Quando uno non ha tempo di fare i post si autocita.

C’era una volta una serie di post ove giunse per la prima volta, su codesti schermi, il termine pulcicchiotto. Ma all’epoca non commentavano porci e cani. La cultura essudata da codesto sglaps era per una ristretta elite, ora l’elite è allargata.

Dicevo, fate conto che c’è chi partorisce codeste definizioni:
  • Ma il tema hot hot non si fermava lì. Continuava alla tomba delle fustigazioni, che suppergiù si spiegava sempre così:

    "Bene, il nome potrà farvi pensare cose errate e ingiuste. Ma capitelo, la tomba venne scoperta da un ignaro pastore che nell’epoca dell’Inquisizione, e qui s’era nello statodellachiesa, ebbe paura della scoperta mentre egli si riparava qui col suo gregge. Non c’è nulla di cruento, orbene. Nella tomba ci sono tre porte dipinte, che rappresentano le vie di fuga verso l’aldilà. Ma prima di crogiolarmi su la uno, la due o la tre vi dirò cosa c’è nella parete di destra, che non è così immediato. Visto che il pastore impaurito aveva affumicato il dipinto giunto ai suoi occhi sembra che due uomini stiano giocando a morra, appoggiati a un tavolo. Ma ecco… non è un tavolo quello che hanno a ponte tra loro due. Vi ricordo per motivi di cronaca che le donne sono raffigurate con un colorito più chiaro, quindi ecco, vi è una donna che da una parte ha qualcuno e il suo qualcosa nella parte posteriore e sta facendo una sorta di prova microfono dalla parte opposta…"
Fate conto che vi ho trovato la foto. E vi dirò, è bellissima, visto che è difficilissimo fare le foto nelle tombe di Tarquinia e vista la posizione (ehm ehm) del dipinto costringa a determinati equilibrismi (!!!). Ma così potete fare il confronto. Son cose, eh?

0 thoughts on “Quando uno non ha tempo di fare i post si autocita.”

  1. Oh. Quando andai a Tarquinia quella tomba non me la fecero vedere mica. Eh, sta roba la tolgono dall’itinerario per le gite degli innocenti fanciulli delle medie…

  2. E perchè non avete idea delle iconografie pompeiane. In gita scolastica a visitare gli scavi di Pompei (ero al primo liceo classico, dunque terzo anno di superiori) io e le mie compagne di classe (eravamo una scolaresca di sole donne) ci imbattemmo nella rappresentazione di una bilancia dorata , quella classica a due piatti, il cui sostegno era… beh…un pisello gigante; il bello era che la guida (un barbuto signore sui sessant’anni, incravattato come un manager in carriera) nel presentarlo, forse per l’emozione, forse per il caldo soffocante ( era Aprile….mi, son passati 13 anni!!), si emozionò a tal punto da sbagliare a tradurre l’iscrizione sottostante, che recitava “L ‘uomo vale tanto oro quanto pesa”, invertendo i due predicati……passammo i giorni seguenti fino alla fine dell’anno a prendere in giro l’anzianotto accompagnatore per questa svista linguistica, ed ancora adesso “L’uomo pesa tanto oro quanto vale” rimane uno dei momenti storici degli anni trascorsi al liceo.

  3. A proposito di nomignoli affettuosi, mio padre, sebbene abbia quasi trent’anni, si ostina ancora chiamarmi “Tesoro di papà” come quando andavo alle elementari.

  4. Ah guarda Pompei l’ho vista 3 giorni fa, anche noi in gita scolastica, non so se li avevi notati ma di “simboli fallici” ce ne sono ovunque anche agli incroci delle vie..e i il lupanare l’avevate visitato? I ragazzi della mia classe sono riuscita a trovare (non so come) e a comprare della pasta detta cazzetti che riprende proprio la forma…

  5. Son tornata! Adesso ci metterò 2 ore a leggere tutto il resto ma volevo rendere presente la mia presenza (notare che mi ripeto, son alquanto stanchina…).

    Eh, che furbacchiotti gli Etruschi! Altro che l’ormone grande come un’anguria in circolazione alla maggior parte dei miei conoscenti, me compresa. ;-)

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