Scrivere 140 caratteri prevede meno smazzo.

Fondamentalmente io non ho mai avuto grandi crisi del blog: hanno fatto tutto gli altri. Ho però avuto grandi crisi in me stessa. Avuto? Ha ha. L'ottimismo.

L'altro giorno riflettevo circa come ho dovuto cambiare il blog da cronaca personale a come io vedo il mondo e le cose che capitano. Non è che è un grosso cambiamento: siamo sempre nell'ambito del blog personale (quello che era lì la corrente dei diaristi, quella che non si caga più nessuno ché son diventati tutti feshionistas o socialmediagurudestaminchia. Capite) sebbene manchi quel rapporto diretto tra me e lo schermo. Inizialmente ho sempre scritto qui sia perché non potevo scrivere altrove delle cose che mi piacevano e volevo parlarne agli amici senza scrivere 300 volte la stessa email, anche perché rischiavo di scrivere trecento email diverse, e poi per scrivere delle cose che se non avrei scritto qua sopra non avrei mai detto, soffrendo un casino. Scriverle qui mi faceva sentire meno sola. Poi son arrivate le teste di cazzo che hanno strumentalizzato tutto: è per questo che purtroppo non trovate più le cose scritte direttamente dal mio cuore, ma devo filtrare. E di certi argomenti non ne parlo più, temendo la sfiga.
Quasi mi spiace che siete arrivati ora, a leggere. Ora sembro più stronza, che sfigata. Ma resto sempre la seconda.

Quando qualcuna dice che i blog sono nati per prendere tutti per il culo mi chiedo come cazzo si abbia così visioni radicalmente opposte. Come disse un mio conoscente una volta "Abbiamo due punti di vista differenti ma il mio è il migliore". Non il mio, ma è l'assunto da cui partono a pensare gli altri. Sbajato.


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