"Arrivederci!"

Confessatelo, quante volte gli avete risposto: «Assoreta…»
 
Il casello ad elevata automazione è una pestellata di granito sui maroni. L’utonto medio di autostrade per l’Italia prende di solito la macchina per uscire dal centro abitato una/tre volte all’anno. Ricordo uno del vicinato di Viterbo che ogni volta, per prendere il tagliandino all’ingresso del casello, slacciava la cintura, apriva la portiera e prendeva il biglietto. Una volta fermò mia madre in garage, vedendo che lei non faceva tutto l’esercizio ginnico a lui consueto e le chiese:
«Signò, ma voi come fate lì al casello?»
 
Figuriamoci l’utonto medio della strada, ma anche quello medio-basso… quello che gira il collo quando fa una curva e indossa guanti e cappello al volante, come può approcciarsi al casello tecnologico.
Casello di Fornovo. Sera tardi. Il casellante ha chiuso bottega, o sarà andato a crudo e lambrusco che ne so. L’unica luce verde che vedi è quella accompagnata dal cartellone "self-service".
L’omino nel pandino, avanti a te, sta imprecando perchè non capisce le cose moderne. Apre la portiera, si avvicina al vetro fumè per guardare se dentro c’è qualcuno in carne ed ossa. Scoraggiato si gira e viene da te.
«Eh, ma questo che è, il viacard?»
«No, basta che mette la banconota… dopo dovrebbe dare anche il resto…»
«Ho spinto il bottone dell’assistenza ma sembra che mi ha collegato col radiotaxi, fa tutto un fruscio…»
«Ha provato a mettere i dieci euro?»
«Sì, ma non li vuole…»
«Mmm, aspetti che le stiro un po’. ‘Ste macchine son sensibili…»
 
Dopo che la macchina digerisce il pedaggio. Sale in auto, senza salutare e se ne va. Lascia i 4 euro e 30 di resto. Ok, la mia mancia.
 
Io comunque in Italia sogno ancora i caselli con gli spicci da gettare dal finestrino per pagare il pedaggio come in francia o addirittura niente più caselli. Tanto per i servizi che offrono… fare i lavori a luglio per le strade quando tutti vanno in vacanza è un servizio?
 
Amenità del casello di ultima generazione:
a) la voce femminile pseudoimpostata. Ma poi perchè femminile? Ora non ditemi che tutto non si gioca su sottili collegamenti da erotomani… è come quando Tuttosport metteva la foto di una gnocca in terza pagina…
b) l’emissione della ricevutina, che non ti serve a nulla e che la prossima volta sbaglierai per il tagliando da consegnare al casellante per il pedaggio. Che grugnirà chiedendoti se sei rincoglionito o cosa.
c) il display a cristalli liquidi tipo gameboy di prima generazione. Se batte un raggio di sole su di esso tu non vedi una mazza.
 

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  1. ore 21.40, martedi scorso. Casello di Treviso sud. Entro in autostrada e smadonno: mi ero dimenticato che ho un PICCOLO problemino al finestrino lato guida. in pratica, non si abbassa. o se si abbassa, dopo non si alza piu’. o si alza a scatti, e bisogna andare giu’ di calendario e bestemmie. vabbè. piglio il biglietto, e rimango qualche minutino col finestrino giu’…giusto il tempo di prendere un po’ di arietta a 100 all’ora…per fortuna poi si alza.

    All’uscita dall’autostrada, stessa storia. tiro giu’ a fatica il finestrino, arrivo LARGO al casello. Il finestrino era aperto a META’. apro la portiera, per inserire il biglietto (non lo avevo mai fatto), e il genio che era in macchina con me aveva pensato bene di *piegare* il biglietto. risultato:

    biglietto *non leggibile*

    porco n°1

    porco n°2

    porco n°3

    premo il pulsante dell’assistenza e il casellante mi fa passare solo chiedendomi da dove vengo…

    vabbè, ora ho anche il souvenir dell’autostrada ;)

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