Se uno ha i nonni di Pitigliano e di Baviera.

Narrasi che il mio bisnonno materno producesse un vino di gradazione sui 14 gradi.
Infatti credo che si sia evoluta la nostra alcool deidrogenasi, enzima che ti permette di smaltire lo alcool senza che ti ciucchi subito come fossi un ggggiapponese qualsiasi a cui l’enzima funziona quanto un regionale trenitalia se te sei pendolare, a livelli di funzionalità ed efficienza svizzera.

Ora non per dire, ma pare che sedersi con una boccia de vino vicino non faccia gggiovane.
Anzi.
Ieri sentendo che in pratica anche se uno si è cibato con un babà al rum della lidl verrà multato, incarcerato e costretto a guidare solo auto fiat ho iniziato a pensare che questo sia un mondo triste (e solitario). Poi ce lo meritiamo Lapo che ci dice che è stata l’eroina e non la coca a farlo stramazzare in overdose. Perché ora ci manca che dobbiamo girare con uno con un segno di riconoscimento se non si beve a turno la sera. Minchia, la stelladidavide o la letterascarlatta ci fanno una sega eh.

(che alla fine ci ha detto bene Tom, sul pacchetto Bianchi)

Dico, ma se giro con la mia macchina, per quanto io fisicamente ami la mia macchina, volete che mi ciucco pure e dopo debbo pagare l’aumento dell’assicurazione, il carrozziere, la controparte etc etc in caso di minimo contatto di lamiere? Ma siamo fessi? Il problema non è principalmente quello. In Italia le strade fanno schifo, la gente guida da schifo anche da sobria ed è indecente che io non abbia un bus che faccia servizio rimorchiandomi fuori da un locale mentre sto per sfiorare il coma etilico dopo una settimana di merda, perché sì, magari a me va di divertirmi così dacché anche la tachipirina e le patatine fritte incasinano il fegato ma non mi danno soddisfazione.

Però, dicevo, l’etilismo.
Dannoi sin da piccini ci si fa comprendere che il vino non è qualcosa di cattivo. Veniamo traviati dalla puccia di biscotto nel bianco. Dovete capirci. Poi si cresce, non si capisce perché la gente adopri la sambuca o il fernet (il fernet, cielo) per correggere il caffé oppure come mai la gente si ciucchi col primo Negroni. Signori miei, era meglio una volta, quando si esponeva la frasca fuori le cantine e si andava a cantare la sera in osteria. Che tempi, signora mia. Inzia ad essere più facile e a buonmercato comprare cocaina che una bottiglia di Brunello. Mah.

[merda, non bevo da tre mesi, si inizia a notare]

0 thoughts on “Se uno ha i nonni di Pitigliano e di Baviera.”

  1. Belllissssimo post, pregno di significato (ed alcol soprattutto)

    Cmq devo dire che mi sto sglapsizzando.

    p.s. dalla regia mi dicono che pure sta settimana sono finito sul panorama, ma a me non m’ha contattato nessuno. Pagina 190 sotto l’articolo di Sofri, qualcuno può confermare?

  2. Che poi ho dimenticato la parte più importante del commento. Colpa di mio cugino Al.

    Mio nonno ha sempre fatto un vino pessimo, di quelli che puoi usare per levare la ruggine dalle ringhiere. Però in compenso ho sempre trovato altro per tenermi allenato.

  3. Ecco, a me il vino l’hanno sempre tenuto lontano, da bimbo (con un libertario “se vuoi comunque puoi assaggiarlo”, da un certo punto in poi). E adesso non lo apprezzo proprio, anzi, non lo apprezziamo né io né il mio corpo – un bicchiere di rosso di sera e alla mattina di alzarsi si spera (tengo lo scombussolìo in pancia e l’abbiocco in genere).

    Attualmente bevo una birra a settimana (anche se la birra invece l’apprezzo e la berrei dippiù). E in genere è quell’unica sera a settimana in cui uso l’autoveicolo. Gh.

  4. le origini simili riportano sprazzi di vendemmie cui partecipavo sin da piccola, sbevazzando subito il mosto appena pronto. ho ricordi etilici meravigliosi.

    e lo dico da cameriera al pub: si è perso il gusto del bere, è diventato una cosa per pochi eletti (e per questo il Brunello costa un casino).

    La prossima volta che vengo a trovarti si pasteggia a Chianti.

  5. Qui sempre si ricorderà il nonno che litigava con la genitrice perchè quest’ultima non gradiva che il pargolo in età quasi pre-scolare si bevesse i long-drink a tavola (ovvero vino e acqua, indeed). Il problema si è manifestato solo in età adoloscenziale e si trascina tutt’ora: per una buona sbronza occorrono investimenti maggiori.

    Ho appena assaggiato un barbera di una cantina pavese che mi arrivava a 14,5. stt c’era proprio scritto “e sti cazzi!”.

    PS: grazie per Dolores, anche se non potevi sapere del nostro fidanzamento.

  6. Secondo me annacquare il vino coll’acqua è un crimine dell’umanità.

    Detto questo ti capisco, la resistenza ai vini e birre qui è altina (mentre i superalcolici è la mucosa dell’esofago che non li regge, ecco). Grazie della tesimon… ehm..

    P.s. Assì?

  7. “l’acqua fa male er vino fa cantà” così cantava mio nonno.

    Per questo, sabato tutti ad Ariccia a magnà la porchetta e a mbriacarse col vino de li Castelli.

  8. io mi devo sparare un goccettino ogni volta che affronto la teoria dei giochi (sembra una roba figa ma Nash ci è impazzito, vedi te). fortuna che il mio rischio massimo è finire nel canale e essere divorata dalle pantegane assassine.

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