Etica.

Ho sempre pensato col passare degli anni più passerà il tempo e più tenderò a somigliare a mia nonna.

Vi spiego da cosa si epifanizza questo vaticinio.
[cielo, ci manca anche che piazzi un prodromo e un apotropaico, ché sulla carta posso metterli, dal vivo no, mancando le erre, e mi do noja da sola. Perché se suolgo parlare lingue straniere più spesso del dovuto poi il mio italiano si fa sì forbito che per leggere dopo anche un mio sms ci vuole la voce di Gassman buonanima?]
Descriviamo mia nonna. Mia nonna ha avuto noie cardiache. Io e mia nonna siamo due rottami. Io ho quasi paura che a mia mamma capiti qualcosa di salute, visto che qui (i maschietti che leggono siano sì cortesi da toccare per fini apotropaici -oddio l’ho detto- il loro scroto affinché questa cosa non succeda) se non fa da badante ella a noi due siamo nella merda. Quindi io ogni tanto, ansiosa come ogni persona in contesto medicale, la mando a fare qualsivoglia controllo al minimo dolorino muscolare o intercostale. Facendo finta di nulla, ma buttando là quella cosa che magari quando passi i 50 il corpo cambia, il metabolismo cambia, la menopausa, il cambiamento climatico, le mezze stagioni e il governo ladro.
[fortuna che mia mamma in questi periodi non legge lo sglaps e non si sogna di guardare gli archivi, friullillì… il primo che ne fa parola lo riduco come Enrico di Cornovaglia*]

Perché per dire una cosa non vado mai al sodo subito?
Dicevo: mia nonna è una incosciente. Direte, specie se donne vicentine, strano, mi ricorda qualcuna. Del resto son sicura che è mia nonna, sarà qualcosa certificato nel dna. Mia nonna ad esempio va al mare, in bus. Ora, che ci vogliano tre ore in bus è già scandaloso, ma si sa, mia nonna abita sì a nord di Roma, ma in una provincia assimilabile all’Abissinia. Poi, vabbè che almeno non escono soldi in casa, ma non mi pare giusto che gli anziani nel lazio non paghino i trasporti pubblici regionali, ma taciamolo. Dico, beh, mia nonna va al mare. E lei che non si sente bene, lei che a Parma non arriva neppure in piazza Garibaldi anche se io ci abito quasi vicino, lei che quando è da me è tuttuno col divano e si lamenta che io non ci son mai in casa anche con lei ospite, lei che si lamenta che io al mare stramazzo ché ho 80-60 di pressione fissa… lei al mare pota, pulisce, lava, zappa, cucina, va a fare passeggiate e a raccoglier legna.
Poi si sente male.
Direte: mandala affanculo. Tranquilli, in famiglia già lo facciamo. Siamo molto diretti, ai limiti dell’offensivo, specie io e lei che non è che ci lesineremo anche i piatti sebbene ci si voglia del bene. Però, ehm. Ma capite il problema etico. Anche io sono così. Ora, se la manda mia mamma bene, ma io come posso permettermi?
Ah, dite che devo fare come fate voi con me, ossia dire le raccomandazioni, mandarla anche a cagare che tanto lei se ne frega?
Mmm, mi sa di sì.

*Che poi, la morte dell’Enrico fu bellissima. Ma mi pare di averla accennata, qui sopra. Dovrei chiedere a gente che sa i miei post meglio di me, ne conosco due ma mi fa brutto chiederglielo. Dunque, egli venne ucciso sì nella Chiesa del Gesù a Viterbo durante il lungo Conclave mentre si officiava la messa (ferirono anche il chirichetto, ma pure quel coglione poteva togliersi di mezzo. Vedi che arrivano due incazzati rincorrendo uno e te non vai nel primo confessionale a cercare chessò dove hai lasciato il breviario? Mah). Poi lo trascinarono fuori nella piazza. Lo bobbitzzarono, e col pipo in bocca lo trascinarono per tutto il suolo pubblico circostante, tipo lattine del just married. Bello nevvero? Dante non lo dice però. Poi vabbè, siccome all’epoca dovettero portare il corpo sin su in Albione lo bollirono (credo senza mostarda) per fare in modo che arrivasse integro -per lo meno nel blocco orizzontale che rimaneva integro- su a casina. Son cose.

0 thoughts on “Etica.”

  1. Noto con piacere che la progressiva forbitezza del tuo italiano è direttamente proporzionale al miglioramento del tuo umore…

    Brava! Il modo migliore di affrontare una convalescenza è accanirsi nel proprio sglaps contro una povera anziana signora! :D

  2. Mentre leggevo mi stavo appunto chiedendo: “ma chissà se la franmamma in questi periodi legge lo sglaps o se in generale si sogna di guardare gli archivi, veh… e poi chissà che fine ha fatto Enrico di Cornovaglia…”. Eh.

    Non mi è palese il perché l’affanculodirezione non possa travalicare all’indietro la seconda generazione u_u

  3. Ah, mi sa che ho capito. Pardonnez-moi, distratto ero u_u

    Vabbe’, dai, è tuo dovere bacchettare la nonna per apprendere le sue sicuramente affinate tecniche di disimpegno, allora.

  4. Eddai su, che una nonnetta bella arzilla è il sogno di ognuno (perlomeno il mio!!), vorrei arrivarci avanti con gli anni che ancoracammono vado al bagno da sola.

  5. […]

    [..] Oggi c’era un clinico addestrato a vedere se c’è quella cosa che da lì fastidio agli ammalati e che in letteratura la chiamano male oscuro. Che poi per me visto che tutto si riduce alla massima importanza negli squilibri ormonali/elettrol [..]

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