Cornuti e Mazziati

Screenshot 2015-05-22 at 14.52.13

Breve recap sull’essere fotografo: dopo questo torna il mio discorso… se vi piace fotografare chiedete pass dove non vi cale nulla del festival o del live. Altrimenti succede come il mio Primavera Sound 2014: lunghe code per entrare nei pit, lunghi percorsi per raggiungere i palchi, set visti a spizzichi e bocconi perché sei il solo accreditato per testata e la sveglia sul telefonino per ricordarti di mangiare senno’ alle 5 sul bus non capisci più quale cazzo sia la tua fermata.

Io credo che il Primavera da festivalgoers sia bellissimo. Un po’ più sfiancante decidere di “lavorarci”.

Il fatto è che essendo quest’anno un festival come il Down The Rabbit Hole piuttosto intasato da accrediti (hanno vinto un award a Groningen, sicchè la gente si è svegliata e vuole vederlo) non riesco ad andare. Ho avuto uno scambio da “awww che brutto non esserci” e loro dicendo che peccato, speriamo l’anno prossimo ho ribattuto “beh, non è colpa mia, niente pass… pero’ adoro il vostro festival e spero di tornare” che un po’ in tutte le latitudini è normalissimo. Non pero’ per qualcuno che dovrebbe lavorare in una agency di storytelling e che tiene un side account per cercare, dai che lo sappiamo noi blogger navigati, di ravanare inviti e similia.

Screenshot 2015-05-22 at 12.26.40

Patricia Cronie other account trolling photographers

Il fatto è che se questi puntacazzismi li fanno giornalisti e soprattutto gente che si proclama social media qualcosa specialist sono grandissimi autogol. Specie se poi mi blocchi quando scopro il tuo vero nome (visto che hai il link a instagram sul tuo account: non ci vuole molto) e fingi il “trovo buffo” e “differenze culturali”. Suoni razzista, o stronza. O entrambi.

Il punto chiave è che sebbene in questi giorni in Arena e a Casalecchio ho visto chiunque con delle Reflex, le macchine professionali non potrebbero entrare. E io, da fotografo, se non ho un regolare photopass non posso pubblicare una foto per cui non ho avuto permessi, specie se è fatta dopo le prime 3.

Ai festival le reflex non entrano. A me interessano i festival per fotografare, se non ho un pass quindi non vado ma mi pago il concerto del singolo artista (credo succederà cosi’ per Andrew Bird, ad esempio: è a quel festival dove non sono accreditata ed è l’unico mio preferito. Quindi gita a Ferrara e amen!)

Io spero davvero che questa donna del 1971 non sappia come vada il mondo, perché le scuse le sto ancora aspettando, ma sto spiegando a voi, prima che facciate i pirla come lei, come vanno le cose: fotografare è una scelta. A me piace tantissimo. Ma già avevo imparato che i concerti che mi piacciono vanno comprati (eccezione: non comprate i grandi eventi come negli stadi, perché i biglietti dei Muse a Torino li facevano 20 euro e a Roma 30 anziché 60 del biglietto comprato regolarmente. In Italia va cosi’, i bagarini esistono ad ogni evento… se non ci sono fuori Expo è solo perché non hanno guadagno)

Screenshot 2015-05-22 at 14.52.13

Il fotografo si paga: perché non solo si fa la strada per vedere poco e male un evento ma è un artista. Il fotografo spesso si trova a fotografare in condizioni di merda. Dici “beh, ma non paga il biglietto”. Beh, ma seriamente lavora. So che scattare foto ed editarle poi per molti non è un lavoro: parliamone, è meglio che zappare, ma allora anche fare volantinaggio per lo stesso motivo non è un lavoro dato che cammini e interagisci con la gente.

Ci sono tante cose poi che dobbiamo ancora snocciolare. Ma quando qualcuno che dovrebbe lavorare in ambiti affini non capisce che no, non è pagare o meno ma capire che in un weekend dove in europa ci sono 12 festival e tu vai in uno per lavoro ma ne avresti preferito un altro perché è mille volte più tranquillo ma ehy! non scegli te… beh, cazzo: che tristezza la internet.

[poi magari mettere il proprio ig con il nome in un account “anonimo” non è una mossa astuta. Torna il mio discorso che “ehy hai trovato il mio ig!” dopo che te lo metti in bio è un po’ come dire a tuo marito “oh, hai visto la spazzatura!” dopo che gliela metti sopra la zuppa che mangia. Imparate a usare il mezzo, su.]

Posted in franfiorinologia

Suvvia, sono solo 100000 scatti l’anno ai concerti con una canon

Screenshot 2015-05-22 at 15.19.32

Sto tentando di sistemare il casino di flickr con un portfolio serio di tutte le foto prese da regolarmente accreditata. Sono ancora all’inizio ma potete guardare qui.

Posted in foto

23 maggio: apertura al pubblico dell’Archivio-Museo dello CSAC

2826257706_27af2d3373_z

Sabato 23 maggio aprirà al pubblico nell’Abbazia di Valserena l’Archivio-Museo dello CSAC (Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma), che raccoglie e conserva materiali originali della comunicazione visiva, della ricerca artistica e progettuale italiana a partire dai primi decenni del XX secolo. Uno straordinario patrimonio di oltre 12 milioni di pezzi suddivisi in cinque sezioni: Arte (oltre 1.700 dipinti, 300 sculture, 17.000 disegni), Fotografia (con oltre 300 fondi e più di 9 milioni di immagini), Media (7.000 bozzetti di manifesti, 2.000 manifesti cinematografici, 11.000 disegni di satira e fumetto e 3.000 disegni per illustrazione), Progetto (1.500.000 disegni, 800 maquettes, 2000 oggetti e circa 70.000 pezzi tra figurini, disegni, schizzi, abiti e riviste di Moda) e Spettacolo (100 film originali, 4.000 video-tape e numerosi apparecchi cinematografici antichi).

 

Lo CSAC, fondato nel 1968 da Arturo Carlo Quintavalle e in seguito diretto da Gloria Bianchino, dal 2007 ha sede nella Abbazia cistercense di Valserena, tradizionalmente identificata come la stendhaliana “Certosa di Parma”. Gli spazi dell’abbazia sono stati oggi rinnovati attraverso un importante progetto architettonico promosso e sostenuto dall’Università di Parma.

 

A partire dal 23 maggio lo CSAC si propone però soprattutto come un nuovo spazio multifunzionale, una macchina viva dove si integrano un Archivio, un Museo e un Centro di Ricerca e Didattica, con unapartecipazione attiva da parte della comunità scientifica e del circuito dei ricercatori, dei dottorandi e degli studenti. Una formula unica in Italia, che mantiene e potenzia le attività sino ad ora condotte di consulenza e di supporto all’istruzione universitaria con seminari, workshop e tirocini, di organizzazione di mostre e pubblicazione dei rispettivi cataloghi (oltre 120 dal 1969 ad oggi), e di prestito e supporto ad esposizioni in altri musei (tra quelli internazionali ricordo il MoMA di New York, il Centre Pompidou di Parigi, il Tokyo Design Center e il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid).

 

Il percorso espositivo del nuovo Archivio-Museo, attraverso gli spazi della grande Chiesa cistercense, della Sala delle Colonne, della Sala Ipogea e della Corte delle sculture, rappresenterà la complessità e la ricchezza delle collezioni dell’archivio con oltre 600 opere in mostra. Un’esposizione permanente in grado di rinnovarsi potenzialmente all’infinito attingendo allo straordinario repertorio visivo dell’Archivio, i cui materiali saranno esposti a rotazione.

 

Il nuovo CSAC è dotato di servizi di accoglienza e ospitalità, come un bistrot e una foresteria allestita in quelle che un tempo erano le celle dei monaci.

 

Sarà presente anche un bookshop dove sarà possibile acquistare i cataloghi delle mostre che lo CSAC ha realizzato a partire dal 1969.

 

Lo CSAC ha in programma progetti didattici per le scuole primarie e secondarie, iniziative speciali per i visitatori e aperture straordinarie con eventi a tema.

 

Orari di apertura

dal martedì al venerdì dalle 10 alle 15

sabato e domenica dalle 10 alle 20


Ingresso

10 euro

Riduzioni per gruppi, giovani sotto i 18 anni, studenti, docenti e persone con disabilità.

Gratuità per i bambini sotto i 12 anni.

 

Per informazioni al pubblico

www.csacparma.it

info@csacparma.it

+39 0521 033652

 

Per prenotazioni

servizimuseali@csacparma.it

Posted in intervistozze e giornalaismi

Romexpo Roma Fringe Festival: 500 Artisti, Artigianato ed Eventi dal 30 maggio nei giardini di Castel Sant’Angelo

Romexpo Roma Fringe Festival Castel Sant'angelo colori
RomExpo – Roma Fringe Festival
L’appuntamento internazionale della capitale
Parco Adriano, giardini di Castel Sant’Angelo
30 maggio – 5 luglio 2015
ogni giorno dalle 9.00 alle 2.00 di notte
Ingresso gratuito all’area

Oltre 100 Spettacoli, 500 Artisti italiani e internazionali, 10 ore di Performance al giorno, 9Spettacoli a sera, Mercato e Aree ristoro, Attività per bambini, Degustazioni, Mostre d’Arte,Artigianato, Workshop
L’unione di RomExpo e Roma Fringe Festival, colora d’Internazionale il programma estivo.
Nel mese dell’internazionalizzazione, RomExpo e Roma Fringe Festival – con la collaborazione di Municipio Roma I Centro e il Patrocinio di Assessorato alle Attività Produttive e Assessorato alla Cultura di Roma Capitale – si uniscono per dare vita a un evento unico nel suo genere, per portare il Teatro indipendente e lo spettacolo dal vivo targato Roma Fringe in un’area resa internazionale dalle delegazioni estere in Italia per Milano, e dai convegni sull’alta innovazione tecnologica.
Teatro, Popoli, Culture e Contaminazioni: in collaborazione con le Ambasciate, RomExpo renderà possibile l’attivazione di uno spazio-spettacolo interculturale aperto a tutte le etnie del mondo, un vero e proprio mercato dei popoli dove incontrare culture lontane, artigianato e spezie, assieme ai prodotti della migliore tradizione italiana, e il Roma Fringe Festival, nei giardini di Castel Sant’Angelo, porterà la sua progettazione artistica con oltre 100 spettacoli, per 10 ore di performance giornaliere.
Roma Fringe Festival: dopo 3 anni di programmazione a San Lorenzo, nel 2015 la più grande vetrina italiana del teatro indipendente si sposta nei giardini di Castel Sant’Angelo, senza cambiare quella formula che l’ha reso uno degli appuntamenti più attesi dell’estate romana, ma arricchendola con nuove proposte artistiche e nuove collaborazioni.
Dal 30 maggio al 5 luglio, si parte ogni giorno alle 8.30 con le attività per i più piccoli a cura dell’Associazione Arteficine con R(E)State a Teatro, e l’area mercato etnica e italiana, per poi proseguire dalle 20.30 a notte inoltrata con nove spettacoli a sera: un’offerta ampia che trasforma l’appuntamento in svago per famiglie, studenti, appassionati, turisti e un pubblico più “alternativo”, con Performance, Teatro canzone, Comedy, Dramma, Teatro civile, Danza, Stand Up, StreetArt, Clownerie, Puppet, Poesia, Letteratura, Nonsense ed Esposizioni d’Arte…dall’Italia e dal Mondo.
RomaExpo è stato ideato per sviluppare i rapporti di amicizia tra i popoli, attraverso l’incontro e lo scambio delle conoscenze sui temi legati allo sviluppo tecnologico, che hanno particolare ricaduta sull’ambiente e sul benessere degli abitanti.
Il progetto operativo prevede la promozione delle relazioni economiche e commerciali internazionali attraverso una piattaforma fisica e digitale di interconnessione continua tra le imprese italiane e straniere, e l’organizzazione di convegni internazionali sull’innovazione tecnologica.
In collaborazione con Fringe Italia, la squadra degli Artisti 7607 avrà il suo presidio artistico e creativo nei giardini di Castel Sant’Angelo, portando i suoi attori, spettacoli e iniziative per sensibilizzare e promuovere la cultura e i diritti in Italia.
RomaExpo – Roma Fringe Festival 2015: 30 maggio – 5 luglio. Tutti I giorni dalle 9.00 di mattina alle 2.00 di notte Parco Adriano, giardini di Castel Sant’Angelo. 
Ingresso gratuito, per gli spettacoli 5 euro.
www.facebook.com/RomaFringe / @RomaFringeFest
Per info e programma: www.romafringefestival.it – www.romexpo.it

Posted in intervistozze e giornalaismi

Prorogata al 28 giugno la mostra a Palazzo Magnani di Reggio Emilia

pieroproroga

Cento opere che vedono accanto al Maestro di Sansepolcro, i grandi protagonisti della teoria e della pratica del disegno prospettico e architettonico dei secoli XV-XVI: Lorenzo Ghiberti, Leon Battista Alberti, Ercole de’ Roberti, Domenico Ghirlandaio, Giovanni Bellini,
Francesco di Giorgio, Albrecht Dürer, Antonio da Sangallo il Giovane,
Baldassarre Peruzzi, Amico Aspertini, Michelangelo, e molti altri

Comunicato stampa

Mostra a cura di Filippo Camerota, Francesco Paolo Di Teodoro, Luigi Grasselli

Vi sono personaggi, nella storia dell’arte, che sono portatori di novità tali da innescare una vera e propria rivoluzione. Uno di questi è sicuramente Piero della Francesca che è protagonista della mostra “PIERO DELLA FRANCESCA. Il disegno tra arte e scienza”, curata da Filippo Camerota, Francesco Paolo Di Teodoro e Luigi Grasselli, in programma a Palazzo Magnani di Reggio Emilia dal 14 marzo al 28 giugno 2015.
Attorno al Maestro di Sansepolcro aleggia da sempre un velo di mistero e di enigmaticità dovuto sia ai pochi documenti che lo riguardano, sia alla singolarità del suo linguaggio espressivo che coniuga, magicamente in equilibrio perfetto, la plasticità e la monumentalità di Giotto e Masaccio con una straordinaria capacità di astrazione e sospensione. Un’essenzialità e purezza di forme che trovano fondamento nei suoi interessi matematici e geometrici mirabilmente espressi nei trattati che ci ha lasciato: l’Abaco, il Libellus de quinque corporibus regularibus, il De Prospecitva pingendi e il da poco scoperto Archimede. Ed è proprio su questi preziosi testimoni dell’opera scritto-grafica di Piero, in specie sul De prospectiva pingendi, che la mostra di Palazzo Magnani prende corpo.
“PIERO DELLA FRANCESCA. Il disegno tra arte e scienza”
, presenta la figura del grande Maestro di Sansepolcro nella sua doppia veste didisegnatore e grande matematico. Per l’occasione è riunito a Palazzo Magnani – fatto straordinario, per la prima volta da mezzo millennio – l’intero corpus grafico e teorico di Piero della Francesca: i sette esemplari, tra latini e volgari, del De Prospectiva Pingendi(conservati a Bordeaux, Londra, Milano, Parigi, Parma, Reggio Emilia) i due codici dell’Abaco (Firenze), il Libellus de quinque corporibus regularibus (Città del Vaticano) e Archimede (Firenze).
Ma la mostra non è ‘solo’ l’occasione, prima e unica, per ammirare tutte insieme le opere grafiche del Maestro di Sansepolcro (evento, di per sé, straordinariamente importante per gli studiosi d’ogni Paese); essa è anche un viaggio straordinario nel Rinascimento, unicità italiana che ha influenzato per secoli l’arte e il sapere dell’Occidente (e non solo) producendo i più grandi capolavori, oggi icone insuperate, della cultura figurativa mondiale e dell’immaginario collettivo.
Un viaggio, commentato nell’audioguida da Piergiorgio Odifreddi, conduce il visitatore tra le opere grafiche e pittoriche di Piero (è esposto il suo magnifico affresco staccato del “San Ludovico da Tolosa” del Museo di Sansepolcro) e tra i capolavori pittorici e grafici di altri grandi maestri del XV e XVI secolo quali Lorenzo Ghiberti, Ercole de’ Roberti, Domenico Ghirlandaio, Giovanni Bellini, Francesco di Giorgio, Albrecht Dürer, Bernardo Zenale, Antonio da Sangallo il Giovane, Baldassarre Peruzzi, Amico Aspertini, Michelangelo, e molti altri; opere concesse in prestito da prestigiose istituzioni italiane e straniere (Sbb-Pk Staatsbibliothek di Berlino, Bibliothèque Municipale di Bordeaux, Bibliothèque Nationale de France, British Museum, British Library, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, Galleria Nazionale dell’Umbria, Musei Vaticani, Biblioteca Medicea-Laurenziana, Biblioteca Nazionale di Firenze, Biblioteca Ambrosiana, Biblioteca Palatina di Parma, Galleria Estense di Modena, Museo Comunale di Sansepolcro … solo per citarne alcune).
Fulcro dell’esposizione è l’esemplare del De Prospectiva Pingendi della Biblioteca “Panizzi” di Reggio Emilia, uno dei più importanti testimoni della fondamentale opera prospettica di Piero della Francesca. Il manoscritto, opera di un copista, reca numerose correzioni, note marginali ed estese aggiunte di mano di Piero. Esso fa fede del lavoro di continua revisione del testo e ospita nei suoi 110 fogli numerosi disegni di mano dell’artista: linee sottilissime che solcano le pagine del codice a illustrazione del testo, manifestando la straordinaria perizia grafica dell’autore.
I cosiddetti “maestri della prospettiva”, ossia gli intarsiatori, fondarono la propria arte sul repertorio di temi e di immagini contenuto nel trattato e l’amicizia fraterna che legava Piero ai fratelli Lorenzo e Cristoforo Canozi da Lendinara, intarsiatori per eccellenza, fu degna della menzione di Luca Pacioli. Albrect Dürer dimostra in più luoghi dei suoi scritti la conoscenza del trattato di Piero, mentre Daniele Barbaro compilò addirittura gran parte del suo celebre trattato prospettico (1569) seguendo il De Prospectiva Pingendi.
Se risale solo a Constantin Winterberg (1899) la notizia – mai dimostrata né rintracciata – che Leonardo, dopo aver saputo da Pacioli che Piero aveva compilato un trattato di prospettiva, rinunciò a redigerne uno suo, è però un fatto non trascurabile per la fortuna dell’opera maggiore pierfrancescana che si sia voluto sottolinearne l’eccezionalità e la novità con un paragone eccellente, che pone Piero teorico al di sopra di tutti i pittori prospettici della sua epoca.
Le opere presenti in mostra – un centinaio tra dipinti, disegni, manoscritti, opere a stampa, incisioni, sculture, tarsie, maioliche e medaglie – accompagnano il visitatore in un percorso che segue a grandi linee le tematiche affrontate nei capitoli del De Prospectiva Pingendi e attraversare le sale è un po’ come sfogliarne le pagine. Si inizia dai principi geometrici e si prosegue con le figure piane, i corpi geometrici, l’architettura, la figura umana, la proiezione delle ombre e l’anamorfosi.
La mostra è inoltre concepita come uno strumento e una “macchina didattica” che consente di entrare nell’arte e nella creatività di questo singolarissimo artista. I disegni del trattato sono trasformati in modelli tridimensionali per illustrare al meglio la logica delle loro costruzioni geometriche, mentre una serie di macchine matematiche dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia riproducono scientificamente gli strumenti della bottega dell’artista rinascimentale, permettendo al visitatore di toccare con mano e comprendere gli accorgimenti tecnici adottati dai pittori per sfruttare creativamente gli inganni della visione.
Suggestive installazioni multimediali sono parte integrante del percorso di mostra. Alcuni apparati multimediali e app di navigazione in realtà aumentata permettono di comprendere meglio la celebre “Città ideale” di Urbino, uno dei capolavori della prospettiva rinascimentale, necessario complemento della trattatistica prospettica.
Per la realizzazione di questi supporti la Fondazione Palazzo Magnani si è avvalsa della preziosa collaborazione scientifica di Imago rerum team/Università Iuav di Venezia/dCP Dip. Culture del Progetto, del DICEA (Dip. Ingegneria Civile Edile e Architettura) e del DII (Dip. Ingegneria del’Informazione) dell’Università Politecnica delle Marche – con la partecipazione della Soprintendenza SBAE Marche – e di Cr-Forma di Cremona che ha condotto le analisi scientifiche sul codice reggiano del De prospectiva pingendi.
È inoltre consultabile in mostra la Biblioteca digitale tematica sui Codici del De prospectiva pingendi a cura del Museo Galileo di Firenze.

La mostra si svolge in Palazzo Magnani che tuttavia è al centro di una rete di luoghi e segni che coinvolgeranno l’intera città. Infatti, parte integrante del percorso di mostra è la Basilica di San Prospero dove gli stalli del coro cinquecentesco focalizzeranno l’attenzione sulla produzione emiliana di tarsie lignee. Atra tappa, rivolta principalmente alle scuole, è l’allestimento presso la sede modenese dell’Università di Modena e Reggio Emilia, di una nutrita sezione dedicata alle macchine matematiche che è interessata da laboratori didattici per bambini, adolescenti e adulti.

“PIERO DELLA FRANCESCA. Il disegno tra arte e scienza” è dunque un appuntamento imperdibile, di rilevanza internazionale, che consente di comprendere il linguaggio espressivo di Piero della Francesca – “Monarca a li dì nostri della pictura e architectura” come lo definì Luca Pacioli nella Divina proportione (1509) –, e di decifrare i codici di lettura della sua opera, gettando nuova luce su un artista che ha tramutato la scienza in arte e che ha saputo influenzare, a distanza di tempo, le Avanguardie del primo Novecento e la pittura Metafisica.

In occasione di Expo le mostre “Piero della Francesca. Il disegno tra arte e scienza” di Palazzo Magnani, “Leonardo 1452-1519” in programma a Palazzo Reale di Milano dal 15 aprile al 19 luglio 2015 e “Arte lombarda dai Visconti agli Sforza” Palazzo Reale Milano dal 12 marzo 2015 al 28 giugno 2015, hanno attivato una collaborazione che prevede una scontistica reciproca sui biglietti di ingresso.

SCHEDA DELLA MOSTRA

PIERO DELLA FRANCESCA. Il disegno tra arte e scienza
Palazzo Magnani Reggio Emilia – 14 marzo –28 giugno 2015

con il Patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo

nell’ambito degli eventi culturali Expo Milano 2015

la mostra è uno degli appuntamenti principali del progetto di “Reggio Emilia per Expo 2015” promosso dal Comitato locale che riunisce le istituzioni del territorio reggiano”

Mostra promossa da
Fondazione Palazzo Magnani
Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici di Modena e Reggio Emilia
Comune di Reggio Emilia
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
Accademia Belle Arti di Bologna

con la partecipazione di
Regione Emilia Romagna
Provincia di Reggio Emilia
Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla
Fondazione Cassa di Risparmio Pietro Manodori
Camera di Commercio di Reggio Emilia

in collaborazione con
Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia
Laboratorio delle Macchine Matematiche, UniMoRe
Museo Galileo, Firenze

con il contributo di
Iren spa
Unindustria Reggio Emilia
Landi Renzo
Ognibene Power
Unicredit
Aboca Museum
Coopservice
Gesta
Brevini Power Transmission
Car Server
Progeo
Boorea

sponsor tecnici
Area Brokers
Tecton
Apice Trasporti
AudioGuide
Seta
Computer Service
Fasma
Cacciavillani

media partner
QN Il Resto del Carlino
Radio Lattemiele
Telereggio

Mostra organizzata da
Fondazione Palazzo Magnani

Cura della mostra e del catalogo
Filippo Camerota, Museo Galileo, Firenze
Francesco P. Di Teodoro, Politecnico di Torino e Centro Linceo Interdisciplinare “B. Segre” – Accademia dei Lincei
Luigi Grasselli, Università di Modena e Reggio Emilia

Comitato Scientifico
Piergiorgio Odifreddi (Presidente)
Maria G. Bartolini Bussi, Filippo Camerota, Stefano Casciu, Mons. Tiziano Ghirelli, Enrico Maria Davoli, Francesco P. Di Teodoro, Luigi Grasselli, Roberto Marcuccio, Massimo Mussini


Orari
Dal 14 marzo al 23 aprile 2015
dal martedì alla domenica e festivi 10.00/19.00 – sabato 10.00/22.30
Dal 24 aprile al 28 giugno 2015 dal martedì al giovedì 10.00/19.00 – venerdì e sabato 10.00/22.30 – domenica 10.00/20.00, Lunedì solo per le scuole

Aperture straordinarie
17, 24 giugno 2015 Mercoledì Rosa apertura dalle 10 alle 22.30
2 Giugno 2015 Martedì Festa della Repubblica apertura dalle 10 alle 19

Orari Basilica di San Prospero
Mercoledì, giovedì, venerdì, sabato 10.00 /12.00
Domenica 16.00 / 18.00

Mostra Macchine Matematiche Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
MODENA nella sede di via Camatta 15.
Alcuni dei modelli esposti nella mostra sono di proprietà dell’Università di Modena e Reggio Emilia che li ha messi a disposizione a titolo gratuito. Gli insegnanti delle scuola secondarie superiori interessati ad abbinare alla vista della Mostra di Piero a Reggio Emilia un laboratorio didattico sulle macchine della prospettiva sono invitati a contattare l’associazione Macchine Matematiche tel. 3407012734, e-mail: info@macchinematematiche.orgwww.macchinematematiche.org

Ingressi
Intero € 11
Ridotto € 10 (Soci Coop nordest muniti di tessera nominale, Residenti della provincia di Reggio Emilia, Dipendenti IREN)
Ridotto € 9 (Amici della FPM; Amici dei Teatri; militari; over 65; diversamente abile; studenti dai 18 ai 26 anni; visitatori delle mostre “Leonardo 1452-1519” e “Arte lombarda dai Visconti agli Sforza” di Palazzo Reale a Milano; visitatori di Fotografia Europea 2015)
Studenti € 5 (studenti dai 6 ai 18 anni)
Ingresso omaggio (bambini fino ai 6 anni; accompagnatore per visitatore diversamente abile; Giornalista iscritto all’albo con tessera di riconoscimento valida)
Il biglietto della mostra comprende l’ingresso alla chiesa di San Prospero

Ingresso famiglia
Ingresso € 22 (2 adulti + 1 bambino dai 6 ai 14 anni)
Ingresso € 28 (2 adulti + 2 bambini dai 6 ai 14 anni)
Ingresso € 35 (2 adulti + 3 bambini dai 6 ai 14 anni)
Ingressi gruppi – minimo 20 massimo 26 persone
Ridotto € 9 a persona, omaggio per accompagnatore del gruppo. È d’obbligo la prenotazione

Audioguide
Percorso adulti e percorso bambini. Comprese nel biglietto d’ingresso.

Visite Guidate
– per gruppi fino a 20 persone: 60,00 euro + ingresso ridotto
– per gruppi fino massimo 26 persone: 3,00 euro a persona + ingresso ridotto
– per classi di studenti: 2,00 euro + ingresso studenti
– visita guidata in lingua: 100 euro + ingresso ridotto

Visite guidate per visitatori singoli
Ogni venerdì e sabato alle ore 21
Ogni domenica alle ore 11
2 giugno Festa della Repubblica ore 15.30, ore 16.30, ore 17.30
17, 24 giugno 2015 Mercoledì Rosa ore 21
Condotte dagli Storici dell’arte della Fondazione
Costo: 12 euro a persona (ingresso + visita guidata)
Obbligo di prenotazione: tel. 0522/454437–444446; mail info@palazzomagnani.it

Attività didattica per gli studenti
Per le scuole è possibile prenotare visite guidate e laboratori anche in giorni e orari di chiusura al pubblico. È d’obbligo la prenotazione. Tutte le proposte didattiche sono consultabili sul sito www.palazzomagnani.it

ACQUISTA ON LINE I BIGLIETTI
Da oggi è possibile saltare la coda e acquistare i biglietti online su musement.com. importante marketplace italiano di mostre e musei ed esperienze di viaggio in tutto il mondo
www.musement.com

PACCHETTI TURISTICI
L’Evento è realizzato nell’ambito del percorso, associato a pacchetti turistici, su ”I BALCONI DI PIERO” (parte del progetto interregionale “Terre di Piero della Francesca”, Emilia-Romagna, Marche, Toscana, Umbria). Tale percorso, in Emilia Romagna comprende anche la visita al Tempio Malatestiano per l’affresco “Sigismondo Pandolfo Malatesta in preghiera davanti a San Sigismondo”, per concludersi con le visite guidate ai sette balconi di Piero a San Leo, Sant’Agata Feltria e dintorni.

· ITINERE – Club di Prodotto Reggio Tricolore
www.itinere.re.it – e-Mail: info@itinere.re.it
tel: work +39 0522 1696020 – Fax: +39 0522 553432
· TUQUITOUR INCOMING – tour operator
www.tuquitour.com
Viale Adriatico, 2 Fano (PU)
Tel: +39 0721 805629 – Fax +39 0721 801580
· WELCOMESYSTEM – tour operator
www.welcomesystem.netinfo@welcomesystem.net
Via Macanno, 32 Rimini
Tel: +39 0541 394106 – Fax +39 0541 393143

per informazioni e prenotazioni
Palazzo Magnani – Biglietteria Tel. 0522 454437 – 444446 – info@palazzomagnani.it

Posted in intervistozze e giornalaismi

Picasso nelle fotografie di David Douglas Duncan

duncancs

Dal 30 maggio 2015 sarà per la prima volta mostrato al pubblico il contenuto della cartella “Picasso per Camaiore” che David Douglas Duncan ha donato, nel settembre dello scorso anno, nelle mani del sindaco di Camaiore, la cittadina della Versilia dove la prima moglie del fotografo, oggi quasi centenario, ha vissuto fino alla data della sua morte.

La mostra, voluta dall’Amministrazione Comunale e organizzata dalla Fondazione Banca del Monte di Lucca, è l’occasione imperdibile di conoscere le immagini, stampe e provini a contatto e un disegno autografato da Picasso, contenute nella cartella e selezionate dal celebre foto-reporter americano tra quelle che ha scattato negli anni dell’intenso sodalizio con l’artista. Fotografie, in parte inedite, che rappresentano un documento unico e che ci raccontano il processo creativo così come la quotidianità dell’artista catalano.
La mostra è curata da Enrico Stefanelli, e l’allestimento è progettato dall’architetto Alessandra Guidi.

Il primo incontro tra Duncan e Picasso avviene grazie all’intervento di Robert Capa, amico e collega del primo, che gli aveva suggerito: “Credo possiate diventare buoni amici”. Duncan ricorda: “Fu nel 1957. Mi recai a La Californie, l’enorme casa-laboratorio di Picasso vicino a Cannes. Mi presentai dicendo che ero amico di Capa e che desideravo salutare il maestro. Venni ricevuto dalla moglie Jaqueline Roque, tutta vestita di nero, dalla testa ai piedi. Rimasi sorpreso per quanto fosse piccola. Mi prese per mano e mi condusse al piano di sopra, dove c’era lui, nudo dentro la vasca da bagno. Gli chiesi il permesso di fotografarlo e lui acconsentì. Quella fu la prima volta”.
A quegli scatti ne sono seguiti molti altri, nei 17 anni di una amicizia intensa e duratura, interrotta solo, nel 1973, dalla morte dell’artista. Quello che raccontano le fotografie di Duncan è un Picasso sempre privato: a volte al lavoro, nel suo studio o nel grande giardino; sorridente e rilassato, spesso vestito solo con i celebri calzoncini taglia XXL. Sono scene che conservano la memoria di momenti intimi e familiari di Picasso insieme alla moglie Jacqueline, ai figli Paloma e Claude, con gli amici o l’inseparabile teckel Lump, quasi sempre circondato dalle sue opere d’arte.

David Douglas Duncan nasce nel 1916 a Kansas City (Stati Uniti). Studia archeologia, zoologia marina e spagnolo, lingua che molti anni dopo userà per comunicare con Picasso.
Durante la Seconda Guerra Mondiale è impegnato come reporter sul fronte meridionale del Pacifico e riviste importanti come National Geographic comprano i suoi reportage, convincendolo a proseguire con la fotografia anche al termine del conflitto. Tra il 1946 e il 1956 è inviato di Life, per la quale segue la fine dell’occupazione britannica in India, il boom del petrolio in Arabia Saudita, la guerra civile in Grecia e, soprattutto, le guerre in Corea e Vietnam. Nel 1971 è il primo fotografo chiamato a esporre con una personale al Whitney Museum of American Art di New York, dopo aver ricevuto nel 1967 la medaglia d’oro Robert Capa. Della lunga amicizia con Picasso sono rimaste molte fotografie e ben sette libri che le raccolgono.

This is Picasso
fotografie di David Douglas Duncan
Park Hotel Villa Ariston
viale S.Bernardini 355, Lido di Camaiore (LU)
Mostra organizzata dalla Fondazione Banca del Monte di Lucca in collaborazione con il Comune di Camaiore

inaugurazione: sabato 30 maggio ore 18
apertura 31 maggio – 12 settembre
orario dalle 17 alle 23

biglietti: intero 7 euro
ridotto 5 euro: studenti, under 18, over 65, gruppi oltre 10 persone
omaggio: bambini sotto i 12 anni, residenti nel Comune di Camaiore

Per informazioni: Ufficio Cultura del Comune di Camaiore: 0584.986334

Posted in intervistozze e giornalaismi

Il fotografo è ancora un artista?

mostra-roma-900-fondazione-magnani-rocca-lionne-violette

Sensuali, eleganti, enigmatiche. Sono le donne di ROMA 900

L’elegantissima Violette dagli occhi di smeraldo di cui nessuno conosce la vera identità, la malinconica Niccolina moglie di Amedeo Bocchi che emana luce propria sulla tela di “Nel parco”, la scandalosa sensualità della Sultana di Innocenti. Le donne sono le protagoniste indiscusse della grande mostra che la Fondazione Magnani Rocca dedica al Novecento romano.

E ancora la giovinezza ambigua e silenziosa della ragazza di spalle ne “Il dubbio” di Balla che con la sua posa inusuale sembra uscire dal nero della tela come da una Polaroid, poi l’enigmatica “Donna alla toletta” di Donghi, immortalata con le braccia alzate in una specie di rebus femminile a cui fa eco l’Afrodite di Torresini, una scultura che sembra congelata nella medesima posa senza tempo.

Violette, Niccolina e le altre meritano davvero di essere viste.
Accanto a loro le opere straordinarie dei più grandi artisti del Novecento italiano, tra i quali De Chirico, Guttuso, Sironi, Carrà, Mafai, Scipione, arrivate per l’occasione dalle Collezioni della Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale. Visita #Roma900

Il fotografo è ancora un artista?

Da pochi giorni si è aperta la decima edizione di Fotografia Europea. Il festival quest’anno per la prima volta oltrepassa i confini della provincia di Reggio Emilia, entrando nelle prestigiose sale della Fondazione Magnani Rocca con il progetto fotografico di Riccardo Nencini, vincitore del concorso “La maestà della forma”.

La curatrice della mostra “Calligrafia della luce” Rita Rozzi, che da diversi anni fa parte dello staff della Fondazione, ci spiega perché la fotografia, anche nell’epoca di instagram e delle macchinette digitali, ha ancora molto da raccontarci. Leggi l’articolo completo

Il tuo 5 x MILLE alla Fondazione Magnani Rocca

Se ami l’arte e la bellezza puoi sostenere le nostre iniziative culturali donando il tuo 5 x MILLE alla Fondazione Magnani Rocca. Devolvere il tuo 5 X MILLE è semplice e non ti costa nulla: compila l’apposita scheda sul modello 730 o Unico, firma nel riquadro “Sostegno del volontariato” e inserisci il codice fiscale 800 154 503 41. Oppure semplicemente consegna il codice 800 154 503 41 al tuo commercialista.

Grazie per il tuo contributo

ultime copie del catalogo di Roma 900

Roma 900 è anche un ricco catalogo

Il catalogo di 216 pagine a colori della grande mostra dedicata ai più celebri artisti del Novecento italiano che trovarono fortuna nella Città eterna. ll volume edito da Silvana Editoriale contiene contributi di Giovanna Bonasegale, Marco Carminati, Maria Catalano, Federica Pirani, Gloria Raimondi e Stefano Roffi. richiedilo al bookshop!

ROMA 900 De Chirico, Guttuso, Capogrossi, Balla, Casorati, Sironi, Carrà, Mafai, Scipione e gli altri
21 marzo — 5 luglio 2015
Fondazione Magnani Rocca, Mamiano di Traversetolo – Parma.

Mostra e catalogo a cura di Maria Catalano, Federica Pirani, Stefano Roffi.
Editore del catalogo: Silvana Editoriale
www.magnanirocca.it

Posted in intervistozze e giornalaismi

Il Grano in Pilotta per Expo 2015

IMG_20150509_153014

C’è un’iniziativa carina su Expo in Pilotta (a Parma, nel prato di Piazzale della Pace)

IMG_20150509_153014

Al netto delle discussioni su Expo mafia e pennarelismi vari sui cartelli didattici (ci saranno collusioni mafiose: ma tu che l’hai scritto sei un vandalo di merda e quindi non senza macchie) è molto bello vedere le diverse varietà di grano (non sapevo che esistesse il Mentana, d’esempio) per noi cittadini.

Nelle vostre città s’è fatto qualcosa di simile?

Posted in foto

Gelato Festival a Parma

This gallery contains 7 photos.

IMG_20150509_153741

Devo ammettere che ci ho messo piede molto invogliata dal coupon di Groupon: il gelato festival questo fine settimana passata è stato una cosa molto carina. L’unico punto a sfavore è che la musica che avevano sui camioncini era uno … Continue reading

More Galleries

L’URSS a Palazzo Te a Mantova

URSS-COMUNICATO

Per la prima volta a Palazzo Te a Mantova, un progetto espositivo che indaga le relazioni, gli scambi, gli sguardi e i “fuochi incrociati” tra arte italiana del secondo dopoguerra e arte sovietica del realismo socialista, riflettendo su affinità elettive e divergenze culturali e linguistiche, in una mostra di grande respiro internazionale e ricca di documenti, video e fotografie, manifesti e libri, poco o per nulla conosciuti al pubblico.

La mostra riconduce il visitatore agli anni della frontale contrapposizione politica tra comunisti e democristiani, quelli di don Camillo e Peppone, di Dio ti vede e Stalin no. Agli anni in cui per metà degli italiani l’URSS era il mito, il paradiso della giustizia sociale e il demonio per l’altra metà.
Gli anni in cui grandi intellettuali italiani (Levi, Calvino, Moravia tra i tanti) compivano il loro pellegrinaggio laico a Mosca. Gli anni in cui lunghe code si formavano all’Hermitage per ammirare Guttuso.

Lo fa in modo del tutto originale: al centro di questa proposta è infatti la riflessione sull’immagine mitica dell’URSS nell’Italia del secondo dopoguerra e sul ruolo assunto dall’iconografia realista nella sua diffusione e veicolazione.

Due gli ambiti scelti dal progetto per indagare questa vicenda ancora inedita e affascinante: da un lato l’iniziativa del Premio Suzzara, voluto da Voluto da Dino Villani e dal sindaco comunista Tebe Mignoni con Cesare Zavattini e destinato, dal 1948 per quasi trent’anni, a far riflettere sul linguaggio realista e sul tema del lavoro. Gli artisti partecipanti e premiati (da Guttuso a Zigaina, da Gorni a Borgonzoni, da Mucchi aPizzinato, da Fabbri a Sughi, solo per fare alcuni nomi) introducono il tema del ruolo dell’arte figurativa all’interno della politica culturale del PCI.

Una seconda sezione della mostra si propone di ricostruire l’immagine dell’URSS in Italia nel secondo dopoguerra, con uno sguardo particolare rivolto alla ricostruzione delle opere e degli artisti proposti nei Padiglioni sovietici alle Biennali veneziane nel 1934 e dal 1956 agli anni Settanta. Grazie ai prestiti della Galleria Tret’jakov, in mostra saranno presenti opere di Nikolaj Andreev, Aleksandr Dejneka,Sergej Gerasimov, Vera Muchina, Pëtr Koncalovskij, Grigor’evic Nisskij, Viktor Popkov.

“Parlare del mito dell’URSS in Italia nel secondo dopoguerra significa sollevare il coperchio su un mondo complesso nei linguaggi e nei significati, impossibile da risolvere in una mostra e in una pubblicazione, ma al quale, finalmente e senza falsi miti o negazioni, si vuole guardare – puntualizza Vanja Strukelj, curatrice della mostra mantovana con Ilaria Bignotti e Francesca Zanella.
“Innanzitutto abbiamo cercato di restringere il campo della nostra ricerca a un territorio rigorosamente storico artistico, focalizzando l’attenzione sulla ricezione del realismo socialista sovietico in Italia, inquadrandolo in un contesto di scambi e rapporti culturali.
In questo quadro d’insieme un aspetto che è emerso in tutta la sua complessità è quello del viaggio in URSS e dei resoconti di viaggio, che nel corso degli anni Cinquanta costruiscono un’immagine mitica e allo stesso tempo fortemente stereotipata di luoghi, contesti sociali, linguistici, culturali…
Ci siamo chiesti: che cosa avevano visto gli artisti italiani nei loro viaggi in Unione Sovietica? Chi avevano incontrato, di cosa avevano dialogato, cosa avevano portato di sè, cosa avevano ritrovato?
Abbiamo provato a rispondere attraverso il metodo del confronto interdisciplinare, con lo spoglio di archivi, la visione di film d’epoca, la rilettura di racconti e di resoconti di viaggio, guardando a manifesti, cartoline, sfogliando i rotocalchi.
Poi il fenomeno collezionistico, qui documentato da prestiti privati: testimonianza di una cultura d’immagine, di una retorica visiva, di una modalità di racconto della realtà sovietica che rivela forti persistenze, un linguaggio fortemente codificato che viene riproposto, tra copie e riedizioni, per tutti gli anni Ottanta.
L’altro fronte su cui abbiamo lavorato è quello delle esposizioni: ripercorrendo le sale dei Premi suzzaresi e delle Biennali veneziane, certi del confronto fertile tra una manifestazione solo apparentemente di periferia e l’altra ufficiale e internazionalmente riconosciuta.
Abbiamo lavorato alla ricerca di un filo rosso che si dipana e si ritrova nella consapevolezza che parlare di realismo socialista in Italia, dalla nostra prospettiva, significa rileggere la nostra cultura e anche metterla un po’ in crisi. Ma non è forse questo il compito di una mostra e di una pubblicazione che vogliano dare un vero contributo all’oggi?”.

La mostra è organizzata dal Centro Internazionale d’Arte e di Cultura di Palazzo Te presieduto da Graziano Mangoni, con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo, del Consolato Generale della Federazione Russa a Milano, della Regione Lombardia, del Sistema Mantova per EXPO, del Museo Civico di Palazzo Te e della Galleria del Premio Suzzara, con il contributo del Comune di Mantova e della Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Mantova, e con il sostegno di TEA Energia, Generali Italia Agenzia Pezzoli, Coop Consumatori Nordest e Berman Spa.

Per la realizzazione della mostra e del catalogo edito da Skira, le curatrici Ilaria Bignotti, Vanja Strukelj e Francesca Zanella sono state affiancate da ricercatori, dell’Università di Parma e di altri istituti di ricerca, esperti in differenti discipline.

Posted in intervistozze e giornalaismi