Parma è l'anello di congiunzione tra Budapest e Vienna.

Questa è una riflessione partorita in auto. Poi la riflessione è proseguita: "è sporca tanto quanto Budapest e poi ha gli abitanti scazzati tanto i viennesi".

Poi non ditemi che non trabocco di ottimismo sempre e comunque.
Budapest ha tre grandi problemi. Sono facilmente riassumibili in pochi punti espandibili.

  • Hanno una lingua impossibile. Sebbene anche mia nonna volendo potrebbe ricondurre una parola tedesca all’italiano. L’ungherese no, volendo puoi impararti delle parole. Tipo Zarva significa Chiuso. Ma dopo il casino è anche gli accenti, quindi no, non applicatevi. Però bene o male ci si capisce, perché sono meno teste di minchia che in altri paesi (forse son consci che la loro lingua è impossibile)
  • Lo sporco. La gestione della pulizia, per una come me, è un po’ alla cazzo di cane. Sì, ok, ex blocco comunista bla bla, ma la cosa resta triste, perché la città di Budapest è meravigliosa, solo che ha questa mediotendenza a sbragarsi, e ciò è male. Un po’ come Parma, che è tanto figa poi c’è sporco e spussa ovunque. In compenso però in Ungheria c’è molta più dignità nel mendicare, e sì sono senza cuore, la cosa mi fa molto piacere. Come del resto ho visto con piacere le distribuzioni di cibo degli Hare Krishna. Eh. Signora mia.
  • La gestione degli orari. Un paese che nella maggior parte degli esercizi chiude alle 17 o alle 18 è il Male. Io, che sarei per la liberalizzazione degli orari d’apertura, che mi si prende già ansia in Austria per la chiusura delle pasticcerie a un quarto alle 19 ‘sta cosa la odio. Figuratevi cosa è stato in Ungheria.

I Viennesi invece sono scazzati. Tanto quanto i nordestini di Italia scazzati. Ci son ‘sti punti di contatto che si vede che derivano dalle dominazioni, mica lo so.


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