La neve, l'inchiostro e i crepitii.

Ricorderò il mio primo giorno attivo in ospedale da piccoli particolari.
La penna nera che ha deciso di perdere inchiostro nel momento meno opportuno rendendo le mani in versione bianconera forzata.
Tu che tenti in ogni modo di non sporcare la cartella clinica nello spazio da te compilato, quello della anamnesi.
I begli lastroni di ghiaccio che scrociolavano sotto le ruote della bici. Col prof di fisiologia che ti taglia la strada e ehm… no, vabbè si è scusato.
La neve nei prati, il fango che si ghiaccia.
I crepitii polmonari del paziente del letto due, classe 1914.
L’epatomegalia del quattro. Ma tu la anamnesi l’hai fatta stranamente al numero tre. Numero troppo ricorrente ormai.
 
[grazie per l’ascolto domenicale di Radiosglaps, è andata bene ma era condizionata da codesta ansia endogena. Ma non si notava. Son cose. Se volete scarrricare il podcast ulteriori istruzioni potete trovarle qua]

0 thoughts on “La neve, l'inchiostro e i crepitii.”

  1. 1914..

    Io non avrei nemmeno il coraggio di toccarlo anche solo per porgergli un’aspirina

    Ammiro davvero la responsabilità con cui ti sobbarchi certi incarichi.

    In bocca al lupo.

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