Pneumoché? [ovvero: i tirocini servono, cazzo se servono]

Pensate, tra le patologie conosciute più poeticamente individuabili con la semeiotica, ovvero lo studio dei segni che il tuo corpo ostende nel bel mezzo di un disturbo, c’è lo pneumotorace.
Una volta, parlando con Andrea su skype, sentii una bellissima definizione della patologia. Sua moglie camminando sulla neve e sentendo il crepitio della stessa sotto i propri piedi definì quel suono proprio simile a quello della bollicina d’aria sottocutanea che si forma nello pneumotorace.
Il malessere del pneumotorace, talvolta, è assimilabile a uno dei fastidiosi dolori intercostali. Il polmone, che normalmente è tenuto espanso nella sua cavità, si affloscia tipo palloncino sul suo ilo, che diciamo è la zona di raccordo con il resto dell’albero bronchiale. In pratica, quando respirate, vedete muovere solo una delle due parti, quella che funge, naturalmente. La gravità di questo afflosciamento e quindi la quantità di aria ospitata nello spazio intrapleurico ce lo fa classificare. Per controbattere questo afflosciamento del vostro polmone si deve ricreare, come avrete inteso a logica, una pressione negativa rispetto all’esterno, quindi sgonfiando ciò che non ci deve essere. Da bucare per evitare shock e arresto cardiaco susseguenti a questa implosione dell’organo. Quindi un ago cannula, previa anestesia locale, viene inserito nel secondo spazio intercostale sulla linea emiclaveare, e viene successivamente collegato con un sistema che aspira l’aria. Da lì, va conservato un tubicino di drenaggio, che per i non avvezzi indicheremo come una sorta di valvola di sfiatatoio.  Da togliere dopo una settimana, diciamo.
Gli altri segni semeiologici caratteristici sono la tachicardia associata alla pressione arteriosa bassa, la scomparsa del murmure vescicolare [ragionando: se non c’è il polmone, cosa dovrebbe vescicolare?] e la riduzione del fremito vocale tattile [avete mai sentito quelle vibrazioni nel torace quando parlate?]. Particolare è anche la radiografia del torace, che vi farà vedere il polmone collassato e la trachea "tirata" dalla parte del polmone che funziona. Insomma, ha anche un suo fascino.

Ecco, svegliarsi alle due e quarantacinque causa gente che sotto casa tua urlava "bellaciao", sentire la dispnea a mille, non riuscire a respirare. Pensare all’emoglobina a puttane. Sentirsi una bollicina sottocute, cercare con il Litmann dove cazzo è il murmure vescicolare nel tuo polmone di destra, vedersi il collo simile a Pappalardo e dire a tua madre "Mi sa che ho uno pneumotorace, andiamo in Pronto Soccorso?". Arrivare in pronto soccorso, dire: "Salve, sono uno studente di medicina, ho uno pneumotorace, potete riespandermi il polmone destro prima che vada in shock?", sentire un male cane, perché trattare la pleura fa un male della madonna, e svenire quattro volte dal dolore. Uscire e stramazzare sul divano di casa, col drenaggio a destra. Beh, cazzo. Scusate, ora vado a cagarmi sotto che ho fatto fin troppo l’eroe finora.

0 thoughts on “Pneumoché? [ovvero: i tirocini servono, cazzo se servono]”

  1. ma il rumore simil-crepitìo-dei-passi-sulla-neve non era dell’enfisema sottocutaneo?

    Nel pneumotorace dove sta la bollicina d’aria sottocutanea?

    Sono confusa.

    Spero che tu stia meglio!

  2. WinniePruh: pneumotorace da rimozione non ortodossa (sic) del catetere in atrio destro per la chemioterapia con capecitabina. La bollicina d’aria di norma la senti in zona apici, quindi quasi sotto il collo.

  3. Tutta colpa di quei comunisti che alle 3 di notte non hanno un cazzo da fare..

    Ah per la serie..solo a sentire come si interviene in caso di pne..come cazz è..io sono morto. Chi ti sta scrivendo è il mio spiritello porcello.

  4. azz, mi spiace.

    Spero che ora tu stia meglio, in ogni caso. Anche se lurko, mi era sfuggito il dettaglio della chemio, mea culpa.

    A rileggerci presto concittadina ^^

    Per l’autoreferenzialità, un mese e mezzo fa ho fatto quasi un’ora di bls ad una bambina vittima di incidente stradale che si è salvata.

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