I've been high.

Rem live at Futurshow station Bologna.Ci son delle differenze climatiche tra Bologna e Parma: se ne è accorta la mia sinusite, che per due ore e mezza di coda fuori l’ex palamalaguti, oggi sta gridando vendetta con inaudita violenza. Ma vabbè, dici, stai a guardà er capello dopo che ti massacri anche un ginocchio però grazie agli influssi di Stipe cammini ancora.

Ho un ginocchio così nero che sembra mi sia messa una ginocchiera, ma son come ferite di guerra, se ne va orgogliosi (naturalmente ringrazio mia mamma che aveva messo nella borsa termica il ghiaccio quello in busta di gel che al ritorno ho utilizzato sulla parte, altrimenti ora eran un po’ cazzi. Ah, le mamme. Son cose…)

Rem live at Futurshow station Bologna.Ma andiamo con ordine. Perché mi piace andare ai concerti? per quella interazione artista-pubblico che ti crea un’atmosfera unica, giacché non so, si instaura un clima di reciproca fratellanza che te non t’aspetti. Uno sharing di affetto da grande famiglia e cultura a go go. Cultura… nozioni, via.
Insomma, c’è stato ‘sto concerto degli R.E.M. a Bologna, che poi è Casalecchio, che poi era l’ex Palamalaguti che ora l’han chiamato Futurshow Station. ‘Sta cosa degli sponsor è stressante. Era il secondo concerto di un medesimo artista in così poco tempo, neppure due mesi. Una cosa un po’ strana quindi, dopo quello che fu un concerto memorabile in quel di Milano.
Ed era difficile perché quello era un concerto perfetto, perché c’erano gli Editors come supporters, perché boh, la scaletta era superlativa. Non so. La cosa bella è che l’ho vissuto in modo totalmente diverso: in terza fila. Con uno in prima fila verso la mia sinistra che, dotato di un fisico esile come un camallo incrociato con una libreria ikea, rompeva l’anima alzando le mani ogni 5 minuti per fotografare in formato VGA tutta roba mossa. E alla mia destra tutte donne diversamente alte. Pur essendo tutti loro gente che aveva preso i biglietti tramite il fanclub, quindi entrati prima, e quindi arroccati lì, sulla pedana della transenna, quindi a guadagnare qualche centimetro. Però con il cantante ipotricotico pur sempre fotograficamente a breve tiro.

Le cose più belle al di fuori della musica, che insomma, ecco sarebbe giudicabile in uno smiley gigante sono:

  • Da Dolce e Gabbana il caffè costa 2.50€. E sta tizia di Milano, che li ha visti in ben 7 concerti quest’anno, che gli ha fatto la posta lì nel loro locale aperto a Milano mi ha detto che anche il suo vestiario è ora dei due stilisti. Infatti, poveraccio, ha litigato tutta la sera coi pantaloni, tirandoseli su ogni 10 minuti. Eh, la vita bassa. Ma dicevo, in pratica a Milano han mangiato lì e se la sono scorrazzati in giro senza essere riconosciuti. Lì è partita la solita mia menata: "io mica lo so se vedo il mio cantante preferito in giro se lo fermo o no, mi vergogno, mi sembra di rompergli le palle, che gli dico poi…". Mia mamma mi fa: "lascia che si veda in giro, poi lo fermo io". Il senso pratico ho capito da chi l’ho ereditato. Ah, poi la stessa tizia di Milano, che era molto amicona e caruccia per essere una milan… coff, i luoghi comuni scusate, diceva che vedere i concerti in Svizzera è una rottura tremenda: ché non ti fan entrare le bottiglie (poi le vendono dentro, ma a lei un litro glielo hanno smezzato in due bicchieri di plastica da birra media, comodissimi) e ti fan storie per le macchine.
  • Appena ho visto la polizia ho capito che la entrata sarebbe stata difficoltosa. Mah, personale non all’altezza all’ingresso, che non sapeva neppure strappare i biglietti. Al confronto a Ferrara son dei professionisti. La mancanza di tizi addetti con esperienza è un Male. Comunque non hanno ravanato nelle borse né niente, almeno a me, che sono entrata alle 19 precise.
  • Ad un certo punto, a metà concerto, Peter ha bloccato Michael e gli ha indicato in mezzo al pubblico. Io ho pensato a un malore, poi ho visto i gorilloni della security allontanare uno. Ne abbiamo discusso anche qua con Ardesia ma non ne siamo uscite. Qualcuno ha notizie del poraccio?
  • Peter era così ebbro di vino (rosso) che a volte tentava delle piroette su se stesso ma sbandava. Mito.
  • Ancora più mito era il marchigiano alla mia sinistra che incitava Peter spessissimo, tanto che il musicista stesso lo invitava imbarazzatissimo a fare silenzio.
  • Alla mia destra invece c’era una coppia bolognese di cui lui Rem live at Futurshow station Bologna.era fansissimo del gruppo. Sebbene si fosse incaponito che Up fosse del 2000 (invece no, è del 98. So bene che son 10 anni fissi che seguo i Rem….) era molto simpatico, e mi ha spiegato del perché dei dinosauri sugli amplificatori (dal malore del batterista durante il tour di Monster). L’altra coppia invece proveniva da Catania, e oltre ad avermi fatto sperticati complimenti per le foto -son cosissime-, mi han detto che la tappa di qualche anno fa nella loro città derivava dall’amicizia con un locale discografico (quello dell’etichetta che lanciò la Consoli) poi morto per neoplasia, e quindi erano spesso laggiù da lui e il concerto lo fecero come in sua memoria. Ma poi mi son persa un po’.
  • Insomma, io ho filmato e fotografato come una mandrilla e non m’han detto nulla. Ai succitati vicini han rotto le balle nonappena provavano a fare un filmino. Non so…
  • Lo sguardino recitativo verso la mia camera di Michael a pochi centimetri da me.

Due appuntini sul lato musicale: I We are scientists sono molto bravi dal punto di vista suono e resa sul palco, ma il repertorio, specie il nuovo album, è deludentino. Non so, li aspetto col terzo album e tiro le fila.

La scaletta era non eccelsa, troppi pezzi vecchi che non avevano grande presa dal vivo, ma gli R.E.M. son troppo bravi, non ho parole quindi per giudicarli. Cioè, anche una schifezza con Stipe raffreddato sarebbe meglio di molti altri gruppi e cantanti italici e non. Sono stata contentissima. Non tanto lì per lì, ma c’è una cessione prolungata nel tempo, mi sto accorgendo.

Saluto ancora Disorder e Luca, con cui purtroppo son potuta rimanere a parlare poco perché gli addetti ci han cacciato fuori con metodi di memoria un po’ fascista. Sarà per la prossima :)

Rem live at Futurshow station Bologna.Scaletta/Setlist sul sito.
Ma il prode Disorder segnala che tra animal e end of the world c’è sweetness folows, e il sito non la riporta:
1. Living Well Is the Best Revenge/2. What’s the Frequency, Kenneth?/3. I Took Your Name/
3. So Fast, So Numb/5. Drive/6. Maps And Legends/7. Walk Unafraid/8. Man-Sized Wreath/
9. Ignoreland/10. Hollowman/11. Circus Envy/12. The Great Beyond/13. Just A Touch/14. 7 Chinese Bros./15. She Just Wants To Be/16. One I Love/17. I’ve Been High/18. Let Me In/19. Horse To Water/20. Bad Day/21. Orange Crush/22. Imitation Of Life///23.Supernatural Superserious/24. Losing My Religion/25. Animal/26. It’s the End of the World As We Know It (And I Feel Fine)/27. Man On The Moon

Tutte le foto, con qualche video breve, qua su Flickr.
Due video su youtube, per ora.


4 thoughts on “I've been high.”

  1. “anche una schifezza con Stipe raffreddato sarebbe meglio di molti altri gruppi e cantanti italici e non.”

    A parte che io lo dico sempre che per me Stipe potrebbe pure cantare l’elenco del telefono, e mi andrebbe bene lo stesso. Ma a me ‘sto concerto è piaciuto davvero tanto, più di quello di Perugia. Anche se continuo ad attendere, senza riscontro, “Find the river”. Ma prima o poi la becco eh, anche perché non ho intenzione di perdermeli quando torneranno in Italia..

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