Scalino.

[perché uno deve tenere due broswers a disposizione: a volte splinder non ti fa postare con uno dei due]

Dicevo, lo scalone… altro che a 65 anni.
Lo scalone, il K2, il Passo Sella ce l’hai a vent’anni, cazzo.
Vi spiego: io sono innamorata della mia facoltà. Innamorata autolesionista, visto che per amore della mia facoltà sto sopportando un po’ tutto. Dai professori, al non andare a cazzeggiare, all’aver perso vista e capelli in mezzo ai libri, a pagare 100 euro di libri la volta, a svegliarmi presto per le lezioni da seguire e presenziare, al tenere il culo fermo su una materia per due mesi, quando tutto è veloce.
Quando ci vediamo lì, al plesso, a dare esami ormai tutti sbottiamo, tra l’incazzato e il rassegnato. Ché è vero, abbiamo quell’età variabile tra i 24 e i 28 anni e lambiremo o supereremo i 30 per laurearci in una delle quattro lauree rimaste a ciclo unico. Che bello che era, signora mia, il ciclo unico. Noialtri mica abbiamo il piano di studi neppure. O quell’esame o quell’esame. Blocchi, propedeuticità, conta dei crediti alla cazzo, corsi opzionali obbligatori, tirocini professionalizzanti. Tutto ciò è meraviglioso, e ti porta in un tale stato di frustrazione che o ti viene voglia di scrivere un blog, o di ubriacarti, o di farti saltare in aria a Londra, o di far pagare a tutti 200 euro a visita una volta laureato. O anche tutte le cose assieme.
Ché io mi laureo magari a 30 anni. Prenderò 800 euro lorde da specializzando (occhio allo sciopero che fanno ora, la situazione è paradossale) a cui dovrò sottrarre tasse universitarie, polizza, iscrizione all’ordine (ne rimangono 300?). In pratica quasi meno di adesso, che non ho un lavoro stabile, ne cerco uno ultraflessibile, precario e a termine e non lo trovo.
Non ditemi che ci sono. O non mi vogliono a me o è una cazzata che esistono molti più lavori a termine.

Una fava.
Mi sono accorta che ho la data di scadenza. Nah, sciocchi, non parlo del contatore biologico, mica sono così donna. Mi sono accorta che in tutti gli annunci di lavoro c’è la consueta apposizione:
massimo 25 anni.
Ho 24 anni e due mesi. Ho solo 10 mesi ancora di probabilità di essere scelta, poi probabilmente la caducità dei denti e dei capelli sarà un mio elemento distintivo, soffrirò di artrite e di aterosclerosi galoppante.
Mi spieghi perché non vuoi un oltreventicinquenne? Perché pensi che si sia laureato o se non è laureato è tardi per fare qualsiasi di lavoro perché stagionato per il mercato del lavoro? Ovvìa, spiegatemelo.
E non capisco anche perché magari ultimamente, negli ultimi due anni, guardandomi nel curriculum, facevano strane facce.

Io, io che nel curriculum potrei mettere anche ho corso alcuni metri al parco col capo dei Ris.
Sì, perché di contro c’è un’altra cosa. A volte, finora, mi han guardato, puntineggiando nella loro mente dicendo, "beh, per il lavoro per cui si candida ha anche troppa esperienza".
Ma cazzo, dammi ‘sto lavoro, chettefrega.
E non dirmi che no, io non posso fare tanto perché ho una facoltà impegnativa. Sì, lo so anche io che è impegnativa, siamo in due. Ma io sono abituata a lavorare dalle 6 di mattina, volendo. A ottobre, alle 7 e 45 di mattina ero di fronte all’Opera di Parigi a capire checcazzo si dovesse fare di un lavoro che non avevo mai fatto, con gente che non conoscevo, che non parlava la mia lingua madre, che però mi aveva scelto guardando curriculum e attitudini. E pagato più di sei euro all’ora. E pagato non in nero. E rimborsato la ritenuta d’acconto/iva/salcazzi.
Poi dopo si lamentano se ci si incattivisce a far pagare le parcelle. Mamma mia. Più passa il tempo e più credo che il primo paziente che mi chiederà lo sconto gli farò le fatture a morte. Ssst, lo so che son superstizioni, mamagari ci casca e io gli vendo i sacchetti di sale del mar morto, che per quelle stronzate, invece, ci spendono.


0 thoughts on “Scalino.”

  1. Hai perfettamente ragione; domani saranno tre anni esatti che mi sono laureata, e tre anni che mi sento dire da qualsiasi datore di lavoro che sono “fuori mercato” e che avrei dovuto darmi da fare un pò prima…..della serie che se, per dire, avessi iniziato a lavare le scale a quattordici anni invece che buttar via tanti soldini per acquisire altrettanti pezzi di carta forse a quest’ora avrei potuto aspirare ad un buona occupazione, perchè per lavorare è l’esperienza che conta, non la cultura.

    Sarà, ma questo discorso mi fa ruotare quelle che non ho.

  2. Oh.E io che pensavo che il “pezzo di carta” fosse indispensabile per trovare un posto di lavoro che non fosse il bracciante agricolo.Fantasie di un’ingenua diciottenne?

  3. hai ragione, fran. la laurea nn serve a una sega! specie poi quando da laureato ti ritrovi a percepire meno di uno con il diploma. o quando tu nn lavori affatto!

    ho un’amica specializzanda in genetica, sono bene informata sulle amenità che vi colpiscono.

    che pirla quando ho deciso di iscrivermi all’università… ;-)

  4. da mo che è scaduto allora il mio tempo. Io, visto quello che ha scritto la gemellaunica, quasi quasi..mi metto a fare il tecnico adsl. Magari pagano poco, però…Approposito, un’aggiustatina alla…linea?! ;)

  5. Nel mondo del lavoro alcune lauree sono proprio inutili. Gli astronomi (che infondo sono anche un po’ fisici e programmatori) non li vogliono manco le aziende di ottica…e te lo dicono col ghigno sulle labbra, della serie “ma chi te l’ha fatto fare??”!!!

    Sere

  6. Mi sono laureato a 29 anni in… giurisprudenza, facendo il militare, sbagliando facolta (ingegneria), lavorando in un’azienda agricola piena di debiti con i miei genitori. Dopo 3 mesi dalla laurea sono stato assunto come consulente legale di una multinazionale petrolchimica. Di storie umilianti ne ho sentite tante, quante la gente che si lamenta. Ma il discorso è molto semplice: se sai fare quello per cui hai studiato , il lavoro lo trovi. Ciò che conta è il risultato. Certo che se i risultati che si riescono ad ottenere sono gli stessi di un non diplomato, è inutile lamentarsi. Il mercato del lavoro è il mondo, non l’italia e tantomeno la propria città. Non ditemi che l’università è inutile per favore. E’ inutile chi cerca il POSTO di lavoro, è utilissimo invece chi cerca un LAVORO (che è la differenza tra sindacalista e datore di lavoro, o se preferite tra impiegato e dirigente).

  7. Per il genio di utente anonimo che scrive “se il lavoro lo sai fare, lo trovi”… O_O Ma su che pianeta vivi? Sì, lo trovi, precario, e lo cambi 4 volte all’anno. Ad ogni modo quelli che mettono il limite dei 24 anni sono ignoranti, perché per i laureati l’apprendistato professionalizzante va fino ai 29. Io comunque sono scaduta, come il latte rancido. Ne devo compiere 31… e a questa veneranda età ti guardano male dicendo che se ti assumono poi vai in maternità. Come se io con un lavoro precario e sottopagato e senza casa potessi decidere oggi di volere un figlio. Tanto varrebbe crocifiggerlo appena nato!

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