Tra cui Giorgio di Rimini.

Cioè, poi uno odia i medici. Quando vai a farti dare una controllata dopo che no, sei stata buonina a soffrire perché ormai hai la forma mentis che il medico è come il baubau e l’ospedale è il lager (per dire, è una visione da paziente) e ti senti dire ma no, ma lei è arrivata sulle sue gambe e poi è giovane di che si preoccupa e poi quando ti guardano ti dicono che ma non è meglio che rimanga qui un po’, che ci ha la coinquilina, la mamma, la zia, il moroso, il nonno ce lo dica a loro che è meglio che rimanga qui e dopo tu, con sommo scazzo gli rispondi che la media ponderata tra il "son giovane e son venuta sulle mie gambe" e rimanere qui è l’ottimo compromesso di darmi qualcosa e farmi andare sulle mie gambe a casa, così nessuno dei due rompe i coglioni all’altro.
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Ah, ieri è venuta nella mia modesta magione la mia ingegnera preferita.
La donna che termina le mie frasi e io termino le sue (sig.Ephram, non si preoccupi, tra me e la suddetta non ci può essere dell’amore fisico ma solo una stima illimitata, sa com’è, io sono ottusamente etero). Insomma, è venuta qua ed ha conosciuto Giorgio da Rimini. Si sa, Trenitalia ha gli scorpioni, le pulci, i ritardi, i partenopei sui binari che non pagano il biglietto e i controllori provoloni.
Iddio solo sa come rimpiango la Germania in questi frangenti, coi trenini locali che ti portano anche in culo al ramo del lago dove si ammazzò Ludwig.
Ora, io ormai devo farmi la Parma-Modena ad libitum finché non lo incontro, registro tutto e minaccio Trenitalia che se non mi da viaggi aggratis illimitati come ai figli dei ferrovieri [del resto, Annika, secondo me essersi sopportate mezz’ora di profferte di Giorgio da Rimini è come quasi essere parenti eh] non so, lo mando alle Iene (ché tanto in Italia funziona tutto dicendo che o chiami il Gabibbo o lo mandi alle Iene, tristezza). Poi magari non sono il suo tipo e magari a me non invita, a Rimini. Perché a me tacchina soltanto l’ultrasettantacinquenne. Checculo, direte voi. Beh, io a sto punto finirò per indagare sulle pensioni, mi faccio sposare e lascio che muoiano, mica posso continuare a non sfruttare ‘sto talento acchiappifero geriatrico.
Dicevo, è venuta a trovarmi cotanta ingegnera e mi ha allietato la giornata. Perché qui, puramente a casaccio, collo sglaps si sono trovate un sacco di persone belle eh. Tipo, lei è una di queste. Però mica mi può fare ‘sti bigliettini, ché dopo qui altro che commoz…. ehm, dico, dopo devo ripensare al Giorgio per riodiare il mondo o perlomeno per rivederlo nel modo giusto.
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Da ieri ho uno scaldatazze usb. Quanto amo quando mi regalano le cazzate, forse perché anche io amo regalare cazzate. L’unica cosa che il mug che mi regalò nel 2003 mi pare la mia amica Flora, quello brandizzato Juventus, non mi c’entra. Vabbè. Pensate, che bello, me lo regalò per il mio compleanno, ché ero andata a Roma a vedere Lazio-Juve. Che ricordi (di merda, pareggiarono per il mio compleanno perché eravamo anche sotto di un gol, e la tizia accanto a me si era tolta le ciabatte, ed eravamo in tribuna Tevere) signora mia.
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Ci ho pensato stamani, mentre non chiudevo occhio. Nel 2004 il mio cane si addormentava per sempre. Lo stato d’animo che avevo solo in quei giorni, in quella settimana, ora me lo porto appresso da un bel po’, solo con delle parentesi ogni tanto che ho paura che mi illudano che ci sia qualcosa di bello nuovamente. Di quel periodo mi dispiace solo non esserci stata, accanto a quell’esserino. Mi dispiace solo non aver dimostrato quanto mi dispiaceva neppure a me stessa, se non parlando col mio amico Massimo. Il mio carattere, il solito, che però piano piano sta capendo che non è che ci si può chiudere sempre su tutto.

0 thoughts on “Tra cui Giorgio di Rimini.”

  1. “la mia ingegnera preferita”… adesso mi commuovo, giuro.

    Venire a farle visita è stato per me un immenso piacere, madama Fran. Conoscere Giorgio da Rimini un po’ meno, devo dire.

    [che poi, Fran, non è che potevi pensare anche che nello scaldatazze da me portato in dono ci potesse entrare comodamente la tazza brandizzata GIuventus, eh] ;)

    AnniKa

  2. >sa com’è, io sono ottusamente etero
    Emmenomale, ché di lesbominacce mi sembra di avercene già abbastanza.
    (e, l’anno prossimo, con Tiago e Almiron spacchiamo il culo ai passeri, spacchiamo.)

  3. che paracula, a me dicevi il mio fancazzista preferito !;)

    E cmq tacchinare sui treni mi manca, almeno questo. Preferisco fare il “Forrest Gump” attaccato al mio Nintendo Ds.

  4. Annika: ma no, pensavo che ti avesse allietato di più il Giorgio, pensa :P

    Ephram, stimato collega di tifo: no, guardi, va bene che sono abbastanza mascolina, però allora sono gay diciamo nel senso orientata verso la mascolinità altrui ecco. (io lo spero, ecco)

    Steve: tsk, è vero. Mica conosco altri fancazzis… ehm. Dicevo, secondo me te come maniaco del treno funzioneresti bene.

  5. Fran, c’è una cosa che non mi è proprio chiara: se tu sei gay ed Ephram è lesbica (o forse il primo caso di lesbicO della storia), allora perché io ieri non ci ho provato con te, scusa?! ;)

    AnniKa

  6. mah, io in treno attiro solitamente o tizi pallossissimi come quello che si è messo a parlarmi del CD (Adore degli Smashing Pumpkins) che avevo in mano per tutto il tragitto Mestre-Verona o i caramba. adesso mi nascondo amabilmente tra lettore mp3 e mac per tutto il tragitto.

  7. Beh, ho conosciuto degli omosessuali di sesso maschile che avevano un aspetto mascolino, indi per cui, come si suol dire, l’apparenza inganna.

    Mia sorella pianse disperatamente, facendomi venire il buco in pancia, quando Ambra, lo YorKshire del di lei fidanzato tirò le cuoia a casa nostra, proprio il pomeriggio del Venerdì Santo di due anni fa.

    La seppellirono nel giardino della casa di lui, e la lettiera finì in un ripostiglio.

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