Tutor (nel senso di ciechi e cani guida)

Mia mamma ha ricevuto una multa sulla sua macchina. A parte che ultimamente si usa la mia macchina, e quindi già la cosa era sospetta, la cosa strana è che ‘sta multa venisse da Lodi. Perché sinceramente il culo nel lodigiano, in auto, credo non ce l’abbiamo mai messo. Del tipo che noi non s’è andate mai a Milano in auto, dacché è una rottura di coglioni, suvvia.

Dicevo arriva ‘sta multa. Incapibile. Cioè, quello che si capisce è che c’è da pagare centosessantaeuro e che i punti della patente che saranno scalati sono tre. Bene. No, cioè, bene un cazzo. Ché uno se prende un autovelox perché si sente Fisichelladentro è una cosa, se lo prendi perché non ci sei neppure stato ecco, ‘sta multa presa ectoplasticamente alle 23 e qualcosa del 4 agosto, dai, come dire, ti girano i coglioni.
Poi i codici che non ci si capisce nulla.
Meglio puntare su una cosa: l’odio tra i comandi della stradale. Basta dire a Parma che son di Lodi e ti aiutano tantissimo, quasi per fargli dispetto. Ti dicono che la multa, quel codice lì è un tutor, e per il tutor ci deve essere una foto, e in caso ce la facciamo mandare qui e la confrontiamo se può esser vera.

Sì, ma a me, nel lodigiano, non sarebbe venuto in mente di andarci neppure coi neuroni sotto lsd.

Dopo che li trovi capisci anche che te per una multa a Lodi devi chiamare il comando di Milano. E a Milano il venerdì pomeriggio e neppure il sabato lavorano. A Parma sì. Oserei un suca, ma sono troppo signora.
Poi quando trovi l’agente, il lunedì, l’agente ti dice che ecco, insomma, ah non era tua la macchina? Ah, ma è una Ibiza? Allora sì, la lettera finale che lui presumibilmente pensava fosse una B allora potrebbe essere anche una P. E che allora si è sbagliato. Ma pirla ciecato, non potevi controllare alla motorizzazione i due modelli diversi di auto, tutore del disordine tu che puoi?

Le seghe diobono, le seghe in ognissenso.


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