Il nuoto e la Fran.

Ho uno stile particolarissimo (che quando riuscirò a creare il libero stato indipendente della Valdichiana diventerà disciplina sportiva, ovvio). L’ho definito un rana di Galvani, proprio post esperimenti sulla conduzione. Potrebbe entrare nei misti assieme allo stile pastore tedesco e allo stile ubriaco alla deriva.

Ho dei problemi di stasi in acqua proprio a causa di un galleggiamento del didietro e a un inabissamento delle spalle.

Aggiungete l’ansia se mi accorgo di stare in acque più profonde di due metri, in quei momenti tento di pensare al principio di Archimede e balle fisiche varie, ma ricordo prima del trauma avuto da piccola al mare quando mia nonna mi spinse la testa sott’acqua per un minuto. Più che imparare in acqua dovrei fare prima analisi e poi buttarmi dal trampolino, spanciando e andando abbondante ovviamente.


0 thoughts on “Il nuoto e la Fran.”

  1. questi esperimenti dei parenti servono solo a traumatizzare, a mio parere. Sono stata vittima di esprimenti del genere da parte di mia nonna e dei mia genitori.

  2. con le lenti a contatto ho dovuto modificare i miei stili di nuoto, per poter tenere la testa sempre sopra l’acqua :D

    a meno che non mi procuri degli occhialini, ma sembrerei ridicolo!

    hehe

  3. (Bellissimo lo stile Rana di Galvani™ ^_^)

    Hai mai provato a fregarli, i templari, nascondendo l’ombelico in un armadio? Se quelli prendevano ad indicare l’armadio, allora tanto di cappello, sanno fare il loro mestiere.

  4. Scorta di mattonelle??

    A questo punto hai anche un paio di cadaveri. Solo un serial killer avrebbe una scorta di mattonelle. Dietro alla quale nascondere i cadaveri.

    E l’ombelico. Il suo.

    Non quello dei cadaveri.

  5. Mmm, dopo 600 euri per pavimentare il bagno a casa nuova non farsi dare la scorta delle mattonelle era il minimo. Io volevo anche ostriche e sciampagna..

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