Il pessimismo della ragione e l'ottimismo della volontà.

C’era sta frase che poi la si può più relazionare a Gramsci che a Leopardi. Cioè, se non erro l’ha perlomeno codificata il primo mentre si girava i pollici nelle prigioni fasciste. Ma sapete com’è, io ho fatto il liceo in un posto dove già votare per AN poteva essere considerato un passepartout per il bolscevismo. Però cioè, tornava e ritornava. Dovrei scendere e riguardare nel mio libro di letteratura, a che pagina la scrissi, ché io scrivevo sui bordi delle pagine, in picometri. Ora al confronto scrivo in caratteri cubitali, ma sapete com’è. No, non lo sapete. Beh, ecco, sono anche la sagra della tendinite, quindi non posso rovinarmi questi due strumenti di precisioni con le quali sto zapp… ehm, digitando questo post. C’ho da salvare Vite Umane da grande, io.

Dicevo, a me Leopardi mica mi piaceva punto. Troppo triste. Altro che romantico, lì si trattava di pestellarsi le ballette tipo il carpaccio di oggi che ci hanno insegnato a cucinare a Gusto dopo l’insalata di ieri. Era angosciante, deprimente, scassacazzi e poteva uscire e andarcisi a infrat… ehm, a fare una passeggiata dietro alla siepe che da tanta parte dell’orizzonte il guardo esclude. O poteva trovarsi una rumena su meetic. Ah, non c’era meetic? Sì, ma lui aveva i soldi, sai quante si sarebbero volentieri spacciate per rumene con lui, altro che sta gigantesca sega (credononsolo)mentale su Silvia, che mai l’ha saputo. Su, i tredicianni passano, perdio, cresci. Potevo sopportarlo io? No.

Mi ricordo il mio orale alla maturità come il più grande approfondimento culturale mai esistito e come il momento meno accademico che si sia visto. Ero la prima di tutto il liceo, avevo in pratica il pubblico tipo una sfida tra Federer e Nadal. Appena sconfinammo nel lato letterario tirai fuori la mia cultura ostentandola come un matador fa con la muleta [sì, è il drappo rosso che adopra il torero innanzi alla bestiola rabbiosa di cui ho il segno zodiacale. Ah, sto ostentando cultura anche ora? Ops.], una cosa a tratti fastidiosa ma fu un breve momento di celolunghismo tra me e le prof, poi con quella di filosofia facevamo apposta via. Siamo partite da Nietzsche, Schopenhauer, Eraclito, Freud, Adorno e Goethe. Collegati tra loro eh, mica a casaccio. Ci mancava mi chiedessero solo la formazione dell’Inter del sessantanove. Me lo sentivo, da un momento all’altro che poteva toccarmi anche quella. Io, che avevo portato come argomento di tesina "La sessualità nel Decadentismo" e avevo parlato per mezz’ora con dettami tecnici e linguaggio (che non mi contraddistingueva) per nulla diretto (neppure un termine come trombare, scotere il susino, fottere. Cielo, quando mi ci metto sembro una donna a modo) di paralleli tra Gide, Wilde, Schnitlzer e D’Annunzio. Io, io così potevo stimare Leopardi secondo voi?
Ah, sì. Io alla maturità la parte letteraria non l’avevo minimamente studiata eh. Mica so come è fatto il Paradiso, so solo l’ultimo canto e quello in mezzo, su papa Giovanni XXI (ma solo perché lo conoscevo per Benigni e per motivi di lavoro).

Poi arrivò quello di storia dell’Arte, stimatissimo da tutti, difatti lo chiamavamo Bavetta e lo sfottevamo mettendoci due pezzetti di fazzoletto di carta agli angoli della bocca per mimare la sua ipersalivazione mentre spiegava… e sì, lo facevamo mentre lui spiegava, ma non se ne accorgeva, lui che era così, un po’ la versione meno sveglia e meno piacente di Schichi l’imprenditore. Talmente stimato che mi chiese di spiegargli a memoria tutto il ciclo di affreschi della Sezession di Klimt. Io lo guardai e gli chiesi se fosse la domanda per centomila euro. Ilarità generale e lui che la prende malissimo. Ma pazienza, a volte quando sbrocco non mi tengo più, e fui l’unica sottoposta a due ore e mezza di interrogazione.

Ma poi cioè, mi allontano dal cardine del post. Tanto ci avete giorni per leggerlo. Il punto è che quando faccio le cose io ci credo poco (pessimismo della ragione) ma continuo a sperarci tanto (ottimismo della volontà). Sembra strano, sembra una contraddizione, ma di default un po’ ci penso sempre che le cose tentano di andare in vacca.
Come diceva il prof di Fisica di CTF "Tutto il mondo volge all’entropia, ditelo a vostra madre quando si lamenta del disordine in casa vostra".
Quando faccio, o quando vivo le cose ho sempre quella piccola parte di cervello che mi fa ragionare, su quelle cose lì che capitano. E purtroppo il cervello non ragiona verso l’ottimismo. Poi c’hai quella cosa che boh, come la chiamamiamo? Istinto di sopravvivenza? Sì, aggiudicato. Hai l’istinto di sopravvivenza che dopo che ti sei fatto le gonadi a julienne decidi che insomma, sarebbe anche ora che qualcosa si incanalasse per il giusto flusso e che seguisse un po’ gli argini per cazzi suoi.

Perché diciamolo. Diceva House in uno degli episodi che insomma, se vai da un dermatologo ti troverà problemi di pelle. Del resto poi studiando scopri che problemi cardiaci e renali sono connessi, forse. Perché, può darsi, a volte, probabilmente, si riscontra nelle popolazioni dei paesini rurali dell’inghilterra che se il rene sbrocca poi in là con gli anni il tuo cuore non fa più Bum-Bum. Quindi in quel caso è normale che il nefrologo vedrà la sua come materia preponderante su tutto. Uhm, ma io sono per medicina interna perché è una summa di tutto e continuo ad essere uno zibaldone umano o perché sono masochista?
Ma così, la statistica biologica è alla cazzo, e forse è per quello che affascina. A più B non è sempre uguale a C ma può essere xCyz.

Ma quindi, perché ieri ho detto al prof Idolo: "Gli esami? Mah, io conto di finirli per settembre." sebbene sappia sicuramente che neppure un miracolo consentirà ciò?

[ossequi riverendissimi al prof, spolveriamo gli stetoscopi a vossia…]

0 thoughts on “Il pessimismo della ragione e l'ottimismo della volontà.”

  1. “Uhm, ma io sono per medicina interna perché è una summa di tutto e continuo ad essere” mio dio, c’è una frase incompleta? miodio. oppure intendi “continuo ad essere per medicina interna”? miodio. devo sapere. L’ansia che mi provocano le frasi incomplete sarà una patologia?

  2. Appena riuscirò a riprendere possesso del mio studio e dei miei libri, ti spedirò le lettere che Giacomo ragazzino scriveva ai genitori nel periodo delle feste (Natale, compleanni ecc). Vedrai che lo guarderai con altri occhi…

    ;-D

    (saluto anch’io il prof anche se non lo conosco, ma se tu lo definisci Idolo vuol dire che lo è davvero, e dato che gli idoli dei miei amici sono idoli miei ecc ;-**)

  3. Non ricordavo questa frase. Forse è l’unica forma di ottimismo accettabile da chi non può rinunciare a vedere la realtà. E’ un enorme pregio essere così.

    Per tutto il resto, brindo alle tue sinapsi. Tranne per il finire gli esami a settembre…quello non è ottimismo, è umorismo involontario…

  4. 1) leopardi stava sul belino anche a me, che facevo ragioneria e dunque lo studiavo di sguincio. però ho sempre pensato che ‘sta silvia in effetti fosse figa, oltre che per niente crocerossina :D

    2) perchè non sharapova-ivanovic? (nota che ho scelto a caso due gnocche) :)

    3) l’inter del ’69 non vinse ‘na mazza, non rileva. piuttosto, dimmi l’olanda del ’74 :p

    4) io a settembre lavorerò a repubblica (vedi titolo post) ;)

  5. Lessi la raccolta delle lettere dal carcere di Antonio dopo che l’aveva letta il mi’ babbo… quella faccenda lì dell’ottimismo e del pessimismo la trovai sottolineata e indicizzata pure sulla terza di copertina…

    Sul miracolo di settembre… Benedetto XVI, a vederlo, mi sembra perfettamente in grado di farci cambiare calendario a tutti, su scala mondiale, facendoci saltare un settembre così, a puffo, quindi non disperare :P

  6. Ciccio: la mia prof di lettere faceva battute a sfondo sessuale anche quando mi mettevo in gonna, devi capire come la mia giovane mente era deviata (perché ora.. ehm)

    sporad: esatto, quello.

    Mitì: ecco, lo attendo (figurati, in caso di acciacchi ti instrado da lui)

    green: ssst, buono e fa l’inchino.

    ale: arrossisco.

    sMv: no :(

    Thus: sorry, dimenticai.

    Fra: eh

    Ari: ecco.

  7. ciao fran! solo tu mi puoi aiutare! visto che sei molto “into” la medicina interna etc. etc. etc., lo faresti un favorino ad un futuro (mah, chissà) collega? mi fido di te… dunque… domani ho un appuntamento con la prof. di immuno, ché le ho detto di aver bisogno di chiarimenti in vista dell’esame (è il 24)… in realtà, non ho alcun dubbio martellante, e l’incontro mi serve solo per mostrarle la mia faccia (sono fuori corso, ahimé…); una sorta di leccaculismo preventivo… ora, la questione è: che domanda/e potrei farle? voglio dire, mi serve ispirazione per chiederle qualcosa che mi faccia sembrare non troppo scemotto, né troppo immunologo… una buona via di mezzo, insomma… che, me la dai una mano? grazie anyway! ciaoooooooooo

  8. io al massimo avevo un prof di matematica che a fine lezione usciva completamente bianco per il gesso della lavagna tanto che lasciava le impronte lungo le scale…

    anche io odiavo Leopardi. mi è toccato sorbirmelo per un mese intero perché il mio prof era un appassionato dell’autore. avrei quasi preferito un mese di Manzoni (ed è tutto un dire).

  9. Signore del satoblogmacheccacchiodinomehai, io propenderei per la domanda “ma perché sono immune all’apprendimento? Che cazz’ d’anticorpi c’ho?”, ma varrebbe per me, appunto :P

    Oh, comunque non mi bistrattate troppo Leopardi, che quanto a seghe mentali gli devo molto :P

  10. stavo giustappunto leggendo questo post ed arrivato alla frase “Tutto il mondo volge all’entropia, ditelo a vostra madre quando si lamenta del disordine in casa vostra” ho sentito bussare alla porta della mia stanza, siccome l’unica cosa che i miei mi dicono, oltre al fatto che sono un inconcludente all’università, è proprio che c’ho il casino nella stanza ho ben pensato “qual momento miglior per riciclarsi la frase come suggerisce il prof che io non conosco”… poi è entrato mio padre “oh ma che cazzo c’hai sur letto? ma che schifo de casino aoh!” e io mi sono scordato la frase… non ricordo piu’ nulla, hanno ragione i miei quando dicono che sono un inconcluden…

  11. “Scotere il susino” non l’avevo mai sentito!

    Comunque per scrivere senza farti male al polso prendi in considerazione Dasher. Troppo figo. Specie se hai una tavoletta grafica.

  12. Visto che tanto ieri ti sei vista i Muse, e che quindi sei impermeabile a ogni critica, ti dico che si scrive rOmeno, perchè rumeno deriva dal dispregiativo tedesco Rumantsche. Sì, è vero, è una di quelle cose da lettere puntigliose al Corriere, e infatti era scritto lì, tanti mesi fa :D

    Ti è piaciuto il conciuerto?

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