se voi infatti andate a vedere la maggiorparte delle recensioni degli italiani si vanno a sviluppare così:

  • Simpatia del personale (ok, pago: ma io la maggiorparte delle volte che sono fuori voglio un’interazione minima, cortese ma che soprattutto sia efficiente. Non devo amicarmi un portiere d’hotel, voglio solo che trovi la mia prenotazione)
  • Cibo (molte lamentele sono sui ristoranti degli hotel. Sottocategoria: non c’erano prodotti italiani come cornetti, marmellata, caffè espresso)
  • Letto (fatto senza lenzuolo è la lamentela tipica degli italiani)
  • Bagno (non so come non facepalmare ogni volta che leggo della mancanza del bidet: ok, da noia anche a me a volte, specie quando s’ha quel malanno detto del viaggiatore… ma il bidet lo abbiamo solo noi e gli ispanici. Quindi per favore, qualche doccia in più durante una vacanza è anche piacevole)

Il mio consiglio è quindi cercare recensioni degli stranieri. Nordeuropei, australiani e americani sono quelli che danno recensioni più verosimili ed equilibrate e sono più abituati a scrivere recensioni sia positive, negative o neutre.

Sono dell’idea che se ci sono stati gravi problemi di igiene uno non debba fare solo una recensione su tripadvisor. Siamo in europa, e quindi c’è un sistema di tutela dalle truffe: bisogna rivolgersi agli organi preposti e alle aziende di soggiorno. Perché incazzarsi solo su un sito che guadagna ugualmente sia da una recensione positiva o negativa che sia? Se hai avuto un danno è solo un primo passo.

Un hotel di Utrecht si è dichiarato disponibile a darmi un soggiorno per provare le nuove camere dopo che ho detto che il loro 4 stelle forse era della categoria nei primi anni 90 e dopo che il loro staff è stato così cordiale con me come io lo sono con un esattore Equitalia. Io ho accettato. Devono ancora rispondermi. Questa secondo me è una cosa da diffondere sui social: non se trovi topi random girare per i corridoi e piattole nel letto.

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I Kensington in Italia: gratis

Sono piuttosto contenta: probabilmente non vi ricordate, o se vi ricordate (complimenti!) si vede che un annetto fa mi leggevate bene ancora. Se vi piacciono i Kings of Leon quando erano ancora una band decente e non ombelicale (nel senso che guardano solo quanto sono fighi e non la musica) e volete passare una sera fuori al Magnolia (su, che c’è anche il 73 da San Babila a Linate e poi fate due metri a piedi) preoccupandovi solo di tirare fuori la tessera arci e gli euri per la birretta.

Per dire, nell’ultima intervista che ho fatto con loro la settimana scorsa abbiamo parlato di Rivals, che è il loro terzo album… Che li ha talmente portati in alto (i Negramaro d’Olanda? Come numeri…Smilie: ;) che in 11 ore i loro biglietti per il primo show allo Ziggo Dome sono andati soldout. In altre 13 gli altri biglietti per la seconda data. Per fare un paragone: gli U2 hanno le stesse date nella stessa venue e non hanno avuto la stessa performance. “Se lo sanno qui, che è gratis a Milano, la gente prende l’aereo e viene visto quanto costano quassù i biglietti sul mercato nero”

Il fatto che i voli easyjet attorno a quel giorno non siano economici mi sta ponendo un dubbio.

Comunque. Se volete qualche dettaglio in più potete andare sul mio nuovo progetto, Lostingroove.
- showcase -
12.02.15 | Circolo Magnolia, Segrate (MI) | evento facebook

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DEEZER SESSIONS| Benjamin Clementine

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Occhio ai problemi tra gate M e Easyjet.

Se viaggiate su Schipol da Milano non è che abbiamo molta scelta low cost (quando KLM non sconta voli, anche in collaborazione con Alitalia MA che su Alitalia non troverete, di andata e ritorno a 120 euro bagaglio incluso)

Il gate M a Schipol è quel gate tristissimo solo prodromo alla tristezza di Malpensa T2 (che però in tre anni è riuscito ad avere almeno qualche negozio in più, la wifi gratis e -potevano metterlo prima che ho dormito al terminal almeno 5-7 volte per terra- un hotel), che consta di uno snack bar, un bar, due negozi. Poi basta. Il problema è che se hai bisogno di assistenza non c’è nessuno: questo cambia tantissimo rispetto agli altri gate di Amsterdam, e se viaggiate con le diverse compagnie vi sentirete spaesati. Se succede qualcosa sarete abbastanza nella merda (o dovete chiedere info a KLM in quanto danno info su twitter per tutti i problemi interni all’aeroporto o direttamente ravanare nell’app di Schipol)

Cerchiamo di puntualizzare quello che è successo oggi: il flight tracker dice che il volo tarda a causa di voli precedenti (non prendete mai l’ultimo volo per Milano da Amsterdam: se non avete nessuno a Milano potrebbe essere un problema), nel cartellone c’è scritto delay e i tempi cambiano (da 1h e 45m a 3 ore)

Un paio di assistenti Easyjet di terra si fanno vedere. Danno dei voucher ai più incazzati e non a chi vi scrive (perché stavo lavorando, da incazzata, e non avevo guardato intorno). Morale: anche chi ha il voucher per mangiare, anche se si parla di un voucher per via equitativa secondo il ritardo, ha soli 4,50 euro a persona. Il panino più economico costa 6,50 euro. Probabilmente solo una birra o un cappuccino a terra sono copribili da quel voucher: che però hanno solo in 15.

Cerchiamo sul sito come fare un reclamo: non c’è modo di capire se non continui richiami al chiamare al servizio clienti. Un po’ disturba. Ma soprattutto: zero personale. A nulla valgono le numerose scuse del personale di volo: a terra si è proprio abbandonati. La via equitativa non è equitativa se si fa un bilancio costi e quello che si perde (tipo 23 euro di frecciabianca prenotato) e soprattutto il ritardo rimane attorno a quelle due ore e -secondo il personale di volo e non il flight tracker- per motivi meteo che quindi sono inattaccabili da reclami.

Come fare, quindi? Non so. Con il servizio clienti ho sempre risolto tutto ogni volta che ho chiamato, ma stavolta sono così delusa che non so neppure come porre la questione.

 

Pubblicato in: so called travel

Server nuovo, sfigapussavia.

In questi ultimi due anni sono stata su un server che non ho pagato. Questi ultimi due anni sono stati la merda, per me e per il blog: sono scomparsi tutti gli embedded (mi serve una scimmia che li rimetta tutti), il server funzionava e non funzionava (diciamo che non funzionava quqndo volevo postare, e io no non sono una persona di quelle che scrive il post in brutta e poi lo copincolla qui…Smilie: ;) e soprattutto dal mese successivo in cui mi ci ero spostata TUTTO mi è andato male.

Stranamente mi sono spostata ad inizio gennaio, e da quando l’ho fatto mi sono già arrivate tre proposte di lavoro.

Ora diventa una di quelle cose non-è-vero-ma-ci-credo.  Ma vi giuro che è vero. Me ne fossi resa conto prima avrei già sfanculato prima. Maledetta buona educazione.

Pubblicato in: franfiorinologia

I nuovi Sex Toys di LELO, ispirati al tocco delle dita di un amante

LELO (www.lelo.com), il brand svedese leader nei sex toys di lusso, ha appena lanciato due nuovi prodotti, INA Wave™ e MONA Wave™, oggetti che si ispirano al tocco delle dita di un amante e che rivoluzioneranno come uomini e donne percepiscono e comunicano l’orgasmo femminile.

Questi prodotti utilizzano la nuovissima tecnologia WaveMotion™, con la quale si inarcano su e giù ricreando il movimento ammiccante delle dita di un amante che muovendosi accennano “vieni qui”. Il risultato è la percezione naturale di una carezza interna e una sensazione che cresce attraverso diversi climax e li unisce in un orgasmo combinato e travolgente.

MONA-WAVE_product_Deep-Rose_1772MONA-WAVE_product_Deep-Rose_1772MONA-WAVE_product_Deep-Rose_1772 Continua a leggere

Pubblicato in: intervistozze e giornalaismi

I primi 4 album dei Bush rimasterizzati a 20 anni dal debutto della Band

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Dopo la pubblicazione di Man on the Run (Zuma Rock Records/RAL), uscito lo scorso 21 ottobre, Roundhill Music e RED pubblicano il 27 ottobre 2014, a 20 anni dal debutto dei Bush, le versioni rimasterizzate dei loro primi tre album in studio (Sixteen Stone del 1994, Razorblade Suitcase del 1996, e The Science of Things del 1999), più l’album di remix del 1997, Deconstructed.

 

Sixteen Stone, l’album di esordio, raggiunse il numero 4 della classifica Billboard 200. Il disco conteneva le hit “Comedown”, “Glycerine” e “Machinehead”, oltre “Everything Zen” e “Little Things”, brani entrati subito nel cuore dai fan.

 

Si tratta della prima release di Round Hill Records, la nuova etichetta delle edizioni musicali Round Hill Music, distribuita da Red (Sony).

Tutti i brani sono stati rimasterizzati in alta risoluzione dalle loro registrazioni audio originali dal mastering engineer Howie Weinberg. Il frontman dei  Bush Gavin Rossdale è produttore esecutivo, insieme a Jonnie Davis e Josh Gruss.

Nel corso della loro fortunata carriera, i Bush hanno raggiunto il traguardo del multiplatino totalizzando quasi 20 milioni di dischi venduti solo in Nord America. Hanno piazzato 17 singoli consecutivi nella Top 40 delle radio Modern Rock e Mainstream Rock, di cui 11 sono entrati nella Top 5, sei dei quali hanno raggiunto il numero 1: “Comedown”, “Glycerine” e “Machinehead” tratti da Sixteen Stone, “Swallowed” tratto da Razorblade Suitcase, “The Chemicals Between Us” tratto da The Science of Things e “The Sound of Winter”.

 

 

Gli album sono disponibili su Amazon:

– Sixteen Stone http://amzn.to/1ugOIDm

– Razorblade Suitcase http://amzn.to/1DiCu40
– Deconstructed http://amzn.to/1swPRZr
– The Science Of Things http://amzn.to/1riVaZ0

 

 

 

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Pubblicato in: canzoni e musica

Cosa rende bella la musica?

Tra i vari professionisti presenti all’Amsterdam Dance Event, MN2S è riuscito a realizzare un minifilm che contiene suggestioni e atmosfere che “fotografano” benissimo i cinque giorni/notti di clima lì alle Lowlands.

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Amsterdam Dance Event 2014: l'ambiente

Quest’anno vi abbiamo aggiornato in corso d’opera. La “lineup”, se si può chiamare così, dell’Amsterdam Dance Event si faceva sempre più enorme mese dopo mese. Così tanto da darti sei-sette eventi imperdibili ogni sera. Essendo il plotone di Radionation composto solo da me è stato impossibile coprire tutto (l’anno prossimo già la brava Desirée si aggiungerà alla spedizione). Ma è stata una figata.

garrix

Ok, magari l’anno scorso c’era Moroder, ma anche lo speech di Garrix non è stato malaccio (anzi). E poi dicevo: scegliere. Altro che al Primavera si parlava dei clashes nei set: qui si doveva scegliere l’evento e la zona se se ne volevano coprire un paio. Così da trovarti fino alle 3:30 alla Modeselektor night al Melkweg per poi trovare Laurent Garnier nella location che è vicino al tuo hotel (e che tu scopri solo il primo giorno consultando google maps) che ti tira all’orario del cappuccino. E poi abbiamo saltato tanto, troppo: artisti di classe come Ricardo Villalobos, Scuba, Deep Dish, Axel Bowman, Ten Walls e Solomun, Chris Liebing, DVS1, Truss, Blawan che vanno a rafforzare il parco techno del festival, non volendo dimenticare DJ Koze, DJ Stingray, Henrik Schwarz e Maetrik. Più di 2000 act per un’edizione mostruosa, coi promoter a litigartisi per averti al loro party o evento.

Un po’ diverso dal mendicare ingressi e accrediti qui in Italia.

L’ADE è il vero epicentro della edm: non solo eventi ma anche learning, incontri, promozione a tutto tondo. Stancante, pazzesco, tanto ma non esagerato. Per clubbing e la club culture l’Amsterdam Dance Event è un appuntamento imprescindibile, anche per capire professionalmente cosa c’è. E niente battute su A’dam, la droga, i rave: all’HMH ti svuotano le tasche e tu devi star lì a spiegare che è la borocillina quella che hai. Non so se ci devo ancora ridere.

Dal lato fotografo è molto difficile portare a casa qualcosa: non perché sia difficile fotografare i set (anzi, molto più figo che fare un artista col chitarrino in mano), ma perché ogni venue ha le sue regole, non c’è un vero photopass (dicono che valga il media pass: non è vero. Molte venue mi hanno detto che ero invitata a non fotografare perché non autorizzata nella speciale lista della serata. Lista che non conoscevo perché all’accoglienza non era menzionata) e alla fine uno si disamora un po’ e gli sembra di “rubare foto”.

Altra cosa: è stato bello sapere che “c’era scritto sul sito” che si doveva richiedere l’ingresso all’Amsterdam Festival in Arena giorni prima e che no, non bastava il pass. Insomma, un gigante con crepe organizzative: ma siccome qua a sud delle Alpi non vedremo mai una cosa del genere, codeste sono quisquillie. E se la dovessimo vedere minimo alle 23 arriva la pula e fa chiudere tutto.

Presto un altro post con maggiori suggestioni vissute. Per ora consultate il nostro instagram e twitter.

Per avere invece info ufficiali ecco le risorse da consultare:

Website: http://www.amsterdam-dance-event.nl
Facebook: https://www.facebook.com/amsterdamdanceevent
Twitter: https://twitter.com/ADE_NL
YouTube: https://www.youtube.com/user/AmsterdamDanceEvent
Instagram: http://instagram.com/amsterdamdanceevent

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