Che poi ci hanno 'sti soprannomi che vanno al di là del passerotto.

C’è insomma una buona quota di gente a cui garbano sempre le fiabe.
Poi non si sa come è più vai al nord e più ce le hai, intorno, le fiabe. Non si sa come mai, tradizione, rarefazione dell’ossigeno in montagna, il freddo. Mah, bah, ma anche sticazzi.

Dicevo, ora si parla di Britney e Paris. Prima una volta l’oggetto primario del chiacchiericcio, prima che si chiamasse gossip erano le famiglie reali, e prima che Diana c’era Ludwig di Baviera.
Insomma, se andate su all’Hofbrauhaus ci sono tra le medagliette dei cappelli di panno bavarese anche quella con l’effigie del sovrano. Essendo quindi il bavarese medio orgogliosamente nazionalista (essendo la Baviera, nel loro pensiero, una nazione) con tratti di oltranzismo cattolico è normale che riveda in Ludwig un idolo un po’ tipo come certa gente veda chessò, una rockstar.
Non ci avete presente chi è Ludwig? Vi manca anche una certa cultura cinematografica, diggiamolo. Mai visto il film di Luchino Visconti? Beh, ma mai visto neppure il castello della bellaaddormentata nel bosco di uoltdisney? Eccheccazzi, vabbè. Eppure tutti conoscono la principessa Sissi (che in lingua originale è Sisi, diminutivo di Elisabeth), e ‘stuomo no?
Dunque questo accanto è il Koenigschlosser di Neuschwanstein. Al quale sì, si è vagamente ispirato Walt Disney. Il paesaggio lì a Fussen è allietato dal castello lì sullo sperone di roccia (al quale potete salire anche con i cavalli, però è taaaanto bello salire a piedi. C’è un pezzo, una deviazione, dal quale potreste fare foto meravigliose, però occhio che vien dopo una salita percorribile solo a piedi che è molto verticale, ad occhio un 18% in media, ma il tratto è breve) che è altimetricamente superiore al castello che era dei suoi genitori.

Ma come fu la sua infanzia? Di guano. Sua mamma, prussiana, aveva uno slancio affettivo simile a un alano aizzato verso la giugulare di qualcuno. Ché diciamolo, i bavaresi son distaccati, i prussiani son gelidi. Quindi il piccolo bimbo venne cresciuto dai servitori, però sempre lì, un po’ così, trishte. Già erano scemi di famiglia (beh, ora non ditemi che Sissi era normale, non pensate solo ai film, dovete conoscerla bene) poi lo fai crescere così, distaccato, zappettato negli affetti… è normale che poi ti sbrocca per bene, eh. Vabbè. Lui poi per chiosare il troiaio completo si era fidanzato ufficialmente con la cugina, che era sorella della Sissi. Solo che aveva altri orientamenti sessuali. Ma neppure, si pensa. Si dice che proprio non riuscì a sviluppare il lato affettivo sì tanto da avere slanci sessuali. Quindi visse sempre un po’ nella sua dimensione, spendendo e spandendo fino al tracollo finanziario e all’interdizione. Perché, suvvia, diciamocelo. Le due grandi opere di Ludwig, re che in fondo faceva simpatia, erano il costruire castelli e il far da mecenate per Wagner, ché sennò il compositore era fallito finanziariamente anche esso, ecco.
La foto quassù, con diversa colorazione cromatica qui, si riferisce al Grotto, come lo ve lo troverete scritto all’ingresso di Linderhof. Che è questo castello qui accanto, quello diciamo più usato da Ludwig (che quando vi dimorava tirava fuori i pavoni, simboli del suo potere famigliare). La grotta, ispirata al Tannhauser, è una meraviglia. Questo è l’ingresso, finta roccia. All’interno qui c’è una sorta di vasca che poteva essere riscaldata fino a 25 gradi, un bell’impianto di luci originali dell’epoca, e un’ottima acustica qualora si voglia suonare.
Parliamo della seconda metà del 1800 e quest’uomo ebbe per primo a Neuschwanstein il telefono per mettere in comunicazione i due castelli. Oltre che l’acqua in casa, addirittura nel castello lì ci aveva un rubinetto col cigno in argento che emetteva acqua calda e fredda, e un piatto basculante per buttar via l’acqua.
Sì, poi c’è gente che resta sbigottita per il bagno del Vittoriale…
Ma del resto quel bagno confinava sulla sua cappella privata (che vi ho detto della cattolicità?) ove lui pregava il suo idolo-omonimo Luigi IX di Francia, santo.
E tutta Neuschwanstein è un tripudio di wagnerismo e ideali cattolici.

Come ad esempio, qui accanto, a Herrenchiemsee, castello sul lago Chiem, si cercò di riprodurre Versailles. Molto bene, anche, nei 100 metri di galleria degli specchi. Anche perché Ludwig si faceva chiamare Re Luna, in contrapposizione al Re Sole. E lui, che già usciva di notte sulla neve a scorrazzare in slitta, lui che non amava farsi vedere in pubblico ben prima che i suoi quasi due metri vennero afflitti dall’obesità e da acciacchi vari, lui soleva pranzare da solo, a Linderhof già la sala da pranzo era attrezzata per mandargli il cibo al tavolo con un montacarichi, perché aveva solitamente come ospiti -diceva- la Pompadour e Luigi XIV.
Morì e fece morire il suo medico sul lago di Starnberg. Venne sepolto nella gesuitica chiesa di San Michele, a Monaco.

Poi, chiosando e rifacendosi al titolo, questo soprannominarsi Aquila non porta così bene. Già Napoleone II, che non vide l’età adulta, venne soprannominato l’Aiglon (dal poema di Victor Hugo). Qui Ludwig e Sisi si chiamavano, visto che si sopportavano tra loro e si continuavano a scambiare confidenze e tenerezze, Aquila e Colomba. Ma qualcuno che si da della quaglia?

0 thoughts on “Che poi ci hanno 'sti soprannomi che vanno al di là del passerotto.”

  1. allora correggo: a füssen è taaanto bello salire a piedi: però se arrivato in cima scopri che è il giorno di chiusura settimanale, come capitò a me, e che per giunta potevi saperlo prima visto che la biglietteria sta a valle, è un po’ meno bello eh :D

    (era gita scolastica, dillo a quei bamba dei prof)

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