Pavlov.

In realtà io non ho voglia di fare un tubo e mi scoraggio per un nonnulla.
 
Vediamo di suddividere le fasi passate della vita.
 
La noia della scuola (pensate, lì avevo voglia di studiare e possedevo anche della memoria, ma i ritmi erano lenti quindi dopo la seconda liceo smisi di studiare. Il miracolo è che non se ne sia ancora accorto nessuno)
 
La Fran operaia (iniziai a lavorare il 21 giugno 1996. Sono dieci anni che lavoro e ne avrò un paio di contributi gettati nel cesso o riscuotibili ad ottantanni, quando preferirò fare il professore emerito, ossia l’anziana aterosclerotica e rincoglionita che andrà a raccontare simpatici aneddoti agli studenti, chiedendo poi loro quelli lì agli esami…)
 
Il nomadismo (quasi quattro anni a Parma rischiano di portarmi al miracolo stanziale. Del resto io l’ho detto, mi son sposata Medicina e non si può essere bigami…)
 
Decidere se si hanno peggiori rapporti con le donne o con gli uomini (non lo so, però il mio collega di studi inizia a rivolgersi a me al maschile. Non so se è un bene…)
 
La costanza (è prossima allo zero. Anche perchè mentre faccio una cosa ne programmo altre 26. Fortunatamente la lotta al pagamento delle bollette mi frena)
 
Gli obiettivi (se non me li pongo tipo bistecca sventolata al cane che saliva non mi smuovo. Di default ho i piombi che mi ancorano…)
 
Le botte di culo (non si spiegherebbe come faccia a trovare sempre gente a cui sto simpatica..)
 
[continua?]

0 thoughts on “Pavlov.”

  1. … e in una grigia mattina del mio solito inverno mi apparve come per incanto la FRAN…

    un anno a leggerti….

    per fortuna i blog non migrano :)

    Baci

    Stef:)

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