Arrivare in piedi alla fine della vita.

Ciao, mi chiamo Francesca. Ho un quoziente intellettivo che, studiato seriamente, è 130. So quattro lingue. Ho la erre moscia. Frequento la facoltà che amo e intanto mi rendo conto anche come è, dura, mantenersi tutti i giorni. Negli ultimi sei anni sono cresciuta di 3 centimetri in altezza. Da quando frequento l’università mi tingo i capelli di rosso. Ho un blog dal 2004. Ho iniziando l’università facendo chimica farmaceutica e la mentalità è rimasta quella: molto più pratica del medico medio. No, noi chimici non ci facciamo l’MDMA in casa.

A partire da due anni (e mezzo?) fa la mia salute fisica non mi ha dato tregua.
A partire da giugno dell’anno scorso la cosa a cui penso più spesso è ammazzarmi. O morire. Seriamente, sì, ma dopo che ci provi e ti va male una volta le escludi. Dai: non esistono in casa mia supporti dove impiccarsi, buttarsi dalla finestra -non centrando le recinzioni e quindi evitando molti traumi interni- essendo dal primo piano è poco edificante. Al ponte già ci ho pensato al giorno del mio compleanno, ma mia mamma mi è corsa dietro. Farmaci già dato, e ormai sono al mischiare alcool e calmanti (e scrivere post sotto questi effetti) senza sentir nulla. Non riesco a dormire bene da quasi due anni. Le ansie, le angoscie, le cose troppo difficili, le cose che non dovrebbero capitare alla mia età. Ci sarebbe rimasto come cosa efficace o buttarsi da un viadotto o sotto un treno, ma dopo troppa gente mi maledirebbe, non so se è un bene.
Confesso che ultimamente l’idea di morire annegata mi attrae, peccato che una volta in acqua mi dimenerei. Riflessi.
La mia depressione è peggiorata dopo che la persona che amo (e che adesso probabilmente starà facendo trenini tra Mantellini e Sofri in Valdaosta) ha dato retta a sua madre, alla sua migliore amica e alla mia migliore amica dicendo che ero una bugiarda che si era inventata tutto, e che non valeva la pena stare con me. Certo, il danno e la beffa. Aspetto se ne accorga anche la ASL e mi chieda indietro i soldi delle esenzioni dei ticket.

Considero il suicidio una delle cose più ciniche e ironiche che si possan fare.

Se credete che tutto questo è bestiale parliamone: star male due anni e per di più cadere nella depressione con nuovi malanni è più brutto. Accanimento, visto che credo in Dio.

L’altroieri la mia salute fisica mi ha ricordato che è giusto che io soffra. Ci deve essere un disegno.
Sto accartocciandomi sotto il peso di eventi che non riesco a reggere, che a voi non capiteranno in una esistenza intera.
Vi ammiro e vi odio per questo.
Quanto vorrei però che alcuni di voi che si lamentano del lavoro, dei chili di troppo, di stronzate provassero tutto ciò. E quanto vorrei che altri che non mi han capita negli ultimi anni soffrano di questo. Potrei perdonarli ancora, forse.

Mia mamma l’altroieri ha dovuto subirmi mentre singhiozzavo (per tre ore) e che le chiedevo di buttarmi via. Son due giorni che le chiedo di buttarmi via. Una persona che continua a star male come me è totalmente inutile. Non servo a nulla, ho provato a dare un po’ di idee e di energie alla radio ma non mi sembra di aver fatto nulla. Mi do fastidio, il mio fisico non fa quel che voglio, anzi. Peggiora.
Mi sembra di essere solo un ingombro, mi sembra di non meritarmi nulla. Vorrei solo farla finita.

Ringrazio tutti per l’appoggio ricevuto ma io ormai, dopo quella fregatura, non mi fido più di nessuno.


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