City of settembre.

Una band degli anni ’70, italiana, fu la PFM. Premiata Forneria Marconi. A memoria meno di una decina di anni fa uscì una loro raccolta di successi. Di loro è impossibile non ricordarsi il primo 45 giri [il singolo di allora] che era "Impressioni di settembre". Canzone bellissima, a tratti meravigliosa. Un testo che coniuga poesia e melodia.

"quante verde, tutto intorno ancor di più in là/sembra quasi un mare l’erba/e leggero il mio pensiero vola e va/ho quasi paura che si perda"

mp3: PFM: impressioni di settembre.

Nel 2002 sono state fatte due cover di Impressioni di settembre. La versione di Battiato è praticamente identica all’originale; quella di Renga è acustica, solo pianoforte e voce: e la cosa bella è che al pianoforte c’è Flavio Premoli, tastierista della storica PFM.
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Già, il gruppo storico della PFM. Tra questi, tra coloro i quali hanno fondato la PFM c’era Mauro Pagani. Pagani lo vedete nella foto qui sopra. In mezzo ai Franz Ferdinand e a Matthew Bellamy tutti alle officinemeccaniche.
Cosa c’entra il leader dei Muse e Pagani lì assieme? Beh, è nata una collaborazione nel nuovo album dei Muse. Beh, credo che tutti ci siamo un po’ accorti di quanto Matt bazzichi l’Italia. Lui ormai è un habitué di Milano, e stando lì cercava uno studio dove provare, creare qualcosa si nuovo tra chitarra e voce. Proprio lì i due si incontrano, Matt cerca di adattare più tracce del nuovo disco sui vecchi successi italiani [oltre Morricone (Knights of Cydonia, eh…) dice di aver ascoltato molta musica italiana predilegendo tra i vari artisti anche uno che è nato il mio stesso giorno, Massimo Ranieri] o perlomeno sugli arrangiamenti della musica italiana. Così nasce, a più mani, ma con le liriche scritte esclusivamente dal cantante inglese, City of delusion.
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Probabilmente City of delusion è una delle tracce più belle di Black holes and revelations. Si azzarda anche la più bella. Presenti, oltre a Pagani, nella traccia altri due italiani. Edoardo de Angelis (violino) and Marco Brioschi (tromba).

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