Der Untergang.

Io, non ve lo so spiegare, io. Diceva Ferro.
In una settimana, me ne sono accorta due minuti fa ho perso otto chili. E sentirsi i pantaloni sulla sinfisi pubica mi da un fastidio tremendo.
Non c’è qualcosa che vada bene nella mia vita: ridiamone, neppure le visite sul mio sglaps. Un troiaio. Neppure il lavoro, né l’università, né gli affetti.
Te dici, eh ma resta la salute.
Nah, mica c’è, quella. Anzi, quella manca per prima. Te erroneamente speri che tutti gli altri tasselli vadano a lavorare come castori a formare una diga.
Una sega, invece.
A me non va più nulla ora. Apatia. Abulia. Tristezza a leggere io che scrivo ste cose e mi rendo conto.
A me non va più nulla e non mi interessa più nulla, mi sto lasciando andare.
Davvero, mica scherzo.
Fisso il muro e non ce la faccio pure neppure più a disperarmi e piangere come lo scorso fine settimana.
Non mi interessa più lottare, non ci sono motivazioni.
C’è solo una paura residua che lascia spazio a tanta rassegnazione. Tanta.

0 thoughts on “Der Untergang.”

  1. donna, ti serve un viaggio.

    vuoi aggreggarti alla coppia di disperate che vanno a Vienna tra un mese?

    in ogni caso, è meglio per te un viaggettino, anche un posto sfigatuccio, ma da staccare un pochiniello…

  2. 8 km in meno? io farei i salti di gioia…

    A parte la sdrammatizzazione di cui sopra….che dici, passo per casa tua e faccio un pò il buffone?

    Gli amici miei si riprendono sempre quando stanno a terra…

  3. com’è che ti stra-capisco ? Mà stra. intendi.

    lo sto vivendo anche io e proprio per questo motivo, ti dico, ci dico..di non lasciare che vinca quella ” cosa” che ci lascia andar giù…

    no, non lasciamo che vinca quella cosa.

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