Blogfest/2

Cazzo che giornata piena.
Alle nove e mezza ero in piazza cavour per coordinare il Barcamp generalista. Ci han portato i mezzi due ore dopo. Uno scazzo tremendo, ergo. Ero stanca, sin da lì, causa pioggia, ma avevo visto molte facce e gente. Ho fatto un rapido raid al foodcamp sotto il diluvio per poi aver puntato al fashion camp: il motivo principale era il cibo, chevvelodicoaffà.
Anche lì saluti vari e solo una rapida visione di un tedesco in bermudoni che somigliava molto ad Andrea Beggi. Era Beggi, che poi ho abbracciato fuori dal Tiffany e scoperto in lui un abbracciabile accumulatore termico.
Arrivano in tanti, elencarli è quasi impossibile. Anche perché devo ancora riavvolgere un nastro di una giornata che pare essere durata tantissime ore. E l’umidità mi ha rincoglionito più del solito.

Arriva Asended, gli tengo cibo da parte.
Richiederò il favore per andare nel bagno dell’hotel che lo ospitava: credo che se i marines entreranno nel bagno dei portatori di handicap dell’hotel Portici lo abbatteranno in quanto penseranno che vi erano presenti armi di distruzione di massa. Perdonatemi, se siete entrati poscia di me.
Ma sappiate che la situazione era migliore della mia stanza, ove pare ci sia stato una nebulizzazione di essenza Califlower n°5. Si soffoca. Aiuto.
Comunque dal bagno esco una persona migliore, e arrivo a sentire Bloggo ed Elena che parlano di utilizzo della carta igienica. Quello proposto da Bloggo, debbo affermare, che è assurdo, in quanto vorrebbe nettare le parti meno nobili con un ripiegamento di carta quasi a fisarmonica. Ma non dirò di più.
Ho visto una marea di fisici: quattro.

Ho fatto una decina di km dopo che il patron mi ha detto che non si poteva far radio al centro congressi. Dopo un’ora di pianti quasi come una prefica (non una strafiga, ma la piangitrice prezzolata) troviamo un gazebo che invece che ospitare Aranzulla ospita noi. Ma dopo aver cercato di resistere alle intemperie corriamo al centro congressi salvando e proteggendo il mixer anche a scapito della nostra vita.
In tutto questo c’erano Jimmy e Jack a fare la radio. Bravissimi. Che diventeranno poi ancora più bravi col passare delle ore.

Ci mettiamo lì al calduccio, riusciamo a portare ai microfoni moltissimi ospiti: a memoria sparsa son passati Kekkoz, Eìo, Bordone, Livefast (ti voglio del bene, sappilo, il più bel riassunto della blogfest mai sentito), Beggi, Camisani Calzolari, il Confuso, altri che ora mi sfuggono, ma c’è un podcast.
Il Confuso gufa per il premio. Oppure sapeva di più di quanto doveva sapere. Infatti poi mi chiama Ilaria-santasubito-Mazzarotta e mi invita a scendere entro cinque minuti per i premi.

Chiariamo: io la mattina ero un gioiellino di donna. Ma ho ricevuto anche i complimenti per i capelli e manicure al fashioncamp, eh. E non credo mi perculassero. Uhm, però, pensandoci, vabbè. No. Col passare delle ore mi sono disfatta. Sono arrivata bianca come uno straccio, coi pantaloni bagnati da metà coscia in giù, la maglietta mezza bagnata e con l’adesivo di Maxime sulla tetta destra, i capelli che sentivano tutta l’umidità lacustre.

Quando mi hanno premiato vicino alla Lucarelli parevo una profuga kossovara.
Anche perché, non potevo competere col sandalo fetish di Selvaggia, ma ho ricevuto i complimenti per il discorso (che non ricordo bene, ero in trance agonistica) da Giulia Blasi.

Il premio è bruttissimo ma un’utile fermalibri nel nuovo scaffale ikea. Non so che dirvi, è osceno, bruttissimo, ho teatraleggiato l’entusiasmo sul palco ma non so veramente come ringraziarvi di avermi votato. Cari lettori di Travaglio che avete messo una X sul mio nome dopo che avete votato il vostro beniamino, grazie del risultato fattomi ottenere. E ora, l’anno prossimo, vista la parlantina simile a Tremonti punto al premio di miglior blog economista.

Jimmy e Jack sono stati perfetti. Non ho parole. Anche se penso che gli ha fatto schifo un po’ tutto, ma sono troppo educati e signori per ammetterlo, loro son stati quasi commoventi. Si sono messi in galleria a fare la diretta dei premi. Ragazzi, cavolo, non avrò mai parole per dirvi quanto avete fatto secondo me oggi per la radio. Grazie di cuore.

Grazie a chi mi ha mandato sms, applaudito, perculato, gradito la torta e i liquori per festeggiare.
Mi sta sfuggendo sicuramente qualcosa, ma la serata è stata lunga. Presto foto (la canon ha fatto un bel volo ma ha solo un’ammaccatura e un graffio al display: esistevano paste apposite, vero?)
[P.s. Anche PaulBeggi diceva che la wifi fa cagare.]


0 thoughts on “Blogfest/2”

  1. Io rimango dello stesso parere di AntonioB. COMPLOTTO!!!

    (e comunque meritavi di brutto anche il premio per il miglior podcast)

    Buon ultimo giorno di “gitarella fuori porta” (cit.).

    Come sempre, vorrei essere li, sarà per l’anno prossimo (o quello dopo ancora, in base a quando il supermegaipercaposupremo G. Neri deciderà di fare la prossima edizione).

Rispondi