Braulio apre le sue porte a Francesco Gabbani prima di Eurovision song contest

Read More

Francesco Gabbani sarà il primo ospite del #RifugioBraulio il prossimo 23 e 24 aprile, per staccare la spina e ricaricare le energie in vista del prossimo Eurovision Song Contest 2017 che si terrà dal 9 al 13 maggio a Kiev.

Si tratta di uno speciale rifugio creato da Braulio (www.braulio.it) che si rivolge a chiunque condivida con la marca la sua filosofia e il suo carattere più montano e genuino. Un punto di incontro, una zona protetta per staccare la spina e ricaricare le energie lontano dai ritmi eccessivi della vita frenetica di tutti i giorni.

Francesco Gabbani, dopo aver scalato le vette di tutte le classifiche italiane ed europee, sarà il primo ospite speciale del #RifugioBraulio, per ritrovare la sua dimensione “montana” e godersi una meritata pausa dopo il grande successo ottenuto con il brano vincitore di Sanremo Occidentali’s Karma. L’approccio ideale per allontanarsi dalla mondanità prima di tornare sotto i riflettori in qualità di rappresentante italiano e protagonista superfavorito del prossimo Eurovision Song Contest 2017 che si terrà dal 9 al 13 maggio a Kiev.

Il 23 e 24 aprile Francesco Gabbani sarà dunque ospite del #RifugioBraulio in Valtellina, terra d’origine dell’amaro, per due giornate dedicate allo spirito montano e al relax. Braulio e Francesco Gabbani animeranno i dopocena delle due giornate montane con speciali live social, per dispensare suggestive “Lezioni di Nirvana”, che saranno diffuse sulla pagina Facebook ufficiale dell’artista (www.facebook.com/francescogabbaniofficial) e condivise in real time da Braulio (www.facebook.com/amarobraulio.official).

Il #RifugioBraulio sorgerà in una location segreta, che non verrà svelata agli utenti, al fine di consentire agli ospiti di vivere un momento lontano da ogni mondanità e condividerlo con la rete raccontandosi live.

Sony: Annunciati i vincitori assoluti dei Sony World Photography Awards 2017

Read More

Londra, 20 aprile 2017: In occasione dei Sony World Photography Awards 2017, la World Photography Organisation ha assegnato il titolo di Fotografo dell’Anno al belga Frederik Buyckx. I giudici del concorso, incaricati di selezionare la migliore serie di immagini, sono rimasti profondamente colpiti dalla bellezza, dalla potenza e dall’impegno espressi da Buyckx nel lavoro che gli è valso la vittoria, intitolato “Whiteout”.

Con oltre 227.000 candidature provenienti da 183 paesi, i Sony World Photography Awards 2017 sono il più grande concorso fotografico al mondo. Tutte le immagini vincitrici e finaliste verranno esposte dal 21 aprile al 7 maggio presso la Somerset House di Londra, che ospiterà anche alcuni rari scatti del fotografo britannico Martin Parr, insignito del premio Outstanding Contribution to Photography.

Scelta tra i vincitori delle dieci categorie Professionisti, l’opera di Frederik Buyckx viene presentata così dalla Presidentessa di Giuria Zelda Cheatle: “Ho scelto una serie di scatti paesaggistici perché volevo tornare a un approccio fotografico improntato all’essenza. Spesso i paesaggi vengono snobbati, ma in realtà hanno un ruolo chiave per la nostra esistenza. Sono immagini splendide, realizzate da un fotografo serio, e meritano tutta la nostra ammirazione. Spero che questo premio ispiri molti altri fotografi a cogliere non soltanto gli aspetti più tragici della vita, simbolo di unepoca travagliata, ma anche i momenti di gioia e di grazia che si nascondono in ogni ambiente.

Buyckx è stato proclamato Fotografo dell’Anno durante la cerimonia di gala, tenutasi a Londra alla presenza di esperti internazionali del settore, dove gli è stato assegnato un premio in denaro del valore di 25.000 dollari. Nel corso della cerimonia sono stati annunciati anche i vincitori delle categorie Professionisti e i vincitori assoluti dei concorsi Open, Giovani e Studenti.

Scott Gray, CEO della World Photography Organisation, ha dichiarato: “Per quanto riguarda il titolo di Fotografo dell’anno, sono particolarmente orgoglioso della scelta di quest’anno. Ho la sensazione che in molti casi sia facile impressionare il pubblico, mentre può essere estremamente difficile cogliere uneleganza sofisticata, di una bellezza autentica, in grado di trasmettere al meglio la potenza della fotografia come mezzo di espressione.

Tutti i vincitori sono stati invitati alla cerimonia di gala di Londra per ritirare il proprio premio: un set di apparecchiature fotografiche digitali di Sony di ultima generazione.

Giunti alla decima edizione, i Sony World Photography Awards riconoscono e premiano ogni anno il meglio della fotografia contemporanea degli ultimi 12 mesi. Aperti a tutti i cultori di quest’arte e accessibili gratuitamente, grazie al prestigio di cui godono nel settore hanno il potere di imprimere un nuovo corso alla carriera dei vincitori e dei finalisti. Le iscrizioni ai Sony World Photography Awards 2018 si apriranno il 1° giugno 2017.

FOTOGRAFO DELL’ANNO FREDERIK BUYCKX, BELGIO

Nato ad Anversa nel 1984, Frederik Buyckx è un fotografo freelance che collabora con il quotidiano belga De Standaard. Le immagini di Buyckx sono state pubblicate ed esposte a livello internazionale. Recentemente è stato anche tra i finalisti dello ZEISS Photography Award.

Le immagini della serie vincitrice, intitolata “Whiteout”, sono state scattate nei Balcani, in Scandinavia e in Asia Centrale, aree remote in cui spesso le persone vivono in isolamento e a stretto contatto con la natura. Buyckx ha spiegato: “La natura subisce una forte trasformazione quando arriva linverno: la neve e il ghiaccio iniziano a dominare sul paesaggio e uomini e animali devono affrontare condizioni climatiche estreme. La serie mostra la lotta intrapresa per evitare di scomparire.

VINCITORI E FINALISTI DELLE CATEGORIE PROFESSIONISTI

Una giuria di esperti internazionali ha avuto il compito di selezionare le migliori serie di immagini (dai 5 ai 10 scatti) nelle dieci categorie Professionisti. I fotografi vincitori e finalisti sono:

  • Vincitore Architettura: Dongni, Cina

2°– Julien Chatelin, Francia / 3°– Diego Mayon, Italia

  • Vincitore Concettuale: Sabine Cattaneo, Svizzera

2°– Gao Peng, Cina / 3°– Alexander Anufriev, Federazione Russa

  • Vincitore Storia contemporanea: Tasneem Alsultan, Arabia Saudita

2°– Li Sony, Cina / 3°– Lorenzo Maccotta, Italia

  • Vincitore Attualità: Alessio Romenzi, Italia

2°– Joe Raedle, Stati Uniti / 3°– Ivor Prickett, Irlanda

  • Vincitore Vita quotidiana: Sandra Hoyn, Germania

2°– Christina Simons, Islanda / 3°– Alice Cannara Malan, Italia

  • Vincitore Paesaggio: Frederik Buyckx, Belgio

2°– Kurt Tong, Regno Unito / 3°– Peter Franck, Germania

  • Vincitore Natura: Will Burrard-Lucas, Regno Unito

2°– Ami Vitale, Stati Uniti / 3°– Christian Vizl, Messico

  • Vincitore Ritratto: George Mayer, Federazione Russa

2°– Romina Ressia, Argentina / 3°– Ren shi Chen, Cina

  • Vincitore Natura morta: Henry Agudelo, Colombia

2°– Shinya Masuda, Giappone/ 3°– Christoffer Askman, Danimarca

  • Vincitore Sport: Yuan Peng, Cina

2°– Eduard Korniyenko, Federazione Russa / 3°– Jason O’Brien, Australia

FOTOGRAFO DELL’ANNO PER IL CONCORSO OPEN ALEXANDER VINOGRADOV, FEDERAZIONE RUSSA

Il migliore scatto singolo a livello mondiale è “Mathilda”, realizzato dal fotografo russo Alexander Vinogradov, che, oltre al titolo di Fotografo dell’Anno per il concorso Open, si aggiudica un premio di 5.000 dollari.

Vinogradov è un fotografo non professionista residente a Mosca. L’immagine che gli è valsa la vittoria è il ritratto di una ragazzina, ispirato al film francese Léon. Lo scatto è stato selezionato tra i dieci vincitori delle categorie Open, annunciati il 28 marzo da una giuria di esperti presieduta dal giornalista e fotografo britannico Damien Demolder.

FOTOGRAFO DELL’ANNO PER IL CONCORSO GIOVANI KATELYN WANG, STATI UNITI

Il titolo di Fotografo dell’Anno per il concorso Giovani è stato assegnato a Katelyn Wang, studentessa di 16 anni di Los Angeles (California). Aperto a ragazzi e ragazze dai 12 ai 19 anni, il concorso Giovani invita i fotografi di tutto il mondo a presentare un singolo scatto sul tema della “bellezza”.

L’immagine di Wang, intitolata “On Top of the World”, ritrae dall’alto il lago Pehoé, situato all’interno del Parco Nazionale Torres del Paine (Cile), offrendo una prospettiva meravigliosa sul paesaggio circostante.

FOTOGRAFO DELL’ANNO PER IL CONCORSO STUDENTI MICHELLE DAIANA GENTILE, ARGENTINA

Michelle Daiana Gentile, allieva ventunenne della Escuela de FotografíaMotivarte, si è aggiudicata il titolo di Fotografo dell’Anno per il concorso Studenti, con un progetto eccezionale dal titolo “Only Hope”. Interpretando il tema delle “emozioni”, Gentile ha presentato una serie di potenti scatti realizzati durante un periodo di dieci giorni trascorso con gli operai di una vecchia cartiera argentina.

Grazie a questa vittoria, durante la cerimonia di gala ha ricevuto attrezzature fotografiche Sony per un valore di 30.000 euro, da destinare alla propria università.

OUTSTANDING CONTRIBUTION TO PHOTOGRAPHY MARTIN PARR

Durante la cerimonia di gala, il fotografo britannico Martin Parr è stato insignito del premio Outstanding Contribution to Photography, in virtù del suo linguaggio visivo unico e della capacità di oltrepassare i confini di questo mezzo espressivo.

In passato, il premio Outstanding Contribution to Photography è stato conferito a Mary Ellen Mark, William Eggleston, Eve Arnold, Bruce Davidson, Marc Riboud, William Klein, RongRong & inri, Elliott Erwitt e Phil Stern.

SONY WORLD PHOTOGRAPHY AWARDS & MARTIN PARR MOSTRA E CATALOGO 2017

Le opere finaliste e vincitrici saranno esposte alla Somerset House di Londra dal 21 aprile al 7 maggio. La mostra comprenderà una sezione speciale dedicata a rarissimi scatti in bianco e nero di Martin Parr, realizzati all’epoca degli esordi; a queste immagini si affiancheranno alcuni dei suoi lavori più iconici, compresi libri e film.

Le opere esposte sono state raccolte in un catalogo, che può essere acquistato sul sito www.worldphoto.org

Per maggiori informazioni sui Sony World Photography Awards, contattare:

Jill Cotton, PR Director / Kristine Bjørge, PR Manager
press@worldphoto.org / +44 (0) 20 7886 3043 o + 44 (0) 7838 144 992

NOTE PER LA STAMPA:

  • 230.103 è il numero totale delle immagini che hanno preso parte ai Sony World Photography Awards 2016: 127.098 per il concorso Professionisti, 103.005 per i concorsi Open e Giovani.
  • Dal 2007, anno di lancio del concorso, il numero totale di iscrizioni ha raggiunto quota 1 milione.

Giuria 2017

  • Concorso Professionisti: Zelda Cheatle (Presidente di giuria), curatrice (Regno Unito); Aida Muluneh, fondatrice/direttrice, Addis Foto Fest (Etiopia); Allegra Cordero di Montezemolo, curatrice e responsabile mostre, Centro de la Imagen (Messico); Denis Curti, curatore e giornalista (Italia); Russ O’Connell, Picture Editor The Sunday Times Magazine (Regno Unito) e Françoise Callier, Program Director di Angkor Photo Festival & Workshops (Francia).
  • Concorsi Open e Giovani: Damien Demolder (Presidente di giuria), fotografo e giornalista (Regno Unito).
  • Student Focus: Andrea Kurland, caporedattrice di Huck (Regno Unito); Dan Rubin, fotografo e direttore artistico (Regno Unito) e Jennifer Shaw, fondatrice e direttrice creativa, PhotoNOLA (Stati Uniti).

World Photography Organisation

La World Photography Organisation è una fucina di iniziative globali legate al mondo della fotografia. Attiva in 180 Paesi, persegue lo scopo di portare il dibattito sull’arte fotografica a un nuovo livello, celebrando i fotografi più talentuosi e i migliori scatti del pianeta. Le attività della WPO si fondano su relazioni durature intrecciate negli anni con professionisti e aziende partner leader del settore in tutto il mondo. Ricco il calendario di eventi annuali proposti: i Sony World Photography Awards (il maggiore concorso fotografico a livello mondiale che raggiunge il suo decimo anniversario nel 2017), vari incontri e conferenze locali nel corso dell’anno, fiere d’arte e saloni internazionali dedicati alla fotografia, tra cui eventi di particolare spicco a Shanghai e San Francisco.

www.worldphoto.org

LELO propone 5 sexy tips contro la depressione per combatterla anche a letto

Read More

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha lanciato l’allarme: la depressione è il principale male del ventunesimo secolo. Colpisce più di 300 milioni di persone al mondo, una cifra che è aumentata del 18% tra il 2005 e il 2015.

 

L’importanza di comunicare è fondamentale in ogni situazione, anche sotto le lenzuola. A seguito del World Health Day, celebratosi lo scorso 7 aprile, e con l’inizio della stagione dedicata al risveglio dei sensi, LELO, azienda svedese leader nel mercato dei sex toy di lusso, propone 5 sexy tips su come rinvigorire, attraverso il gioco e il dialogo, le fantasie di coppia e non solo, per diminuire lo stress, combattere la depressione e risvegliare tutti i sensi dopo l’intorpidimento invernale.

 

1_Olfatto:Vaniglia, Cedro e Pepe Nero per sciogliere lo stress e profumare l’atmosfera.

La candela da massaggio FLICKERING TOUCHbruciando, si trasforma in un olio ricco e sensuale, delicatamente profumato, che la pelle assorbe senza ungersi, rimanendo morbida al tocco del proprio amante.

Disponibile nei migliori negozi di sex toy e online a 29 €.

 

2_Tatto: delicata seta e morbido camoscio per dare spazio alle fantasie e riaccendere il desiderio.

Le manette ETHEREA in seta combinano pura seta ornata con la tipica fantasia jacquard di LELO e morbido camoscio, e possono essere legate attorno alle caviglie o ai polsi per costringere il corpo e liberare l’immaginazione, e raggiungere un’intimità più profonda.

Nei punti vendita specializzati e online a 54,90 € .

3_Udito: non c’è niente di meglio che ascoltare le eccitanti vibrazioni del proprio partner.

Ecco dunque SIRI™ 2, il massaggiatore musicale che vibra a tempo di musica o al suono della voce del proprio amante, incredibilmente potente nonostante le dimensioni tascabili.

Nei punti vendita specializzati e online a 149,00 €.

 

4_Vista: un tocco di eleganza in previsione di una notte indimenticabile, per sentirsi sicuri di sé e non vedere sempre tutto nero.

LELO propone TUX™, un elegante sex toy che prende le forme di una giacca da sera in raso ispirata al classico smoking – il segno distintivo dell’uomo di stile, in camera da letto e non solo. L’alta moda non è mai stata così hot.

Nei punti vendita specializzati e online a 25,95 €.

 

5_Gusto: dopo aver risvegliato gli altri 4 sensi e svelato il vostro io nascosto e istintivo, assaporate il tepore rinato tra le lenzuola e abbandonatevi al dolce gusto del vostro partner.

 

LELO si schiera nella lotta contro la depressione e lo fa riaccendendo la fiamma del desiderio con stuzzicanti idee dedicate ai 5 sensi, utili a ricreare complicità e feeling nella coppia e ad evitare la trappola della routine, per sconfiggere la tristezza e la perdita di interesse verso il piacere.

 

Quella di LELO, è una selezione di prodotti per la vita intima perfetti per stimolare una reazione psico-fisica, risvegliare i sensi e migliorare l’umore della coppia e l’amore per se stessi.

Biglietti da visita originali? Provate bce-online!

Read More

BuzzooleSiamo sempre alla ricerca ormai di farci notare. Una volta erano particolari i Biglietti da visita mini, una volta biglietti da visita eleganti, biglietti da visita originali, biglietti da visita professionali, e adesso è il turno dei biglietti da visita particolari.

Il biglietto da visita in PVC TRASPARENTE rimane indiscutibilmente il biglietto da visita per eccellenza che viene sempre conservato e che rimane scolpito nella mente di chi ne viene a contatto. Oggi bce-online ti offre un’opportunità unica: proponiamo a tutti i grafici di progettare un layout innovativo e moderno sul materiale trasparente, del proprio biglietto da visita.
Bce-online offrirà uno sconto del 30% sul listino online utilizzando il codice sconto: TRASPARENTE30. Clicca qui!

Slitta di poche settimane l’apertura del Museo Salce

Read More

E’ stata spostata ad un fine settimana a cavallo tra maggio e giugno l’apertura al pubblico del nuovo museo Nazionale Collezione Salce inizialmente prevista in aprile.
A spingere Marta Mazza, che del nuovo Museo è il Direttore, e il Direttore del Polo Museale Veneto Daniele Ferrara a posticipare la data inaugurale è un doppio motivo. Da un lato il prolungarsi dei massicci interventi di restauro e di messa a norma degli ambienti dell’ex Convento annesso alla Chiesa di San Gaetano, che ospiterà una delle sedi del nuovo Museo.
Dall’altro, l’interesse che la notizia della nuova apertura ha sollevato a livello internazionale. Cosa che sta orientando Direttore e Soprintendente a verificare la possibilità di fare dell’inaugurazione un momento di incontro, naturalmente a Treviso, dei responsabili dei maggiori musei e istituzioni pubbliche italiane e europee che conservano e gestiscono raccolte di affiches. Con l’obiettivo di promuovere, proprio da Treviso, collaborazioni che consentano di attivare progetti comunitari per la comune valorizzazione e corretta gestione di questo importantissimo patrimonio culturale e storico.
“La Collezione Salce, anticipa Marta Mazza, è già impegnata in un progetto finanziato dall’Unione Europea per la conservazione delle opere realizzate tra fine ‘800 e gli anni ’40 del Novecento con l’ausilio delle nanotecnologie. Il nostro Museo e il parigino Musée de la Publicité (oggi Museé des arts décoratives) sono i più importanti in Europa e dalla loro collaborazione possono sortire progetti di rilievo comunitario”. “Non nascondo – aggiunge il Direttore – l’obiettivo ambizioso ma possibile di arrivare alla messa in rete di tutte le collezioni pubbliche dei Paesi europei, in modo da poter offrire agli esperti ma anche al grande pubblico, la possibilità di indagare la storia europea attraverso l’originale visuale dei manifesti pubblicitari”. “Già i nostri 25 mila manifesti – chiarisce il Direttore del Polo Museale Veneto Ferrara – sono tutti on line, liberamente consultabili. Se tutte le altre istituzioni analoghe alla nostra nei 28 Paesi dell’Unione facessero lo stesso e se tutto, grazie ad un accordo europeo, potesse “parlare” un medesimo linguaggio, avremo una banca data di immagini unica al mondo. Un materiale fondamentale per chi vorrà indagare la storia politica, economica, sociale del Continente, oltre che la storia della grafica e del costume. Questa istanza, proprio in occasione dell’inaugurazione, vorremmo poterla presentare al Ministro Fraceschini che ha già più volte dimostrato un forte interesse per questo progetto”.

Info: www.collezionesalce.beniculturali.it

Buon Compleanno Andersen Il 2 aprile Odense celebra l’anniversario della nascita dello scrittore

Read More
One of the princesses from the Hans Christian Andersen Parade.

A più di 200 anni dalla nascita ad Odense, sull’isola di Fionia, la popolarità del più grande scrittore di Danimarca, Hans Christian Andersen, rimane immutata. Odense celebra il suo  più illustre cittadino  tutto l’anno con eventi e itinerari dedicati facendo scoprire i luoghi dove Andersen è nato e cresciuto, e che hanno ispirato i suoi racconti.

 

Itinerario sulle tracce di Andersen

 

Il viaggio alla scoperta dei luoghi di Andersen inizia a Odense, in Fionia, l’isola delle favole per eccellenza, conosciuta anche come “giardino di Danimarca” proprio per le sue bellezze naturali e i suoi fiabeschi manieri. La prima tappa è la casa natale di Andersen, una casetta gialla nel vecchio quartiere di Odense, che permette di ripercorrere la vita e le opere del famoso scrittore, e mette in mostra una raccolta completa dei suoi disegni e ritagli di carta. Diventata un museo nel 1908, è uno dei più antichi al mondo a lui dedicati. Oltre alla casetta gialla in cui sono stati mantenuti gli ambienti dell’epoca, è stata aggiunta un’ala moderna che ospita un allestimento multimediale e interattivo.

 

Il viaggio ad Odense continua nella casa d’infanzia in Munkemøllestræde, vicino alla cattedrale, dove Andersen visse dai 2 ai 14 anni. Diventata museo nel 1930, l’abitazione presenta diversi manoscritti e diari originali ed è arredata esattamente come la descrive lo scrittore nelle sue memorie, raccontando in maniera fedele le condizioni anguste e la povertà del 1800 a Odense.

 

Accanto alla casa museo di Andersen, si apre un mondo straordinario per i bambini: è il Fyrtøjet (L’acciarino magico), un centro culturale per l’infanzia dove i bambini e le loro famiglie possono giocare con vestiti, trucchi e scenografie legate alle fiabe di Andersen, tra musica, teatro e arti figurative.

 

Il mondo incantato di Andersen rivive anche al Villaggio di Fionia (Den Fynske Landsby), un museo all’aperto dove è ricostruito l’ambiente di un villaggio danese tra il 1700 e il 1900, con case di pietra e legna, un laghetto e una deliziosa stradina. In estate il villaggio è animato da figuranti in costume, che rendono ancora più viva l’atmosfera, raccontando la vita quotidiana nella campagna danese del XIX secolo.

 

Altri luoghi a Odense legati allo scrittore

 

  • Il municipio (Rådhuset), dove Hans Christian Andersen venne dichiarato cittadino onorario di Odense il 6 dicembre 1867
  • Il monastero francescano (Gråbrødre Kloster), nel cui giardino giocava spesso lo scrittore da bambino
  • Il Teatro di Odense, dove lo scrittore debuttò come comparsa – da piccolo infatti era molto affascinato dal teatro
  • Il Giardino del Re (Kongens Have) e il Castello di Odense, dove alloggiavano i re quando si trovavano a Odense. La madre di Hans Christian Andersen lavorò per un certo periodo nel castello, mentre lui, da ragazzo, giocava nei giardini con il principe ereditario, il futuro Frederik VII
  • La Chiesa di St. Hans, dove lo scrittore venne battezzato il Lunedì di Pasqua del 1805
  • La Cattedrale (Sct. Knuds Kirke), realizzata in stile gotico, dove Hans Christian Andersen ricevette la cresima nel 1819

 

Per seguire autonomamente l’itinerario sulle orme di Andersen a Odense è possibile scaricare da App Store e Google Play l’app Andersens Odense, un’utile guida per la visita, con cartina e descrizioni, disponibile anche in italiano.

f:/Mosaic/share/workareaprepost4056

Il Festival di Hans Christian Andersen a Odense dal 21 al 27 agosto 2017

 

Ogni anno ad agosto la città natale di Andersen festeggia il suo celebre cittadino con un festival a lui interamente dedicato, un’occasione unica per lasciare spazio all’immaginazione, alle fiabe, all’avventura. In questa settimana di cabaret, concerti, sfilate ed esperienze artistiche sono più di 270 gli appuntamenti nelle città di Odense, di cui più di 250 gratuiti.

 

La Parata di Hans Christian Andersen a Odense durante l’estate

 

Gli amanti delle fiabe di Andersen non possono perdersi il fantastico spettacolo “24 Favole in 24 Minuti”, con Torben Iversen nei panni di Hans Christian Andersen, e l’omonima Parata, che vanno in scena a Odense dal 1 luglio al 13 agosto 2017, tutti i giorni tranne la domenica, alle 11.00, alle 13.00 e alle 15.00

 

La Fionia amata da Andersen

 

Le residenze signorili hanno avuto un ruolo importante nella vita di Hans Christian Andersen. Quando non era all’estero per lavoro, lo scrittore trascorreva spesso giorni o settimane nei manieri del paese, alcuni dei quali ha visitato numerose volte. Tra questi il Castello di Valdemar, maniero secentesco sull’isoletta di Taasinge, il Castello di Broholm dove tuttora è possibile soggiornare, circondato da un romantico parco all’inglese con il “sentiero delle fiabe”, e infine il Castello di Hindsgavl oggi albergo, con un parco di libero accesso che ospita moltissimi cervi.

 

Sulle tracce di Andersen, a Copenaghen

 

Nel 1819 il quattordicenne Hans Christian Andersen arrivò per la prima volta a Copenaghen, città in cui morì nel 1875. Le sue spoglie riposano al cimitero di Assistens, nel quartiere di Nørrebro, che è al tempo stesso un parco molto frequentato, secondo le tradizioni locali. L’itinerario sulle tracce di Andersen a Copenaghen inizia dal caratteristico quartiere di Nyhavn, dove attratto dalla vita del canale e dal movimento di barche e pescherecci, lo scrittore più volte scelse di abitarvi. Si trasferì dapprima al numero 20, dove scrisse le fiabe “L’acciarino Magico” , “Il piccolo Claus e il grande Claus” e “La Principessa sul pisello”. Andersen visse poi vent’anni al numero 67 e due anni al numero 18.

 

Sono stati invece i giardini di Tivoli a dare lo spunto per una delle fiabe più famose di Andersen: “L’usignolo” che trae ispirazione da uno spettacolo a cui lo scrittore aveva assistito proprio nel giardino oggi famoso come parco delle fiabe. Tivoli avrebbe ripagato il poeta con la costruzione del castello di Hans Christian Andersen, di un negozio che porta il nome dello scrittore e di una serie di produzioni e spettacoli a lui dedicati.

 

Hans Christian Andersen era inoltre solito scrivere le sue fiabe nella biblioteca della Torre Rotonda, il più antico osservatorio funzionante d’Europa, costruito nel XVII secolo, dalla cui cima si può godere di una splendida vista su tutta la città – e nelle belle giornate anche sulla costa svedese.

 

Infine, al celebre poeta di Odense, Copenaghen ha dedicato una strada, H.C. Andersen Boulevard, un museo interattivo nella piazza del Municipio e due statue tra cui la celeberrima Statua della Sirenetta sul molo di Langelinje, realizzata nel 1913 in memoria della sfortunata protagonista dell’omonima fiaba.  

 

La Fondazione di Hans Christian Andersen

 

La Fondazione di Hans Christian Andersen unisce ricerca, turismo ed eventi, ed è responsabile della cooperazione e del coordinamento del lavoro volto a valorizzare il brand HCA a livello locale, nazionale e internazionale. Il comitato esecutivo della Fondazione è composto tra gli altri da rappresentanti del Ministero della Cultura, del Comune di Odense, dell’University of Southern Denmark (SDU), e da Development Funen e ha definito tre filoni principali di lavoro su Hans Christian Andersen.

In particolare, la SDU ha implementato un progetto di ricerca volto a chiarire gli aspetti rilevanti dell’importanza di Andersen oggi come icona culturale, ‘marchio’, mito e figura storica. L’obiettivo è quello di contribuire a indicare nuovi strumenti e nuove idee per valorizzare la figura di Andersen e sfruttarne il potenziale nell’ambito turistico, culturale e negli eventi.

 

Curiosità – La birra di Andersen

 

Ogni anno in occasione del compleanno dello scrittore, il 2 aprile, viene distribuita la birra di Hans Christian Andersen, con un’etichetta raffigurante un suo ritaglio di carta, ogni anno diverso. A idearla il birrificio Albani di Odense, che l’ha prodotta per la prima volta nel 1988 per festeggiare i 1.000 anni della città di Odense. A bassa fermentazione e a lunga stagionatura, la birra di Hans Christian Andersen ha un gusto leggero, e viene distribuita in bottiglie numerate, rendendola così anche un oggetto da collezione.

 

Per la prima volta in Italia la mostra di KUZMA KOVAČIĆ, il Michelangelo della Croazia (11 aprile-20 maggio, San Salvatore in Lauro)

Read More
Con il Patrocinio del Pontificio Consiglio della Cultura
e il Co-patrocinio del Ministero della Cultura della Repubblica di Croazia e della Città di Zagreb

11 aprile – 20 maggio 2017

Pellegrino nella scultura
Lo scultore croato
KUZMA KOVAČIĆ

Mostra a cura di: Milan Bešlić

Musei di San Salvatore in Lauro – Museo Donazione Umberto Mastroianni
Piazza di San Salvatore in Lauro 15, Roma
Ingresso libero
Orario: 10.30-13.00/16.00-18.30, chiuso domenica e festivi

La mostra sarà inaugurata martedì 11 aprile alle ore 18 da Dominique François Joseph Cardinal Mamberti, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica

Un evento realizzato grazie alla collaborazione e al sostegno di

Un ringraziamento speciale per la concessione degli spazi espositivi a

“Penso che le sue opere che vidi non fossero prive dell’intervento dello Spirito Santo…”: questo il  motto tratto da La pesca e i discorsi dei pescatori del poeta croato di Hvar Petar Hektorović (1487-1572) prescelto per rappresentare l’eccezionale arte scultorea dell’artista croato Kuzma Kovačić le cui opere più prestigiose sono state selezionate per una grande mostra in arrivo – per la prima volta in Italia– dal prossimo 11 aprile a Roma presso i Musei di San Salvatore in Lauro-Museo Donazione Umberto Mastroianni.

L’esposizione, intitolata “Pellegrino nella scultura – lo scultore croato Kuzma Kovačić“, si propone di presentare il lavoro di un artista contemporaneo di ispirazione cristiana che scaturisce dalla fede e che modella la fede, raro esempio nell’ambito delle arti visive contemporanee del mondo occidentale. Frutto di una collaborazione tra l’Ambasciata della Repubblica di Croazia presso la Santa Sede e il Musei Ivan Meštrović, l’esposizione gode del Patrocinio del Pontificio Consiglio della Cultura, nella persona del cardinale Gianfranco Ravasi, e del Co-patrocinio del Ministero della Cultura della Repubblica di Croazia e della Città di Zagreb.

Nell’anno in cui si celebra il 25° anniversario del riconoscimento della Repubblica di Croazia e dell’instaurazione delle piene relazioni diplomatiche con la Santa Sede, ci si propone così di promuovere l’arte contemporanea croata a Roma, fulcro della cristianità e centro europeo di cultura, con lavori provenienti da un paese dal ricco patrimonio artistico cristiano e cattolico e da un popolo che vive la fede. Non a caso già in passato artisti come Juraj Dalmatinac, Nikola Firentinac, Juraj Julije Klović, Franjo Vranjanin e Ivan Meštrović avevano suggellato i legami tra le due terre collegando, attraverso l’arte, le due sponde dell’Adriatico.

Definito il “Michelangelo della Croazia”, Kuzma Kovačić è un esempio raro nell’ambito delle arti visive contemporanee del mondo occidentale. La sua opera evoca la storia culturale e il patrimonio artistico nazionale percorrendo in maniera creativa la plurisecolare tradizione della scultura e dell’arte di matrice croata e mediterranea, e dando un significativo contributo al rinnovamento della scultura croata nel periodo in cui predominava la produzione figurativa multimediale.

Dotato di un principio creativo precisamente delineato basato sull’immaginazione poetica, su un metodo scultoreo perspicace, sull’uso di materiali diversi e sulla fede in Dio, Kovačić basa la sua ricerca sulla scoperta di nuovi spazi della scultura nelle forme inventive, utilizzando diversi materiali, da quelli tradizionali e organici a quelli moderni, industriali e anorganici:  pietra e legno di diversi tipi e colori, bronzo, metalli preziosi e non preziosi, vetro, spugna, argilla, intonaco, tela, carta e numerosi altri.

La sua espressività è fondamentalmente basata sulle trasformazioni visibili dello spirito materializzato in nuove forme, non ripetendosi nelle varianti né riciclandosi nelle mutazioni, mostrando e dimostrando una profonda devozione cristiana: come lui stesso afferma,  “Indipendentemente se stessi creando delle statue ripiegando la terra, sgrossando un vecchio tronco, modellando il vetro caldo o la carta sgualcita, o se stessi dando vita alle persone, a Gesù Cristo e alla Madonna, ho sempre considerato questo mio lavoro come la confessione della fede all’Uomo-Dio risorto”.

Il rapporto tra Arte e Fede, che lui stesso ha fatto emergere per ben quattro decenni nelle centinaia di opere create – dalla celebre porta della Cattedrale di Hvar alle monete della Repubblica di Croazia, dagli imponenti monumenti negli spazi pubblici del Suo Paese, come l’Altare della Patria croata,  ai mastodontici rilievi nei luoghi sacrali – sviscera anche un messaggio positivo di ricongiungimento tra i due mondi: secondo gli intenti degli organizzatori, infatti, “l’esposizione può forse offrire una risposta alla secolare questione sulla scissione tra la Chiesa e l’Arte, proponendo una nuova possibile unione a servizio della civiltà della vita, della vita con Dio.”

La mostra, a cura di Milan Bešlić, comprende una significativa selezione delle opere dell’autore scaturita da una scelta delle più importanti creazioni di Kovačić e conta 46 sculture realizzate prevalentemente in materiali resistenti (legno, pietra, bronzo, vetro, terracotta ecc.) e 15 grandi fotografie di monumenti pubblici o opere scultoree sacre, per un totale di sessanta oggetti.
Le opere provengono da gallerie e musei pubblici croati, da collezioni private e da quella dell’autore, mentre le opere pubbliche proposte tramite le fotografie si trovano nelle chiese e negli spazi pubblici in diverse località della Croazia e della vicina Bosnia ed Erzegovina.

La mostra, in programma fino al 20 maggio p.v., sarà inaugurata giovedì 11 aprile alle ore 18 da Dominique François Joseph Cardinal Mamberti, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica.

KUZMA KOVAČIĆ  – Biografia
Lo scultore croato contemporaneo Kuzma Kovačić nasce il 6 giugno 1952 da Vinko e Jelena, nata Novak, nell’antica città di Hvar, sull’omonima isola situata nella parte centrale dell’Adriatico, in un paesaggio spiccatamente mediterraneo che ha fortemente influenzato l’infanzia e la giovinezza dello scultore e le cui tracce sono rilevabili nelle sue numerose opere. Finito il liceo, Kuzma Kovačić lascia Hvar con un senso di profonda appartenenza all’ambiente mediterraneo e con la concezione cristiana del mondo acquisita in ambito familiare, per approdare nel 1971 a Zagabria in un periodo di pesante repressione comunista, dove si iscrive a scultura all’Accademia di Belle Arti e consegue la laurea nel 1976. Fin dagli inizi della sua attività riesce a trovare la propria strada nella scultura e comincia a esporre le sue opere, cercando di difendere e rinnovare i valori e la specificità dell’arte scultorea e di testimoniare la propria fede per mezzo della scultura. Dopo la laurea sposa nel 1978 Barbara Domančić da cui ha un figlio, Vinko, nato nel 1980, e una figlia, Petra, nata nel 1983. Organizza la sua prima mostra personale nel 1979 nel Museo della Città di Šibenik, dove vengono esposte le sue prime opere d’ispirazione cristiana, spirito che ha permeato fin dagli esordi l’essenza della sua forma scultorea: Sette peccati capitali (1987), Ecco che il mare suda sudore di sangue (1977), La predica di sant’Antonio ai pesci di Rimini (1979). Un anno più tardi, nel 1980, ottiene una borsa di studio dal Governo italiano per Murano dove conosce e perfeziona l’arte del vetro nelle vetrerie “Aldo Nason” e “Fratelli Manfren” e in cui crea le sue prime sculture di vetro. Tutto il decennio a partire dagli anni ‘80 rappresenta per l’artista un periodo creativo molto produttivo, in cui sono state realizzate opere di grande importanza tra cui: Epistola a Mavro Vetranović (1980), Ringraziamento ai benedettini (1983), Per il corpo (1985), Molto amaramente (1988), Dialetto del ča nella scultura (1988) e altre. Verso la fine degli anni ‘80 intraprende il suo primo pellegrinaggio in Terra Santa e a Roma, per visitare successivamente Lourdes, Loreto e diversi altri luoghi di pellegrinaggio della patria e del modo. Il decennio degli anni ‘90 è segnato da un’opera che, oltre ad essere una delle sue opere scultoree sacre più importanti, è stata anche la sua prima grande realizzazione scultorea sacra pubblica. Si tratta della Porta della Cattedrale di Hvar (1990) che ha non solo provocato una reazione positiva del pubblico amante della cultura, ma è stata anche messa in risalto dalla critica come capolavoro della scultura sacra contemporanea e nuovo segno di rinnovamento dell’arte sacra dei croati. Da allora ha realizzato più di cento sculture di carattere pubblico o/e sacro. Negli anni 1991 e 1992 realizza in legno il Crocifisso processionale per la Cattedrale di San Doimo a Spalato. Nel 1993 e 1994, anni del conflitto bellico in Croazia, modella le kune e le lipe, monete della valuta della Repubblica di Croazia e sul Medvedgrad, fortificazione medievale sovrastante Zagabria, crea il monumento Altare della patria croata, che rappresenta il memoriale nazionale con il fuoco eterno in memoria di coloro che durante la lunga storia hanno dato la loro vita per la libertà del proprio popolo e della patria. Segue l’impegno, durato quasi un anno intero, nel scolpire la statua in pietra di papa Giovanni Paolo II, il primo monumento al mondo in grandezza naturale a rappresentare questo Papa, inaugurato solennemente durante la grande celebrazione eucaristica nel 1996 a Selca sull’isola di Brač. Con i colleghi professori fonda nel 1997 l’Accademia delle Arti dell’Università di Spalato, dove lavora attualmente come professore ordinario di scultura, e dal 2011 insegna anche alla Facoltà di Teologia Cattolica della stessa Università.
Ha realizzato il primo monumento in onore di Franjo Tudman, primo presidente croato democraticamente eletto, fondatore e difensore della Repubblica di Croazia, che rappresenta anche l’opera più riuscita del genere secondo il giudizio unanime della critica d’arte e del pubblico croato appassionato di cultura. Il monumento e stato eretto nel 2001 a Škabrnja, piccolo paese simbolo di grande sofferenza durante la Guerra patriottica. Nel 2009 partecipa alla mostra “Scultura croata contemporanea” organizzata dalla Glittoteca dell’Accademia Croata delle Scienze e delle Arti e successivamente presentata anche in Germania, Austria, Italia, Slovacchia, Ungheria e Slovenia.
Nel 2012 viene eletto membro associato dell’Accademia Croata delle Scienze e delle Arti. Oltre a questo riconoscimento, gli sono stati finora conferiti numerosi premi e riconoscimenti, tra i quali anche tre onorificenze di stato. E nel 2013 che si presenta al pubblico croato con una scelta recente della propria produzione artistica alla mostra retrospettiva a Zagabria, nella Galleria di Arte Moderna, e successivamente a Spalato, nella Galleria d’Arte. Nello stesso anno è stata pubblicata la monografia sulla sua opera artistica che nel 2014 viene presentata anche a Roma, nel Pontificio Collegio Croato di San Girolamo. Dal 2014 al 2016 scolpisce in pietra, insieme ai suoi collaboratori, il rilievo d’altare Gloria dei martiri croati, che nell’agosto del 2016 viene posto nella Chiesa dei martiri croati a Udbina. Si tratta di uno dei più grandi rilievi sacri in pietra non soltanto in ambito croato e, senza dubbio, di un’opera di un’imponente portata estetica e intensità simbolica. In occasione della cerimonia di inaugurazione e benedizione del rilievo lo scultore ha affermato, come aveva già ribadito tante volte prima in forma sia orale che scritta, che lui esprime la propria fede cristiana per mezzo del linguaggio figurativo, testimoniando con la propria attività scultorea che la parola è diventata opera.
www.kuzma-kovacic.from.hr

 

Osservare le foche da vicino attraverso una parete: sulla diga di Termunten, provincia Groningen

Read More
Zeehondenkijkwand

Osservare le foche da vicino nel loro habitat naturale? Ora è possibile grazie alla speciale parete in legno dedicata all’avvistamento di questi simpatici animali presso il Punt van Reide nella località di Termunten, provincia di Groningen, Olanda del nord. La parete, che rende possibile ammirare contemporaneamente centinaia di esemplari, riscuote dalla scorsa estate un grande successo.

 

Nella area naturalistica di Dollard i banchi di sabbia si trovano vicino alla costa, luogo ideale per far nascere le foche: non a caso questa zona viene chiamata “la sala parto del mare del Wadden” (kraamkamer van de Waddenzee). La zona attira ogni anno migliaia di visitatori che vengono per vedere le foche.

Ogni giorno, specialmente durante l’alta marea, le foche si riuniscono insieme ai loro piccoli sotto la diga per riposarsi, mangiare o scaldarsi al sole. Proprio durante il periodo di allattamento è importante che i piccoli possano mangiare senza essere disturbati. In quattro settimane essi devono infatti crescere a sufficienza per cavarsela da soli, quando imparano a nuotare e a catturare i pesci.

In questi momenti, quando la parete per l’avvistamento è particolarmente affollata, intervengono delle speciali “seal guards” che si assicurano che le foche non vengano disturbate dai visitatori, esse sono comunque sempre molto disponibili a fornire informazioni e spiegazioni.

 

Grazie al successo riscosso lo scorso anno è previsto per quest’anno un prolungamento della parete, oltre all’aggiunta di ali laterali il cui scopo è impedire l’avvicinamento e il conseguente disturbo degli esemplari.

 

La parete di avvistamento è raggiungibile grazie a un breve percorso a piedi attraverso il polder Breebaart. Le auto e le biciclette possono essere parcheggiate presso il Visitors Centre Reidehoeve di Termunten, da cui il Punt van Reide dista a soli dieci minuti di cammino.

 

Orari di apertura

Il Punt van Reide per l’avvistamento delle foche è aperto da metà aprile fino a metà settembre.

Un consiglio: restare in silenzio dietro la parete, le foche hanno infatti un udito molto sensibile e potrebbero spaventarsi facilmente. Purtroppo non è possibile portare cani con sé. Ulteriori informazioni sono disponibili presso il Visitors Centre Reidehoeve, che fornisce indicazioni anche su tutta l’area naturalistica di Dollard.

 

Indirizzo

Dallingeweersterweg 30

9947TB Termunten

info@groningerlandschap.nl

www.groningerlandschap.nl

CremonaJazz 2017, il programma della Terza Edizione

Read More

CremonaJazz 2017
Terza edizione
Cremona, Auditorium Giovanni Arvedi
25 aprile – 27 maggio 2017


Cremona si prepara a ospitare una nuova edizione, la terza, del CremonaJazz in programma dal 25 aprile al 27 maggio nella splendida cornice dell’Auditorium Giovanni Arvedi. CremonaJazz presenta anche quest’anno un cartellone composto da proposte di assoluto livello artistico, prestigiosi nomi della musica internazionale. Grazie a queste scelte di grande qualità la rassegna di jazz cremonese si conferma come un punto di riferimento nell’Italia del nord anche per questo genere musicale.
CremonaJazz è organizzato dalla società Unomedia e si avvale del Patrocinio del Comune e della Provincia di Cremona, ha come partner Air Liquide e Willis Towers Watson, gli MdV friends –network di Imprese che sostengono l’attività del Museo del Violino-, la collaborazione dei Media partner e dei Local Partners Locanda Torriani, Chiave di Bacco, Carini, Cartel, RgS ed altre importanti realtà imprenditoriali del territorio.
Il cartellone 2017 prevede quattro serate, ciascuna assolutamente unica, ciascuna con una varietà di stili e di linguaggi che lascerà il segno nella storia culturale del territorio.

La visione generale che caratterizza la direzione artistica di Gianni Azzali in relazione alla rassegna CremonaJazz è un’idea di manifestazione dove la musica jazz ha un respiro ampio, slegato da etichette e stereotipi che possano imbrigliarne le scelte. Si tratta di Jazz, ovviamente, ma in un’ottica che per prima cosa pone il luogo dove si svolgeranno i concerti, l’Auditorium Giovanni Arvedi, come punto di riferimento guida delle scelte artistiche; questo per l’estrema bellezza delle sue linee architettoniche, curve che richiamano la sinuosità e la perfezione della liuteria cremonese, ma soprattutto per la sua perfetta acustica, affidata in fase di costruzione dall’architetto Giorgio Palù all’ingegner Yasuhisa Toyota. Ecco che le scelte artistiche cadono volentieri su musicisti e progetti squisitamente acustici, che possano integrarsi con l’ambiente che li ospita, il quale diviene “complice” del suono, enfatizzandone in qualche modo la capacità comunicativa e la fruizione.
Ecco che allora la sensualità del violoncello di Morelenbaum, che accarezza le melodie di Jobim con l’ausilio della saudade delle sei corde di Lula Galvão con le percussioni di Rafael Barata, la passione argentina degli Aires Tango o delle vibrazioni della chitarra di Ralph Towner, così come il languore opposto al ritmo incalzante e alle melodie spigolose dei violini del Kronos Quartet o il tocco e la creatività degli ottantuno anni di un’artista come Carla Bley, saranno il distillato adatto a questa terza edizione di una rassegna che sia all’altezza della città di Cremona.


Martedì 25 aprile 2017 – ore 21:00
JAQUES MORELENBAUM – Cello Samba Trio
“Saudade do Futuro – Futuro da Saudade”
Jaques Morelenbaum (violoncello)
Lula Galvão (chitarra acustica)
Rafael Barata (batteria) Domenica 7 maggio 2017 – ore 21:00
JAVIER GIROTTO AIRES TANGO with RALPH TOWNER
“Duende”
Javier Girotto (sax soprano e baritono, flauti andini)
Ralph Towner (chitarra)
Alessandro Gwis ( pianoforte)
Marco Siniscalco ( basso)
Michele Rabbia (percussioni)

Domenica 21 maggio 2017 – ore 21:00 KRONOS QUARTET David Harrington (violino)
John Sherba (violino)
Hank Dutt (viola)
Sunny Yang (violoncello) Sabato 27 maggio 2017 – ore 21:00
CARLA BLEY TRIO (feat. Andy Sheppard e Steve Swallow)
“Andando el Tiempo” Carla Bley (pianoforte)
Andy Sheppard (sax soprano e tenore)
Steve Swallow (basso)

A completare questo ricco programma di concerti, si potranno gustare gli appuntamenti di APERIJAZZ che si terranno presso il bar e ristorante del Museo del Violino, “Chiave di Bacco”, dalle 18.30 alle 20.30 in concomitanza con le date dei concerti. Insieme all’aperitivo si potrà ascoltare gratuitamente dell’ottima musica, ideale sottofondo per rilassarsi e predisporsi al concerto serale.

Martedì 25 aprile 2017 ore 18:30
Pepe Ragonese Trio
Pepe Ragonese (tromba)
Pancho Ragonese (pianoforte)
Marco Vaggi (contrabbasso)

Domenica 7 maggio 2017 ore 18:30
Giuliano Ligabue Trio
Giuliano Ligabue (chitarra e voce)
Stefano Caniato (pianoforte)
Michele Mazzoni (basso)

Domenica 21 maggio 2017 ore 18:30
Lara Luppi & My Gipsy Soul Lara Luppi (voce)
Luciano Poli (chitarra) (chitarra)
Mauro Sereno (contrabbasso)

Domenica 27 maggio 2017 ore 18:30
Iguazù Acoustic Trio
Fabio Gianni (pianoforte)
Marco Mistrangelo (basso)
Alex Battini De Barreriro (batteria)

Biglietti e abbonamenti
Gli abbonamenti saranno in vendita a partire da martedì 28 marzo fino al 4 aprile presso due biglietterie, entrambe a Cremona: quella del Teatro Amilcare Ponchielli e quella del Museo del Violino.
I biglietti saranno in vendita dal 5 aprile anche online sul sito www.vivaticket.it

Costo dei biglietti:
Intero   30,00 euro
Ridotto (*)  20,00 euro
Abbonamento 4 concerti 100,00 euro
Abbonamento ridotto (*) a 4 concerti 65,00 euro

(*) Riduzione applicata agli under 20, agli over 65 e ai soci del Piacenza Jazz Club

BIGLIETTERIE
Teatro Amilcare Ponchielli
, Cremona
Tel. 0372 022001 e  tel. 0372 022002
Dal lunedì al sabato: 10:30 – 13:30 / 16:30 – 19:30

Museo del Violino, Cremona
Tel. 0372/080809
Dal martedì alla domenica: 10.00 – 18.00

Online sul sito www.vivaticket.it
Per ricevere tutte le informazioni sui concerti di Cremona Jazz, si può scrivere una e-mail a info@cremonajazz.it, mentre per mantenere i contatti e ricevere tutti gli aggiornamenti si può visitare il sito www.cremonajazz.it oppure seguire sui social la pagina Facebook e Twitter.

Direttore Artistico: Gianni Azzali
Supervisore Organizzativo: Ana Vera Teixeira
Organizzazione: Unomedia s.r.l.
Comunicazione e promozione: Mariagrazia Posca
Ufficio stampa: Studio ESSECI – Padova
Amministrazione: Claudia Portesani
Grafica: Alessandra Montemurro

Le isole di Schokland e di Urk: Due isole sulla terraferma

Read More

Schokland e Urk, due antiche isole del vecchio Zuiderzee, dopo la graduale trasformazione del territorio del Noordoostpolder del 1942 hanno assunto la denominazione di “isole in secca”. Anticamente, queste due isole costituivano un importante porto di navigazione sul pericoloso Zuiderzee; oggi invece si riconoscono da lontano come due “gobbe” visibili sul paesaggio. Anche gli alberi, disposti in maniera circolare sull’isola, disegnano gli antichi confini tra terra e acqua.

Oggi Schokland e Urk sono note come luoghi ricchi di risorse naturali, culturali e storiche. I ritrovamenti archeologici hanno dimostrato che Schokland era abitata già nella preistoria. L’UNESCO ha quindi annoverato nel 1995 Schokland come primo monumento olandese nell’elenco dei siti del patrimonio mondiale dell’umanità.

L’isola di Schokland: una storia millenaria in un fazzoletto di alcuni chilometri quadrati.

Nonostante la minaccia di inondazioni e miseria, Schokland fu sempre abitata dall’uomo. Già in epoca preistorica, i primi abitanti di Schokland furono cacciati dalla furia dell’acqua e, secoli più tardi, contadini e pescatori continuarono a combattere contro le mareggiate e le inondazioni. Nel 1859 Schokland sembrava non avere più un futuro e il governo decise di evacuarla.

Oggi visitare Schokland, con i suoi numerosi monumenti e le sue particolari testimonianze di vita vissuta, è un’esperienza fortemente consigliata. Oltre 160 siti archeologici testimoniano lo sviluppo della cultura degli abitanti dell’isola: a partire dai cacciatori-raccoglitori, ai contadini fino agli abitanti del polder. I tanti, unici reperti preistorici, tra cui le ceramiche, gli utensili e perfino scheletri creano un quadro unico. Nel 1984 sono state ritrovate impronte umane risalenti a oltre 4.000 anni fa. Queste impronte possono essere ammirate nel museo di Schokland.

A Schokland si torna velocemente indietro nel tempo mentre si cammina tra i tanti (ben 10) monumenti nazionali. Da non perdere assolutamente una visita all’abitazione del guardiano del faro nella punta nord dell’isola.

 

Urk, dove l’isola è ancora presente

Per oltre 1.000 anni, Urk è esistita come isola e, grazie alla sua posizione nello Zuiderzee, rivestiva una grande importanza per la navigazione, non solo come approdo di emergenza dello Zuiderzee, a volte incontrollabile, ma anche come porto di pescatori. Oggi Urk è un pittoresco villaggio di pescatori, ricco di graziose piazzette e case monumentali in un labirinto di vicoli e facciate decorate. Certamente un’ottima opportunità per scoprire la storia, i monumenti e le zone circostanti.

Il modo migliore per scoprire Urk è a piedi. I magnifici e stretti vicoli, le piazzette e le autentiche facciate di Urk sono in grado di sorprendere il visitatore. Da non perdere anche una visita al museo Het Oude Raadhuis (l’antico municipio) e un’occhiata da vicino ai vecchi fari. Ovviamente, chi visita un villaggio di pescatori come Urk non potrà fare a meno di gustare un prelibato piatto di pesce nel porto.

 

In bicicletta lungo quelle che erano le isole dello Zuiderzee

Un altro modo per andare alla scoperta delle isole e dei loro dintorni è naturalmente, come è tipico in Olanda, la bicicletta. Esiste uno splendido percorso, il “Zuiderzee-eilandenroute”, che conduce attraverso le vecchie isole, il “villaggio degli architetti” di Nagele e alcuni interessanti musei.

 

In barca sullo IJsselmeer

Per chi lo desidera, è possibile optare anche per una piacevole gita in barca. Su un autentico peschereccio del 1902, i passeggeri possono trascorrere una mezza giornata alla scoperta dei dintorni e praticare la vela. È anche possibile partecipare a un’escursione in battello sui traghetti in servizio da Urk a Enkhuizen. Entrambe le esperienze sono indimenticabili!

 

www.schokland.nl

www.touristinfourk.nl

 

www.visitflevoland.nl