Militant quotidien de l'inhumanité.

Quando ero più giovane (parliamo di una decade fa) ascoltavo alcuni cantanti che ora non ascolto più, perlomeno con la stessa cadenza. Solo che io una decade fa ascoltavo i Noir Désir. Tutti, ora che lo sanno, beh oddio non tutti ma una larga fetta mi guardano un po’ come se avessi detto che non so rubassi l’oro ai cadaveri.

E’ che da noi la cronaca va un po’ sopra tutto lo stato dell’arte. Bertrand si era riempito di droga e alcool, aveva iniziato una vita che poi ha avuto anche un ciclo finale con Marie Trintignant, attrice, lasciando la prima moglie dopo un po’ dal secondo parto. E poi a Vilnius era così fuori, così strafatto, che non si è neanche accorto probabilmente di aver litigato e poi ucciso a furia di botte Marie. Era così infarcito di eroina, anfetamine e alcool che ci son volute sei ore per realizzare cosa avesse fatto. E mesi in cui in carcere a Vilnius ha tentato di ammazzarsi, consumato da rimorsi o da chissà cosa. Non possiamo immaginare, né pensare.
Poi la storia è continuata con il carcere a Vilnius, il carcere in Francia. Gli arresti domiciliari a casa della famiglia, con la ex moglie che lo ha sempre difeso.

Bertrand Cantat, l’anima dei Noir Désir. Che per voi che non sapete della Francia forse trascurate che non sono soltanto una band che da Bordeaux ha scalato le classifiche francesi con un milione di copie vendute con ogni disco. Sono i "Noir Dez", un gruppo che è famoso e acclamato come un vascorossi qui in Italia ma che non parla solo di figa. No, anzi, un gruppo militante, capace di impegnarsi contro il Front National di Le Pen, passare a fianco dei No Global, e scrivere anche canzoni su come si vive in periferia, senza essere neomelodici francesi.  Una musica ha fatto da colonna sonora alle inquietudini, alle malinconie e alla rabbia di tanti, in Europa.
Non c’è solo da ascoltare le musiche, c’è da leggere le liriche, con Cantat che è un poeta dell’inquietudine, capace di lunghissime ballate letterarie come di veloci, arrabbiatissimi, pezzi quasi punk, che fotografano la società contemporanea. E i pezzi risultano ancora dannatamente così attuali, tanto da aver fatto riesumare in Francia la canzone l’Homme pressè per raffigurare al meglio un Sarkozy.
Le vent nous portera, quel singolo che ci sbomballò le gonadi per un estate, sottolineato da quella chitarrina di Manu Chao, non è sintomatico della loro musica, abbastanza diversa da quel pezzo, ma sintomatica di come Betrand riuscisse a scrivere in modo intenso qualsiasi cosa.

C’è questa cosa poi di un paio di giorni fa, dove la prima moglie di Cantat è stata trovata impiccata in casa e lui dormiva nella stanza a fianco. L’ha scoperta appesa in casa il figliolo tornando da scuola. Una donna che aveva una vita sua e un suo mestiere, affermato.
Ci sono persone che hanno questi ricorsi spaventosi pur non avendo neppure una colpa propria. E’ uno strano scherzo di una cosa chiamata destino. Tu magari hai fortuna altrove ma scazzi clamorosamente una categoria.

Ora Cantat si ritrova con due figli non maggiorenni e nuove canzoni scritte da poco (Gagnant/Perdant) e pubblicate un anno fa che non sono quelle di prima.

Del resto, a me piaceva anche Ian Curtis.


0 thoughts on “Militant quotidien de l'inhumanité.”

  1. ciao non ho mai scritto prima qui ma ti seguo perchè condividiamo la stessa irrefrenabile passione per i muse; ora scopro che sei(eri) impallinata per i Noir Desir (dopo des visage des figures era difficile andare oltre) e che dire… ti stimo

  2. A me non dispiacevano le collaborazioni con i Tetes raides, magari L’identite’. Perdona gli accenti, non ho voglia di andare in cerca di simboli che non ho sulla tastiera. Ah, pigrizia.

Rispondi