Martedì 17 (che non è come il venerdì, ma neppure il 13)

Dopo due anni, una sospensione facendo altri esami, cazzi e mazzi, gente che rosica, ho passato uno dei due esami che costringe la gente a emigrare verso altri atenei.
E l’abbiam passato in due.
Donne.

Professore (che squadrava sempre la Fran in giro e che conosce la mia taglia meglio di me) con 30 tic nervosi, vedendo la sottoscritta ormai in panico dopo sei volte a provarlo:
Prof: "Si è presa a martellate le unghie?"
Fran: "Sa, il diversivo era solo la biochimica…"
Prof: "Anzi, sembra tutto coagulato…"
Fran: "Eh, sotto esami la ratio va a puttane…"
Prof: "…"
[per la cronaca: mi sono davvero scorticata la mano destra ad unghiate nella foga del nervosismo]

Boh, dovrei esser felice?

0 thoughts on “Martedì 17 (che non è come il venerdì, ma neppure il 13)”

  1. (pacche sulle spalle alla Francé)

    OK, congratulazioni giovanotta, ma adesso tocca all’al…

    …lasciamo perdere, almeno per oggi. Sii felice, insomma. Te lo meriti.

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