Lambraus (ma senza brau)

Tu passi per Milano il venerdì e il sabato notte e pensi che insomma, se c’è vita è un po’ come la storia degli alieni, ossia son tutti nascosti da qualche parte e magari chessò anche usciranno fuori come le ragazze che si mettono nelle torte di compleanno e te ti chiedi come facciano a non morire di asfissia. Le birthday girl dico, mica i milanesi.

Non me ne vogliano i lettori milanesi se non s’organizzò nulla ma stiedi su un pajo di giorni veramente carucci nel capoluogo meneghino ospite dei deliziosi tatini con compagnie al seguito (di cui non si può parlare, davvero. Uno perché non è nella linea editoriale, due perché ecco… Qui mi sono accorta che appena una narra nello sglaps cazzi propri a cui ci si tiene tutto tende ad andare rovinosamente a passeggiatrici. Dunque quindi eravamo della gente così, fregatevene, ai fini della narrazione è tipo la folla manzoniana, una entità unica di corpo di compagnia, come il corpo elettorale anche. Ecco. ) a vedere traglialtri il concerto del sig.stimatissimo Sondre Lerche [che gli avventori del luogo ove strimpellava chiamavano tipo come si fa in Tuscia col pizzicagnolo "SAAANDROOOAAAOH"] e la sede Amplifon da fuori alle due di notte col Roitobus (cit.) che ritardava di minuti su minuti. Queste cose qui il prontobus non le fa, signora mia. Ah, che tempi (di reazione ritardata, direi).

Solo che c’è una costante.
Forse due.
Cazzo, quindi dovrei mettere anche delle incognit… ehm.
Ogni volta che vado a Milano il tempo fa cagare. Probabilmente anche di più. Finisce che però la domenica è bellissimo e te ti svegli a orari ciabattosi ergo non ti godi la splendidezza del tempo, ziopirla. Neppure sembrava Milano, che ne so. Per il tempo dico. Per le altre cose boh, dai, ditemi bene come si coglie il fascino milanese, che tendo ad essere ben disposta ora che la mam… ehm, la mia annina tende a cedermi anche le chiavi di casa sua, quindi ehm… come si coglie sto fascino?
Ogni volta che vado a Milano il viaggio di rientro è strano. Oggi eravamo in carrozza regionale, senza aria condizionata e stipati in ogni ordine di posto, e mi circondava un orda di brasiliani che parlavano di qualsiasi cosa. Così, da Lambrate a Parma. Due coglioni da orchite acuta. Di tutto, indicavano le coltivazioni e parlavano delle piante che neppure gli agronomi Plasmon ne sanno così tanto.
Poi c’è anche quella variabile che, quando mi vogliono portare al birrificio di lambrate [una casupola di giovani birrai che sta in una traversa di un viale in cui passano tram e macchine a tutte le ore (cit.)] e tutte le volte il birrificio è chiuso. Secondo me è un segnale mistico, ma non risco a coglierlo.

E Milano continua a non cogliermi col suo fascino un po’ così, tra io sono vivo e sono qui, e io sono qui: insultami, feriscimi. Gli edifici buttati là, la trascuratezza. Signori miei, prendete un po’ di splendidezza del revival parmigiano, vi si cede in blocco la vecchia giunta, se volete.

Ah, sì, e una cosa che non c’entra nulla. Mi dicono che se la natura chiama e il vostro corpo deve rispondere [ma anche solo per un goccio di acqua, non sto parlando di sciolta] sappiate che la stazione di Modena non verrà incontro ai vostri (coff) bisogni. Difatti non si segnalano né orinatoi né cessi. Son cose, brutte. Più pappagalli per tutti.

0 thoughts on “Lambraus (ma senza brau)”

  1. Neanche io amo particolarmente la citta’ della Madunina…troppo grande, troppo dispersiva…troppo modaiola…troppe macchine!!

    Sere

  2. >Tu passi per Milano il venerdì e il sabato notte e pensi che insomma, se c’è vita è un po’ come la storia degli alieni, ossia son tutti nascosti da qualche parte<

    Fra gli appasionati di fantascienza gira questa:

    – C’è vita nello spazio?

    – Mah, giusto un po’ il sabato sera…

    :-)

  3. non ci credo……. il birrificio chiuso…

    secondo me sbagliano ogni volta indirizzo.. vi faccio da cane guida io la prossima volta!!

    barbara

  4. ci vivo da quasi 2 mesi e tutti gli autoctoni mi hanno detto che o la ami o la odi…orbene…. io mi sa che mi sono innamorata.. e dire che vengo da torino dowtown…

    (ecco, sempre la solita alternativa.. ;-) )

    barbara

  5. Milano o si ama o si odia, non esistono vie di mezzo. Se ci sono vie di mezzo, sono solo il cammino che serve a capire se la ami o la odi. Io la odiavo. Adesso ci convivo. E’ così, inutile cambiarla. Come un uomo.

  6. Ha i suoi aspetti positivi.

    Quel che ancora devo farmi andare giù, di Milano, è il fatto che se vuoi leggerti qualcosa (per non perdere tempo) in metropolitana devi essere pronto a tutto, anche a tenerti il libro fra i denti e lanciare bombeammano quando devi scendere. D’altra parte, una città che non muore alle 19.30 (e dico, non solo per la vita notturna) non può che “trovarmi d’accordo”.

  7. ML: era una cosa alla buona e decisa alla breve :(

    Boh, a me Milano sa trascurata. Non è negativa, ma è lasciata là a caso, ed essendo di tendenze precisine ed edonistiche lo trovo un difetto.

    (Sere: *come* mi hai sognata? ;) )

  8. Mi sa che e’ meglio se ti scrivo una mail,

    altrimenti il commento diventa piu’ lungo del post…paura eh??

    No, dai, non cosi’ lungo, ma forse non a tutti puo’ fregare!!!!

    Sere

  9. Come non frega? A questa (codesta, per essere franfiorinologici) congrega di implacabili comari dalle orecchie lunghe? °_°

    (scherzo, eh, chiunque utilizzi le e.mail in questo mondo inesorabilmente bloggato va incentivato, incoraggiato, premiato, oserei dire santificato u_u)

  10. Vabbe’, vah, breve riassunto…

    ho sognato di andare al concerto dei Muse a Verona, e siccome si era detto (per davvero) con la Fran di vederci, mi sono accorta che non avevo il suo numero per contattarla. Allora sono andata in paranoia, perche’ non sarei riuscita a vederla…non l’ho sognata ‘fisicamente’, ma ero cosi’ dispiaciuta di non incontrarla che e’ stata il mio primo pensiero alla mattina!!

    Eh, l’inconscio…

    Sere

  11. Se penso a Milano,io che non ci sono mai stata,ho sempre in testa l’immagine della “città da bere” di una nota pubblicità dell’amaro che passava in tv quand’ero bambina….sarà pure brutta da vivere, ma sicuramente,a livello di diveritimento e di movimento economico (parlo del centro, mica della periferia) rappresenta sicuramente il meglio del nostro paese.

  12. Non solo divertimento, dai, che visto come sono incapace di divertirmi io in senso stretto, e quanto eppure la cittadona mi garba… v’è anche cultura e certune comodità, ecco u_u

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