E ora ravanatevi tutti i maroni come gesto apotropaico.

Iniziamo con la posta dei lettori [tranquilli, mantengo la praivasi]: qualcuno di voi, molto più nerd di me mi fa notare che ricercando "uccidi un grissino" o "fran splinder" non compare più la home page del blog, ma solo le pagine interne e che il pagerank (esiste ancora? beh, sì, se è tornata in voga la tbc…) è crollato da sei a zero.
Manco fosse una sconfitta di una certa squadra di calcio.

In primis possiamo chiederci: ma perché cercare il mio blog su un motore di ricerca? Visto che è così pluripremiato e visto che tutti, quando chiedo di scrivere da loro, mi dicono "so come scrivi, è molto personale, coinvolgente ma cerchiamo altro" e quindi millantano di leggermi e -perdonatemi- visto che l'url è un po' anche pro-smemorati… cazzo lo cercate a fare?
In seconda battuta potrei tirare fuori la cosa che in realtà non siamo nessuno, non esistiamo, questo è tutto un bluff e codesto blog non c'è mai stato. Voi state sognando.
In terza cosa: la colpa è mia, sono una cogliona che non è mai voluta migrare su proprio dominio perché aveva scazzo e culo pesante. Quindi oh, o splinder ripristina o bookmarcatevi il blog ovunque, anche dietro la porta del cesso (e se lo fate veramente mandatemi la foto, di dove lo scrivete, sarebbe un meme bellissimo)

Ma non è che abbiamo finito qui, ora vi conto cose che secondo me se le viene a sapere un gatto nero quando mi vede sta lì con le zampette a scorticarsi le sue castagnette.

[ehi, ora viene fuori abbastanza merda in modo da poter candidare questo come post dell'anno!!111! Altro che fare i piagnistei su report che vede i social network come i satanisti son visti dal Vaticano…]

Ieri sono andata al Locomotiv a vedere Anna Calvi. Per inciso era una settimanella che non giravo moltissimo: ho avuto febbre discretamente alta e mal di gola. Tutt'ora è così arrossata che dopo che parlo un po' (tipo ora, con due ore di radio) mi esce del sangue dalle mucose. Ma anche qui è colpa mia: ho la faringite cronica e me ne strasbatto.
Posso dirvi che il concerto di Anna Calvi, sebbene mi stessi addormentando durante l'opening act forse a causa della settimana avuta boh, è stato figo. Al Locomotiv non era così caldo ché hanno installato i ventilatori così come la mamma li fece mettere in hotel da papà nel 1986. La Calvi ha lo stesso peso di Chiara Iezzi ma una voce che spacca e una presenza scenica che lèvati. Consigliatissima, ma ne parleremo su Radionation (anche se abbondantemente, lì, ve le ho mantecate)

Il punto è che poi appena dopo finito il concerto esco dicendo agli amici "no, beh, voglio rientrare a un orario onesto", anche perché sapete, io è dopo anni di malattia che sto riniziando a girare da sola in auto sebbene prenda ancora farmaci che con la guida non vanno d'accordissimo (ma prendo scatole di bevande alla taurina se vo in auto per la sicurezza mia e altrui), sennò rompo sempre i coglioni [e ora mamma commenterà: ma non è vero!] alla mia mamma che insomma, è un incrocio tra badante e segretaria che mi viene sempre appresso. Ma ecco, ero lì io e la mia auto parcheggiata comodamente davanti al Locomotiv.
Vado a girare la chiave. Niente.

Penso: boh, sarò diventata pippa nella guida. Son epoche. Rigiro e a metà sento solo il rumore della pompa del clima che si blocca a metà. Non si accendono le luci, il quadro per un attimo dice che siamo al primo gennaio e funziona però l'autoradio.
Rifletto due secondi perché temo proprio di fare la figura della deficiente. Nel frattempo un mio amico mi dice che era lì fuori il locale e io ci rispondo un attimo che sto smadonnando che non mi parte l'auto.
Penso di aspettare due minuti e riprovare ed era già mezzanotte e mezza.

Niente.
Allora boh, che faccio? Apro il cassettino e cerco il numero del soccorso stradale. Quando mai mi era capitata una roba del genere? L'unica esperienza pseudosimile fu quando a Capo Sounion papà squarciò due pneumatici della Nissan Primera. Cosa che all'epoca non c'erano neppure i cellulari, e mandò me, che ci avevo sette anni, e mia mamma in auto con dei bulgari, che guidavano tipo Alonso ubriaco in modalità ho-scordato-la-frizione e con solo una di loro che sapeva l'italiano, fino al primo pseudo-meccanico. Che sapeva solo l'inglese e l'inglese lo sapevo solo io. Ma poi arrivammo ad Atene.
Qui ecco, chiamo quella roba che dovrebbe essere l'Aci a un numeroverde e mi dicono "guardi signora che l'intervento del carroattrezzi è 121,50". Staminchia, penso. Ho un blocco assurdo pensando in quanto li guadagno io 121 euro, poi penso che non è che ho scelta. Cazzo potrei fare, svegliare gente che conosco? Boh, mah, mi ci faccia pensare un attimo gli dico. Attacco, riprovo a rimettere in moto. Un cazzo. Richiamo. E mi dice che poi per trasportarla da Bologna a Parma son altri circa 300 euro. Ah beh. "Sì, ma perché sa, è l'andata e il ritorno del carro". Certo. "Poi mi da l'indirizzo di dove gliela portiamo? Ma se adesso gliela mette in moto i soldi ce li ha?"

Apro il portafogli e ho 42,80. La carta di credito mi si è smagnetizzata in settimana.
No, non li ho. Ma ho pensato, ho l'amico dell'sms a tiro, che potrebbe prestarmeli. Tanto se non glieli ridò mi può sputtanare su tutti i socialnetwork del mondo, è tranquillo. Credo.

Mica c'è il problema: la macchina non si riavvia. In un moto di compassione mi allungano alla stazione: primo treno non prima delle 4 e rotti. Sala di aspetto raggiungibile di lato e non davanti. Twitto, alcune persone splendide tipo Teresa, che è una delle ragazze che mi danno una mano con Radionation, si offrono di venirmi a prendere. Quasi mi commuovo, ma sono in uno stato di calma che mi da noia anche a me e ormai il mio obiettivo è prendere quel cazzo di primo treno per Parma e quindi rifiuto.

Mia mamma mi manda tipo sms che neppure se avesse una promo e non può venirmi a prendere perché con lei non ha la sua macchina. E non ci sono cazzi di mezzi di trasporto alle 2:40 della domenica mattina. E neppure boh, un vicino vicino da svegliare che si fidi a dare una macchina a noi. Quando dici essere orfani o cose del genere.
Ci ho sto stato di calma fino a che non ritorno circa alle 6:20 dentro casa mia. Poi mi monta un nervoso che per dormire un poco devo cercare di prendere qualcosa.

Ad occhio ora mi va via un migliaio di euro per nulla. Per una cazzata, perché i mezzi di trasporto pubblico fan cagare, perché tendenzialmente quando hai bisogno sei sola al mondo, perché la mia macchina è guasta quanto il mio fisico, perché ho una sfiga che la settimana precedente mi è andato tutto male.

Ne ho un po' piene le palle, penso 24 ore dopo. E non riesco a dormire neppure adesso. E magari mi venisse da piangere, ché almeno mi sfogherei.


0 thoughts on “E ora ravanatevi tutti i maroni come gesto apotropaico.”

  1. Secondo Rigagnolo tutto ruota attorno alla parola ANNAH sparsa qua e là nel testo, di una ipotricotica come la Calvi o di una capellona stile Europe.

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