Dove c'è Barilla c'è casa.

Ormai io e la pasta in bianco siamo affini. Che culo. Non digerisco più le basi dei sughi, ho i crampi cibandomi di pomodoro, non parliamo di cose più elaborate… che ne so… una carbonar… glom, una amatric… boscai… scusate, ho i tasti sbavati così tanto che ormai vedendo gli spot in tv anche dei sughi pronti sbavo come il cane di Pavlov.

"Nonna, non posso mangiare carne ed ho una dieta ristrettissima…"

"Ah, non ti preoccupare, io non cucino nulla."

Ecco, causa compilation di problemi mi sono ritrovata a mangiare verdure cotte, legumi, prosciutto crudo e cotto, pasta in bianco e -diosiabenedetto- gelato. Qualsiasi altra cosa inserita a rotazione sbarellava un po’ tutto, e quindi, oltre a bere Maalox come se fosse tamarindo [del resto il sapore alla menta lo rende molto estivo, ve lo consiglio. Ora se mettono i farmaci alla coop anziché comprare gli sciroppi Fabbri comprate i Maalox. Ricordo che il Plus sa di crema all’arancia e quello normale da un euro e cinquanta sa di menta. Che figuroni ai veglioni con gli amici che farete, pensate, potete anche presentargli lo zampone di due Natali prima e non avrete a che nuocergli se prima e dopo gli fate un aperitivino alla menta e un ammazzacaffé alla crema all’arancia.] dovevo e devo calcolare peggio di una con disordini alimentari ciò che il mio apparato gastrointestinale andava a ospitare per un simpatico viaggio tra stomi.

Il casino è quando si ha la propria nonna, che se le dici una cosa tanto è inutile, che c’ha la sua idea in testa e la sua è migliore delle tue, che ti frega. Tanto lei di medicina ne legge su Dippiù e ti taglia gli articoli [ma ora è passata a Vanity Fair, ho paura.]

"Lo vuoi un pezz…"

"No."

"Suuuu, un pezzettino…"

"Eccazzo, non posso. Già che sto rimettendo su un culo alla Jennifer Lopez."

"Eh, ma è perché non ti muovi…"

"…"

"Ti va un pezzo di sals…"

"No."

"Un pezzettino di mozzarella?"

"No."

"Ti apro l’auricchio."

"Maccazzo…"

"A mammì, se poi Francesca ti manda affanculo io tifo per lei."

"Eh, esagerate. In fin dei conti non mangia nulla…"

"Mi mancano i periodi in cui rivomitavo, quasi."

"Ehm, sto salivando come un rottweiler digiuno da sei mesi ma io, nonna, non posso mangiare carne né bere questo Chianti riserva 1997, porca di quella troia vacca…"

"Suvvia, un pochino…"

"Il Chianti, no proprio…"

"Ma un pezzettino di carne grigliata… fai contenta la nonna anziché le verdure cotte…"

Dopo aver trasgredito, con problemi vari.

"Mah, io non capisco perché ti senti male così…"

"Io ormai penso sia accanimento divino, unisciti a me."

"Per due braciole…"

"Se ti dico che il mese scorso mangiavo sessanta grammi di pasta in bianco due volte al giorno?"

"Ecco perché hai quelle due occhiaie. Ti faccio la carne stasera."


0 thoughts on “Dove c'è Barilla c'è casa.”

Rispondi