This is PAAAAARMAAA!

C’è questa cosa che qui si diede dei consigli a Vignali (uno ancora inascoltato, ma se fa questo come prossima decisione voglio un posto in giunta comunale, tanto più che il popolo m’acclama), tipo questo che era un po’ esteso a tutti i sindaci italiani: ovvero punire chi insozza tutto il suolo pubblico con multe un po’ più che esemplari in modo che qualsiasi cosa butti piuttosto te la rimangi (o come si diceva lì, mal che vada cuci il deretano al miglior amico dell’uomo).

In pratica il nostro sindaco, che io stimo da tempi di assessorato, ha tirato fuori una serie di ordinanze magari che sembrano un pochino esagerate dal punto di vista pecuniario, ma ci vogliono. Eppoi fatevelo-celo dire: a Parma si respira quest’aria di grandiosità indipercui ci stanno queste cifre che fanno girare la testa.
Insomma, le ordinanze variano da quel problema che direi carfagnano al probemillo dello sporco in giro per la città. Fatemelo dire: ce ne era, e ‘st’ordinanza serve. Ché se uno è suino dentro certe abitudini fa fatica a stroncarsele. Quindi, in tempi di austerity come questi far leva sul portafoglio è cosa buona e giusta.

Non son d’accordo con l’abbassare le multe come dice Legambiente. Una merda di cane a Parigi costa 185 euro. Uhm, almeno due anni fa costava così. Però dico, per noi era impensabile. E alla fine è giusto che il divieto di sosta costi poco. Volete mettere quanto, soprattutto gli anziani, han rotto i coglioni le nuove auto dei non-studenti nel parcheggio di via Volturno e quante multe abbiam preso noi studenti per mettere lì l’auto e arrivare alle lezioni a cui dobbiamo presenziare per forza? Ecco.

Cioè, a me se una pisciata ti costa 300 euro… frega poco. Pensa lì, quando i vigili l’avran colto in fragranza, chissà cosa avrà spiegato. Che stava facendo il pieno alla saracinesca? Ora, capisco l’incremento del costo della benzina ma ‘sto pieno gli è costato quanto una caccola di Moratti. Più pappagalli per tutti, insomma. Imparate il vecchio trucco di farla nella bottiglietta come ai festival, orsù, da dentro i pantaloni.
Lo spegnisigaretta.
Sì, c’è il solito problema che "fatta la legge, farla rispettare è uno zinzinello difficile". Qui perché? Perché i cestini non sono stati pensati per spegnere le cicche: fermo restando che io sostengo i secchi alla francese (ossia una busta senza altri cazzi e mazzi di contenitori, un po’ come c’è in alcune nostre stazioni con i vari bidoni-busta differenziato che, caro sindaco, sarebbero da mettere qua in città per via delle scadenze che vi siete dati con la differenziata. Di cui ci sarebbe da fare un discorso a parte, giacché è gestita malissimo. Ma si sa, non pensate cogli occhi del consumatore…), qua, nella grandeur di Parma, ci mancano i secchi con lo spegnicicca. Vi dirò, a Mantova ci sono. Identici, brutti e mastodontici come qui a Parma ma con gli spegnisigaretta ai lati. Qui si dovrebbe fare un lavoretto alla Muciaccia per implementarli, e del resto, visto che c’è l’ikea, direi di mettervi-ci una brugola in mano e via andare…


0 thoughts on “This is PAAAAARMAAA!”

  1. Per ciccare nei ciccatoi della stazione di Bologna un paio di volte ho rischiato la catastrofe, perché io ci andavo con tutte le buone intenzioni a spegnere la sigaretta lì, ma poi l’agglomerato rovente che veniva via rotolava nel sacchetto sottostante e allora prima buttavo il resto della cicca per terra perché ero troppo presa dall’emergenza falò, poi cercavo di individuare la bracetta infame per capire se si correvano dei rischi, infine allagavo il sacco sottostante con l’acqua della bottiglietta che mi porto sempre dietro, finché non ero certa che un po’ di quell’acqua avesse raggiunto l’obiettivo. Adesso non ci penso nemmeno ad avvicinarmi a quei cosi.

    Per le vie di Bologna, invece, i posacenere stanno sparendo da dove li avevano messi (in cima ai contenitori del rusco), probabilmente svitati e portati a casa da persone che apprezzano lo stile municipale.

  2. Quest’estate facevano la rassegna di film/cartoni animati in Piazzale della Pace, al venerdì sera (mi pare); ci sono stato una volta con la mia ragazza; birretta alla mano ci siamo goduti i Simpson, se non che quasi alla fine dello spettacolo, la di lei vescica decide che il livello alta-pericolosità è raggiunto.

    Si alza e va per cercare un bagno; dei tre locali affacciati sulla piazza, due erano aperti, il terzo chiuso per ferie.

    Quello in ferie era il bar Paganini, conosco personalmente i gestori e sono molto amico con le figlie, leggi: posso andarci a far pipì senza comprare nulla evitando che mi guardino male.

    Gli altri due sono, se non ricordo male, il forno Castagnoli e un altro mini-forno che fa anche pizza al taglio.

    Dopo dieci minuti la mia ragazza torna dicendomi che nei due locali aperti le avevano detto che non avevano il bagno; ovviamente una bugia, ma che ci possono fare loro se non hanno l’obbligo di fornire questo servizio? Non sono bar, è come chiedere che nei negozi di ferramenta ci sia il bagno…

    Morale della favola: siamo andati nel pisciatoio di Parma, ovvero in Pilotta, e con notevoli difficoltà è riuscita, anche grazie a me che la coprivo, a espletare il tutto tra un muro e un paio di auto.

    Non ti dico l’imbarazzo e la paura d’esser visti.

    Tutto questo pensando che esiste un bagno pubblico perfettamente funzionante, ma soltanto di giorno, di fronte a Tezenis, lì dal Teatro Regio. Io credo che non ci voglia un genio per pensare che se organizzi una manifestazione del genere, dove la metà degli spettatori son famiglie con bimbi, devi anche tenere conto di una toilette.

    Ebbene, passi l’episodio del tizio in via Spezia a cui ti riferisci nel post, ma certe cose “cozzano” un po’ troppo tra loro.

    Insomma, il tizio era la “pagliuzza”, mentre qualche centinaio di persone in una piazza sono la “trave” nell’occhio di quest’amministrazione.

    E sticazzi quant’ho scritto.

    (Ah e poi ci sarebbe anche la cosa di chiudere la discoteca alle 2; per carità, d’accordissimo, me ne vado a letto prima pure io, non vedo l’ora! Vorrà dire che il picco di incidenti mortali verrà spostato di un paio d’ore indietro; nulla di più…)

    Basta :P

  3. Per quanto riguarda il discorso ggggiovanile debbo fare un post avvelenato a parte :D

    Cmq, per entrambi, i problemi son due: il primo, primario, è che prima di fare una qualsivoglia legge o decreto il succo è che bisogna mettere a disposizione -in questo caso- spegnicicca (e se la gente li smonta, beh, inciviltà) e cessi.

    Il secondo problema è che nelle manifestazioni c’è da dire che un cesso biologico, per quanto infame, non lo si nega a nessuno. Eppure mi sembrava che di fronte a Castagnoli ce ne fosse uno (quando andai a vedere i Cluster, ma posso sbagliarmi eh).

    Diciamo che alla fine potrebbero pensare “dal basso”. Però non ci pensano. Le multe son sacrosante, non andiamo a guardare noi pseudocivili che per una volta ci troviamo nel bisogno, ma c’è gente che come smonta l’arredo urbano normalmente si sente nel bisogno di fare comecazzoglipare.

    Il ciccatoio crucco nella foto per esempio costerà due lire rispetto al nostro arredo urbano ma è molto efficace. Però non ci pensa nessuno…

  4. Se una merda di cane costa 185 € a Parigi, in compenso una merda umana, piazzata in un corridoio della metropolitana, è ignorata ed accettata (assieme a tutti i barboni che ciabitano, pisciano, dormono e mangiano, in quella metro di merda)

    jack

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