I just want to hold my head up high.

Io mi son ritrovata sabato in pieno colpo di calore, con la febbre, la mia vicina di concerto che era congelata e malediva avermi accanto in quanto ero un calorifero, col culo sul granito bollente tipo bagno turco arrivando a cantare Walk Unafraid piangendo con un groppo in gola tipo mammoletta.

Bah, una volta ero un tipo più ganzo.
I resoconti verranno poscia, quando avrò scaricato tutte le foto.

L’altra notizia è un’altra. Mi pare che fosse Gennaio 2007 quando decisi di fare, ormai non ricordo più con esattezza, un regalo a mia mamma e soprattutto mia nonna. Non ne parlai sul blog, perché quanto pare qui parlare di cose a cui si tiene porta una rogna della zozza. Insomma: visto che sono contraria al matrimonio, che mia nonna non so se mi resiste a vivere per vedermi laureata o per vedere discendenza ho deciso di fare una cosa che aveva sempre così, detto quando si mangiava, quando si stava a cazzeggiare. Che era brutto che il cognome di mio nonno materno si estinguesse, che restasse lì a finire con la mamma, che non si poteva fare come in Spagna.
Allora mentre stavo male (che novità) a casa mi avventurai sul sito del ministero dell’interno e cercai i moduli per aggiungere il cognome. Una trafila che secondo la signora doveva durare anni, anche perché non era facile ottenere il mio certificato di nascita a Roma e cose simili. Si è risolta invece stamani. In pratica io avrò il doppio cognome, ed è una cosa che burocraticamente mi darà solo un po’ parecchio da fare (tipo: sul libretto universitario dopo aver sbarrato a penna il nome della mia precedente facoltà dovranno aggiungere anche il cognome a penna) ma sentimentalmente è una cosa molto bella. Porto anche il cognome di una persona a cui volevo un bene dell’anima, forse l’unico essere umano maschile che mi abbia voluto bene capendomi totalmente. Per me è un regalo, una cosa che mi è pecuniariamente costata solo una marca da bollo. Io spesso mi sento felice per le piccole cose come questa, anche se adesso non saprei che dire né mi rendo ben conto. Boh.

Sulle mie cose di salute invece se permettete ci sarà sempre il silenzio più assoluto d’ora in poi e il parlare solo per metafore.
Per quelli che si preoccupano io invece ho un problema adesso: sono un po’ troppo fredda. Se vi dovessi replicare quando mi dite che sono una bella persona, non saprei cosa rispondervi. Dirvi grazie suona un po’ come il ti stimo tantissimo della Pina a Fantozzi. Però è incredibile come siete riusciti a farmi sentire un po’ meno merda eh.

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