Operation smile.

Suvvia giovani, qui cazzeggiando e contando all’indietro non solo per il concerto dei Muse ma anche per alcuni challenge lavorativi si decide di fare una simpaticissima lista di cose giovani e innovative da fare a Parigi (urlando poi in caso che vi conducano alla Bastiglia: "è chiaramente un complotto politico!!")

Ah, il primo consiglio è: tenere il numero dell’ambasciata nelle mutande. Sia mai, è il posto più adatto a tenerne la conservazione.

Punto uno: entrare a san Sulpice e cercare un prete per farsi autografare la copia del codice da vinci. Se rifiuta insistere, in modo deciso ma cortese, per almeno una foto ricordo con il cartello "Danbraun è mej’ ‘e Benedetto".

Punto due: giocare a fare il leghista in banlieu distribuendo copie dei libri della fallaci e spiegandone i contenuti fuori da una moschea.

Punto tre: (iddio, mandacela giusta) girare con una maglietta azzurrina con scritto in fondo "attacchez vous à cette baguette". [consigliato agli uomini però]

Punto quattro: utilizzare il nome "Marianna", l’eroina della Francia, come il moccolo "Maremma". Si gradisce magari tradurre tutti i moccoli in lingua locale per un effetto più a pronta presa.

Punto quattro bis: casomai sennò vestirsi in modo pauperistico, urlare "sento le voci" e dire che venite da Orleans scalo.

Punto cinque: spiegare a quelli che limonano a les halles che stanno strusciandosi dove appena cento anni prima dei cadaveri affioravano dal terreno in quanto non ben seppelliti (eccazzo, non limono io perché debbono farlo gli altri?)

Punto sei: affermare che Napoleone era di origini Toscane. E anche io. E quindi incoronarsi con quel che capita.

Punto sette: cenare a bruschetta all’aglio, pici all’aglione, finocchiona con abbondante aglio il tutto condito con succo d’aglio. Il giorno dopo fraternizzare con molti francesi a cui, se si lamenteranno, spiegherete che anche voi volevate provare le loro usanze.

Punto otto: il chianti è meglio del bordeaux. Se si lamentano digli che non hai basi su cui giudicare e che tu bevi molto vino tutti i giorni dell’anno, e quello è il tuo indirizzo. E la tua cantina è così vuota, porella.

Punto nove: parlare coi colleghi francesi e proferire "ah, piuttosto che farmi avvelenare coi vostri formaggi e zuppette varie vado al mac donald’s". In caso di sguardi poco amicali dire "eh, ma ci vado per il wi-fi!"

Punto dieci: salire sulla torre eiffel e urlare "cazzo!!! soffro di vertigini e non lo ricordavo!!"

Punto undici: (eh, anche qui… se uno fosse maschio polidipsico… e dovesse mingere…) spegnere con la propulsione vescicale una simpatica fiaccolina sotto l’arco di trionfo.
Punto dodici: giuocare a fare figure plastiche nella fontana sotto il centre Pompidour. In caso di richiamo dalle autorità dite che non vi prendeva bene il telefonino e speravate che il gingillarsi in plasticismi fisici danzerecci sotto un certo centro con quel nome facesse alzare qualcosa (le tacche del cellulare, tipo).

[continua?]

0 thoughts on “Operation smile.”

  1. mi piace il punto otto, da matti.

    ed esiste anche la famosa “marianna cane”, da me spesso detta quando ero piccola, in assonanza col mio stesso nome.

    Comunque la maglietta del punto tre la voglio anche io. ;)

    Ari

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