Mappaggi.

Ieri s’è andate a fare spesa.
Voi non potete capire, ma nel tragitto casa-Esselunga mia mamma si perdeva sempre o non sapeva che strada prendere.
Ieri stavo per commuovermi, ha fatto tutto da sola. Non ha scazzato nulla. E dire che lei e l’orientamento non è che son due cose molto affini. Nel senso, mia mamma la programmi su un percorso e poi per abitudine fa quello. Se le chiudono una strada è un bordello.

Tipo, una volta mia mamma mi telefonò mentre ero a lezione e mi disse:
"Sono a Cerveteri, mi dici come si arriva al bookshop?"
Calcolate, questa è la mappa della necropoli della Banditaccia. Mia mamma era a livello di via dei Monti Ceriti (segnaposto in blu sulla destra della mappa), e naturalmente a livello non aereo la vegetazione non è così sparuta [i miei unici rendez vous con le vipere li ho avuti lì]
Facciamo che per esempio voglio usare le mappe quelle personalizzate di google, ma non le so ancora usare, nel senso fare tutto il percorso (sob, sono impedita) ma I’ve put my bandierin. Pensate invece a spiegare al cellulare il percorso. Una volta riuscita mi sentivo meglio di un tom-tom, e all’epoca non c’erano ancora.

Io in tutta la mia vita mi sono persa solo nel tragitto Nantes-Saint Sebastien sur Loire. C’erano troppi capannoni e troppi ponti, e al solito come in Francia è usuale, pochissimi cartelli e molti in conflitto tra loro. Nel senso, ci misi un’ora a venirne fuori, però ne uscii.

In tutto questo io dovrei trovare la voglia di andarmi a fare rimappare i nevi (o nei, come li chiamate voi fuori dal giro) sulla pelle. Ne ho 31 solo sull’avambraccio destro. Un disastro, e dire che sono di carnagione bianchina. Dite che non si può fare con google, eh?

0 thoughts on “Mappaggi.”

  1. ma davvero voi del giro li chiamate nevi???

    kestoooria! :)

    io però la storia di google la prenderei seriamente in considerazione… perché non proponi l’idea ai Google Labs?

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