Cheppoi voi italiani all'estero fate queste figure qui, che con un abile panegirico andremo a definire come DIMMERDA, ecco.

Che poi io mi trattengo. Poi col mio modo scemo di respirare mi ero presa un mal di denti cane che insomma, sembrava avessi le mestruazioni dalle gengive. Una sera mi veniva quasi da piangere per non riuscire a mangiare o bere per quanto avessi la bocca piagata. Ma ho resistito, pregando San Listerine. Poi mi son ricordata di avere la Borocillina in borsa oltre agli antibiotici e tutto è passato. Però ho fatto circa 3 giorni di espiazione.
Ma la mia borsa dei medicinali pesava quanto un neonato maschio che nel sud definirebbero "torello", per peso.

Quindi io mi trattenevo, delle volte, e esclamavo solo quando c’erano conoscenti la mia frase che è diventata leit motiv a Budapest dopo Natale. Una esclamazione che, noblesse oblige, risuonava come: "Maiala del freddo". Il tutto in un pregiato accento sudsenese.

Però intanto son passata, tornando, difronte all’outlet di Mantova: km di code fuori dal casello. La gente all’arrembaggio tipo come se fossimo nella striscia di Gaza e dovessimo conquistarci il pane. Boh, non capisco. Due giorni prima in Mariahilfer strasse la gente era bellina ordinata, anche in fila alle casse, per i saldi. Nonché i negozi di scarpe son quelli di un paese civile: i numeri vanno dal 35 al 42, per donna.

E lì gli italiani li riconoscevi, ché facevano commenti sui prezzi.
Poi in Italia vanno agli Outlet.

L’altro problema era anche la quantità di italici ovunque. Al bagno, al caffè, in metro. Tutti a fare le feste fuori. Tranne il Natale, lì ero solo io in giro. Comunque c’erano questi italiani, che poi mi si sono accorti che ero italica da quando ho chiesto il menù a Salm Brau in italiano dacché c’era la mì mamma a mangiare con me e tradurre tutto il menù si faceva pesante. Insomma quindi da quando han capito che ero italiana questi mi guardavano e mi indicavano come se avessero visto ET, Scamarcio o Ciribiribìkodak, non ho capito bene.
Quindi quando ho ordinato un Mass (un litro di birra), mi guardavan come se avessero visto un coso impossibile.
Quindi quando mi è arrivato lo stinco si sporgevano per vedere cosa avevo ordinato.

Ma la cosa meravigliosa è che han servito me prima di loro, arrivati prima di me. Quindi credo che l’acredine da parte loro sia peggiorata.
Ma la cosa bella è stata, insomma, che tu sai che ci hai me che sono italiana vicina e quindi fai discorsi ad alta voce? Posso capire quello dei peli pubici, che credeva fossi di chissà dove, ma questo sapeva.
Quindi dopo aver detto per venti minuti "eeeeh, questo è gulash" (quando il gulash in realtà è di origini ungheresi ed è una zuppa, in austria cambia e diventa un secondo piatto tipo spezzatino e han due gusti diversi) si produce in una perla di simpatia bagaglinesca:

"Uè, stasera ci compriamo una sacher, poi mi metto lì sulla poltrona in hotel e la mangio… hai capito, ti va bene eh? Poi mi prendo la bottiglietta di rum e faccio torta e rum, lì sulla poltrona in canottiera e mutante. Oh, non fare foto per poi ricattarmi eh…."

(mi son cadute le ovaie)
(e lei tutto il tempo ha detto "ah, mi hai portato a mangiare in una cantina, che schifo")
(santiddio, poi si lamentano che succedono omicidi)


0 thoughts on “Cheppoi voi italiani all'estero fate queste figure qui, che con un abile panegirico andremo a definire come DIMMERDA, ecco.”

  1. eh pensa che sul volo di ritorno dall’Italia per München il mio vicino che espatriava per il capodanno, un giovane lombardo che lavora in pubblicita’, ha tenuto a farmi sapere che la rovina dell’Italia sono i sindacati. Ecco, questa gente e’ libera di girare in Europa, e infatti poi la incontri, purtroppo.

    schatten

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