Delle leggi.

Sono talmente intrisa di ideali liberali che a volte mi incazzo vedendo che i principi base non sono rispettati.
Del resto, è una cosa che va al di là della politica e degli schieramenti. C’è una legge non scritta che permette la distribuzione equa dei cretini in ogni schieramento politico. Da una parte meno male, dall’altra dopo qualsivoglia schieramento politico voti ti girano le palle perchè degli idioti vanno a rubare soldi allo stato. Ma vabbè, facessero il loro dovere almeno.
La legislazione medica è un bel casino.
Sono tante le cose che non posso fare se sono medico. Non posso operarti né curarti con terapie farmacologiche senza il tuo consenso informato. Tu devi firmare che sei a conoscenza dei pericoli dell’intervento, dei rischi, delle conseguenze e delle terapie sostituitive. Altrimenti io, medico, posso essere denunciato ed essere equiparato a un delinquente che ti squarcia la gola per derubarti. Non importa se io lo faccio per il tuo bene.
Però se sei non cosciente o è certificato che non ci stai di capo posso operare su di te…
Se sei un testimone di Geova maggiorenne posso lasciarti morire perchè non vuoi le trasfusioni, se sei testimone di Geova minorenne posso curarti come voglio (e devo stare attento, io medico, alle gomme della macchina).
Sì, la legislazione medica è ancora quella del Fascismo. Prima il medico era considerato "il buon padre di famiglia", e tutto quello che faceva si pensava che operasse per il bene del paziente. Poi dal 1990 sono iniziate a fioccare le denunce per le imperizie. No, per carità, non difendo i camici bianchi. Proprio no anzi. Chi sbaglia deve assumersi le conseguenze, ma si parla di devoultion, cazzi e mazzi e non si pensa alla legislazione medica. A meno che qualcuno si alzi la mattina e vada a guardare le leggi conquistate più recentemente (visto che ha già rotto le uova in un paniere chiamato referendum) e punti i piedi a terra come un bimbo di due anni.
 
Quindi alla fine vi segnalo due cose:
a) Un blog sulla legge 194.
b) L’intervista di Repubblica a Veronesi. Il medico parla di Aborto e di Eutanasia.
 
Non sono obiettiva, la penso come Veronesi. E penso anche che chi si scandalizzi delle parole di Veronesi non conosce abbastanza la realtà di chi soffre. Ma è normale.
 
[Devo dirlo, alla fine pensavo che Storace fosse molto peggio.]

0 thoughts on “Delle leggi.”

  1. A me, già per farmi la tac col mezzo di contrasto hanno fatto firmare quella sorta di “liberatoria” in cui dichiaravo di essere informato che in un caso su centomila, anche se sei circondato da dottori in varie specializzazioni, non riuscivano a salvarlo se era “troppo” allergico…

    La cosa divertente (se vogliamo) è che firmai prima di leggere fino in fondo, perché all’epoca una parte di me (una BUONA parte di me) sperava di essere uno di quei centomila…

  2. E basta con sta storia dei principi base!

    Ormai i principi non sono più rispettati neanche nelle favole!

    Ma l’avete visto Shrek 2? non trovo giusto che noi blogger gay dobbiamo essere discriminati solo per colpa di un template fuxia.

  3. Bel post. A proposito, sul penultimo numero de L’Espresso c’era un bellissimo articolo sulla “medicina narrativa”, il rapporto di empatia tra medico e paziente, e sull’importanza dell’ascolto del paziente anche in termini di efficacia di diagnosi e di cura…

  4. In realtà nemmeno io l’avevo comprato. Però siccome in casa qui ho scoperto una buona sintonia coi coinquilini, nelle letture da cesso mi ritrovo addirittura Repubblica, Espresso ed inserti. (O le Monde…sapessi meglio il francese…) Mica cazzi!

    Peccato cmq che non ho trovato un link, perché era un bel pezzo.

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