I primi 4 album dei Bush rimasterizzati a 20 anni dal debutto della Band

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Dopo la pubblicazione di Man on the Run (Zuma Rock Records/RAL), uscito lo scorso 21 ottobre, Roundhill Music e RED pubblicano il 27 ottobre 2014, a 20 anni dal debutto dei Bush, le versioni rimasterizzate dei loro primi tre album in studio (Sixteen Stone del 1994, Razorblade Suitcase del 1996, e The Science of Things del 1999), più l’album di remix del 1997, Deconstructed.

 

Sixteen Stone, l’album di esordio, raggiunse il numero 4 della classifica Billboard 200. Il disco conteneva le hit “Comedown”, “Glycerine” e “Machinehead”, oltre “Everything Zen” e “Little Things”, brani entrati subito nel cuore dai fan.

 

Si tratta della prima release di Round Hill Records, la nuova etichetta delle edizioni musicali Round Hill Music, distribuita da Red (Sony).

Tutti i brani sono stati rimasterizzati in alta risoluzione dalle loro registrazioni audio originali dal mastering engineer Howie Weinberg. Il frontman dei  Bush Gavin Rossdale è produttore esecutivo, insieme a Jonnie Davis e Josh Gruss.

Nel corso della loro fortunata carriera, i Bush hanno raggiunto il traguardo del multiplatino totalizzando quasi 20 milioni di dischi venduti solo in Nord America. Hanno piazzato 17 singoli consecutivi nella Top 40 delle radio Modern Rock e Mainstream Rock, di cui 11 sono entrati nella Top 5, sei dei quali hanno raggiunto il numero 1: “Comedown”, “Glycerine” e “Machinehead” tratti da Sixteen Stone, “Swallowed” tratto da Razorblade Suitcase, “The Chemicals Between Us” tratto da The Science of Things e “The Sound of Winter”.

 

 

Gli album sono disponibili su Amazon:

– Sixteen Stone http://amzn.to/1ugOIDm

– Razorblade Suitcase http://amzn.to/1DiCu40
– Deconstructed http://amzn.to/1swPRZr
– The Science Of Things http://amzn.to/1riVaZ0

 

 

 

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Cosa rende bella la musica?

Tra i vari professionisti presenti all’Amsterdam Dance Event, MN2S è riuscito a realizzare un minifilm che contiene suggestioni e atmosfere che “fotografano” benissimo i cinque giorni/notti di clima lì alle Lowlands.

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Amsterdam Dance Event 2014: l’ambiente

Quest’anno vi abbiamo aggiornato in corso d’opera. La “lineup”, se si può chiamare così, dell’Amsterdam Dance Event si faceva sempre più enorme mese dopo mese. Così tanto da darti sei-sette eventi imperdibili ogni sera. Essendo il plotone di Radionation composto solo da me è stato impossibile coprire tutto (l’anno prossimo già la brava Desirée si aggiungerà alla spedizione). Ma è stata una figata.

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Ok, magari l’anno scorso c’era Moroder, ma anche lo speech di Garrix non è stato malaccio (anzi). E poi dicevo: scegliere. Altro che al Primavera si parlava dei clashes nei set: qui si doveva scegliere l’evento e la zona se se ne volevano coprire un paio. Così da trovarti fino alle 3:30 alla Modeselektor night al Melkweg per poi trovare Laurent Garnier nella location che è vicino al tuo hotel (e che tu scopri solo il primo giorno consultando google maps) che ti tira all’orario del cappuccino. E poi abbiamo saltato tanto, troppo: artisti di classe come Ricardo Villalobos, Scuba, Deep Dish, Axel Bowman, Ten Walls e Solomun, Chris Liebing, DVS1, Truss, Blawan che vanno a rafforzare il parco techno del festival, non volendo dimenticare DJ Koze, DJ Stingray, Henrik Schwarz e Maetrik. Più di 2000 act per un’edizione mostruosa, coi promoter a litigartisi per averti al loro party o evento.

Un po’ diverso dal mendicare ingressi e accrediti qui in Italia.

L’ADE è il vero epicentro della edm: non solo eventi ma anche learning, incontri, promozione a tutto tondo. Stancante, pazzesco, tanto ma non esagerato. Per clubbing e la club culture l’Amsterdam Dance Event è un appuntamento imprescindibile, anche per capire professionalmente cosa c’è. E niente battute su A’dam, la droga, i rave: all’HMH ti svuotano le tasche e tu devi star lì a spiegare che è la borocillina quella che hai. Non so se ci devo ancora ridere.

Dal lato fotografo è molto difficile portare a casa qualcosa: non perché sia difficile fotografare i set (anzi, molto più figo che fare un artista col chitarrino in mano), ma perché ogni venue ha le sue regole, non c’è un vero photopass (dicono che valga il media pass: non è vero. Molte venue mi hanno detto che ero invitata a non fotografare perché non autorizzata nella speciale lista della serata. Lista che non conoscevo perché all’accoglienza non era menzionata) e alla fine uno si disamora un po’ e gli sembra di “rubare foto”.

Altra cosa: è stato bello sapere che “c’era scritto sul sito” che si doveva richiedere l’ingresso all’Amsterdam Festival in Arena giorni prima e che no, non bastava il pass. Insomma, un gigante con crepe organizzative: ma siccome qua a sud delle Alpi non vedremo mai una cosa del genere, codeste sono quisquillie. E se la dovessimo vedere minimo alle 23 arriva la pula e fa chiudere tutto.

Presto un altro post con maggiori suggestioni vissute. Per ora consultate il nostro instagram e twitter.

Per avere invece info ufficiali ecco le risorse da consultare:

Website: http://www.amsterdam-dance-event.nl
Facebook: https://www.facebook.com/amsterdamdanceevent
Twitter: https://twitter.com/ADE_NL
YouTube: https://www.youtube.com/user/AmsterdamDanceEvent
Instagram: http://instagram.com/amsterdamdanceevent

Pubblicato in: canzoni e musica

A breve mi ricordano che mi scade il dominio

Il problema è che in tutto questo mi sono accorta che ho perso non solo ogni entusiasmo nello scrivere e in molti altri ambiti della vita.

Non chatto più con nessuno, non mi apro più con nessuno. Non mi fido più di nessuno perché quando ho avuto realmente bisogno non c’era nessuno. Quindi ecco, o qui diventa una sorta di ripostiglio o non so che cosa. Sicuramente rinnoverò, ma aspettare così è frustrante.

Pubblicato in: franfiorinologia

Ulisse è tornato (no, non nel senso da Penelope)

Fortunatamente pare che Giacobbo spadroneggi solo d’estate. Il resto dell’anno ritorna la famiglia Angela (Superquark confinato alla stessa estate è troppo poco), e finalmente si capisce perché uno paga il canone. Rai5 canale della cultura? meno male che rai3 invece fa qualcosa di buono, ben scritto, ben spiegato. Non si chiede molto: guardate come rai5 è infarcita di programmi della BBC tradotti (poi: perché tradotti? non sarebbe ora che anche noi italiani si impari coi programmi sottotitolati? Lo so: o leggi o segui. Ma qualcosa si impara) senza magari far produrre qualcosa di buono dagli italiani. Non so, non mi occupo di questo: ma magari non è che ci costa anche meno?

In tutto questo si parlava di tutela del nostro patrimonio artistico: bello sapere il pomeriggio prima che il governo stia incentivando il settore nautico ma s’impipa della cultura. Chissenefrega eh: mica siamo quelli il cui patrimonio artistico è all’angolo di ogni strada, no? Io vi ricordo che la Svezia da anche i soldi a chi fa musica e ai posti dove si fa musica. Per dire.

Pubblicato in: historia frannica

Insomma: voi siete blogger specializzati ma non ne scrivete.

Dunque: questo non è un travel blog, né un food blog, né… boh, cazzo è? Questo spazio è scemo e inconcludente come chi vi scrive. E’ un passatempo, non è una cosa fatta per mietere soldi (come del resto: porcatroiaputtana, avessi fatto la fashion blogger… ) ma soprattutto per condividere.

E la condivisione odierna è il poveraccismo.

 

La riflessione, non così pregna, non deriva da pensieri à la utente di tripadvisor a cui sono girati i coglioni perché al momento del conto al ristorante-agriturismo, dove aveva letto che le carte di credito erano accettate, il cameriere lo costringe a cercare un bancomat nel primo centro abitato lasciando la fidanzata in ostaggio dei locandieri come garanzia.

Ora mi dite come cazzo fa a dire paypal che si riesce a pagare normalmente con loro dal telefonino anche per le spese quotidiane. Sono due dimensioni diverse, come il pagare il parcheggio dal telefonino: qualcuno ha mai provato? No, ditemelo. Come usciva il ticket da mettere sul parabrezza?

Il punto è un altro: guardavo i prezzi che transavia fa in offerta sui voli. Caspita, buoni, pensavo. Poi è la low cost dell’alleanza airfranceklm, uno pensa che sia meglio degli irlandesi di Ryanair. Pensa. Vai a guardare e ci sono 5 euro di diritti di prenotazione (eh?) e poi se non hai un cazzo di conto corrente olandese ma una carta di credito paghi 5 euro in più. O anche per paypal paghi 5 euro. Insomma: al di fuori di qualsiasi cosa che ha contatto con una banca nederlandese tutto ti costa 5 euro. Non è come la differenza di un euro e rotti che ti mette nel pagamento easyjet tra carta di credito/debito. Anche perché: come cazzo ti devo pagare un biglietto aereo? Io te lo pagherei anche al banco in contanti prima di partire, ma è ridicolo.

Interpellati, i brillantoni con sede in quel di Schipol prima provano a rispondere, poi chiudono arrampicandosi sugli specchi con la meravigliosa scusa -la usavamo all’asilo?- lo fanno anche gli altri.

 

 

Il punto è: davvero sono necessari tutti questi costi quando la low cost più famosa (gli irlandesi) non ne hanno dopo che per anni hanno fatto la stessa manfrina? Non esiste un’authority anche per questo? L’UE checcazzo controlla?

Pubblicato in: so called travel

C’è ancora la parola sglaps qua e là.

Ricordo che ai tempi in cui si eleggeva su il fu splinder Mr Blog le genti mi scambiavano, me giudice, per il sig. Rigagnolo. Costui, ahimè, mi è amico da anni. La cosa strana è che -davvero- pensavano che io fossi lui. E’ sempre una cosa ricorrente: la gente pensa che io abbia personalità multiple sulla internet, quando invece già mi pesa il culo anche twittare per Radionation.

Ora la cosa bella è che Rigagnolo ha ripreso ad avere un blog, e ha rimesso fuori (no, non vomitato) il manifesto sglapsico.

E comunque sglaps si era salvato dall’harakiri splinder. Qui.

Pubblicato in: franfiorinologia

Camparisoda fluo

camparifluoCome potete vedere mi è arrivato in dono questo cofanetto fluo (ehy, avete per caso visto il mio guardaroba degno di un lavorante ANAS?) che rappresenta la nuova veste in edizione limitata del camparisoda.

[se volete potete accattarvelo anche nel temporary store in Staziun Centrale a Milano, dal 19 settembre per due mesi e su www.barcampari.it, per dire. Non è una cosa che posso avere solo io]

No, il Campari dentro è lo stesso, non è radioattivo ;)

Il bello sarà adesso riusare, dopo averlo bevuto, l’iconica bottiglietta ideata dal futurista Depero come arredo casa. Troppo ganza per gettarla nel vetro.
Camparisoda, anche in questa versione fluo è l’aperitivo fresco e frizzante che anima il rito quotidiano dell’aperitivo. I colori sono tanti e diversi come gli amici e come i modi per gustare un Camparisoda: liscio o miscelato con prosecco, succo d’arancia o di pompelmo, vermouth, tonica e Oransoda.

Pubblicato in: intervistozze e giornalaismi

Mi hanno cancellato da Tumblr l’intervista con gli Alt-J

Capisco che su tumblr c’è di tutto, ma ecco, ora siamo lievemente al ridicolo (non ho tempo di fare opposizione o quel che è, ma voglio spiegarvi i fatti).

Tagliando la testa al toro: l’intervista agli Alt-J fatta al Frequency Festival 2012 è qui. Si sente anche da cani. Dimmi che la togli perché si sente più fruscio che altro, non che infrango il copyright maiala la maremma.

 

Hi,

We’ve received a notification of alleged copyright infringement on one of your blogs, sent to us by Jeremy Banks (International Federation of the Phonographic Industry). The post in question was located at http://radiosglaps.tumblr.com/post/94430934089/this-is-a-no-total-published-audio-interview-with, and contained Audio recordings owned or exclusively controlled by certain IFPI Represented Companies. The content has since been removed, in accordance with US law and Tumblr’s own copyright policies.

If you think the copyright infringement notification here was submitted in error, you can contest the notification and file a counter notification. The instructions how to do so are here: http://www.tumblr.com/policy/en/terms_of_service#dmca

It’s important for all creators that our users respect copyright, and so we ask that you take greater care in what you post to your Tumblr blogs. You can review Tumblr’s Terms of Service (http://www.tumblr.com/policy/en/terms_of_service) and Community Guidelines (http://www.tumblr.com/policy/en/community) for more information on our copyright policies.

This email serves as notification that there is now a strike against your account. If you believe that this notification has been submitted against you in error, you can contest the notice and file a counter-notification according to the procedure found here: http://www.tumblr.com/policy/en/terms_of_service#dmca. A successful counter-notification will remove the strike against your account.

for how to do so are here: http://www.tumblr.com/policy/en/terms_of_service#dmca

Anzitutto, per ricordarmi che fosse l’intervista agli Alt-J ho dovuto spippolare qui:

title924697137

Nonché, se volete, io ho ancora (segretati numeri ed email) la conferma dell’etichetta all’intervista:

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Si parla di infrazione del copyright: come può esserci in un’intervista? Ora, capisco che c’è hype sulla band e quindi si ripulisce tutto, si cerca di rinvirginare tutti i buchi possibili: ma porca troia, Jeremy: pigliati 2 secondi per ascoltare.

Credo dovrò trasferire tutto il mio tumblr qui su server personale…

Pubblicato in: fran s corner

Tra sei ore telecom mi fa l’upgrade.

In realtà la tipa al telefono m’ha pure cojonato: dicendo che non c’erano spese MA c’è l’aumento di canone. Mi sta pure bene, volevo passare a fastweb + sky ma non l’ho fatto e codesta è la punizione.

Un po’ come tutte le volte che mi sono detta: magari riprendo a postare qui. E invece no, ero a letto e al massimo lo sclero adolescenziale era in inglese su instagram.

Con gente che su instagram ti caga: dacché non sono italiani.

In realtà ormai essendo questo blog quasi deserto e fottendomene della brand reputation (le cose sono due: o divento medico o cassiera al decathlon) potrei dire per filo e per segno cose passate nell’ultimo anno. Al massimo le faccio passare come performing arts. Sì, perché un giorno sulla rivista Easyjet a bordo, mentre due tipe abitanti a Milano andavano ad Assen a fare le ombrelline al GP di motociclismo parlavano delle loro scopate (e io mi ero assopita solo alla decima, effetto conta-le-pecore-è-notte) durante il volo, lessi che la Abramovic, Marina ora negli spettacoli si taglia anche. E che si è fatta fare il laser per contrastare i segni del tempo.

Sì, fa cose contrapposte, ma deve essere l’artista.

In realtà non so: sono contenta di essere trasparente ai più ormai. Mi dispiace solo sapere che chi si era mostrato come amico fingeva. Gente a cui disperata hai chiesto una mano e ha detto “devi uscirne tu da sola”.

Vaffanculo.

Appena ti capita qualcosa ti faccio le scarpe di cemento: come regalo, in amicizia.

Pubblicato in: lo sglapsanalista