And the Oscar Goes to… Clinica Baviera calca la Walk of Fame in anteprima

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Il conto alla rovescia è già iniziato, la Notte degli Oscar, l’evento cinematografico più rinomato dell’anno è in arrivo e per ingannare l’attesa fino al 26 Febbraio, Clinica Baviera (www.clinicabaviera.it), Istituto Oftalmico Europeo, calca la Walk of Fame in anteprima, svelando i nomi dei protagonisti della scena hollywoodiana che hanno deciso affidarsi al trattamento Laser per  dire addio agli occhiali da vista: perché recitare senza occhiali, è tutta un’altra cosa!

Da Brad Pitt, candidato come migliore attore per L’Esercito delle 12 Scimmie e Il Curioso Caso di Benjamin Button a Nicole Kidman, premiata come miglior attrice protagonista in The Hours, da Cindy Crawford, top model e attrice, a Ewan McGregor, eroico Obi-Wan in Guerre Stellari, e Kim Kardashian, passando per Elton John e Carlos Santana, sono molte le celebrità che hanno fatto ricorso al Laser, per migliorare la vista.

Fight Club non avrebbe sortito lo stesso effetto se Brad Pitt si fosse dovuto mettere gli occhiali o avesse fermato le riprese per cambiarsi le lenti a contatto! Adesso che anche la storica love-story con Angelina Jolie si è conclusa, e il presunto flirt con Marion Cotillard durante le riprese del film Allied, il nostro Brad dovrà aguzzare la vista, guardandosi bene intorno.

E che dire della bellissima Nicole Kidman? La bionda attrice australiana, nominata nella categoria “Attrice non protagonista” per Lion, già dal 2007 si era affidata alla tecnica Laser per correggere il suo difetto visivo. La Kidman ha più volte affermato che “era come camminare alla cieca”. Seducente e ammaliante in Moulin Rouge, tenebrosa in The Others, sensuale e peccaminosa in Eyes Wide Shut non si è certo contenuta nell’entusiasmo, affermando quanto fosse bello riuscire a vedere le persone, quando le si avvicinavano per un autografo o una foto. Cara Nicole, da quando hai abbandonato gli occhiali, leggere i prossimi discorsi di ringraziamento agli Oscar sarà un gioco da ragazzi!

Dalla bionda alla rossa: sapevi che anche Julianne Moore, premio Oscar nel 2015 per Still Alice, ha seguito le orme della collega, dicendo addio a lenti a contatto e occhiali?

Concludiamo la lista di star con una mora doc: Courtney Cox! L’attrice, nel 2004 dopo la fine della serie tv FRIENDS, ha trasformato i propri occhiali in un “vecchio incubo”, proprio come le storie incantante raccontate in Bedtime Stories, di cui è protagonista.

Ma durante la cerimonia degli Oscar, sul palco non mancano neppure emozionanti esibizioni canore. E tra i big della musica internazionale, sapevi che anche Elton John ha abbandonato i suoi occhiali multicolor? Il Sir della musica ha deciso di eliminare per sempre l’inconveniente di non riuscire a leggere le note degli spartiti.

Last but not least: Kim Kardashian! Sapevi che nel 2012, dopo l’uscita di Guilt Trip, singolo contenuto nell’album  Yeezus del marito Kanye West, ha subito prenotato l’intervento Laser? Il motivo sta proprio nella canzone: Kanye, infatti, affermava quanto odiasse gli occhiali da vista della moglie.

“Oggi indossare occhiali da vista è vissuto come un peso da sempre più persone-  spiegano i medici di Clinica Baviera Italia –  specialmente da professionisti che fanno della propria immagine un lavoro, come gli attori e gli artisti in generale. Vedere bene è fondamentale e oggi, grazie alle moderne tecniche, alla rapidità di esecuzione e ai risultati straordinari che si possono ottenere, i trattamenti Laser sono sempre più richiesti e finalmente alla portata di tutti”.

Quest’anno, in attesa dei prossimi gossip, vivi con Clinica Baviera la scintillante notte degli Oscar!

Clinica Baviera è un istituto oftalmico privato, non in franchising, presente in Europa con oltre 70 cliniche (Italia, Spagna, Germania e Austria). In Italia è a Milano, Torino e Varese. E’ inoltre convenzionata con le principali assicurazioni italiane. Fondata oltre 25 anni fa, Clinica Baviera ha fatto del miglioramento della qualità della vista delle persone la sua ragione d’essere. www.clinicabaviera.itwww.facebook.com/ClinicaBavieraItalia/

CLERICI: Omaggio a Savinio

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39 disegni originali che hanno dato vita a quel capolavoro del divertissement culturale di Fabrizio Clerici che è Alle cinque da Savinio, è oggetto di una preziosa esposizione a cura di Marco Fabio Apolloni e Monica Cardarelli fondatori della Galleria del Laocoonte che sarà ospitata nella prestigiosa Galleria Fondoantico di Tiziana Sassoli in via de’ Pepoli, 6E.
I disegni, tracciati a mano libera, quasi sempre con un pennarello rosso fine, vengono proposti in mostra accanto ad una attenta selezione di opere di Alberto Savinio. Tra esse, Maria Antonietta e Luigi XVI, disegno per una delle tavole dei Processi Celebri, un Tiresia monocolo dallo scaligero Oedipus rex di Strawinskij, un’acquarello di Poltromamma ed ancora, un disegno preparatorio per un Ritratto di Signora con testa d’uccello dal becco a spatola.
La mostra, rievocando la celebre pubblicazione affidata nel 1983 all’edizione di Franca May, fa rivivere l’amicizia fra Savinio e Fabrizio Clerici che di quel volume illustrato fu l’autore delle tavole e il committente. L’arte di Clerici sarà presente in mostra anche con il suo dipinto Il sogno di Lessing, dedicato, non a caso, al Laocoonte. Con questa citazione infatti si inanella un ciclo, perché è oggi la Galleria romana del Laocoonte a conservare 39 tavole dell’omaggio a Savinio qui esposte.

Fabrizio Clerici, con un naso così importante e nobilmente adunco, poteva sembrare a prima vista un rapace, ma bastava ascoltare la sua voce educata, i suoi discorsi raffinati in cui erano spesso incastonate, nel suo italiano di milanese vissuto a Roma sin da bambino, qua e là parole e frasi francesi, per capire che egli non era uccello da preda, ma piuttosto un distintissimo trampoliere, una gru, un airone, a cui madre natura aveva dato per sopravvivere il dono supremo dell’eleganza e lunghe gambe dall’alto delle quali poter osservare la bassa corte in cui razzoliamo noi bipedi ordinari.
Così quando quest’artista surreale e metafisico, nel 1983, fece stampare presso le edizioni di Franca May, il volume di illustrazioni “Alle Cinque da Savinio”, con prefazione di Leonardo Sciascia, tutti videro, nel repertorio ornitologico in 48 tavole, in cui uccelli di ogni razza interpretavano come in “tableaux vivants” le scene di vita quotidiana e le cerimonie di un’umanità borghese ormai scomparsa, un esercizio estremo nel genere dell’autoritratto: non nel rappresentare se stessi, ma tutti gli altri come se stessi.
Eppure non sappiamo se Fabrizio Clerici fosse cosciente di questo risultato. Il pittore, lo scrittore a cui l’omaggio è dedicato, Andrea De Chirico (Atene 1891 – Roma 1952) in arte e per i posteri ormai Alberto Savinio, invece lo sapeva. Quando ritrasse se stesso si rappresentò – si vide – con una testa di civetta su di un corpo umano, caro ad Atena Dea dell’intelletto e simbolo del notturno studio. E dalle favole di Esopo fino alle Scene della Vita degli Animali di Grandville, rappresentare gli uomini come bestie è sempre stata arte di caricatura e satira sociale. Satira garbata, di un borghese che mette in caricatura i borghesi pari suoi, ma pur sempre caricatura, che è come dice il nome, mettere in ciò che si rappresenta di più di ciò che gli occhi vedono. Meglio, nel caso di Savinio, vedere la vera immagine della persona al di là degli ingannevoli tratti somatici umani: così anche la Madonna dell’Annunciazione può divenire uno struzzo o un uccello dal becco a scarpa, un’elegante Signora con Ventaglio un casuario o una papera, un eroe classicamente nudo portare sopra il collo la testa di un gallo o di un germano reale. Forse gli uccelli, se si potessero vedere così, se ne potrebbero avere a male, ma non la borghesia per la quale Savinio dipingeva, quando ancora si facevano ritratti “seri” di Signore con Ventaglio o quando il Duce del Fascismo poteva venir rappresentato seriamente nudo come un eroe grecoromano.

Fabrizio Clerici (Milano 1913 – Roma 1993) è stato l’ultimo surrealista, l’ultimo metafisico, non tanto d’Italia, ma di una cosmopoli elegante che ha esalato il suo canto del cigno prima del ’68, prima dell’ineluttabile volgarità trasversale di massa che tutto ha travolto sotto la mascheratura delle provocazioni d’avanguardia. “Il Minotauro che accusa sua Madre”, “Il Sonno Romano”, “Le Confessioni palermitane”, sono da considerarsi ancor’oggi, e forse oggi ancora di più, dei legittimi capolavori. Da Savinio lo separavano ventidue anni, eppure con Savinio ebbe tra guerra e dopoguerra un sodalizio di cui rimane concreta testimonianza scritta in “Ascolto il tuo cuore città” (1944), passeggiata e divagazione letteraria in giro per Milano in cui il giovane Clerici è continuamente evocato come compagno e deuteragonista – cioè secondo attore. Due anni prima, un’introduzione di Savinio aveva accompagnato dieci litografie di “Capricci”, che lo scrittore afferma in modo lusinghiero doversi guardare “col terzo occhio che al dire degli stoici ci portiamo al sommo del cervello, e col quale guardiamo i sogni”.

Trent’anni dopo la morte dell’amico, Clerici si divaga di un’inverno di malattia riempiendo un piccolo album di Scene di Vita di Volatili borghesi, ritratti alla maniera di Savinio, spesso in camere e sale metafisicamente spoglie, impegnati nella liturgia sociale di una belle époque che par precedere la prima guerra mondiale. Un tempo lontanissimo che però Savinio aveva vissuto, cantato in prosa ne “L’Infanzia di Nivasio Dolcemare”, e trasfigurato nei suoi quadri ritraendo in modo visionario le vecchie foto della sua famiglia dove i genitori si trasformano in confortevoli poltrone da salotto.

Galleria Fondoantico di Tiziana Sassoli, Bologna- via de’ Pepoli, 6E
ORARI: 10.00-13.00 15.00-19.30 ( aperto tutti i giorni)

Per Informazioni: Galleria del Laocoonte, tel. 06 68308994
Galleria Fondantico, tel. 051 265980

Sito internet: http://www.laocoontegalleria.it/bologna-clerici-omaggio-a-savinio-dal-19-al-28-marzo-2017/

Steve McCurry al Brescia Photo Festival 2017.

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Brescia Photo Festival 2017
People
Brescia, Museo di Santa Giulia, MOCA e altre sedi
7 – 12 marzo. Grandi mostre sino al 3 settembre


Presentazione della Mostra

Steve McCurry. Leggere
Museo di Santa Giulia

In occasione di Brescia Photo Festival 2017, in prima mondiale, Santa Giulia propone Steve McCurry. Leggere. La mostra è collegata alla fortunata serie di immagini che McCurry ha riunito in un magnifico volume, che è anche un best seller del settore a livello mondiale. Ma quelle pubblicate nel volume saranno solo alcune delle foto che popoleranno la più ampia mostra che il noto fotoreporter statunitense proporrà a Brescia sul tema della lettura curata da Biba Giacchetti e, per i contributi letterari, da Roberto Cotroneo. Un’imperdibile produzione di Fondazione Brescia Musei e Civita Mostre, realizzata in collaborazione con SudEst57 e con un progetto di allestimento dello scenografo Peter Bottazzi.

Invito

Milano, Biblioteca Parco Sempione
(gc dal Comune di Milano)
Viale Miguel de Cervantes – zona Montetordo
Giovedì 16 febbraio 2017, ore 11

Interverranno

Emilio Del Bono
Sindaco di Brescia

Laura Castelletti
Vicesindaco di Brescia
Assessore alla Cultura, Creatività e Innovazione

Luigi Di Corato
Direttore di Fondazione Brescia Musei

Alberto Rossetti
Amministratore Delegato Civita Mostre

Biba Giacchetti
Curatrice della Mostra

Peter Bottazzi
progettista dell’allestimento

A Reggio Emilia tutta la grafica di Lica e Albe Steiner.

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Fondazione Palazzo Magnani, Comune di Reggio Emilia insieme a Coop Alleanza 3.0, presentano la mostra “Licalbe Steiner. Alle origini della grafica italiana” dal 11 febbraio al 16 aprile 2017, presso la Sinagoga di via dell’Aquila a Reggio Emilia.
Non è un caso che questa mostra – dopo Milano, Museo del Novecento e Firenze, Museo degli Innocenti – venga realizzata a Reggio Emilia.

A Albe Steiner si deve la progettazione del marchio originale Coop del 1963, la sua applicazione sugli imballaggi coordinati e l’allestimento del primo magazzino a libero servizio Coop, che fu proprio quello di Reggio in Corso Garibaldi, studiato in funzione dell’individuazione dei reparti e dei prodotti. Lo stesso marchio Coop venne poi ridisegnato da Bob Noorda d’accordo con Lica Steiner.
A Reggio non è nato solo il primo magazzino Coop ma è nato lo stesso movimento cooperativo, che da un secolo e mezzo contribuisce a plasmare la storia sociale ed economica di questo territorio.

A rendere “speciale” e ancora più “appropriata” per Reggio Emilia questa mostra, è la scelta del luogo dove allestirla: l’antica Sinagoga della città di Reggio Emilia, recentemente restaurata dal Comune. Nel 1938 Albe Steiner sposa Lica diminutivo di Masal (nome ebraico corrispondente a Matilde) e insieme si distinguono per l’impegno professionale e civile che ha contrassegnato la loro vita, iniziato durante gli anni bui del fascismo, cementato nella lotta di Resistenza e proseguito poi con la didattica e la comunicazione sociale.
L’edificio ottocentesco di via dell’Aquila – di straordinaria bellezza, dall’interno luminoso e monumentale, decorato con colonne e affreschi – ha riacquistato, con il restauro, l’antico splendore e le forme pesantemente compromesse da un bombardamento nel corso del secondo conflitto.
È questa grande, silenziosa aula, nella sua austera eleganza, ad accogliere in modo naturale, le creazioni della coppia di grafici.

La mostra, curata da Anna Steiner e progettata dallo studio Origoni-Steiner, propone una panoramica sul lavoro di quello che è riconosciuto come uno dei sodalizi professionali e personali più fecondi della grafica italiana. Viene presentata la produzione del loro Studio L.A.S. dai primi lavori del 1939 fino alla Liberazione e al viaggio in Messico (1946-1948), in una narrazione scandita dalle diverse sezioni – ricerca grafica e foto-grafica, editoria, pubblicità e allestimenti, marchi, presentazione di prodotto, manifesti e grafica di impegno civile, formazione professionale – per arrivare infine a toccare anche l’attività di Lica, dal 1974, anno in cui muore Albe, alla sua scomparsa, nel 2008.

La loro storia personale, la loro unione “intellettuale” li ha visti così inseparabili da essere chiamati da loro stessi e dagli amici i ‘Licalbe’, un’unica identità. Il loro lavoro fu caratterizzato da quella che spesso è stata definita una poetica dell’ottimismo, da una fiducia dichiarata nel presente e nel futuro, credendo che l’impegno in prima persona, professionale, didattico potesse segnare la differenza e una distanza abissale dal buio della guerra e del fascismo.

Nel 1939 aprono insieme uno studio di grafica e lavorano alla stampa clandestina antifascista. Appena terminata la guerra sono tra i fondatori dei Convitti della Rinascita, curano due mostre a Palazzo Reale sulla Liberazione e sulla Ricostruzione e sono redattori grafici de “Il Politecnico” diretto da Elio Vittorini. Partono, poi, alla volta del Messico per riunire la famiglia di Lica, e si trovano a lavorare con i muralisti tra cui Siqueiros, Rivera e altri e Hannes Meyer, tra gli esuli della scuola Bauhaus. Rientrano in Italia per partecipare alle prime elezioni libere del 1948, dove riprendono il loro lavoro professionale.

Gli Steiner furono, senza dubbio, protagonisti e interpreti della rinascita culturale italiana nel dopoguerra, insieme a intellettuali come Vittorini e Calvino. Proprio a Calvino si deve un ricordo speciale di Albe all’indomani della sua morte sulle pagine dell’Unità “per Albe il piacere dell’invenzione formale e il senso globale della trasformazione della società non erano mai separati”.
Anna Steiner, figlia di Albe e Lica, insegna presso il Politecnico di Milano, architetto, lavora nel campo degli allestimenti e della grafica nello studio Origoni Steiner, porta avanti l’eredità dei genitori e testimonia il loro contributo alla cultura del Novecento diffondendo i loro ideali pedagogici e democratici e le loro idee progettuali tutt’oggi innovative.

La mostra che la Fondazione Palazzo Magnani, insieme a Coop Alleanza 3.0, e la curatrice Anna Steiner propongono a Reggio Emilia conduce lo spettatore in un viaggio nel passato recente e nel luogo straordinario in cui l’unione tra due persone diventa motore di mondi nuovi.

L’esposizione è l’ultima parte di un progetto di diffusione della vita e delle opere degli Steiner promosso da Ardaco e sostenuto da Coop, iniziato sette anni fa con la realizzazione del film documentario Linea Rossa. Insieme per un Progetto di cambiamento di Enzo Coluccio e Franco Bocca Gelsi (Ardaco-Orda d’Oro, 2009) in cui una intensa Lica ha lasciato la sua ultima testimonianza diretta, insieme a quella di amici, famigliari, artisti come Arnaldo Pomodoro e Francesco Leonetti. (Il film sarà presente in mostra).

“Con questa mostra – afferma Davide Zanichelli, Presidente “Fondazione Palazzo Magnani” – la nostra Fondazione si fa carico di un ruolo rilevante per la città e il territorio. Usciamo infatti dalle sole sale della nostra storica sede espositiva per animare, in accordo con il Comune, spazi diversi. E’ il riconoscimento al lavoro che Palazzo Magnani ha compiuto in questi anni ed è l’avvio di un percorso culturale che intendiamo rendere originale, stimolante e condiviso”.

SCHEDA INFORMATIVA

LICALBE STEINER
Alle origini della grafica italiana
a cura di Anna Steiner
progetto di allestimento e grafica dello Studio Origoni Steiner
realizzazione della Fondazione Palazzo Magnani
con Coop Alleanza 3.0

Sede
Sinagoga – Via dell’Aquila Reggio Emilia

Orari
da venerdì a domenica – 10/13 e 15/19
da lunedì a giovedì solo per le scuole (su prenotazione)

Ingresso 5 €
Ingresso ridotto Soci Coop Alleanza 3.0 3€
Studenti fino ai 18 anni 3 €
Ingresso Mostra Liberty in Italia + Licalbe Steiner 12 €

Contatti:

per informazioni e prenotazioni
Palazzo Magnani – Biglietteria Tel. 0522 454437 – 444446 – info@palazzomagnani.it

CAMERA Torino, un anno di grandi mostre

Proposte alte e pop, per avvicinare nuovi pubblici alla fotografia
E’ l’obiettivo di Walter Guadagnini, nuovo Direttore di CAMERA
Per il ’17, un programma equilibrato, tra autori storicizzati ed emergenti.
Ma nuovo impulso anche alla didattica
e alla ricerca.

“CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, ad un anno dalla fondazione, ha raggiunto l’obiettivo di dotare il nostro Paese di un Centro dedicato alla fotografia, destinato a indagare, valorizzare e promuovere la fotografia in ambito nazionale e al contempo in dialogo permanente e creativo con le migliori esperienze internazionali.
Ora – continua il Presidente Emanuele Chieli – forti dell’esperienza maturata e grazie al supporto dei nostri partner – tra questi in primis Intesa Sanpaolo, Eni, Reda, Lavazza – l’obiettivo è dare continuità al progetto avviato, continuando a sviluppare con professionalità le attività di esposizione, educazione e ricerca e determinati ad ampliare la platea dei destinatari”.

“Qualità innanzitutto, ma anche un fresco spirito pop. Senza barriere preconcette. Quindi personali e collettive, autori storicizzati ed emergenti, secondo una logica di alternanza che mai comunque rinuncia alla qualità della proposta”. Ad esprimersi così è Walter Guadagnini, nuovo Direttore di CAMERA ed esperto da un lato di storia della fotografia, dall’altro della cultura Pop in Italia e non solo.

Il programma espositivo 2017 conferma appieno gli indirizzi del Presidente Chieli e del Direttore Guadagnini.
Positivamente archiviata Around Ai Weiwei. Photographs 1983-2016, che si conclude il 19 febbraio, la nuova stagione espositiva propone, dal 3 marzo al 21 maggio, L’Italia di Magnum – da Henri Cartier-Bresson a Paolo Pellegrin, una straordinaria sequenza di oltre duecento immagini che raccontano la cronaca, la storia e il costume del nostro paese negli ultimi 70 anni. La mostra vuole celebrare anche il 70° anniversario della nascita di Magnum, partner fondatore di CAMERA. Venti gli autori – tra i quali si ricordano almeno Robert Capa, Elliott Erwitt, Ferdinando Scianna, Martin Parr – chiamati a raccontare eventi grandi e piccoli, personaggi e luoghi dell’Italia dal dopoguerra a oggi, in un affascinante intreccio di fotografie celeberrime e di altre meno note, di luoghi conosciuti in tutto il mondo e di semplici cittadini che compongono il tessuto sociale e visivo del nostro Paese.
Seguirà, in giugno e luglio, The Many Lives of Erik Kessels, la prima grande retrospettiva mondiale dedicata all’artista, editore e direttore artistico olandese, nato a Roermond nel 1966. Lo spettacolare allestimento si rivela un affascinante, sorprendente e ironico viaggio tra fotografie trovate, immagini di famiglia e l’immenso archivio di internet.
Da settembre ’17 a gennaio ’18, a CAMERA Arrivano i Paparazzi! Attraverso circa duecento opere, la mostra racconta le vicende dei più celebri ladri di immagini del XX secolo, quei fotoreporter passati alla storia con il nome di paparazzi. Dalle immagini anni ‘30 di candid camera, come Erich Salomon, per giungere fino a Weegee. Il mito della “Hollywood sul Tevere”, le immagini rubate, da Brigitte Bardot a Lady D o Berlusconi. E con le foto, in mostra documenti, riviste, filmati, video, per offrire nuove chiavi di lettura su un fenomeno che unisce storia della società, della comunicazione e dell’immagine.
Guadagnini anticipa anche Carlo Mollino. Retrospettiva, altra grande mostra che aprirà la stagione di CAMERA 2018.
Passando alle mostre collaterali (minori per spazio ma non per interesse), il primo appuntamento del nuovo ciclo (marzo – settembre) sarà con Valerio Spada. I am nothing. La nuova serie, realizzata grazie a una borsa di studio della Guggenheim Foundation di New York, è ambientata in Sicilia ed è un’indagine sugli aspetti più tipici e oscuri della mafia e della criminalità organizzata. Non un reportage, ma una serie di immagini che combinano verità e storytelling, diario e teatro. Sono la fiction cinematografica elevata allo statuto di verità giudiziaria.
Ma CAMERA non è solo mostre e non è “solo” un importante centro espositivo, come altri in Italia. E’ un centro di produzione, innanzitutto. “Ogni nostra mostra – tiene a ribadire Guadagnini – è stata pensata e prodotta in CAMERA, naturalmente insieme a partner di volta in volta diversi. Anzi le nostre mostre già hanno cominciato a circuitare nel mondo. E’ il caso, ad esempio, di Boris Mikhailov. Ukraine, che dopo Torino è stata in Belgio e in Cina. Al prestigioso Fotomuseum di Winterthur si apre proprio in questi giorni Francesco Jodice. Panorama. Coproduzioni importanti sono state alla base de Sulla Scena del Crimine (Francia, Regno Unito, Paesi Bassi). Ma voglio anche segnalare l’avvio di una serie di collaborazioni con gli Istituti culturali cittadini: abbiamo già realizzato la bellissima mostra di Paolo Ventura con il Teatro Regio, stiamo elaborando un programma comune di incontri con la Reggia di Venaria Reale, e altro ancora è in via di definizione. Vogliamo essere davvero il partner ideale per chiunque si avvicini alla fotografia, in un autentico spirito di condivisione.
Innegabilmente di successo l’attività didattica che, con gli Incontri, è riconosciuta tra i nostri elementi di eccellenza. E’ un lavoro che parte dalle scuole, dai più piccoli (laboratori creativi, visite guidate..), per allargarsi al pubblico adulto, con I Giovedì in Camera, I Giovedì con il Direttore, sulla storia della fotografia (il “tutto esaurito” è una prassi costante). Poi i corsi, da quello base “Fotografare #1” alla Masterclass in collaborazione con l’International Center of Photography (“ICP”) di New York.
Fiore all’occhiello di CAMERA – continua Guadagnini – è anche il Portale Raccolte Archivi Italiani di Fotografia cui, con CAMERA, lavorano l’Istituto Centrale per il Restauro e la direzione Generale delle Arti ed Architetture Contemporanee e le Periferie Urbane del MiBACT. Obiettivo: l’emersione e il censimento degli archivi e la creazione di una Digital library, presupposto per la conoscenza e la valorizzazione.
Al di là delle mostre, che restano comunque il nostro fondamentale punto di incontro con il pubblico, CAMERA è e vuole diventare sempre più una vera e propria “Casa della Fotografia”, accogliente, dove il pubblico possa trovarsi a proprio agio e scoprire le mille facce di questo meraviglioso strumento, e dove la ricerca, lo studio e la scoperta siano unite al piacere dell’occhio”.

Info: CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia
Via delle Rosine 18, 10123 – Torino www.camera.to |camera@camera.to

TEFAF New York Spring ha annunciato i 92 eminenti espositori globali

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La fiera internazionale d’arte TEFAF New York Spring ha annunciato i 92 eminenti espositori globali che parteciperanno alla sua edizione inaugurale, dedicata principalmente ad arte e design moderni e contemporanei. La Fiera sarà ospitata a Park Avenue Armory, New York, dal 4 all’8 maggio 2017, mentre la Preview riservata ai VIP si terrà nella serata del 3 maggio 2017. Con questa nuova Fiera, TEFAF espande la sua offerta espositiva, offrendo una nuova piattaforma di prestigio ai collezionisti e ai musei di oggi.

Oltre ad arte e design contemporanei, TEFAF New York Spring proporrà anche una piccola selezione di gioielli, arte africana e oceanica e infine antiquariato. Saranno proprio le opere d’arte africana e oceanica, insieme alle antichità classiche, a creare un’offerta estetica completa, vicina agli interessi dei collezionisti contemporanei e moderni.

“TEFAF si impegna a offrire uno standard di eccellenza senza eguali che trasforma la fiera d’arte in un’esperienza unica sotto ogni punto di vista. La sua Fiera in Europa rappresenta un vero e proprio evento culturale, e lo stesso è avvenuto lo scorso ottobre in occasione del suo debutto a New York. Siamo emozionati di lanciare la seconda Fiera di New York, che sarà connotata da un focus sulle opere contemporanee del XX secolo, pur mantenendo il carattere inconfondibile di TEFAF”, ha dichiarato Patrick van Maris, AD di TEFAF. “L’arte moderna e contemporanea occupa da tempo un posto speciale a TEFAF Maastricht, e non vediamo l’ora di celebrarla in modo ancor più esaustivo negli Stati Uniti”.

“Gli Stati Uniti sono famosi per l’incessante vivacità del loro mercato, di cui New York è la capitale globale” ha commentato Michael Plummer, Managing Director di TEFAF New York. “Al momento l’arte moderna e quella contemporanea sono i segmenti connotati dalle maggiori vendite: questo dato, unito alla prestigiosa location della Fiera – Park Avenue – e alla fama di eccellenza di TEFAF, ha nutrito le entusiaste aspettative dei nostri espositori nei confronti dell’evento”.

I mercanti d’arte presenti alla Fiera esporranno le loro opere nella Drill Hall e nelle sale del primo e del secondo piano dell’Armory. L’architetto olandese Tom Postma trasformerà la location in occasione della Fiera, aggiungendo nuovi elementi di design che rifletteranno il focus speciale dell’esposizione.

“Le gallerie d’arte moderna e contemporanea sono elettrizzate dall’idea di avere finalmente una Fiera prestigiosa come TEFAF qui a Manhattan,” ha dichiarato Christophe Van de Weghe, titolare di Van de Weghe Fine Art. “Ci aspettiamo che la Park Avenue Armory diventi il punto d’incontro dei migliori collezionisti, che raggiungeranno la città per godersi gli eventi d’arte della settimana, attratti dal calibro degli espositori presenti all’edizione di maggio”.

Lo sponsor principale della Fiera è Invaluable. I proventi della Serata di Inaugurazione del 3 maggio verranno destinati alla Society of Memorial Sloan Kettering Cancer Center e ai prestigiosi programmi culturali prodotti dalla Park Avenue Armory.

TEFAF New York Spring 2017 – Lista degli espositori

· Acquavella Galleries
· Adrian Sassoon
· Alon Zakaim Fine Art
· Anthony Meier Fine Arts
· Applicat-Prazan
· Axel Vervoordt
· Barbara Mathes Gallery
· Beck & Eggeling International Fine Art
· Ben Brown Fine Arts
· Bergamin & Gomide
· Berggruen Gallery
· Bernard Goldberg Fine Arts, LLC
· Bowman Sculpture
· Cahn International AG
· Cardi Gallery
· Carpenters Workshop Gallery
· Charles Ede Ltd
· Connaught Brown
· Dansk Møbelkunst Gallery
· David Ghezelbash Archéologie
· David Tunick, Inc.
· David Zwirner
· DeLorenzo Gallery
· Demisch Danant
· Di Donna Galleries
· Dickinson
· Didier Ltd
· Edward Tyler Nahem Fine Art
· Eykyn Maclean
· Francis M. Naumann Fine Art
· Galería Sur
· Galerie Boulakia
· Galerie Gmurzynska
· Galerie Jacques Germain
· Galerie Karsten Greve AG
· Galerie kreo
· Galerie Lefebvre
· Galerie Meyer – Oceanic Art
· Galerie Perrotin
· Galerie Thomas
· Gana Art
· Hammer Galleries
· Hans P. Kraus
· Hauser & Wirth
· Hazlitt Holland-Hibbert
· Helly Nahmad Gallery
· Hidde van Seggelen
· Hostler Burrows
· James Butterwick
· John Szoke Gallery
· Keitelman Gallery
· L’Arc en Seine
· Laffanour – Galerie Downtown/Paris
· Leon Tovar Gallery
· Lisson Gallery
· Luhring Augustine
· Magen H Inc
· Marlborough Gallery
· Mazzoleni
· Merrin Gallery, Inc.
· Modernity
· Offer Waterman
· Osborne Samuel Ltd
· Oscar Graf
· Patrick Derom Gallery
· Paul Kasmin Gallery
· Peter Freeman
· Petzel Gallery
· Phoenix Ancient Art
· REZA
· Richard Gray Gallery
· Richard Green
· Richard Nagy Ltd.
· Robilant + Voena
· Rossi & Rossi
· Sean Kelly
· Simon Teakle Fine Jewelry
· Skarstedt Gallery
· Stellan Holm Gallery
· Tambaran Gallery
· Thomas Gibson Fine Art Ltd
· Tina Kim Gallery
· Tornabuoni Arte
· Vallois
· Van de Weghe Fine Art
· Vedovi Gallery
· Vintage 20
· White Cube
· Wienerroither & Kohlbacher
· Yufuku Gallery
· Yves Macaux ·

TEFAF New York

TEFAF New York è una joint venture tra TEFAF e Artvest Partners fondata all’inizio del 2016 con lo scopo di organizzare due fiere d’arte all’anno alla Park Avenue Armory di New York, TEFAF New York Fall e TEFAF New York Spring. Ogni fiera vedrà la partecipazione di oltre 90 maggiori espositori da ogni parte del mondo. Tom Postma Design, noto per il suo lavoro innovativo nei principali musei, gallerie e fiere d’arte, progetta per le Fiere un design che interagisce con lo straordinario spazio che le ospita, aggiungendo al tempo stesso un tocco leggero e contemporaneo. Gli stand degli espositori si snodano lungo l’iconico edificio dell’Armory, abbracciando la Wade Thompson Drill Hall e raggiungendo le sale dell’Armory al primo e secondo piano dedicate alle ricostruzioni storiche, così da creare una fiera dall’impatto e dallo spessore senza precedenti per la città di New York.

TEFAF New York Fall 2017 si terrà dal 27 al 31 ottobre 2017.

TEFAF

TEFAF è una fondazione no profit che si pone come guida esperta sia per i collezionisti privati che per le istituzioni pubbliche del mercato d’arte globale, ispirando compratori ed estimatori d’arte di tutto il mondo. TEFAF organizza tre Fiere internazionali: TEFAF Maastricht, TEFAF New York Fall e TEFAF New York Spring.

Dal 2005, TEFAF supporta la ricerca e le collaborazioni internazionali attraverso una speciale cattedra di Oncologia all’Istituto di ricerca GROW, la Scuola di Oncologia e Biologia Evolutiva del Centro Medico dell’Università di Maastricht.

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Artvest

Artvest Partners LLC è una società indipendente di consulenza che assiste clienti privati, musei, fondazioni, e le società della lista Fortune 500 nelle valutazioni, proiezioni di mercato, acquisizioni, disposizioni e strategie di business inerenti l’arte. Inoltre, Artvest mette a disposizione finanziamenti d’arte per collezionisti privati e mercanti. Sin dalla sua fondazione nel 2009 per mano di Michael Plummer e Jeff Rabin, Artvest ha guidato clienti di tutto il mondo in progetti da miliardi di dollari. Nel 2014, Artvest è stata nominata Teste Esperto per l’Institute of Arts di Detroit e il Comune di Detroit nel Capitolo 9 del processo per bancarotta della città. Dal 2014 al 2016, Artvest è stata titolare e gestore di Spring Masters, fiera d’arte organizzata ogni maggio alla storica Park Avenue Armory. http://www.artvest.comwww.artvest.com

I nostri sponsor

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mondo. Grazie alla collaborazione con oltre 4000 case d’asta, mercanti d’arte e gallerie di tutto il mondo, Invaluable permette ai compratori di circa 200 nazioni di entrare in contatto con gli oggetti che amano. Con la migliore tecnologia di aste online, e una piattaforma di vendita a prezzo fisso, Invaluable fornisce ai distributori soluzioni di marketing ed e-commerce, nonché un software per la gestione delle aste online.

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Inaugurata nell’ottobre del 2015 con 280 milioni di dollari di capitale da parte di Carlyle Group e degli investitori dell’unità di private equity di Pictet Group, Athena è una società finanziaria
settoriale indipendente, dedicata ai bisogni finanziari del mercato globale dell’arte. Grazie alla forza dei suoi azionisti e fondatori, il Carlyle Group e gli investitori dell’unità di private equity del Pictet Group, Athena è specializzata in soluzioni di prestito garantite da eccezionali collezioni di fine art.

Modenantiquaria è pronta a far 31!

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Modenantiquaria: da 31 anni la regina delle mostre mercato d’alto antiquariato

Dall’11 al 19 febbraio si rinnova l’appuntamento con Modenantiquaria, la manifestazione internazionale di alto antiquariato che inaugura la sua XXXI edizione a ModenaFiere. L’evento modenese si è affermato come una delle mostre mercato più apprezzate d’Europa grazie alle rarità dei suoi tre saloni: Modenantiquaria, Excelsior e Petra

La bellezza non ha età, si dice. Ma tante volte gli anni e i secoli accompagnano la grande bellezza. Modenantiquaria quest’anno punta a un’edizione da record: la storica manifestazione torna a ModenaFiere dall’11 al 19 febbraio ponendo grande attenzione alle gallerie ospiti, ai contenuti e agli allestimenti di livello.

Il restyling della storica proposta modenese, che ModenaFiere ha messo in atto lo scorso anno, ha ottenuto i risultati sperati, facendo tornare il sorriso sul volto di molti antiquari. “Per Modenantiquaria numero 31 puntiamo a rafforzare il nostro primato tra le manifestazioni fieristiche del settore in Italia e intendiamo concretamente cominciare a scalare l’Europa”. A ribadire l’ambizioso obiettivo è Paolo Fantuzzi, Amministratore Delegato di ModenaFiere, forte dei brillanti risultati della scorsa edizione della manifestazione.
“Quest’anno abbiamo deciso di alzare ulteriormente l’asticella della qualità, perché oggi abbiamo la certezza di poter offrire agli antiquari italiani e internazionali e al nostro pubblico, un luogo e un’occasione imperdibili. Una scena dove cultura, passione e affari si muovono bene, insieme”.

Sono oltre 100 e tutte di altissimo livello le gallerie presenti a Modenantiquaria: tra queste ci sono anche importanti new entry dall’estero, come la Galleria Lampronti di Londra, tra le cui opere spicca una tela settecentesca di Michele Marieschi che raffigura Venezia e l’imbocco del Canal Grande; Caviglia arriva da Lugano, e porta un rarissimo gruppo in maiolica della Manifattura Dallari di Sassuolo, su modello di Pietro Giraud, del 1764 circa. La prestigiosa Galleria Robilant+Voena di Milano propone niente meno che un San Pietro e una Maddalena del Guercino dal valore inestimabile; Longari Arte, anch’essa di Milano, propone una Madonna col Bambino del 1710 di Pierre Jean-Hardy; Maurizio Nobile di Bologna porta a Modena uno schizzo a penna e inchiostro bruno su carta bianca di Donato Creti (inizio ‘700) che raffigura “Cristo di fronte a Caifa”; Fondantico, sempre di Bologna, con “Il trionfo di Flora”, del pittore modenese seicentesco Francesco Stringa; Enrico Gallerie d’Arte, con sede a Milano e Genova, presenta un quadro di Silvestro Lega (“Campagna con figura femminile”), fra i maggiori esponenti del movimento dei macchiaioli; e ancora Robertaebasta (Milano), direttamente da inizio ‘900 con una maschera in bronzo di Adolfo Wildt e un mobile in radica di Gio Ponti. E poi tra i “big” ci sono la Galleria Bottegantica, con spazi espositivi a Bologna e Milano, specializzata nei dipinti italiani dell’Ottocento e di inizio Novecento, e la Galleria Apolloni di Roma, che spazia dai dipinti e disegni antichi alla scultura, dagli oggetti d’arte ai mobili, dagli argenti antichi pregiati ai marmi classici.

Associazione Antiquari d’Italia, oltre a patrocinare la manifestazione, quest’anno è presente con un raffinato spazio collettivo che accoglie i visitatori all’inizio del percorso: qui 10 importanti gallerie antiquarie espongono altrettanti pezzi selezionati appositamente per Modenantiquaria; sono presenti: Carlo Orsi, Fabrizio Moretti, Walter Padovani, Bruno Botticelli, Dario Ghio, Sandro Morelli, Galleria D’Orlane, Domenico Piva, Enrico Frascione e Copetti Antiquari.

Modenantiquaria è organizzata da ModenaFiere col patrocinio dell’Associazione Antiquari d’Italia, Associazione Antiquari Modenesi e FIMA, la Federazione Italiana Mercanti d’Arte; sponsor della manifestazione è BPER Banca.

La manifestazione è un’ottima occasione per chi cerca investimenti durevoli: con oltre 35 mila presenze nel 2016, è la mostra d’alto antiquariato più visitata d’Italia, con un’altissima percentuale di pubblico propensa all’acquisto. Modenantiquaria può contare su un bacino d’utenza molto vasto, interessato all’arte o agli investimenti alternativi: si tratta di un pubblico fidelizzato, composto per la maggior parte da professionisti e operatori economici, residenti non solo in Emilia, ma anche in tutto il territorio nazionale, con picchi dal Veneto, dalla Lombardia e dalla Toscana.

Modenantiquaria: l’alto antiquariato nell’arredo d’interni
Il Salone dell’alto antiquariato è il nucleo originario della manifestazione: l’esposizione è organizzata secondo una rigorosa planimetria, che si rivela al visitatore favorendo la scoperta delle meraviglie esposte dalle singole gallerie, con infiniti spunti per l’arredamento di interni raffinati ed esclusivi. Tra le tante opere esposte dalle gallerie presenti, il pubblico di appassionati potrà ammirare e acquistare mobili dal ‘500 allo stile Decò, dipinti, ceramiche e maioliche, oggetti d’arte, gioielli e orologi, tappeti, antiquariato orientale, precolombiano e africano. I colori, le luci e le simmetrie dell’allestimento contribuiscono poi con la ricercatezza e l’equilibrio della composizione a esaltare il pregio e l’unicità delle opere.

Petra: XXIV Salone di Antiquariato per parchi e giardini
Unica rassegna di questo genere in Europa, da oltre vent’anni Petra è diventata sinonimo di antiquariato per esterni. Nello splendido giardino indoor il migliore antiquariato per parchi e giardini fa bella mostra di sè per un pubblico sempre più vasto. Con una proposta selezionata di antichi arredi per esterni e preziosi elementi architettonici di recupero, Petra evoca atmosfere en plein air e suggerisce un uso creativo nelle ristrutturazioni edili di materiali eterogenei: fontane, colonne, capitelli, antichi vasi in cotto, pavimentazioni per esterni e interni, inferriate e cancelli, porte e camini. Qui le aree verdi diventano oggetto di architettura ed esaltano il valore dell’immobile. Petra continua a crescere: aumenta la varietà delle proposte, il pregio dei materiali architettonici, la presenza di un pubblico affezionato e l’apprezzamento degli operatori del settore.

Excelsior: XVI Rassegna di pittura Italiana dell’800
Excelsior giunge quest’anno alla sua XVI edizione. Excelsior è l’unica rassegna di questo genere in Italia: focalizza l’attenzione sulla pittura italiana del tardo ‘800, con piccole incursioni nell’arte del primo ‘900, tra avanguardie e persistenze, e si pone come prestigiosa vetrina per raffinate opere d’arte. Le gallerie presentano un vastissimo repertorio di pittura del XIX secolo, all’interno del quale sono presenti opere dei maggiori autori delle varie scuole regionali italiane: dai macchiaioli toscani ai pittori napoletani, dai veneti agli scapigliati lombardi, senza tralasciare gli autori emiliani e meridionali.

Modenantiquaria segue i seguenti orari: dal lunedì al mercoledì dalle 15.00 alle 20.00, dal giovedì alla domenica dalle 10.30 alle 20.00. Biglietto intero: euro 15
Biglietto ridotto: euro 12
E’ possibile acquistare online sul sito il biglietto al prezzo ridotto di 12 €

Infoline:
ModenaFiere, tel. 059 848380 www.modenantiquaria.it

Alla Reggia di Colorno torna Nel Segno del Giglio!

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Fiori, piante e salute. Fiori, piante e animali. Questa la nuova tendenza che Elisa Migone e Isabella Gemignani hanno deciso di imprimere a Nel segno del Giglio, la tradizionale, ampia mostra mercato del giardinaggio di qualità che da ventiquattro anni calamita nel Parco della Reggia di Colono migliaia e migliaia di appassionati “pollici verdi” da tutta Italia e dall’estero.
L’appuntamento numero 24, programmato dal 21 al 23 aprile, sarà all’insegna della naturalità e dei bio, del contatto con la natura, con le specie autoctone e della grande tradizione, con “ciò che può crescere bene, senza forzature, nei nostri ambienti”.
“Fiori, arbusti, alberi bellissimi e “nostri”, che sappiano travalicare le mode temporanee, che, proprio perché propongono specie e varietà cresciute o create in laboratorio pensando ad altri climi, abbisognano di un mare di attenzioni e cure”.
“Ciò che stiamo pensando di offrire è un ritorno al naturale, al vero, alle nostre radici. Con lo stupore di ritrovare piante oscurate da quelle imposte dal commercio internazionale. Di riscoprire la bellezza, il profumo, la naturalità”, affermano Elisa e Isa, con totale passione e convinzione.
Colorno 24 sarà un tripudio di colori, come sempre, un luogo dove confrontarsi, incontrarsi e arricchire le proprie collezioni. Ma anche un luogo dove aprire l’occhio del cuore e del ricordo.
Con uno sguardo anche alla salute, perché Colorno sarà il luogo delle piante benefiche per il corpo, le piante della tradizione dei grandi Monasteri, delle Certose e delle Abbazie, che nel parmense erano di casa.
La scelta del Segno del Giglio privilegia anche i prodotti artigianali, liquori, saponi, marmellate, composte, mieli che, per tradizione Colorno propone ai suoi visitatori. “E’ un settore che implementeremo, cercando piccole imprese di qualità certificata”, annunciano le organizzatrice.
Poiché, nella tradizione, piante ed animali convivono, ecco questi ultimi fare il loro ingresso a “Nel segno del Giglio”. Animali da giardino, naturalmente: “galline da bellezza”, anatroccoli, coniglietti. Insomma un giardino che “sa di casa”, animato da piccoli animali domestici, per stare bene, tutti insieme.
Un mondo dove i nutrienti per i terreni e le colture sono forniti dall’incessante lavorio dei lombrichi all’interno dei cumuli di compostaggio. Dove tutto la luna concorre a far crescere verdure sane da orti biodinamici. Dove ci si difende dalle zanzare non con la chimica ma affidandosi alle virtù della Catambra.
Da non sottovalutare nemmeno le attività didattiche, tra cui: laboratori per bambini e adulti di ceramica; corsi di manipolazione dell’argilla rivolti ad adulti e bambini, che si svolgeranno in tutte e tre le giornate della manifestazione, di mattina per gli adulti (max 8-10 persone) e di pomeriggio per i bambini (stesso numero massimo), per una durata di circa 2 ore l’uno; pittura naturalistica, rivolta ai bambini dai ai 12 anni.

Infine, due volte al giorno ci saranno nel giardino intermezzi musicali e antiche canzoni popolari, per aggiungere all’armonia dei colori e dei profumi anche quella dei suoni.
Insomma, un mondo dove è bello vivere!

Info: http://www.nelsegnodelgiglio.it

Magnum e Life, la storia in mostra a Cremona

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La mostra, per la prima volta in assoluto, intende analizzare il rapporto fra la celebre rivista americana Life e l’agenzia fotografica Magnum Photos, ed in particolare i reportage realizzati dai fotografi membri dell’agenzia che vennero pubblicati da Life, il fortunato settimanale creato nel 1936 Henry Luce, già editore di Time. Ad un anno dalla sua nascita Life tirava cinque milioni di copie conquistandosi un ruolo che solo la diffusione della televisione minò, portandola alla chiusura nel 1972.
Il nuovo medium, la tv, riusciva a proporre con più immediatezza ciò che era stato il patrimonio di Life: il racconto per immagini.
Life con i suoi contenuti editoriali, ma soprattutto grazie al suo contenuto iconografico, contribuì a creare una identità e una cultura nazionale americana, dagli anni della grande depressione alla guerra del Vietnam, identità che poi venne esportata a livello internazionale.
La dimensione del fenomeno delle grandi riviste illustrate richiese alla agenzie fotografiche nuovi modelli. Robert Capa, David Seymour, Henri Cartier-Bresson e George Rodger, tutti con una notevole esperienza “sul campo”, diedero vita a Magnum. Il progetto si basava sulla tutela del lavoro del fotografo. Attraverso la formula della cooperativa, i fotografi diventavano proprietari del loro lavoro, prendevano decisioni collettivamente, proponevano autonomamente alle testate i propri lavori e rimanevano proprietari dei negativi, garantendo così un pieno controllo sulla corretta diffusione delle proprie immagini.
Magnum mise assieme le migliori capacità ed esperienze del mondo della fotografia, ma senza sottostare alle richieste dei committenti.
La mostra si focalizza proprio sul rapporto fra queste due entità, per analizzare come importanti reportage riferiti ad eventi importanti del XX secolo, e realizzati da grandi maestri della fotografia membri di Magnum, vennero trasferiti all’interno delle pagine di Life.
Due figure importanti che rivestirono un ruolo importante in questo rapporto furono Robert Capa e John Godfrey Morris. Il primo, ideatore e co-fondatore della Magnum nel 1947 e Morris, uno dei più grandi photo editor del Ventesimo secolo, responsabile dell’ufficio londinese di LIFE durante la Seconda guerra mondiale e dopo il conflitto, redattore esecutivo della storica agenzia Magnum.
La mostra, curata da Marco Minuz, è pertanto un viaggio all’interno di nove reportage fotografici realizzati da grandi maestri che vennero editati dalla rivista americana ed ebbero grande diffusione, ma al contempo grande impatto sull’opinione pubblica.
La mostra prende avvio dal lavoro di Philippe Halsman, che su Life pubblicò centinaia di fotografie e decine di copertine. Ritratti come quelli di Marylin Monroe, Salvator Dalì o Mohamed Ali.
Seguono due reportage storici di Werner Bischof, il primo dedicato alla grande carestia del Bihar in India nel 1951 e il successivo alla Corea realizzato nel 1952. In entrambi, impegno e sensibilità sociale vengono trasmessi con un senso estetico notevole.
Un altro reportage entrato nella storia è quello di Dennis Stock su James Dean. Sono fotografie di grande intimità che svelano la personalità del divo del cinema, poco prima della sua tragica scomparsa.
Per promuovere “Misfits” (“Gli spostati”), celebre pellicola di John Huston, sceneggiata da Arthur Miller e protagonisti come Marylin Monroe, Clark Gable e Montgomery Clift, a Magnum venne data l’esclusiva di seguire le fasi realizzative. Per questo Magnum schiera sul set nove suoi membri: Eve Arnold, Cornell Capa, Henri Cartier-Bresson, Bruce Davidson, Elliot Erwitt, Ernst Haas, Erich Hartmann, Inge Morath e Dennis Stock. Le loro immagini ci portano dentro la macchina del grande cinema americano degli anni ’60.
Duro e drammatico il racconto che Bruno Barbey offre della guerra del Vietnam e di ciò che vi accadde oltre e all’interno del fronte. Queste immagini furono tra le ultime ad essere pubblicate su Life, poco prima della sua chiusura.
Accanto a un percorso cronologico, la mostra propone una serie di emozionanti “stanze” monografiche. A cominciare dalle immagini che Henri Cartier-Bresson nel 1954 trasse dal suo lungo viaggio dentro l’URSS.
Poi Robert Capa, di cui vengono proposti i tre storici reportage, quello sulla guerra civile spagnola, le cui immagini sono icone della storia della fotografia, così come lo sono le successive immagini dello sbarco in Normandia, unica testimonianza diretta di quella epica impresa; e infine la Guerra di Indocina dove egli trovò la morte.
Accanto alle immagini, la mostra espone le edizioni originali di LIFE e spezzoni video che permetteranno di contestualizzare i reportage.
“LIFE – MAGNUM, attraverso la forza comunicativa delle immagini che riunisce – afferma il curatore Marco Minuz – conduce a riflettere sulla fotografia e sulle sue implicazioni, sul rapporto con la carta stampata, sulle trasformazioni tecnologiche avvenute nel mondo della comunicazione e sulla forza che questi reportage ebbero nella nostra coscienza civile”.

LIFE – MAGNUM è parte del progetto italiano per i 70 Anni di Magnum, che propone mostre oltre che a Cremona, anche a Torino (Camera) e Brescia (Brescia Photo Festival).

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Silvana editoriale.

Mostra a cura di Marco Minuz
Organizzata da Magnum Photos, Unomedia
Con il supporto di MdV Friends
Con il patrocinio di Comune di Cremona

Con il supporto della aziende che sostengono il Museo del Violino di Cremona, MdV friends.


Apertura: 4 marzo – 11 giugno 2017

PER INFORMAZIONI
info@mostramagnumlifecremona.it
tel 0372- 808804

ORARI: martedì al venerdì ore 10.00-18.00; sabato e domenica ore 10.00-19.00
Lunedì chiuso
BIGLIETTI: 8 euro (Intero) ; 6 euro (ridotto); 3.50 euro ( scuole)

Ingresso “con biglietto integrato” INTERO € 15 (con biglietti 7 euro MdV + 8 euro Mostra Magnum) RIDOTTO € 10 (con biglietti 5 euro MdV + 5 euro Mostra Magnum); SCUOLE € 8,50 (con biglietti 5 euro MdV + 3,50 euro Mostra Magnum

Honor sbarca su Tinder per un San Valentino fuori dagli schemi e lancia un talent: in palio l’appuntamento perfetto per gli utenti più creativi e coraggiosi!

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Festeggia San Valentino con Honor e Tinder! Il brand di smartphone per i nativi digitali festeggia nel suo stile la festa degli innamorati approdando su Tinder: per la prima volta in Italia un brand attiva una partnership con l’app di dating mobile per offrire agli utenti un’esperienza unica.

 

Dal 6 al 23 febbraio Tutti gli utenti di Tinder potranno incontrare il profilo di Honor durante la loro ricerca dell’anima gemella. L’amore di una vita non si trova tutti i giorni, il miglior brand di smartphone sì! Gli utenti che saranno in sintonia con Honor perché “It’s a match” saranno invitati a partecipare a un talent che Honor lancia per premiare tutti coloro che a San Valentino non hanno ancora trovato l’anima gemella.

Quindi quest’anno, niente romanticherie, rose rosse e cuoricini, Honor ancora una volta rompe gli schemi e stavolta premia i single, soprattutto quelli che sanno ridere di se stessi!

Partecipare al talent è semplicissimo e aperto a tutti: basta cliccare al link http://bit.ly/TinderPRHonor e postare su Instagram una foto fingendo, nel modo più ironico e divertente possibile, di avere una dolce metà usando gli hashtag #Honor4Single e #Honor6X.