Il carrello del supermercato.

Lo guardi, lì. Ti fissa col suo fascino indiscreto, quello di un qualcosa che non ti chiede nulla ma casomai è il contrario.
Aspetta lì, paziente sotto il cartellone: "usare monete da un euro. Non sono valide quelle da 50 cent o da due euro. Nel caso vi mancassero dovrebbe essere disponibile un cambiamonete, ma non qui".
 
Ti fissa da lì. Ricordi le sue versioni fashion trovate alla Unes del Barillacenter. Lì i carrelli son di plastica e paiono disegnati da Giugiaro. Sarà per comodità o fighettosità. Invece lì vedi il vecchio carrello, con l’alluminio un po’ arruginito, il portabimbi di plastica arancione un po’ crepato da un bambino forse troppo nutrito, la rotella in fondo che non segue le altre, ma cigola e disegna traiettorie del tutto peculiari.
 
Gnic gnic gnic…
 
Come te lo figuri, quel carrello lì, in una scena di un romanzo giallo.
Notte: parcheggio sotterraneo dell’ipercoop di Viterbo. Un cadavere fatto a julienne viene ritrovato in mezzo ai cenci in un carrello della spesa. Abbandonato in mezzo al parcheggio deserto. Paura eh.
Giorno: in un parcheggio assolato un senzatetto si aggrappa al carrello, sua succursale di casa. Tra una sorsata e una fiatata all’essenza di Tavernello parla a un poliziotto…
 
 

0 thoughts on “Il carrello del supermercato.”

  1. In merito alla voce al post sui caselli ed alla voce femminile, ricordo che i casi di voci maschili preimpostate sono semplicemente infausti:

    1) Wind… commentabile?

    2) l’agghiacciante cane-TIM: se ascoltato da qualcuno che non segua molto la TV avrebbe dato liceità di pensare che in TIM la selezione del personale venga eseguita random su un campione di candidati proveniente dai sobborghi di Napoli…

    In tutta sincerità: ne vogliamo ancora di tentativi? :-)

  2. … ah… perchè?!? Era riferito alla pubblicità con il cane?!? Io stordito non ci sono arrivato… Aggiungo pure che la prima volta mi sono anche abbastanza stupito… Ma tra tutti gli accenti simpatici che abbiamo in Italia, perchè sempre e solo Napoli e Roma?!? immaginate la TIM che vi risponde: “Belin, fijoeu… il tuo credito è terminato” (da buon genovese), oppure “Te set’ sta brau a ricaricà ul to credit prima dei quarantott’ oeur… T’e ghet’ diritt’ ai to bei quarantott’ mesagin da finì prima dei prosim quarantott’ oeur” (da buon brianzolo), o altro “nneente, cazzu… faan’t o’ cull…” (da buon calabrese)…

    con affetto

    Stef:)

  3. miiiii, quante volte ho dovuto improvvisarmi giocoliere per tenere tra le mani la spesa non avendo la monetina giusta per il carrello!!!!

    Ioltre quando fa gnic gnic gnic, va benissimo… è quando fa un rumore tipo 747 in rullaggio che c’è qualche problema… :)

  4. … un’idea bellissima?!?! Fai come me… mettiti in testa una “Fran”, e per tutto il giorno ne trarrai giovamento…

    La “Fran” è indicata anche per le diete povere di sodio, e anche se probabilmente non è bella come Miss Italia, ti farà fare tanta “Plin Plin” dalle risate!!!

    La “Fran” è indicata pure come sostitutivo di “Zoloft” o “Prozac”, ottimo antidepressivo… L’unico effetto collaterale è il rischio di farsi beccare dal capo con un’espressione a metà tra il divertito e l’ebete.

    La “Fran” è di fascia “C” e quindi rientra pure nelle categorie a ribasso…

    Dai la “Fran” ai tuoi amici, e la vita sarà più a colori… (purtroppo i monocromatici sbagliati… eheheh…)

    Un bacio.

    Con Affetto!

    STef:)

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