La guerra è finita (almeno per me)

Da una parte fa piacere vedere gli indiebloggers e mezzo palinsesto di radionation abusato dai Baustelle.
Io e il sor Squeeze però li si ascolta da tempi non sospetti. L’altro post era dedicato ai ricordi di atmosfere termali che mi suggeriva il precedente album. Ma alla fine perchè mi piacciono i Bau? Il titolo crucco non basta. Ho capito che la Malavita mi piace proprio perchè è un disco di noi chianini-orciani che ce ne muoviamo dai colli e i cipressi natii e cambiamo nebbia venendocene al nord. Boh. C’è da dire che siamo ganzi. E la cosa mi inorgoglisce non poco.
Io nello sglaps vi racconto di Parma. Ma ve ne racconto anche un bel po’. Me ne sono accorta da quando Thursdaynext domenica mi ha fatto notare che i luoghi dove passeggiavamo li ho quasi narrati tutti qui sopra. Non è colpa mia. Meglio parlare di quelli che delle vecchie pippe eh.
Ecco, invece Francesco Bianconi da Montepulciano se ne è andato a Milano. Parla del corvo Joe ripreso dai giardini di via Palestro. Io parlo invece del benzinaio scazzato vicino casa. Che parallelismi. Bello eh.
Evviva i Baustelle, suvvia. [dopo il MuseAbuse in radio mi sa che mi proibirete anche i Baustelle e Bregovic…me lo sento.]

0 thoughts on “La guerra è finita (almeno per me)”

  1. Io li ho conosciuti con “Arriva lo ye-ye”.

    Mi aspettavo un po’ di più dall’ultimo album, però Sergio e Un Romantico A Milano sono proprio belle.

    Io aspetto ancora una talentuosa band alessandrina :)

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