Raduno ANA a Parma.

 Oddio, è stata mediamente difficile. Parma ha resistito alla grande. Circa 450000 persone in una città che ne ospita meno della metà.
 
Sentivo gli organizzatori festanti circa questo terzo tentativo, stavolta riuscito, di aver portato l’adunata in Parma. Ringraziavano i parmigiani, che in realtà avevano sfollato la città rimanendo ad occhio solo il 55/60% della popolazione. Venerdì faceva quasi impressione girare per Parma, non ricordavo le strade libere così neanche a fine luglio. Pensandoci hanno fatto molto bene ad approfittare per partire. Gesto signorile e lungimirante.
Poi mi avvicino con la macchina alla zona stazione e incrocio gente che si libera la vescica fuori dai bagni biologici (come non biasimarli) e un ominide sulla bici contromano che mi viene quasi sotto il cofano. Inchiodo, sento una fitta al basso ventre che mi ricorda che quando sarò in stato interessante sarà meglio che eviti per 9 mesi di andare in auto. Riguardo più in là del cofano e l’ominide mi zigzaga avanti continuando a cantare.
Tornando a casa decido di fare un giro in bici. Parecchia gente, atmosfera di festa, in via Cavour vicino borgo del Parmigianino è stata scoperta una lapide che ricorda gli alpini parmigiani, clima di festoso casino mentre si moltiplicano le tende, accampate in ogniddove anche sul marciapiede/pista ciclabile sotto casa mia. Mi hanno accompagnato tutta la notte con i canti e i suoni. Non sapevo se offrirgli altra birra e sperare nel coma diabetico o cosa fare.
Tutto il pomeriggio avevano cantato diffondendo una musica che mi ricordava molto il parco acquasanta di Chianciano. O almeno il repertorio era quello. Fino a sera… Mi chiedevo se oltre al vescovo-penna nera di Parma ci fosse anche il maestro-monoblocco-delle termechiancianesi alpino.
 
Per parlare di cibo: sabato pastaparty Barilla in Pilotta. La ressa. Offerta simbolica e magnata. Come del resto gli altri stand dei consorzi. Guardavo da lontano con lo stomaco sottosopra come se mi avesse dato un passaggio in auto un gruppo di bulgari. Arrivavo in piazza via stradine nei borghi e il mio apparato gastrointestinale provato da una due giorni di stress era stato provato da sollecitazioni olfattorie. Svomitazzamenti da alcool qua e là, minzioni ad murum, pozze qua e là. In quei momenti ho provato a chiedermi senza trovare risposta alcuna a cosa servissero tutti i bagni chimici piazzati qua e là nelle prossimità del percorso della sfilata se l’alpino medio che beveva al bar/birreria in centro poi andava a pisciare in centro.
L’unica cosa positiva è stata poi la pioggia della serata, che ha spento un po’ il tutto.
La pizza da guinness, quella che è stata tagliata e distribuita faceva schifo. Alta quattro dita, poco farcita. Lì lo stomaco mi si chiude ancora di più. Ma la gente ha fame, anche io quando sono in giro mangerei anche una soletta fritta, quindi…
In serata si riesce per andare a sentire i cori e le fanfare alla pilotta. Passando per il duomo, oltre ad incrociare il centesimo alpino che mi chiede informazioni turistiche [è assurdo, ovunque mi trovi c’è sempre gente che mi chiede la strada o se il battistero è medioevale o no….] trovo un gruppetto di giovani abbirrati. Uno mi si zerbinizza ai piedi, mia madre si mette a ridere e io me ne esco con:
«Su dai, alzati che mi sporchi le scarpe…»
Ilarità generale degli amici e dei vicini.
Devo dire che l’atmosfera dei tricolore appesi in giro e l’aver sentito l’inno di Mameli suonato dalla Fanfara Julia mi ha portato a un momento di esaltazione e patriottismo.
Poi mi son girata e ho visto due ubriachi a terra. Mi  chiedevo se un giovine aspirante medico dovesse intervenire. Mi sono messa una caramella in bocca e ho proseguito.
 
Fisso sotto la pioggerellina una tavolata di alpini friulani di mezza età che tenta di avventurarsi negli stornelli romani. Devo aver fatto una faccia strana al punto che mi han chiesto il perchè. Mi unisco, mi foraggiano a vino [due-tre taniche gli avanzavano, le damigiane erano ormai tristemente vuote su un marciapiede] e gli intono qualcosa. Eh, l’arte dello stornello…
 
Si ritorna a casa vedendo i fuochi artificiali e il puzzo di zolfo che si diffonde nell’aria umida che ti fa ricordare che sei in pianura padana. Guardi in giro tutti i mezzi di locomozione: piccole camionette che sembrano omologate dalla peg-perego. Apetti ridisegnati con delle panche a mo’ di birreria, ape cross con il cassone avanti e 9 alpini sopra [credo che abbiano superato il mio record personale di nove persone in una panda in questo modo…], un tripudio di camice a quadri e fintoscozzesi. Bancarelle a profusione su gadget, magliettine e cappellini del raduno.
 
La mattina dopo è complesso alzarsi dopo non aver dormito fino alle 4 causa colonna sonora sotto casa. Ma pazienza, una volta all’anno si sopporta. Poi non avevo voglia di alzarmi e fare piazzate eh…
Accendo la tv e vedo la sfilata. Inutile muoversi, il casino sarà maggiore di quello del giorno prima, che era già a livelli superiori alla guardia.
Ma la cosa bellissima del raduno è stata vedere i vigili urbani impotenti avanti a tutto ciò. Bellissima la scena di un alpino ripieno di birra che chiedeva informazioni a una vigilessa alitazzandogli in faccia e richiedendo le stesse cose tre quattro volte. Giuro che son rimasta lì a fissare il tutto.
 
Passano anche le frecce tricolori sul percorso di sfilata. Si inizia lentamente a sfollare, da domani si rientra nel tran tran a misura di parmigiano. [ecco, non dite una forma o mezzo chilo eh..]
Un saluto alla banda di Biella (ed altre 5-6 che son sfilate qui sotto, non ne ricordo più… e che stanno ancora passando eh!) che mi ha suonato sotto casa un pezzo. Grazie vah.

0 thoughts on “Raduno ANA a Parma.”

  1. hai dipinto proprio un bel quadretto…solo una cosa,come givane aspirante medico io sarei andato dai due ubriachi a requisire tutte le bottiglie di alcolici, che avrei poi diligentemente provveduto a svuotare tra uno stornello e l’alrto.

  2. eheheh… Fran… oggi ti trovo meglio…

    Sarà stato il mio:

    “TIVOGLIOBENEIO!!!” ?!?

    Sempre baci.

    Stef :)

  3. Sigh Fran…

    promesso che non scriverò + di volerti bene…

    mi accontento di farti sapere la mia gratitudine per come ti esprimi.

    PS: stavolta auguro alla tua squadra del cuore di vincere!!! eheheh

    magari la Gufata porta attenzione ai miei commenti :)

    Baci

    Stef:)

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