Il Paese dell'amore e della passione.

Oh, quanto mi piace quando non sono obbligata a scrivere da altre parti così vi faccio il resoconto sgangherato alla cazzo qui.
Ieri sera c'eran gli Explosions in the sky all'Estragon. Concerto che segna la stagione concerti visti al chiuso e che porta verso concerti veduti all'aperto. Meno male, perché gli ultimi due concerti visti appena entravo sentivo freddo, poi venti minuti dopo grazie all'effetto bue&asinello (i.e. sfiatazzo della gente, gente che suda emettendo calore come una stufa a infrarossi) sudavo in modo profuso.

Tipo ieri all'Estragon fino alle Esplosioni nel Cielo (che han fatto un set tutto bello tirato unico, certo, cazzo: che dopo due ore che io e il chitarrista si sudava come se ci facessero la doccia volevate anche l'encore? Dai, cazzo, amici di ciccsoft.) che suonavano c'era il loro roadie che faceva una sorta di set sperimentale tra acuti ed elettronica. La tipa nana dietro di me (suppongo siciliana dall'accento) ha passato tutti i 15 minuti a lamentarsi "madò che lagna questo qui? Ma che vergogna? Ma che è strafatto? Ma quando la smette?" continuando a parlare. Mai avuta tanta voglia di sgozzare qualcuno. E dire che stavolta non era così male la fauna che avevo attorno: tre ragazzi americani tra cui uno biondo dal taglio federicapanicucci nei 90', coppia diversamente alta (uno sopra l'altro = alti quanto me) avanti a me con lei che scattava dalla reflex e lui che rollava canne, gruppetto finto simpa di parmensi che alla vista del roadie ha esclamato "ma è morgan freeman! ma è meglio come attore che come cantante"
Explosions in the sky live at Estragon, Bologna

Poi il chitarrista degli Explosions ci ha fatto il discorsino, ma per colpa di quelli prima sembrava anche a me l'iracheno di Lost. Diobono. Comunque il chitarrista si era preparato tutto il discorsino sul paese dell'amore e della passione che è l'Italia e allora noi ora suoneremo con amore e passione. Ora, ecco, alzi la mano a chi non è venuto in mente Berlusconi in quel frangente e la nostra nomea all'estero.

Chi non c'era comunque deve rosicare moltissimo.

[Cose scoperte ieri sera: riesco a fare un'ora e mezza di concerto al caldo, poi devo mettermi vicino alla porta per rifiatare. Son settata sui novanta minuti. Checcazzo.]


0 thoughts on “Il Paese dell'amore e della passione.”

Rispondi