CYNYSMO e SNOBYSMO.

Direi che è d’uopo esprimerci in merito all’ordinanza del sindaco di Assisi e schierarci a suo completo favore.
Non partitemi dalla menata che essendo nella città del santo poverello, quello che si andava a infilare negli speculi della terra per sentirsi in comunione con la natura e pregare, ‘ste cose non vanno fatte eh.
Una cosa è essere francescani/pronti ad aiutare il prossimo e l’altra è ritrovarsi gente che magari si miracola alla fine della giornata dopo essere stata zoppa per ore (mi dicano il santo che pregano, sisamai).
Ora, io ricordo sempre la mamma di una mia compagna di liceo, che erano americani e battisti. Lei diceva che non faceva l’elemosina, ma lasciava da mangiare. Ora, questa, per me che ragiono un po’ come una genovese/scozzese/ebrea suonò ai miei neuroni come una paraculata fighissima. Così, non solo ripulisci la dispensa dall’inutile [tipo i cerealix in vista della scadenza] ma fai un gesto nobile nonché non alimenti la malavita.
Ganzo, eh?

Non è solo questione di decoro del luogo e della città (cioè, quello è il minimo. Da più noia il turista ammerrigano che si mangia un materasso di pizza e sta in canottiera e pantaloncini più infradito coi rotoli di adipe in mostra eh) ma è questione di giramento di coglioni del cittadino.

In un luogo austriaco abbastanza prossimo al confine italiano infatti ho deciso di non entrare in una chiesa dacché c’erano fuori l’unica entrata due mendicanti che addirittura ti aprivano la porta e ti stavan lì con la mano a questuare. Non avendo le monete arroventate tipo Marchese del Grillo ho desistito dall’avvicinarmi altrimenti avrei reagito leggermente male.
Odio le costrizioni.
Io, l’elemosina a quelli che mi stanno attaccati alla gamba o al braccio come cagnetti in calore, non gliela faccio.
E io sono il tipo che torna indietro a lasciar soldi a chi sta in un angolo senza rompere il cabbasiso eh.

Eppoi c’è la caritas, checcazzi.
[tanto presto ci troveremo a pranzare tutti lì, continuando così]

Volere รจ potere, noi voliamo e potiamo.

Arrivare a sentire alle 4 di mattina, con il cranio appoggiato sul legno della finestra e sentire gli augelletti cinguettare perché attendono il levar del sole… se ci arrivi alle 4 di mattina non in quel modo, ma dopo che hai coglionato i ciechi (cfr non aver chiuso occhio) tutta la notte non perché sei stata male ma peggio è la cosa che auguro a sei-sette persone per migliorare la loro vita.

Così, come dice quella donna gajarda che è la madre della mia migliore amica, così se te rode almeno pensi a grattartelo.

Il mio fisico è qualcosa di strano. Pensate: con le febbri dell’ultima settimana son cresciuta di un centimetro. Se ne è accorta mia mamma.
[secondo l’anatomia classica a 24 anni non si cresce più, ma si rinsaldano le giunture, diciamo, al massimo]

Durante ‘sta settimana son stata (giustamente, per chi sa) un cencio. Eppure se mi programmi a stare in piedi (vedi dagli Elii, vedi a Berlino) glielafo. Son cose.
La forza dell’incoscienza, eccheccazzi.

P.s. Ah, per la gente che ancora rosica consiglio nuovi svaghi. Pensa, potresti fare come i miei vicini che staccano ai dirimpettai la corrente, così sfogheresti tutta la tua rabbia repressa. Son cose, signori miei. Citando filosofitardotrinacriensi: "il vostro rosicamento, il mio godimento".