Oggi parliamo di Graz.

Panorama dalla collina di Graz.[respirone profondo: riprendiamo a scrivere uscendo dalla blogfest tentando di normalizzare l’onda anomala che si è creata in questi giorni, tanto tempo una settimana e si torna alla normalità eh]

Dunque, Graz. Graz è bellina, dicono che sia il più esteso centro storico dell’Europa centrale, ha 70km di piste ciclabili, il centro tutto pedonale, una città verde piena di parchi e giardini circondata di colline. Proprio per le colline il clima di per se è diverso un po’ da tutto il resto. Cioè, è molto più caldo. Specie quando ci vai d’estate capita spesso di arrostirsi. Peggio di Vienna. Quasi afa padana con un po’ di venticello alpino. Ed ha tutta la frescura delle piante e bene o male è bagnata dal Mur, ma c’è sto clima che per convenzione, paragonandolo un po’ all’Austria tutta, lo chiameremo del cappero.

Graz rispetto alle altre città dell’Austria è più mittleuropea. Non si parla solo l’austriaco (occhio, mica è tedesco. Vi ci voglio a imparare il tedesco e poi girare nei paesi di lingua germanica) ma comodamente anche l’italiano e anche l’inglese come se fossero lingue del posto. Ah, e anche lingue arabe. Beh, sì, perché negli ultimi sei anni c’è stata, nel provincialismo di Graz, una escalation di immigrazione. Prima c’erano soltanto ungheresi, sloveni e via dicendo. Ora la strada che porta da Europaplatz alla Rathaus è in pratica un ghetto asia-africano condiviso con gelaterie di italiani che fanno gelato per mittleuropei. Perlomeno lì fino al ponte sulla Mur.

Graz ci ha sto problema del provincialismo. Infatti un po’ come tutti quelli che vengono sul lago di Garda per le ferie l’orario medio in cui gli stiriani scorrazzano è dalle 6 A.M. fino alle 18. E di conseguenza i locali si chiudono e la vita notturna è meno roboante di quella di Viterbo (che non ha una vita notturna, bensì un coprifuoco). La città è pulita, ci son tram per ogniddove, c’è un senso civico assurdo. Però bene o male ci ha due cose per cui è bello rimanerci un giorno lì a guardarsela un po’.

Graz: schlossberg
Di certo una è la collina sulla quale ha sede il castello Schloßberg, che domina la città da nord. Da essa si può ammirare Graz sopralzati di un centinaio di metri. Fatevela a piedi, ci si fa, anche se siete rottami, fidatevi. Dopo tutti i vialetti salite e iniziate ad ammirare la Torre dell’Orologio, la Uhrturm (occhio sempre la specificità della lingua tedesca. Del resto, per mandare affanculo una persona gli si dice "buco-di-culo". Qui siamo al letterale torre-delle-ore)
Intorno c’è tutto un complesso più o meno specifico. Di cui parlarne, ecco, già stiam facendo notte, diciamo alla prossima.

Dalla collina vedi un po’ tutta Graz. Sovente vedi anche un po’ la cappa di inquinamento-nebbia che la soffoca. Comunque ci sono i binocoli e tutte tavole per capire che ne so, quale sia la Hauptplaz, che è la piazza pedonale, o la Herrengasse è la via principale, che collega le piazze Hauptplaz e Jacominiplaz, ed è quella con tutti i palazzi dipinti.

GrazLa seconda cosa che a me sembra particolare è la Grazer Murinsel. Costruita quando Graz è stata capitale europea della cultura nel 2003. In pratica è un isolotto artificiale collegato con due passerelle alle sponde della Mur. Dentro questa specie di navicella, tra le acque impetuose della Mur c’è una specie di Anfiteatro, un caffè, e i giuochi per bambini.

Ecco.


0 thoughts on “Oggi parliamo di Graz.”

  1. bellina graz…

    c’ero x qlc giorno subito dopo Natale, con la Mur ghiacciata e l’isoletta che sembrava un cubetto galleggiante… interessante anche il “cetriolone” o museo d’arte moderna, specie quando lo accendono la sera (che con quel che gli costa lo fanno solo x le feste o ai vernissage)

    Lilith

  2. Noooo!

    Che nostalgia Graz!

    Ci stavo 7 anni fa, primo lavoro, prima storia “davvero seria”, prima casa da solo… datemi una macchina del tempo!

    Insomma, non credevo però di aver dato il via all’invasione :D

    Povera, era tanto bellina…

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