Notti senza cuore.

Gianna Nannini live at Arena di Verona

No è che ci ho avuto anche la fortuna di averci la Nannini a suonare tipo a due metri, con quelli della security che dicevano alle tipe avanti a me "non buttatevi addosso, abbiate un decoro" che è stata una situazione tra il rotfl e il tremolio delle ginocchia.
Di seguito, quello che è andato sulla Gazzetta di Parma.


Uno show perfettamente costruito e una cinquantacinquenne da un’energia che fa invidia a giovani star straniere. Gianna Nannini, reduce da due trionfanti notti in Arena di Verona, oltre che a numerose date nei palazzetti italiani come ad esempio nella nostra regione a Bologna, col suo tour “Io e Te”. Il concerto calibra bene le canzoni dell’ultimo disco, presenti specialmente nella prima parte del concerto, facendo commuovere anche il pubblico sui pezzi che la cantante toscana, neomamma, ha dichiarato di aver composto per sua figlia Penelope. Nel mezzo del concerto anche un bel numero sul piano scenografico: la Nannini scompare dal palcoscenico e compare in platea a un pianoforte, dove brinda con un bicchiere di bianco, si gode il bagno di folla e inizia a intonare «Notti senza cuore» costringendo l’anfiteatro a seguire il programmato fuoriprogramma. Non solo momenti soft però, sebbene fossero presenti due violoncelli e dieci violini diretti da Will Malone: l’attitudine rock della toscana emerge anche nel suonare il violino strapazzandolo un po’ e invitando il pubblico ad alzarsi in piedi “perché il rock può essere suonato anche nei templi della lirica, mica è un troiaio…” E il pubblico si alza, anche perché è il turno dei vecchi successi che tutti cantano a mo’ di karaoke e che tutti amano. E la cantante corre da una parte all’altra del palco, abbracciando anche i suoi fan presenti sottopalco, senza cali di voce per le due ore di spettacolo. Solo piccole pause di pochi secondi per cambiarsi giacche: tra cui spicca una dove c’è scritto “God is a woman”, ossia Dio è una donna. Da segnalare anche un accenno di inno nazionale al violino e una particolare cover un po’ sgangherata di Volare, rifatta totalmente in chiave nanninica dove emergeva anche tutta la sua toscanità. Alla fine, sei minuti di applausi dell’Arena.


Rispondi