Aux armes, citoyens.

Sette giorni a ferro e fuoco.
L’epicentro è una delle zone periferiche più belle di Parigi. Sant Denis, la zona che porta il nome del martire Dionigi che secondo la tradizione venne, giustappunto, martirizzato sulla collina di Montmartre. Poi con disinvoltura prese la sua capoccia come una palla da rugby e corse tipo giocatore verso la meta e stramazzò al suolo proprio lì, dove ora sarebbe la chiesa di Sant Denis che tutt’ora accoglie le spoglie e i cuori dei reali di Francia.
Ecco lì.
Pensate voi a dei poveri turisti russi che erano alloggiati all’hotel Campanile (un hotel che coniuga un buon rapporto qualità-prezzo se volete visitare Parigi) e siccome si trovano nel bel mezzo della guerriglia si vedono ciulare il bus.
Ma la cosa è doppiamente triste. La Francia, la patria della democrazia ridotta così. Cioè, se la Francia non riesce a uscirne fuori con i mezzi democratici da loro partoriti… beh cazzo, a me son cose che sconvolgono la mia visione politica.
Dicasi che in primo piano c’è soprattutto la rivalità fra il premier e il ministro dell’Interno Nicolas Sarkozy, che ha recentemente definito i rivoltosi "canaglie", attirandosi critiche dai media, dall’opposizione e da altri colleghi nel governo.

0 thoughts on “Aux armes, citoyens.”

  1. RUSSI?!?

    poveretti. Proprio loro che per secoli non hanno fatto altro che copiare i francesi adesso si ritrovano copiati nelle cose peggiori.

    No dai, non son proprio russi.

    Neanch’io sono del tutto italiano.

    Direi piuttosto itali-ano. Un pò di porno aumenta l’audience, sai?

    Che poi, sto fatto dell’audience mica mi convince. E’ tutta una fregatura.

    Al ladro!

    Prendilo! Acchiappalo!

    Ehi! Fermi! Non sono io! E’ quello più avanti! Quello che saltella!

    E’ Paperinik!

    PK!

    bastardo! ti ucciderò.

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