Come la storia del ginecologo che lavora in posti dove altri si divertono.

Fortunatamente non mi frulla per il capo di prendere ginecologia.

Provenendo però da una famiglia che purtroppo ha sempre fatto le ferie alternative perché campava sulle ferie degli altri (e questo vizio di lavorare di backup nell'entertainment -ma come cazzo parlo?- quanto pare non riesco a toglierlo dal nobile casato che porto avanti) (oltre che sto prendendo il vizio di mischiare 38 lingue e linguaggi diversi fintanto che sto creando una lingua nuova un po' come Lapo Elkann, ma mista anche un po' alla verve linguistica di Emanuelefiliberto: 'na tragggedia quindi) questa storia mi è cucita addosso benissimo. Credo che in sette anni di bloggin' avrò certamente parlato quelle cento o duecento volte della mia prima volta in cui ho visto Rimini (era novembre e nevicava) e la seconda all'Italia in miniatura veniva giù più acqua che neppure se dovesse passare Noè da un momento all'altro.

Oh, zitti, ci ho così tante tare mentali che se dovessimo spiegare uno a uno i traumi infantili facciamo l'enciclopedia treccani.

Ora, ho questo hobby di scrivere di musica che vi giuro, tra promoter, recensioni di dischi, ma posso avere un pass se vengo a scrivere per il quotidiano o me lo pago come al solito, sì ma hai letto che ti sei scritto nel comunicato, ma posso fare anche due foto, no l'intervista te la mando domani perché oggi sono stravolta ecco… credo stia diventando un hobby talmente incasinato che a sto punto anziché giocare a sudoku al cesso impiegherò quel tempo nello studio dell'economia italiana dal dopoguerra ad oggi per avere un hobby più leggero e frizzante.


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