Come un rumore sospeso che non esplode.

Son stata circa quattro ore buona con il mal di stomaco e le fitte (fitte, suvvia, sembra che qualcuno abbia dimenticato un accendino acceso dentro) ma mi sono alzata quando, incazzata, mi son accorta che il display della radiosveglia è deceduto.

Io con le radiosveglie ho la stessa fortuna che con le persone del nordest: solo che gli apparecchi decedono uno dietro l’altro, e sempre per la stessa cosa.

Bah.
Ci sono cose inspiegabili, tipo il mio intestino che al quarto-mezzo-calice-di-bianco della festa di mercoledì ha smesso di fare male. Io non so come mai, qui funziona tutto alla cazzo di cane e mi da profondamente noia.

Poi c’è che uno dovrebbe scrivere cose intelligenti, sensienti, serie, accattivanti, specchio della propria verve ora che per motivi contingenti -leggi barcamp- passano porci e cani. E invece si fa la figura del piffero, visto che ci son solo le lagnanze base.
Che par di maroni, lo so, lo penso anche io.


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0 thoughts on “Come un rumore sospeso che non esplode.”

  1. La frase del 1°commento è stata ripresa da quelle citate a sinistra del blog, della canzone Goccia di Cristina Donà.

    Radiosveglie e persone hanno una cosa in comune: quando sono guaste vanno eliminate dalla propria vita senza rimpianti.

    Graziella2204

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