I protagonisti della Sampdoria.

[o lettore scaltro, avrai ben notato che per rendere lo sglaps politically correct (cazzo, mica sono la Fallaci io e posso parlar male delle persone senza che mi denunzino. L’avvocato costa, benedetto il cielo.) ho usato per la seconda volta l’artifizio retorico che già venne adoperato in codesto post. Lo so che tu, o lettore indefesso (e soprattutto inde) lo ricordi benissimo. Ma ti ho risparmiato la fatica di cercarlo… sì, è Natale e sono più buona (anche qui con la u purtroppo)]

Salve amisci.

Anche oggi vi do uno spaccato di vita parmigiana al parco. Dopo le donnine che attaccavano l’ansia da prestazione al cane, un nuovo e particolare caso si è svolto in quel del Parco Ducale.

Mentre io, ieri a quest’ora, con la mia biciclettina a scattare foto col cellulare nel parco mi ferma una signora, sulla cinquantina avanzata con una cartellina sotto il braccio sinistro.

«Signora scusi…»

«Uh, signora?»

«Senta…»

«Nono, guardi… ssssst, anzi non le conviene più vendere il fumo qui. Ci dovrebbero essere le telecamere qua sui viali principali e passa la Pula. Mi spiace poi, io ho smesso… sa: non ho soldi.»

«Veramente vorrei parlare di Dio con lei…»

Manno? Mona… cioè… ora i testim… ehm i protagonisti della sampdoria ti adescano al parco come un maniaco qualsiasi? solo che al posto di aprirsi l’impermeabile e mostrare lo sbarabaus (che di questi tempi con la vasocostrizione non è che si vederebbe granchè eh…) ti mostrano i loro opuscoli bulgari? Ma non basta che mi affettate le ovaie alle sette di mattina? Mavaffanculo brutta strega… cioè, anche la pausa pranzo mi scassi.

«Ah. Ho capito… Mmm, no guardi. Oggi parlo con gli omosessuali e gli ebrei. Tante belle cose eh…»

Basta. Deportateli.

[On air: REM – man on the moon]