In your eyes, I am magnified.

Julian Plenti, live in Magazzini Generali, MilanoOra questa cosa che Paul Banks mi han detto che fischietta mentre è in bagno mi sta creando degli scompensi. Ok, appena me l’han detto ho risposto una cosa del tipo "oh, beh, si vede che doveva ispirarsi", però ora come ora non so se riuscirò più a non ridere vedendolo figo tirato quando è negli interpol e non un po’ così, nerdicchione, come quando è Julian Plenti.

La cosa bella è stata anche conoscere due ragazze che ho come contatto flickr da più di un annetto e ci favvavamo le foto, ché loro le fanno davvero belle. E quindi eravamo tutte lì che poi si parlava dei Muse ed era tutto bello, simpatico, caruccio anche se aspettavamo lì fuori i Magazzini generali e io non è che sentissi tanto più le dita dei miei piedi, e loro meno di me visto che eran lì dalle 16.
Poi c’erano come supporters gli I’m in you, che si son portati la famiglia e l’han salutata, e la famiglia ci ha salutato. [poi il batterista lancia la lattina e arriva esattamente a 4 cm da Marina e a 15 da me, mah, son cose. Mamma! non preoccuparti!]
Era bello, ‘sto clima da sagra paesana. Un po’ come la camicia di Julian/Paul, ché è un po’ inserita nella settimana dell’artista con la camicia agreste.
Peccato che sia stata solo un’oretta e dieci tiratissima di concerto, però è stato bello bello. Ma tanto eh, lui è bravo, e poi sorrideva. Che quando ti ricapita più di rivederlo sorridente, ‘sto qui che è nato il 3 maggio. Noi del tre maggio, siamo così professionali al lavoro che ci dimentichiamo anche di ridere.

[sì, guardavo il concerto con gente che vedeva Paul Banks come io vedo Tom Smith]

Le foto son belle assaje, il video pure (ma mica l’avevo capito dall’attacco che era Games for days, je possino)


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