Tanz Bambolina.

Oggi è una di quelle giornate che si dicono di merda.
Però, non so come è, sarà il carico di medicine che prendo (spè le conto) (uhm, ora come ora sono solo otto, di cui 4 me le scodello tutte in bocca assieme prima di dormire) (dite che è quello?) (lo penso anche io) ma quanto pare ormai queste cose le prendo con filosofia e non è che mi incazzo più. Anche perché è caldo, e mi è bastato uscire per sentire questa bellissima fitta che ora sento da parte a parte qua sull’arco del’aorta e he mi ha portato a dire una imprecazione che non ricordo ma mi pare fosse perdindirindina. Ecco, quindi figuriamoci se mi incazzo cosa fa il dolore lì, che tiene compagnia al mal di testa che ho in zona occipitoparietale destra da due giorni, fisso, e a ormai i resident dj che sono le coliche-crampi alla pancia. Non sarebbe bello.

Ma dicevo, stamani vado prima di andare al lavoro lì in una segreteria di dipartimento a prendere un certificato tipo quattro mesi dopo che glielo ho lasciato lì. Ricordo che quattro mesi fa già gli dissi che ero in ritardo di quattro mesi, per portarglielo a firmare… ma insomma, stamani gli vado lì e lo trovo non firmato, perché mica si ricordavano il mio attestato. Alché espongo una vibrata protesta dicendo immanentemente che insomma, me l’aveva detto lei -la segretaria- che aveva visto l’attestato ed era tutto ok, e ora che facevamo, tiravamo ‘sta storia fino a Natale prossimo? Allora la segretaria -da qui capite il grande potere decisionale dei prof e dei prof medici- è salita su in corsia e si è fatta firmare il certificato. E si è pure scusata. Ma ho aspettato qualcosa come tipo mezz’ora lì e ho curiosato cartelle e note spese per la nia. Ah, la privacy. Da domani mi metto a ricattare un po’ di gente.

(no, spettate. Buono sto caffè. Ah, la mamma ha stemperato la cicoria con un cucchiaino di cappuccino nescafé, ecco perché è buono) (oh, voi non vi cagate il nescafé, ma non sapete quanto è ganzo farlo in ospedale in camera con l’acqua calda) (perché poi invece il caffè quello che è ai congressi o all’estero in realtà è una miscela che non ve la raccomando, ma qui sarebbe da farci un altro post)

Poi son arrivata al lavoro, e siccome son quella che ha il culo che pesa di meno mi han detto "oh, la stampante sta iniziando a stampare male, non è che andresti a prendere te le cartucce perché qui se non ci si stampa più il nero siamo nella merda? è colpa di tutti i cosi stampati per Beppegrillo, vah…"
E allora lì stavo per uscire quando arriva il capo e mi dice "oh, insomma, compro compro e non scarico nulla, ora torna indietro e ti do i dati e ste spese fatturamele". Allora lì aspetto i dati e i soldi tipo bimba che attende che il nonno le dia i soldini per il gelato. Sfido la canicola del mezzogiorno e vado all’ipermercato vicino. Intanto la lista dalle cartucce si era leggerissimamente allungata, ma è così, al lavoro purtroppo sono sfruttabile e perdo la dignità. Per questo faccio di buon grado medicina.
Prendo tutte le robe ma manca la cartuccia nera. Vado a far fatturare e c’è una tizia nuova che si scusa e mi dice di pazientare che lei ste cose mica le sa fare. Poi dopo dieci minuti arriva la collega e finalmente mi fa la fattura. Cosa che se per fare le fatture ci vuole così tanto ora capisco perché i cartomanti spillano tanti soldi.

Poi rivado in ufficio e mi fanno che "insomma, ora senza sto nero… potresti andare…" ora lì ci ho detto che insomma ci avevo l’intestino in panne e che insomma ecco, come è la storia lì della natura che chiama e cose simili? "Ah, sì sì, certo, vai", mi fanno "te tanto ad Agosto ci sei per lavorare?".
"Non so, ti scrivo una mail".
Qualcuno ha rudimenti di vodoo?

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