Di terra bella e uguale non ce n'è.

Da oggi non so se odiare più Trenitalia o Autostrade per l'Italia. Entrambe care, entrambe con disservizi.

Oggi al casello di Parma lì, l'infima macchinetta non voleva darmi il biglietto e la barra era alzata.
Ho provato a chiamare assistenza: mi hanno riagganciato. Ho provato: si è sentito un sibilo. Le Madonne crescevano in me come delle Lourdes Maria.
Un camionista mi ha insultata. Mi sono spostata più avanti, sono dovuta scendere, ho pigiato il bottone e lì arrivava un altro automobilista dietro di me che si è incazzato perché quanto pare era un giochino che ci bloccava tutti fatto partire da qualche bontempone. Ma lui ha deciso di incazzarsi con me, perché "le donne non vanno fatte girare, devono stare a casa".

Lì, in quel frangente, ho capito come accadono le liti in auto ove uno dei due automobilisti perde la vita fuori del suo abitacolo. L'ho capito benissimo. Solo che avevo una cazzo di fretta e spero solo che da domani colui il quale era a bordo di quell'autodimmerda non possa più pisciare in piedi.

Ma avevo fretta.
Sto scherzando. Mi state fraintendendo [sì, mi paro il culo come si usa in Italia]

Questo blog, oltre ad essere un covo di esagitati di quel gruppo di drogati chiamato Muse vuol diventare un gruppo di odio verso Autostrade per l'Italia (fin quando non si scusano e non mi danno un risarcimento maggiore rispetto a 3 mesi di telepass. Noleggio del. Cazzo ci faccio?) (e insegnategli ai casellanti che devono salutare, maiala ladra. Nelle multinazionali se non ti salutano poi li prendono a scudisciate)


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