PERYSTALSI

L’avere avuto noje di stampo intestinale ha portato il paziente ad aguzzare l’ingegno.
Ad esempio il conoscere ove sono situati i servizi igienici dell’azienda ospedaliera-universitaria.

Questa conoscenza è sì utile nell’ordine che uno scelga e speri di raggiungere tosto il trono in ceramica.
Vi dirò, qui c’è stata fortuna perché solo la primavolta si perse l’uso degli sfinteri (fu bellissimo recuperare l’uso dei pannoloni a 18 anni quando io me lo ero dittorialmente tolto ad anni due dacché ero sicura del controllo delle mie funzioni primarie), ora è andata abbastanza bene, quindi non è che si deve correre novelli Johnson verso la prima stanza con le piastrelle ma senza fornelletti, centrifughe e pipette.
La scelta del bagno è importante. Anche perché non si sa ma c’è questo uso delle donne sì di pisciare nella posizione a spazzaneve (o a uovo, non so come vi torna meglio) ma non si capisce come sia anatomicamente messa l’uretra femminile dacché si trova orina sparsa ovunque. Poi si dice degli uomini e della tavoletta. Io me lo ricordo quando io e la mia collegadiuniversità prima letterina e ora corridaiola facevamo le file al cesso degli uomini o degli handicappati (no, non c’è una connessione) giacché in quelli delle donne vigeva un torpedone nonché un lassismo igienico.

Non so.

Però ad esempio, da me ci sono da evitare i bagni delle Aule Nuove.
Le Aule Nuove sono un ossimorico modo per indicare edifici degli anni 60 che erano infarciti di eternit quanto un castagnaccio di uvetta e pinoli. Lì ci sono le turche. Quindi l’anno scorso quando la Natura creava e chiamava e Cirio non era lì a conservare dovevo appropinquarmi col badge in mano a cercare i bagni in biblioteca. Non proprio un tragitto immediato, diciamolo.
Però nel plesso è bello. Ci sono i cessi ad uso e fruizione delle masse e ci sono quelli che sembrano un po’ più privè. E nei un po’ più privati, oltre ad esserci la carta (fateci caso a quanto finisce presto la carta nei bagni delle donne, chissà come mai eh?) c’è anche il sapone. Che noi operatori del settore dovremmo saperlo che le mani vanno lavate sempre e comunque, e quindi vedere gli altri bagni sprovvisti ti mette tanti dubbi, signore mie. Anche se poi manca di come asciugarsi, e lì devi optare per l’asciugatura modello aspersorio della domenica delle Palme.

Pensate, quanto è realistica la letteratura sglapsica. A metà del paragrafo sopra son dovuta andare al bagno, ma ho tratto ispirazione eh?

Dicevo, comunque non ricordo come fosse quella statistica là, di quanto tempo nella vita si sta al bagno. Ma credo che nell’ultimo anno io ci ho passato se vado a guardare circa una settimana al mese. Capite che sarebbe come la statistica del pollo. Ah, sì, e non parliamo di spazzolare i denti. Son cose.
Cheppoi, questa qui sta diventando una piaga sociale. Una volta un mio amico, a casa di miei amici, voleva telefonarmi. Solo che io oltre a tenere cronicamente la suoneria su solo vibrazione ero anche sempre in quella stanza lì. Fortuna che poi una mia amica gli ha porto le mie scuse con apposito bigliettino (anche se l’uso proetico delle Y non era così appropriato, ma io scrissi bene) circa la situazione:

Tanto è una costante. Si sta come dopo aver dato di corpo sul cesso a rimirar.
E vorrei farci un post, sulle scritte nei cessi.
Scusate, mi necessita il probiotico.

0 thoughts on “PERYSTALSI”

  1. Leggere il tuo post mi ha provocato un lieve bisogno fisiologico (non intestinale :)), cosi’ ho notato che in bagno, qui al lavoro, ci sono 8 rotoli di carta igienica (Scottex, eh!!),

    il sapone, benche’ al gusto ciliegia, non manca mai, come anche le salviettine per asciugarsi le mani. Ed e’ pure pulito.

    Insomma, basta non essere nelle aule universitarie…

    Ricordo bene che nel dipartimento di Fisica (il cui fantastico “anticesso” non aveva la porta, ma le porticine stile saloon che davano sul corridoio) c’era a malapena la tazza!!

    Sere

  2. Che bello questo studio degli architetti dei bisogni primari delle persone (del tipo, qui han dovuto rifar fare il progetto del pronto soccorso perché avevano messo scalini a caso dove non abbisognava. Son cose.)

  3. In un bagno di un bar di Sanremo c’era un papiro del gestore diretto al gentile cliente… faceva tutta una disamina sull’arte, concludendo con rammarico “il locale manca di spazio e non può conservare le vostre creazioni. VI PREGHIAMO TUTTI IN CORO DI TENERE PULITO IL WC”. E poi più sotto, minaccioso: “SMS per soli uomini: centrare il buco, grazie” – e di fianco: “SMS per sole donne: evitare a priori di salire con le scarpe sul water, grazie”.

    Mamma mia, quella volta dal terrore non riuscii a far pipì o_O

  4. “quando la Natura creava e chiamava e Cirio non era lì a conservare”

    Fantastico, come tutto il post.

    Ah, però (proprio per cercare il pelo nel water) nel delizioso bigliettYno manca un’altra negazione dopo “risposto”, così sembra che gli hai risposto :D

  5. Indimenticabile, almeno per me, il cesso delle donne della Facoltà di Scienze Politiche de “La sapienza” :situato appena prima del Dipartimento Di Lingue Straniere, con una porta in noce che non si chiudeva mai del tutto, era famoso per il pavimento sempre umido e per il tanfo sempre presente o di candeggina o di qualcos’altro…lo usavo soltanto quando la vescica stava lì lì per scoppiare e non ce la facevo a raggiungere il Dipartimento di Economia al primo piano (quella sì che era davvero una signora toilette!).

    P.S. : Non ho mai saputo se fosse vero o no, ma ai tempi miei girava voce che le toilettes di Giurisprudenza venissero spesso utilizzate come “alcove”….

  6. Approposito di scritte, sulla porta dell’unico cesso funzionante per ragazze (in tutta la scuola, due piani, insomma, una cosetta pratica) c’è dall’anno scorzo la mia scritta “Punto di non ritoro”.

    Così, tanto per citarlo.

  7. catepol: quelli di feedburner vanno :P

    Irihal: chebbello.

    Barbara, lol, splendido.

    Fra1977: ma ehm, se c’è intenso odore come si fa ad ehm ehm?

    Disorder: non ci son più gli amanuensi di una volta.

    MissFdV: debbo passare la fotocamera al mio collegadiuni.

    CIccio: …

    Stm: oddio O__o

  8. Leggo solo ora questo post, e vorrei esternarLe il Mio apprezzamento per la gradita CYTAZYONE (immagino non debbano esser stati dei bei momenti, La capisco, anche da queste parti siamo debolucci, a volte).

    il Proeta

  9. Qs uso delle Y fa molto gggggiovane…

    Per quanto riguarda i cessi cafoscarini, un mio amico mi ha chiesto di lamentarmi sul giornale riguardo ai bagni. Che quello dei ragazzi devono far centro con in testa l’elmetto da minatore che la lampadina del bagno è andata da mesi! In compenso io vedo in quello delle donne vedo frasi di minaccia nei confronti di quelle che non fanno centro… Ma io dico, mica è difficile!

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