Poi faccio le recensioni, ma adesso parlo di posti e persone.

  1. Il palaisozaki è figo. Cioè, dentro fa un freddo della madonna (c’entra il ghiaccio?) ma è bellissimo. Sì, i posti in tribuna sud sono stati un ladrocinio. Ma il posto è figo. Bello, ci si esce ordinatamente. Ve lo invidio, non si deve bestemmiare per andarsene in auto come da Assago o non si soffoca come a Casalecchio. E il servizio d’ordine, mi sa lo stesso dell’Olimpico di Torino e quindi abituato con le partite, è più intelligente che altrove. Diciamocelo: a Bologna ci trattano come galeotti nelle navi. Lassù no. La gente da cui ero circondata era abbastanza normale, specie c’erano molti francesi o signore che mi han copiato l’acquisto della maglietta (ho preso la nera che avevo detto su twitter un mesetto fa. Ne sono soddisfatta)
  2. A Lione c’erano delle persone con una cultura musicale assurda. Avevo avanti due bimbi che erano decenni e il fratello teenager accompagnati dal padre e scafatissimi in concerti, addirittura tutti attrezzati coi tappi per non nuocere al sistema uditivo bimbesco. Due ragazzi inglesi (lui anche molto notevole) che parlavano di festival, con una competenza assurda nell’elencare anche come sono cambiati i Babyshambles negli anni. 40 centimetri intorno a me di spazio vitale. Tutti che applaudivano e chiedevano al gruppo dei tre meno conosciuto (i Wintersleep) informazioni sulla loro musica e le loro pubblicazioni. Cazzo, mi stavo commuovendo. Il servizio d’ordine che non ti scassava le palle per le foto. Nessuno che FINALMENTE pogava sugli Editors. Cioè, ero contentissima per il clima, la seconda fila e le goccioline di Flugge che sicuramente mi sono presa da Tom Smith. Ah, occhio, se arrivate al Transbordeur dalla Periferique nord non si svolta molto bene verso il locale a sinistra, però se arrivate a Lione in treno sappiate che c’è la fermata del bus avanti. E se arrivate in auto c’è il parcheggio, grosso.
  3. Il Palatorino fa architettonicamente cagare. A livello acustico è meglio del palaisozaki eh, e non è che ci voglia molto, ma già lo smantellamento del Delle Alpi vicino fa molto clima post atomico. Ma dentro fa proprio schifo eh. Poi avevo dei vicini di concerto che mi hanno un po’ perplesso: alla mia sinistra c’era una donna molto incinta, e il mio substrato medicale mi ha fatto pensare "cribbio, ma con l’amplificazione dovuta al liquido amniotico quanto si rincoglionirà stasera il futuro nascituro?", sicché ogni tanto le tiravo uno sguardo perché ero terrorizzata che da un momento all’altro potesse partorire. Avanti avevo due provetti ballerini: a destra il figlio segreto di Enzo Paolo Turchi che aveva come coreografia standard una cosa del tipo "ballo ballo ballo non m’innamoro" con le mani in alto che vibravano. L’altro, a sinistra, era palesemente il figlio segreto di Tommassini: sculettava mentre variava le coreografie che erano da "agito le mani tipo YMCA" a "fingo che ci siano da pulire i vetri avanti" a "gioca jouer rivisto in chiave anni 2000". E non sentivo (olfattivamente) girare così tanta bamba da mmm… da tanto tanto.

0 thoughts on “Poi faccio le recensioni, ma adesso parlo di posti e persone.”

  1. a proposito del terzo punto,  ho visto i Muse anche lì…audio terribile (te l’avevo detto) scappai anche allora…a me torino x i concerti porta sfiga…:(

    Laura

  2. sono stata a casalecchio a vedere i green day… concordo sul fatto che si soffocasse, ma io e la mia amica non abbiamo avuto nulla da eccepire sull’uscita dal futurshow… è logico che ci sia un po’ di coda, ma ne ho fatte tante peggiori uscendo dal palarossini ad Ancona (che acusticamente fa schifoooo!!!).
    aspetto le recensioni dei concerti!
    ciao
    Kanachan

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