L'autostrada….

Da pendolare con Borgotaro devo dire che ora ne so ancora di più. Io e la rete autostradale ormai siamo sposati. Quando mi chiedono di dove sia mi verrebbe da rispondere della Tevere Ovest o della Tevere Est. Ma soprattutto ricordo ancora quando Chianciano-Attigliano costava 5000 lire e adesso siamo arrivati a 6,50 euro. E non sono matusalemme eh…

È bella la diversificazione autostradale ai caselli:

a) Casellante: da quello scazzato, a quello triste, a quello che vuole attaccar pezza. Se non fosse per le file il contatto umano slogandomi una spalla per pagare (a volte) lo preferisco.

b) Viacard: Comoda, ma non la farò mai. Non so, mi da fastidio…

c) Telepass: mmmm, preferisco sapere quanto scialo volta per volta.

d) Casello ad elevata automatizzazione: e qui partono i rotfl. Da quelli con quella odiosa voce femminile elettronica, ma impostata, che ti impartisce gli ordini [e ti capita sempre quando hai fretta o se sei nei giorni in cui ce l’hai col mondo e con te stessa…] e quelli muti che timidamente ti danno le istruzioni sul display. Danno il resto, non rompono… ma se sei nemico delle tecnologie sono uccisiori dei nervi di quelli che aspettano dietro.

Varie ed eventuali.

Ricordo il padre di quella che era una mia amica che ogniqualvolta doveva pagare o ritirare il biglietto apriva lo sportello e scendeva dalla macchina. A mia madre stupefatto chiese: “A signò, voi non scendete?”.

Ricordo il casello del portogallo. Niente carta di credito, ma ci fecero pagare in pesetas spagnole: ciulati sul cambio [no, non sto parlando di parti meccaniche della macchina, ma quello monetario].

Ricordo le autostrade francesi. In special modo nella francia del sud dove ci sono i tratti a pagamento a barriere ci sono della specie di “cestini” dove buttare dentro le pieces de monnaie se li hai giusti contati. Comodo, lanci lì dentro e passi velocemente. Da copiare da noi.

[on air: skunk anansie – lately ]


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