Due cuori e una capanna.

Oggi il mio compagno di università mi ha confessato di essere terrorizzato dall’andare in chiesa e chiedere al prete di fare la cresima per potersi sposare con la morosa. Dai, bellini. Sei anni che stanno assieme e due che convivono. Oh, manco i matrimoni durano così tanto. Lunedì ha chiesto se gentilmente lo accompagno lì a calci (naturalmente se lui poi accompagna me da un prof che odio con tutta me stessa…)
Poi son tanto carucci loro. Mi hanno adottato. Lei che mi porta il té in corsia, lui che mi costringe a studiare e il loro gatto, Cesare, che ormai mi salta addosso non appena mi vede non cagandosi gli altri due. Cesare poi è così grosso, la prima volta che vidi ‘sto gatto gli feci:
 
"Oh, ma è incinta?"
"Secondo te… ma se si chiama Cesare…"
"Oh, che ne so io. Magari non avevate controllato bene."
"Beh, il gatto del mi’socero se lo voleva ingroppare…"
"Eh, vedi. Son cose."
 
Approposito di gatti. Ora la Thursdaynext (che se vedesse Cesare ci sfamerebbe 12 persone mettendolo in teccia) mi ha il blog congiunto a Mirkuz. I Tatini. Bellini anche loro.
 
Boh, son tanto ben disposta oggi.

0 thoughts on “Due cuori e una capanna.”

  1. oh, a parte la mia vicentinità, i gatti sono bestie stupende, capiscono quando uno sta male e se ne prendono cura. Se mi reincarno, voglio diventare un gatto. Non a Vicenza, però.

  2. bello che sei ben disposta.un consiglio per il tuo amico…che non dicessero per nessun motivo al mondo che convivono…una mia amica è stata bocciata al corso per la cresima per questo…pare che sia un peccato mortale

  3. fran, dì al tuo amico che la storia della cresima obbligatoria è una menata che fanno in alcune diocesi e che non sta scritta in nessuna parte del codice di diritto canonico. io sono sposata da due anni e mio marito non ha fatto la cresima, abbiamo fatto un corso prematrimoniale fuffologico in tre lezioni serali e il nostro matrimonio è valido a tutti gli effetti. se il tuo amico vuole informazioni maggiori dagli pure la mia email che gli spiego bene :)

  4. ciao Fran, giungo qui dietro suggerimento di Stark per chiederti un paio di consigli. Non t’interpello sul blogghe per non annoiare i commentatori – ehm, però non trovo l’indirizzo email :D

    vabbè, in caso ti scrivo su splinder. Grazie e perdona (preventivamente) il congenito rompicoglionismo.

  5. Aluccia: sarà fatto.

    mc: nooo, ci provino solo :P

    paolo: in realtà appena avrò il tempo per occuparmene andrò a prendermi un cane. Li adoro.

    edi: vicino al trackback oppure franfiorini@gmail.com (so già l’argomento, chiedimi pure tutto sarò ben lieta di aiutarti :D)

  6. Io avrei un consiglio ancor più radicale: di’ loro di sposarsi in comune, o meglio ancora a Las Vegas, con uno di quei riti celebrati da un sosia di Elvis. Sai che figata.

    Perché, è innegabile. In moltissimi si sposano in chiesa, pur non mettendoci piede da anni. Retaggio di una tradizione che da sempre ci dice che “dobbiamo” fare così, e noi, effettivamente, facciamo così. Per metterci al riparo da sguardi inquisitori, per fugare commenti malevoli. Per compiacere la mamma, la suocera o qualche zia. Ammiro moltissimo quelli che davvero ci credono, un po’ meno chi lo fa senza nemmeno chiedersi il perché. Non mi pare molto coerente.

    E il prezzo da pagare all’incoerenza sono quei meravigliosi corsi-fuffa di cui si diceva, imposti da persone che hanno deciso in partenza di tirarsi fuori dal gioco, ma che nonostante tutto sono decisi a dettarne le regole. Non mi piace.

  7. Penso che in questo caso sia abbassare una spalla per fare un piacere ai di lei genitori, a volte per amore si debbono fare dei sacrifici. Almeno in questo caso la vedo così…

  8. non c’è nulla di male a sposarsi in chiesa per far felici i genitori e i nonni. anche se non si è cattolici esemplari. e poi, credenti o no, il rito religioso è decisamente più intenso e commovente di un vicesindaco frettoloso.

    augh.

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